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absinth
Se berlusconi dovesse vendere spero tanto che non lo faccia ad un unico proprietario, ma che faccia entrare pian piano più azionisti tutti mossi da una passione comune che è il milan.
Molte società sono in mano a più azionisti come per esempio la Juve, che è per circa il 60% in mano alla famiglia agnelli e società ad essa annesse, mentre il rimanente capitale azionario è detenuto dalla Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO) al 7,5% e da azionisti diffusi al 32,5%.
Lo stesso moratti possiete una quota di circa il 60% dell'inter, quota raggiunta dopo il 2006, quando comprò da tronchetti il 15,26% per 13 milioni circa lasciando "il provera" in società con una quota del circa 5% e le restanti quote invece ad azionisti diffusi.
Questo per comprendere che tra le grandi solo il milan è di proprietà completa di un solo azionista, cosa che risulta ottima quando il presidente è "un berlusconi di primo stampo", cioè presidente tifoso con solide basi finanziarie voglioso di investire per portare la squadra ai vertici etc etc
Rischioso, invece, quando il proprietario non ha le solide basi finanziarie di berlusconi e possa incombare in una crisi. che quindi si potrebbe ripercuotere nel milan stesso con tragiche conseguenze.
Siccome un personaggio alla Berlusconi che possa comprare il milan al momento non c'è, spero che già da Gennaio, il presidente venda piccole quote di minoranza, fare entrare gente milanista come squinzi e taci in società potrebbe essere gia n buon passo...
Permetterebbe di scegliere un CDA dove vedrei molto bene figure come quelle di Paolo e Leonardo.
Insomma di una cosa sicuro comunque andrà, per favore il milan ai milanisti...
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pifa86
I giocatori chiave della nostra formazione, a mio parere, sono tre: Pirlo, Seedorf, Ronaldinho.
Chiave nel senso che secondo me, quando Leo deve fare una formazione, parte innanzi tutto da loro, da chi di loro mette e da chi di loro toglie.
In questo momento ne farei fuori uno sicuramente, cioè Pirlo.
Rimangono Seedorf e Ronaldinho, che insieme dietro ad una punta non possono giocare.
Le soluzioni sono due: o si rimane con questo modulo e Seedorf vertice basso con Dinho dietro le punte, o si cambia modulo in un 4-2-3-1 o in un 4-4-2, scegliendo quindi di volta in volta uno tra Dinho e Seedorf.
In questo momento si potrebbe proporre una formazione così per far giocare Dinho:
Storari; Antonini, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Ambrosini, Flamini; Abate, Pato, Ronaldinho; Huntelaar.
Sarebbe di certo più equilibrata come formazione, a patto che Pato e Dinho tornino di una ventina di metri ad ogni non possesso.
Altrimenti c'è il buon vecchio 4-4-2 (per far giocare Seedorf):
Storari; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Kaladze; Abate, Seedorf, Flamini, Jankulovski; Pato, Huntelaar.
Pirlo è un extra lusso che NON POSSIAMO PERMETTERCI. Seedorf e Dinho sono due lussi che possiamo permetterci uno alla volta.
La nostra stagione passa da questi tre giocatori.
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Gemon
Ho letto i vostri commenti e dico la mia:
Non credo che sia un problema di moduli o di rosa;
Il solo ed unico problema è che i nostri giocatori, vecchi o giovani, bravi o meno, NON CORRONO. Ma avete visto le altre squadre? ho visto partite del campionato Inglese, di quello Spagnolo ecc. i giocatori corrono per 90 minuti, si smarcano, contrastano, dettano il passaggio. I giocatori del Milan fanno accademia, giocano da fermi, non sono in grado di fare una ripartenza in velocità; si diceva che ci mancava il centravanti fisico, ora ce l'abbiamo ma non c'è nessuno che è in grado di fargli un cross decente.
I terzini non vanno MAI sul fondo a fare un cross, tranne quando giocano con le loro nazionali...
Perchè Pirlo con la nazionale gioca bene e con il Milan no? sarà perchè i compagni che ha attorno in nazionale corrono, si smarcano e lo aiutano a coprire?
Non so, ma quando vedo giocare il Milan non mi sembra di vedere in loro la voglia di vincere, la determinazione, la voglia di lottare su ogni pallone; Sembra sempre che stanno facendo allenamento.
Forse oltre a comprare nuovi giocatori, ci vorrebbe un allenatore alla Capello che faccia capire a certi giocatori che le partite non si vincono sulla carta ma sul campo sputando sangue.
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Senna6
Faccio delle considerzioni generali, per punti, su questa sconfitta:
1- i gol presi, a parte quello di stankovic sono arrivati tutti dal lato di Jankulovski. ora dal mercato non arriverà nessuno, a questo punto rischiamoci per le future partite albertazzi almeno per capire se è un santon o di che livello è...tanto janku non sa difendere, poi quando sarà pronto bonera mettiamo lui a dx e zambro a sx.
