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18/12 Fiorentina - Milan   RINVIATA CAUSA NEVE
Siamo arrivati, dopo una lunghissima cavalcata a cavallo di due stagioni, alla fine di un altro anno solare.
Dopo tantissime sfide, tantissime notti e tantissime occasioni nelle quali la Squadra è stata impegnata, ci apprestiamo adesso ad accompagnare i Nostri colori nell’ultima gara dell’anno solare 2009 all’Artemio Franchi di Firenze per la gara contro la Fiorentina.
Alla gara di domani, però, arriveremo successivamente, dato che,  solitamente, queste occasioni sono quelle nelle quali va fatto un bilancio complessivo dell’anno che, lentamente, ci stiamo lasciando alle spalle.
Inutile dire che è stato un anno costellato da tanti colpi al cuore, da tanti addii laceranti e commoventi.
Colpi che, specialmente all’inizio della stagione 2009-2010, credevamo potessero segnare in modo definitivamente negativo la stagione stessa, a causa anche dalla quasi del tutto inesistente campagna acquisti dell’estate.
Invece, per Nostra grande fortuna, sia il Mister che i Ragazzi sono riusciti, nonostante un vento del tutto avverso, a rimetterci sulla retta via, con la possibilità, adesso, di giocarci tutte le Nostre carte sia in Italia sia in Champions League.
Ci apprestiamo, dunque, a vivere un 2010 nel quale, possiamo dirlo senza alcun timore, saremo indiscussi protagonisti sia in campo nazionale che internazionale.
Per farla breve, in sostanza, sono molto più confortanti le aspettative e i presupposti per l’anno che sta per arrivare piuttosto che tutto
l’anno che abbiamo vissuto, come sempre, a fianco dei Nostri colori e della Nostra fantastica Maglia.
Inoltre, arriviamo alla sfida contro i viola al termine di una settimana che ci ha visti celebrare la Nostra storia, la Nostra tradizione e il Nostro essere Milanisti: nella giornata di mercoledì 16 Dicembre, infatti, il Milan ha compiuto la bellezza di 110 anni di vita, rispolverando se stesso, le sue glorie e la sua storia che si è sempre più trasformata in leggenda.  
Inoltre, notizia fresca di giornata, questa mattina l’urna di Nyon ha sancito in modo inappellabile quello che sarà il nostro avversario negli Ottavi di Finale della Champions League: ancora una volta, infatti, avremo il Manchester United,  già affrontato negli Ottavi della stagione 2004-2005 e nella semifinale ormai passata alla storia della Champions League 2006-2007, conclusasi con la meravigliosa Notte del 23 Maggio ad Atene.
Sfida ricca di storia e di fascino, ma al tempo stesso avversario fortissimo e molto temibile contro il quale dovremo presentarci al top della forma.
Ad ogni modo, la doppia sfida con lo United è lontana poco meno di due mesi, pertanto è bene concentrarsi sulla difficilissima trasferta che ci attende domani in terra toscana.
La Fiorentina, infatti, può indubbiamente essere considerata una delle formazioni più forti dell’odierna compagine europea, una squadra fatta di grande talento e grande organizzazione, ma al tempo stesso di una ottima solidità e di un’esperienza sempre più consolidata.
Non a caso, infatti, i viola sono stati l’unica squadra italiana a vincere il proprio girone di Champions League con due storiche vittorie contro il Liverpool di Rafa Benitez, sia al Franchi che ad Anfield Road.
Ad ogni modo, a prescindere sa se la squadra di Prandelli avesse battuto o meno il Liverpool, già leggendo i nomi della rosa a disposizione dello stesso tecnico, si può avere un’idea ben precisa della qualità e della forza di questa squadra: partendo da Sebastian Frey in porta, passando per capitan Dainelli in difesa, Montolivo e Cristiano Zanetti a centrocampo, per poi arrivare all’attacco composto da Mutu, Jovetic e dall’ex di turno Alberto Gilardino, che a Firenze ha trovato la sua dimensione ideale e un tecnico che ha saputo stimolarlo nel migliore dei modi.
Inoltre, questa squadra gioca in modo speculare al Nostro, cioè con un 4-2-3-1 dalle grandi potenzialità offensive, specialmente sulle corsie esterne dove i binari Pasqual-Vargas e Comotto-Marchionni costituiscono il principale punto di forza.
Dovremo, pertanto, prestare moltissima attenzione al loro modo di sviluppare il gioco, opponendo le  giuste contromisure e una concentrazione elevatissima.
Venendo a Noi, chiaramente la sconfitta interna di domenica scorsa contro il Palermo non è stata il massimo della vita in vista della gara di domani, però al tempo stesso deve essere servita ai Nostri per tornare con i piedi ben saldi per terra per dare il massimo in una gara nella quale sarà necessario superare se stessi per portare a casa un risultato positivo.
Questa partita va vista e preparata come uno scontro diretto vero e proprio, dato che i viola sono una diretta concorrente per la corsa all’accesso diretto alla prossima edizione della Champions League. Proprio per questo siamo convinti che dovremo fare della giusta tensione e della gran voglia di imporre il Nostro gioco le armi principali per concludere con un sorriso un anno fin qui non proprio esaltante.
Forza Milan!!!
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13/12 Milan-Palermo 0-2
La partita che ci ritroviamo a commentare oggi è una di quelle che non si vorrebbero mai commentare durante la stagione.