2- il centrocampo è come sempre il nostro punto debole...almeno io vedo che i nostri problemi degli ultimi anni arrivano da li ma forse lo vedo solo io. in questo reparto io avrei fatto rivoluzione; per me i soliti 4 pirlo, gattuso, seedorf e ambrosini non devono più giocare...io ne metterei in campo non più di uno a partita di questi. Spendere i nostri soldi per la punta e poi lasciarla in panchina come riserva...a sto punto compravano un centrocampista titolare.
3- Dinho è sempre lo stesso, se la partita non gira in un certo modo lui non ha la forza per cambiarla.
4- sul cambio gattuso, seedorf. Fossi nell'allenatore certi giocatori li alzerei letteralmente da terra, se l'allenatore ti dice una cosa la fai e basta e non stai tanto a discutere caro seedorf, siamo una squadra e tu non sei diverso dagli altri. Poi gattuso anche lui è sempre il solito quando perde la testa rovina le partite da uno che veste la fascia mi aspetto che ragioni di più, ci ha rovinato ogni minima possibilità di recupero.
5- Leonardo, mi dispiace molto per lui, è stato convinto a fare l'allenatore con chissà quali prospettive ed alla fine si ritrova questa squadra...altro che il brasile di tele santana.
6- questa rosa non è completa ed il terzo posto è utopistico. Godiamoci le ultime giocate di Pato in maglia rossonera.
7- questa sera si è vista tutta la differenza tra una squadra che ha programmato per tempo il suo futuro, il suo mercato e che ha cercato giocatori funzionali (un campione, altri ottimi, altri buoni) e una squadra che non ha avuto un piano d'azione e si è "mossa" a casaccio (questa è la mia sensazione).
8- questo si prospetta come l'ennesimo anno di transizione. Ma quello che più mi addolora è che da dopo calciopoli la squadra che ne è uscita più ridimensionata, lasciando stare il miracolo di Atene, è proprio il Milan che fatica in campionato come non mai negli anni pre-calciopoli, quasi facciamo la figura che eravamo noi ad avere bisogno di quel sistema, voglio dire la juve è finita in b ma come è tornata in serie A si è piazzata 2 volte avanti a noi.
9- gradirei che il presidente Berlusconi avesse il coraggio di metterci la faccia anche durante le sconfitte, troppo comoda alzarsi prima della fine, troppo comoda dire abbiamo vinto la finale perchè ho disegnato io gli schemi ad Ancellotti e dire abbiamo perso il campionato perchè l'allenatore non ha seguito i miei consigli tattici. La sua faccia mi piacerebbe vederla anche nelle sconfitte.
10- solo un cambio di politica societaria può far rialzare questa squadra che sembra destinata ai livelli della fiorentina, e questo cambio ormai può arrivare solo con una nuova proprietà.
Questo è il mio pensiero, ditemi che ne pensate, spero di essere stato chiaro e di non aver offeso nessuno, nel caso mi scuso.
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redblack64
Reggio Emilia è una città di relativamente modeste dimensioni, lì nel centro dell'Emilia Romagna, compressa tra città più grandi e/o più importanti come Parma, Modena, Ferrara e Bologna.
Qui i "sei gradi di separazione" sono decisamente eccessivi, di gradi ne basta uno solo, perchè per interposta persona ci si conosce più o meno tutti.
Nei primi anni settanta, quando io ero bambino, Reggio era sostanzialmente un paesone e la squadra locale, la Reggiana, aveva sempre navigato tra serie B e serie C, senza aver mai partecipato ad un campionato di A (ci arriverà nei primi anni 90 per un totale di tre stagioni).
Per tradizione, come nella maggior parte delle città della provincia italiana, tutti i reggiani che seguivano il calcio avevano nel cuore due squadre, la Reggiana e una squadra di serie A che quasi immancabilmente era una delle tre grandi (Milan, Inter o Juve).
Fino agli 8 anni circa non mi ero mai interessato al calcio, nonostante in famiglia ci fossero calciofili convinti.
La mia situazione famigliare era un pò particolare.
Mio padre, vedovo e già con un figlio grande, aveva sposato in seconde nozze mia madre, molto più giovane di lui, ed era morto quando io avevo solo 5 anni.
Papà era uno "sportivo", nel senso che seguiva volentieri il calcio, andava a vedere la Reggiana, ma non tifava per nessuna squadra di serie A, limitandosi ad apprezzare quelle squadre che "giocavano bene".
Mio fratello, più vecchio di me di 20 anni, è sempre stato un accanito tifoso juventino.
Quando cominciai ad interessarmi al calcio, argomento che appassionava molto i compagni di scuola, fu principalmente tramite le figurine Panini (erano ancora gli ultimi album con le figurine non adesive, da incollare con la Coccoina).
Ben presto cominciarono a farmi la fatidica domanda "che squadra tieni?".
Nei primi tempi mi limitavo a rispondere "nessuna", ma intanto avevo cominciato a guardare qualche partita in tv e la Domenica mio fratello aveva iniziato a portarmi con sè alla partita della Reggiana.
La scelta ovvia sarebbe stata la Juve, vista la passione di mio fratello, al quale ero molto legato, per quei colori.
Ma le maglie che mi avevano ipnotizzato dall'album della Panini avevano strisce rossonere e il giocatore che mi aveva stregato alla tv si chiamava Gianni Rivera.
La decisione era presa: ero milanista

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