E’ una di quelle classiche partite che nascono, si sviluppano e si concludono soprattutto in modo totalmente amaro da lasciarci in bocca un sapore davvero sgradevole.
Il Palermo, infatti, vince a San Siro per due reti a zero, giocando un secondo tempo di altissimo livello ma, al tempo stesso, approfittando di un Milan sceso in campo con un atteggiamento assolutamente incredibile dopo quanto si era visto nella prima frazione di gioco.
Una differenza netta, inconfondibile, che abbiamo pagato a carissimo prezzo contro una squadra, quella rosanero, tecnicamente molto preparata come avevamo ampiamente detto ieri in sede di presentazione della gara.
E’ una sconfitta, questa, che dopo una lunghissima serie di risultati utili consecutivi può essere tollerata e va accettata senza drammi, così come senza trionfalismi eccessivi avevamo vissuto e commentato le cinque vittorie consecutive ottenute fino a sabato scorso nella gara contro la Sampdoria.
Tuttavia, siamo consapevoli che il Mister debba riflettere molto sulla gara di oggi, dato che nella ripresa, ed in particolare nei primi venti minuti quando cioè il Palermo è riuscito a realizzare i due gol che hanno deciso il match, la Squadra è sembrata stanca e in forte debito d’ossigeno.
Andando comunque con ordine, è bene partire con le scelte fatte dal Mister per quanto riguarda l’undici titolare: Squadra, la Nostra, che deve fare a meno di Thiago Silva e Bonera infortunati e di Pato, che accusa un lieve problema muscolare e che parte precauzionalmente dalla panchina.
Il modulo è sempre il 4-2-3-1, che prevede Nelson tra i pali; la linea difensiva è composta da Zambro, Sandro, Beppe Favalli e Luca Antonimi; i due mediani sono, come di consueto, Andrea Pirlo e Capitan Ambrosini, mentre troviamo Abate, Clarence e Dinho alle spalle
dell’unica punta Borriello.
La prima frazione di gioco mette subito in mostra le qualità dei nostri avversari, che con rapidi e continui movimenti di Cavani e Miccoli davanti, e i costanti inserimenti dei centrocampisti si rendono pericolosi diverse volte. Sono passati solo due minuti da quando il numero 7 rosanero si presenta solissimo davanti a Nelson, ma per Nostra fortuna la palla finisce a lato.
Dopo i primi minuti di difficoltà finalmente la Squadra reagisce bene, e inizia a prendere le misure creando anche diverse opportunità
da gol: una citazione particolarissima merita Ronaldinho, autore di un primo tempo da urlo per la qualità delle giocate ma soprattutto per il numero di occasioni e di opportunità che partono dai suoi piedi.
E’ proprio lui a servire Clarence su un perfetto inserimento del Nostro 10, dal cui piede sinistro però esce una palla a metà fra il cross per Borriello e il tiro in porta, con la conseguenza che la conclusione dell’olandese si perde sul fondo.
Altra occasionissima per Noi è quella che parte sempre da un ispiratissimo numero 80 che pesca Borriello in profondità.
Marco fa a sportellate con un difensore rosa e riesce ad esplodere il sinistro che scheggia il palo alla sinistra di Sirigu.
Prima della fine della prima frazione, poi, c’è ancora il tempo per l’ultima grande occasione per il Palermo, capitata sui piedi di Bresciano che manda a lato dopo essersi presentato davanti a Dida da una posizione favorevolissima.
Il primo tempo si conclude così, con una partita certamente divertente e con le due squadre che danno l’impressione di potersi rendere sempre pericolose.
Nella ripresa, però, si verifica quello che non avremmo mai voluto vedere: la Squadra è molle, poco efficace nei contrasti e lascia inspiegabilmente l’iniziativa alla formazione di Delio Rossi, che inizia a palleggiarci nella Nostra metà campo, fino a quando Miccoli, sempre decisivo nelle sfide contro il Milan (e sottolineiamo, nelle partite contro il Milan), si libera di Zambrotta e calcia
sul palo lontano insaccando un incolpevole Dida.
1-0 per loro e, adesso, si fa durissima per i Nostri.
Leonardo corre subito ai ripari inserendo Pato al posto di un discreto Abate, ma si vede sin da subito che l’impatto del numero 7 sulla
partita non è dei migliori.
La Squadra prova a riorganizzarsi e a cercare la via del pareggio, ma i minuti che seguono il gol di Miccoli non producono nulla di concreto ma, anzi, evidenziano una situazione tattica tutt’altro che rosea per i Nostri: il Palermo, infatti, ribalta velocemente l’azione e Noi facciamo
una fatica tremenda a essere sempre posizionati sulle loro ripartenze, con la conseguenza che ci esponiamo a dei costanti pericoli.
È proprio su azione di contropiede che il solito Miccoli salta Nesta con un sombrero e parte verso la porta di Nelson, evitando per ben due volte anche l’intervento di Antonini.
Arrivato in area serve Pastore, che mette a sedere Favalli e prova a calciare.
Per fortuna la conclusione viene sporcata da Ambro, ma termina sui piedi di Bresciano che deve solamente spingerla dentro, essendo Nelson già a terra.
2-0 per loro.
A quel punto il Mister tenta il tutto per tutto, inserendo Pippo al posto di Seedorf e Flamini al posto di uno stremato Capitan Ambrosini.
L’assalto Rossonero produce un grande intervento di SIrigu su Zambrotta e un colpo di testa di Pippo sul quale il portiere rosanero non si fa cogliere impreparato.
Finisce così dunque, con una sconfitta inattesa e che deve portarci, come detto in apertura, ad una buona e sana riflessione e autocritica, senza che essa sfoci nel dramma, anche perché ci aspetta ancora l’ ultima gara dell’anno solare 2009 che sarà tutt’altro che una passeggiata all’ Artemio Franchi di Firenze.
Forza Ragazzi!

12/12 Milan - Palermo
Subito dopo aver ottenuto una faticosissima e, al tempo stesso, tanto sospirata qualificazione per gli Ottavi di Finale della Champions League, al termine di una gara, quella al Letzingrund di Zurigo, nella quale la paura di non poterci qualificare è stata davvero tanta, è tempo per gli uomini di Leonardo di riprendere il cammino in Campionato con un'altra gara casalinga, dopo quella spettacolare di sabato
scorso contro la Sampdoria.
Facendo tuttavia un breve flashback di quanto accaduto nella serata di martedì in terra svizzera, occorre fare un plauso ai Nostri Ragazzi, dato che dopo la sconfitta interna ad opera dello stesso Zurigo il 30 Settembre scorso nessuno (Noi stessi, lo ammettiamo) avrebbe mai creduto che questa Squadra si sarebbe qualificata agli Ottavi di Finale di una competizione così spietata e tremendamente difficile. Sebbene abbiamo terminato il gruppo come secondi classificati, e quindi l’urna del 18 Dicembre a Nyon sarà tutt’altro che benevola vista la caratura dei nostri possibili avversari, siamo adesso fermamente convinti che questa Squadra, con l’unità di intenti e la grandissima voglia dimostrata in questi mesi, se la possa davvero giocare con tutti.
Adesso tuttavia, non c’è minimamente spazio per pensare a cosa l’ urna di Champions possa riservarci, né tantomeno a come prepararci in vista di quella sfida, visto che ci aspetta un mese e mezzo ricco, ricchissimo di sfide di Campionato nelle quali sarà necessario conquistare il maggior numero di punti possibili, a cominciare dalla difficilissima sfida di domani pomeriggio.
A San Siro, infatti, arriva una delle formazioni più forti del Campionato, che ha attraversato certamente un periodo delicato caratterizzato anche da un cambio in panchina, ma che è pur sempre dotata di giocatori in grado di fare la differenza in qualsiasi momento: la squadra in questione è il Palermo.
La formazione rosanero, infatti, aveva iniziato la stagione con un tecnico innovativo e di grande carisma come Walter Zenga, che aveva cercato anche di stimolare i suoi a tal punto da dire di poter competere per lo scudetto.
Tuttavia le cose hanno preso una piega un po’ differente, e salvo sporadiche grandi prestazioni (da ricordare quella al Barbera contro la Juventus vinta dai siciliani 2-0) il Palermo ha sempre faticato a trovare una quadratura del cerchio ben precisa.
Da qui la decisione del vulcanico Zamparini di affidare la sua squadra a Delio Rossi, che tanto bene ha fatto negli anni scorsi come traghettatore della Lazio.
Nelle ultime uscite, infatti, si è visto un Palermo abbastanza diverso, che ha ancora tanto da lavorare ma che quantomeno sta cercando di avere un’idea di gioco stabile.
Il modulo per ora adottato dalla formazione siciliana è un 4-3-1-2, in cui perno fondamentale a centrocampo risponde al nome di Fabio Liverani, rientrato da poco dopo un lungo infortunio, e il cui vertice alto è solitamente Javier Pastore, talentuoso argentino molto giovane e molto spesso paragonato per movenze a Ricardo Kakà.
In avanti dispongono di due giocatori veloci e bravi tecnicamente come Cavani e Miccoli, che possono essere sostituiti anche da una prima punta classica come Igor Budan. Per quanto riguarda il centrocampo, oltre al già citato Liverani vi sono giocatori come Migliaccio, Simplicio e Bresciano che completano il reparto.
La linea difensiva è composta da un giovane molto interessante, già alla seconda stagione a Palermo, ovvero Simon Kjaer, coadiuvato da Bovo e sulle  corsie da Cassani e Balzaretti che forniscono sempre una grande corsa e un ottimo supporto alla manovra d’attacco. Concludiamo il tutto con  un portiere altrettanto giovane, ma che dimostra di avere delle qualità molto importanti per il suo futuro, ovvero Sirigu, capace anche di strappare il posto di titolare a Rubinho, che aveva fatto benissimo nel Genoa dei miracoli.
Una squadra di tutto rispetto, insomma, che verrà a San Siro per giocarsela alla pari e per portare a casa dei punti prestigiosi, essendo loro una formazione che riesce ad esaltarsi e a dare il meglio di se proprio in circostanze del genere.
Dall’altra parte ci siamo Noi, che arriviamo a questa sfida con qualche problema in termini di uomini a disposizione di Leonardo: nella gara di martedì, infatti, Thiago ha dovuto lasciar spazio a Kala dopo soli venti minuti di gioco, e gli esami a cui si è sottoposto non promettono buone notizie per quanto riguarda l’anno solare 2009.
Oltre a questo, nel reparto arretrato un altro giocatore con diversi problemi è Daniele Bonera, che sembrava ormai prossimo al rientro ma che purtroppo dovrà attendere ancora un po’ il suo rientro il campo.
Auguriamo per questo ad entrambi di riprendere a giocare il più presto possibile.
Ad ogni modo, nonostante questi problemi non possiamo certo piangerci addosso, anche perché ci sostituirà questi giocatori, ne siamo
certi, darà il massimo delle sue possibilità, questo è normale.
Di conseguenza, occorre prepararsi al meglio per la sfida di domani, nella quale dovremo cercare di dare dei segnali di ripresa dopo la serata non felicissima di Zurigo, riprendendo a giocare nel consueto modo, con la stessa carica e con lo stesso entusiasmo, perché i punti sono importanti e vanno assolutamente conquistati.
Forza Milan!!!

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07/12 Zurigo - Milan
Eccoci arrivati al momento decisivo Ragazzi!
Le luci possono accendersi, l’atmosfera inizia già a farsi incandescente e l’adrenalina in corpo scorre come un fiume in piena.
La musichetta c’è, è bella come non mai e risuona dentro le Nostre orecchie e dentro il Nostro cuore.
E’ tempo di non pensare più di tanto, né tantomeno di avere alcun tipo di esitazione, è piuttosto tempo di fare, come direbbe il Nostro Allenatore, “tanta roba” e farla su quel terreno di gioco, mai così importante prima d’ora in questa stagione.
Domani sera, in terra svizzera, la formazione RossoNera si gioca l’accesso diretto agli Ottavi di Finale della Champions League, la competizione che tanto amiamo, che tante emozioni ci da e ci continuerà a dare, nel bene o nel male.
E’ un Milan, quello che arriva a questa gara, assolutamente in salute, reduce da un filotto di cinque vittorie consecutive in Campionato,  non ultima quella vinta sabato per 3-0 contro la Sampdoria, risultato ottenuto dando spettacolo e facendo ingolosire gli occhi di milioni di Tifosi Milanisti.
Ad ogni modo, il momento positivo, come anche un qualsiasi momento negativo, non conta e non influisce mai in modo decisivo sulla singola partita, specialmente se si tratta di una gara decisiva, di una vera e propria Finale.
Pertanto, restando certamente orgogliosi e convinti di quanto buono fatto finora, dovremo essere altrettanto bravi ad accantonare le buone prestazioni e i buoni risultati, per dare tutto quello che abbiamo domani sera.
La stessa cosa, inevitabilmente, varrà anche per i nostri avversari, ovvero lo Zurigo, che nel suo campionato sta attraversando, al contrario, un momento molto difficile sotto il profilo dei risultati, ma che domani sera, davanti al suo pubblico, cercherà di fare comunque una degnissima figura e venderà carissima la pelle.
Come si dice spesso in casi del genere, fidarsi è bene, ma non fidarsi è ancora meglio.
Entrando più specificatamente nel merito, la gara contro lo Zurigo sarà tutt’altro che facile. I nostri avversari ricordano molto bene quando, quel famigerato 30 Settembre,  portarono a casa tre punti davvero incredibili, in una partita che fotografava in modo inequivocabile un Milan decisamente privo di identità in quel momento della stagione.
Fu tuttavia una gara molto strana, nella quale da parte Nostra ci fu tanto cuore e tanto orgoglio, ma le idee erano poco chiare e l’organizzazione collettiva risultava decisamente approssimata.
Furono decisamente abili e anche molto fortunati nel trovare quell’incredibile gol di tacco con Tihinen, nel tener botta alle innumerevoli conclusioni dei Nostri nella ripresa, nell’avere un Leoni (il portiere degli svizzeri) in serata di grazia.
Tutte circostanze a loro favorevoli e a Noi avverse, tenendo anche in considerazione il fatto che quei tre punti sono anche gli unici ottenuti dallo Zurigo nelle cinque partite finora disputate in Champions.
Con tutte queste informazioni, dunque, potrebbe sembrare un’autentica formalità per i Nostri Ragazzi il passaggio del turno, ma
è proprio qui che viene il difficile: dobbiamo riuscire ad acquisire la consapevolezza della difficoltà del compito che ci attende domani sera. Le vittorie, in serate così complesse e tese, non arrivano solo facendo qualche conto facile facile: è proprio in queste serate che bisogna dimostrare, sia agli avversari ma soprattutto a Noi stessi, di essere una Squadra, di saper lottare, di saper soffrire, di saperci sacrificare tutti insieme per raggiungere un obiettivo ben preciso, imprescindibile.
Solo chi ama il Milan da anni sa bene cosa significhino le paroline “Champions League” nei corridoi di Milanello.
Solo chi ha gioito in modo incredibile e sofferto tremendamente sa bene cosa ognuno di Noi vorrebbe dare per raggiungere un sogno. Solo chi ci ha sempre creduto e chi ci crede tutt’ora può, nel suo piccolo, fare anche lui qualcosa di importante.
Noi ci siamo Ragazzi, adesso tocca solamente a voi!
Forza Milan!!!
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05/12 Milan-Sampdoria 3-0
* di Massimo Fontana
Partita che, prima del via, nasconde alcune insidie come la ricorrente difficoltà per il Milan nell’affrontare le squadre di Del Neri e la voglia di riscatto dei Doriani dopo la sconfitta nel berby di domenica scorsa.
Il Milan si dispone con l’ormai collaudato modulo 4-2-1-3, con Dida in porta; in difesa, sugli esterni, ci sono Zambrotta a destra e Antonini a sinistra con Nesta e Thiago Silva in mezzo; a centrocampo schieriamo Ambrosini ed il rientrante Pirlo alle spalle di Seedorf, e in attacco Borriello centravanti con Pato a destra e Ronaldinho a sinistra.
La Sampdoria schiera il consueto 4-4-2 di Del Neri: Castellazzi in porta, la linea difensiva è composta da Stankevicius, Gastaldello, Accardi e Ziegler; a centrocampo Padalino, Poli, Tissone e Mannini, mentre in attacco ci sono Cassano e Pazzini.
Primo tempo del Milan strepitoso con il gol di Borriello che sblocca il risultato dopo appena un minuto sul solito assist di Ronaldinho.
La squadra mette in mostra un gioco veloce a due tocchi con un grande movimento senza palla.
Grande merito va ascritto alla regia di Pirlo, lucido e ispirato come nei giorni migliori.
Al 6’ ci prova Pato dopo una penetrazione da destra, ma Castellazzi devia in angolo.
Al 10’ altro tracciante di Ronaldinho appena troppo forte per l’inserimento del “papero”.
Raddoppio al 21’ con Seedorf che allarga a sinistra per il Dinho e chiude il triangolo di prima con un sinistro che coglie in controtempo il portiere doriano.
Due minuti dopo festeggia anche Pato che sfrutta una torre di Borriello e ribatte in porta dopo la respinta di Castellazzi sulla prima conclusione.
Il Milan non soffre mai e al 32’ confeziona un’altra bella manovra tutta di prima conclusa debolmente da Zambrotta.
Al 34’ Dinho è costretto ad uscire, tra gli applausi, per un fastidio muscolare: entra Abate che va a destra mentre Pato si sposta a sinistra.
Occasione importante per Pato al 37’ che taglia l’area in diagonale e calcia debolmente sull’ottimo suggerimento di Abate che, giunto sul fondo, scarica indietro per il rimorchio del brasiliano.
Ultima occasione per i rossoneri ad un minuto dall’intervallo dopo che ancora Abate mette un pallone per Borriello anticipato miracolosamente da un difensore blucerchiato.
La partita praticamente si chiude nel primo tempo.
Nella ripresa si assiste ad un esercizio di possesso palla da parte del Milan che, probabilmente, comincia anche a pensare alla partita fondamentale di martedì a Zurigo e tende a risparmiare qualche energia.
Al 56’ si rende pericolosa la Samp per la prima volta con Ziegler murato da Zambrotta, al 63’ azione personale di Pato che si vede deviata in corner la conclusione, al 68’ Huntelaar subentra ad un ottimo Borriello, mentre al 75’ rifiata anche il Capitano lasciando il posto a Flamini.
Prima parata facile facile  per Dida su conclusione centrale dalla distanza di Tissone, mentre ci sono altre due opportunità di arrotondare il risultato per il Milan: prima con Seedorf che tira a lato dopo essere stato liberato da una buona azione personale di Huntelaar, e poi con Pato che si beve l’avversario diretto e, da posizione angolata, si vede ribattere il tiro in diagonale dal portiere.
La sensazione lasciata dalla squadra è stata di grande condizione sia fisica che mentale, quando i ragazzi giocano in velocità con tocchi di prima o di seconda come fatto soprattutto nel primo tempo, per gli avversari c’è poco da fare.
Bene anche avere chiuso la partita dopo 23’ in vista dell’impegno di martedì.
Adesso, dopo aver messo pressione ai “cuginastri”, non resta che sedersi in poltrona ad assistere a Juventus – Inter

04/12 Milan - Sampdoria
Dopo aver conquistato il secondo posto in classifica domenica scorsa nella vittoriosa gara contro il Catania al Massimino, la formazione allenata da Mister Leonardo è pronta, a quasi una settimana di distanza, a scendere in campo nuovamente per cercare di continuare la striscia positiva di gioco e di risultati mostrata da quasi due mesi a questa parte.
Inutile dire che in casa Rossonera, in un momento del genere, la voglia di continuare e gli stimoli per proseguire sulla strada tracciata fino a questo momento siano ad un livello elevatissimo.
Tutto ciò è molto positivo specialmente quando, come accadrà domani nel primo anticipo della 15^ giornata, ci si trova di fronte a grandi
squadre, che per blasone o per quanto fatto fino ad ora sono pronte a venire in casa Nostra cercando di fare una grandissima partita e non solo da un punto di vista difensivo.
Squadre che dispongono già di un grandissimo potenziale e che non aspettano altro che occasioni del genere per affermarsi sempre di più in un campionato difficile e complesso come quello italiano: la squadra di cui stiamo parlando è una vera e propria sorpresa di questa Serie A, ma che può essere considerata tale solo fino ad un certo punto.
La Sampdoria, infatti, è una di quelle squadre che si piazza immediatamente dietro alle grandi nell’ideale gerarchia del nostro Campionato, ma che fino a poco più di un mese fa era solitaria al secondo posto in classifica.
Tutto questo potrà sicuramente destare scalpore, ma se andiamo ad analizzare bene le caratteristiche e, soprattutto, i giocatori che compongono la rosa blucerchiata ci rendiamo conto che non è una vera e propria sorpresa. Iniziamo, indubbiamente, dal reparto avanzato, che vanta giocatori di primissima fascia come Gianpaolo Pazzini e il tanto discusso Antonio Cassano, talento purissimo, giocatore sublime che tutta Italia vorrebbe vedere prendere il volo per il Sud Africa nel prossimo mese di Giugno.
Spostandoci un po’ indietro troviamo una conferma su tutti, cioè l’ anima di questa squadra che risponde al nome di Palombo, prototipo del centrocampista moderno, e diverse sorprese come ad esempio Mannini, autore di diversi gol nella fase iniziale della stagione.
A ciò va aggiunto anche che la Samp è una squadra con un’identità ben precisa e che anche in casa Nostra è conosciuta molto bene: i blucerchiati, infatti, sono magistralmente allenati da Gigi Del Neri, tecnico che è passato alla storia per il modo in cui fa giocare alle sue squadre un 4-4-2 fatto di grande aggressività, pressing asfissiante, tocchi veloci e costante sollecitazione delle corsie esterne, con continui cambiamenti di fascia fra i giocatori.
Sono delle caratteristiche, queste, alle quali bisogna fare molta attenzione e alle quali bisogna apportare delle efficaci contromisure onde evitare spiacevoli inconvenienti.
Occorrerà, quindi, che il Nostro 4-2 fantasia, come viene spesso chiamato ultimamente, non sia solamente un piacere per gli occhi nella fase offensiva, ma che tutti gli interpreti del modulo giochino in costante sacrifico, specialmente sulle corsie esterne che saranno continuamente sollecitate dalla squadra di Del Neri.
Sarà una gara molto complessa, nella quale, sebbene fra soli tre giorni avremo il decisivo impegno di Champions League a Zurigo, non potremo permetterci di risparmiare energie sul terreno di gioco, bensì sarà necessario dare tutto ciò che abbiamo in corpo per conquistare questi tre punti.
Va inoltre specificato che la Nostra Squadra non dovrà concedersi altre distrazioni, e soprattutto non dovrà vedere l’eventuale vittoria avendo già in testa quello che potrebbe accadere in serata, dove all’Olimpico di Torino scenderanno in campo Juventus e Inter, per una sfida che potrebbe inevitabilmente riaprire i giochi.
Dobbiamo pensare, infatti, a fare solamente la Nostra partita, con la concentrazione e la dedizione che merita un incontro del genere contro una formazione fortissima come quella blucerchiata.
Forza Milan!
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29/11 Catania-Milan 0-2
E’ una serata ricca di emozioni quella che abbiamo vissuto questa sera, una serata che era solo nelle immaginazioni degli ottimisti più incalliti qualche mese fa ma che dobbiamo goderci fino in fondo. Vinciamo una partita incredibile stasera al Massimino di Catania, con un 2-0 maturato solo negli ultimi due minuti di recupero e grazie al giocatore più discusso e più inaspettato di questa serata: ci si aspettava una grande prova dei vari Pato, Dinho, Clarence o Borriello, che hanno comunque dato il massimo e giocato un’ottima partita, ma a decidere e a rubare la scena a tutti stasera è Klaas-Jan Huntelaar.
Da oggetto non identificato a protagonista assoluto di tre punti fondamentali, che grazie alla sconfitta della Juventus a Cagliari ci consentono di raggiungere il secondo posto a sette lunghezze dall’Inter.
Era una vittoria che, per come si era messa la gara, dovevamo ottenere a tutti i costi, dato che la formazione rossazzurra non ha fatto altro che schierarsi con tutti gli effettivi dietro la linea della palla per tutta la durata del match, sperando di limitare i danni e portare a casa un pareggio utile a smuovere la classifica.
Altra nota da evidenziare, è che con questi tre punti riusciamo siamo a quota quattro vittorie consecutive, ovvero un ruolino di marcia da grande, grandissima Squadra.
Venendo alla cronaca di quanto successo stasera, il Mister conferma la stessa formazione scesa in campo contro il Marsiglia ad eccezione dello squalificato Pirlo e dell’indisponibile Oddo che, come detto ieri, dovrà restare ai box almeno per 40 giorni.
Giochiamo, quindi, con Nelson tra i pali; la linea difensiva è composta da Abate, Sandro, Thiago Silva e Zambrotta; i due mediani davanti alla difesa sono Capitan Ambrosini e Mathieu Flamini, mentre troviamo Alexandre, Clarence e Dinho alle spalle di Marco Borriello.
L’avvio della Squadra è di ottima fattura, con passaggi rapidi e giocate in velocità.
La prima occasione da gol per Noi capita sugli sviluppi di un rinvio della Nostra difesa, con la palla che arriva a Patinho dopo un liscio di un difensore catanese.
Alexandre corre verso la porta avversaria e vede l’inserimento di Clarence servito alla perfezione dal Nostro numero 7, ma la conclusione del 10 RossoNero termina di poco sull’esterno della rete.
Dal canto suo, si vede subito che il Catania cerca di impostare la sua gara restando molto compatta, molto raccolta, facendo grande densità in mezzo e raddoppiando costantemente sugli esterni. Il più attivo, tra i Nostri, risulta essere Ronaldinho, che corre, va a prendersi palloni, salta l’uomo costantemente e lascia grande spazio alle incursioni di Zambro, sempre puntuale stasera.
Tuttavia, dal punto di vista delle occasioni, non creiamo moltissimo e da segnalare ci sono solamente un’altra conclusione di Clarence, terminata alta di poco, e una buonissima conclusione di Borriello che gira di prima intenzione un cross di Zambro, ma il pallone è addomesticato facilmente da Andujar. Il primo tempo, di fatto, è tutto qui.
Nella ripresa i temi della partita non cambiano, ciò significa che i rossazzurri continuano nella loro gara a protezione della porta e del risultato, mentre Noi facciamo tanta fatica a trovare i giusti spazi per innescare gli attaccanti, visto anche un possesso palla a volte davvero troppo lento.
Il merito della Squadra, tuttavia, è quello di non perdere mai la pazienza e il lume della ragione, oltre che il controllo della gara.
In parole povere, continuiamo a crederci insistentemente.
Ciò viene dimostrato anche dai cambi effettuati dal Nostro Allenatore, che inserisce Luca Antonini al posto di Zambro e Pippo Inzaghi al posto di un sempre utilissimo Marco Borriello.
Il più pericoloso tra in Nostri è sempre Dinho, che insidia la porta di Andujar con una punizione terminata alta  prima e con un calcio d’angolo spedito direttamente all’incrocio dei pali che colpisce proprio i legni della porta catanese.
Tutto sembra esserci contrario e sembra proprio che ci si debba accontentare di questo striminzito punto.
Ma è proprio a quel punto che Leo cambia ancora: fuori Flamini e dentro Huntelaar, giochiamo con un insolito e rischiosissimo 4-2-4. Scorrono i minuti, e quando arriviamo al 92esimo inoltrato, Clarence lancia lunga la sfera, trovando la testa di Huntelaar.
Il pallone dell’olandese pesca Pippo in area di rigore e il grande numero 9 serve nuovamente indietro Klaas-Jan, che di prima intenzione conclude con il sinistro, trovando impreparato Andujar e mandandoci in estasi proprio allo scadere.
1-0 per Noi!
Non è ancora finita al Massimino però: ancora sull’asse Pippo-Huntelaar, la palla termina nuovamente tra i piedi dell’olandese, che
senza neanche guardare prova un pallonetto sensazionale che si insacca dolcemente alle spalle del portiere argentino del Catania.
2-0 per Noi, tre punti fondamentali da dedicare tutti al Nostro numero 11, festeggiato in modo davvero commovente da tutti i suoi compagni al fischio finale.
Continua dunque la striscia positiva dei Nostri Ragazzi, che devono comunque restare ancora concentratissimi e consapevoli che nulla è definito e compiuto, perché c’è ancora moltissimo da lottare e da faticare.
Forza Milan!!!

28/11 Catania - Milan
Archiviata la giornata numero 5 della fase a gironi della Champions League, dopo la quale v’è solamente la consapevolezza che a Zurigo non potrà esserci altro che la vittoria, è tempo per Mister Leonardo e i suoi Ragazzi di tornare concentrati al massimo sul Campionato.
Dopo la splendida partita disputata a San Siro domenica scorso contro i rossoblù del Cagliari, domani sarà la volta di affrontare un’altra formazione con quei colori, assimilabile a quella di Allegri per determinazione e carisma: oggetto della discussione, infatti è il Catania.
La formazione siciliana, indubbiamente, non ha fino ad ora passato una stagione esaltante, soprattutto per quanto riguarda i risultati ottenuti in relazione alla qualità di gioco espressa.
Il presidente Pulvirenti, durante l’ estate, ha deciso, come moltissimi suoi colleghi, di affidare la sua squadra ad un allenatore giovane e motivato, con un discreto livello di esperienza ma solamente come allenatore in seconda.
Parliamo di Atzori, che ha dato alla sua squadra una impronta di grande personalità che, abbinata alla ottima qualità
della squadra avrebbe dovuto portare degli ottimi risultati.
Come detto in apertura, tuttavia, sebbene il gioco sia molto spesso stato convincente, diverse circostanze hanno impedito ai siciliani di trovarsi in una posizione più alta in classifica.
Sulla base di questo, è ovvio che in partite come quelle di domani sera, una squadra come il Catania trova stimoli, motivazioni e, cosa da non sottovalutare, potrà affidarsi al costante e incessante calore del pubblico di fede rossazzurra, che fornirà una carica in più per sfoderare una grande prestazione.
Per quanto riguarda i singoli a disposizione di Atzori, va detto che gente che risponde al nome di Mascara, Martinez e Morimoto, giusto per citarne qualcuno fermandoci al reparto avanzato, capiamo benissimo come anche loro abbiano tutte le carte in regola per metterci in difficoltà.
Per quanto ci riguarda, invece, siamo reduci da un mercoledì di Champions non proprio esaltante: la Squadra, infatti, è uscita dal terreno di gioco esausta, vista la mole di gioco del Marsiglia alla quale, negli ultimi 20 minuti di partita, non siamo riusciti ad opporci in altra maniera se non con la sofferenza.
E’ un modulo, quello che per adesso il Mister sta decidendo di adottare, che offre senza dubbio un livello di pericolosità offensiva molto elevato, ma al contempo, con l’andare della partita, i due mediani davanti alla difesa iniziano ad arrancare visto che hanno porzioni di campo enormi da coprire.
Tutto questo ci causa inevitabili sofferenze e problemi, specialmente quando siamo opposti ad avversari che sanno giocare e bene, proprio come capiterà domani sera. Dobbiamo, pertanto, essere consapevoli che il sacrificio e l’essere compatti in campo sono due cose alle quali non possiamo rinunciare se vogliamo continuare a giocare in questo modo.
Rimanendo a domani, il Mister non potrà disporre di Andrea Pirlo, squalificato dopo l’ammonizione di domenica scorsa, e di Massimo Oddo, che ha riportato un problema muscolare che lo terrà fuori dal campo almeno per 40 giorni.
E’ una partita, quella che ci apprestiamo ad affrontare, che necessita di una grandissima concentrazione e di una grande prudenza, perché sarebbe controproducente attaccare in massa senza preoccuparsi minimamente di quello che succede in fase di non possesso.
Il Catania è una squadra molto veloce, che ci aspetterà e che sarà prontissima a ripartire per farci male.
Dovremo, pertanto, giocare con esperienza, con grande pazienza alla ricerca della via del gol, e al tempo stesso dovremo essere pronti a ripiegare in aiuto dei due mediani e dei difensori quando la palla sarà fra i piedi dei catanesi.
Forza Ragazzi!
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24/11 Milan-O.Marsiglia 1-1
Finisce in parità la gara di San Siro valevole per la quinta giornata della fase a gironi della Champions League.
Finisce con una sensazione molto strana per quanto riguarda tutti i Cuori Rossoneri: da un lato c’è un po’ di rammarico, per una
gara che, giocata diversamente in alcuni tratti, avrebbe potuto portarci alla diretta qualificazione agli Ottavi di Finale di questa competizione, sebbene la Squadra abbia comunque creato diverse opportunità per andare in rete.
Dall’ altro lato, invece, ci sentiamo decisamente sollevati per questo punto ottenuto, visto che i due legni colpiti dalla formazione di Deschamps ci hanno fatto letteralmente tremare i polsi, specialmente quel colpo di testa al minuto numero 89, stampatosi sul palo destro della porta difesa da Nelson.
Non ci resta, dunque, che prepararci al meglio per disputare una grandissima gara a Zurigo, dove non potremo concederci nessuna amnesia e dove dovremo disputare una di quelle partite che rimangono impresse nella mente e nel cuore.
Tornando comunque a stasera, dicevamo pocanzi che in certi momenti avremmo potuto giocare diversamente rispetto a quanto abbiamo fatto: ci riferiamo, ad esempio, ad una gestione del pallone che spesso è stata lasciata troppo alla formazione francese, con la conseguenza che la Squadra si è affidata troppo frequentemente a lanci lunghi provenienti dalla difesa, consentendo alla retroguardia marsigliese di avere spesso gioco facile sulla Nostra fase offensiva.
Andando per gradi, cominciamo come sempre con gli undici titolari scelti dal Mister per questa gara, per la quale recupera Marcone Borriello, indispensabile per la buona riuscita del modulo che la Squadra sta utilizzando in questo momento.
Giochiamo, pertanto, con la stessa formazione scesa in campo dal primo minuto contro il Cagliari domenica a San Siro: Nelson Dida tra i pali; linea difensiva composta da Oddo, Nesta (al rientro dopo la squalifica scontata proprio domenica pomeriggio), Thiago e Zambrotta; sulla mediana troviamo nuovamente Andrea Pirlo e Capitan Ambrosini; i tre rifinitori dietro l’unica punta Borriello sono Patinho, Clarence e Ronaldinho.
L’inizio della Squadra è di ottimo spessore, vista l’intensità e il ritmo che cerchiamo di imporre da subito al match.
Dal canto suo, il Marsiglia risponde con un’ottima circolazione di palla, e un centrocampo che tiene molto bene soprattutto in
fase di interdizione.
La prima palla gol capita sui piedi di Zambro, che con un ottimo inserimento viene pescato magistralmente da Pirlo, ma la sua conclusione con l’interno destro viene respinta efficacemente da Mandanda.
Il portiere francese, però, non può nulla al minuto numero 10 quando, su un’analoga azione di quella che ha causato il rigore contro il Cagliari, Patinho serve Marco, allargatosi benissimo.
Il Nostro 22, con il sinistro, supera con un grande dribbling un difensore francese ed è freddissimo davanti a Mandanda, beffandolo
con un tiro che gli passa sotto le gambe.
1-0 per Noi e primo gol in Europa per Marco, che sta vivendo un momento assolutamente da incorniciare.
La Nostra paura o, per meglio dire, la Nostra speranza a quel punto è che il vantaggio possa resistere molto di più rispetto a quanto accaduto domenica pomeriggio, ma la Nostra speranza viene vanificata immediatamente: il velocissimo Niang  vince un rimpallo con Oddo e arriva sul fondo, dove con la punta riesce a mettere il pallone in mezzo anticipando anche Sandro Nesta. Nelson è bravissimo ad anticipare Brandao deviando il pallone con la punta delle dita, ma la sfera arriva al centro dell’area dove è posizionato benissimo Lucho Gonzalez che spedisce in rete il pareggio.
E’ un difetto, questo, che la Squadra non è ancora riuscita a limare e che costituisce una costante per la formazione Rossonera. Speriamo davvero che questo difetto possa essere rimosso quanto prima per poterci permettere di gestire meglio tutto il resto della partita.
Da lì in poi, infatti, il Marsiglia prende coraggio e inizia a giocare un ottimo primo tempo basato sul possesso e sul fraseggio, che li porta diverse volte a rendersi pericolosi e ad insidiare la porta di Nelson.
Da segnalare, inoltre, un problema muscolare per Massimo Oddo sostituito prontamente da Ignazio Abate,
che risulterà essere l’unico cambio effettuato dal Nostro Allenatore nel corso della partita.
Il primo tempo si conclude così.
Nella ripresa, il film della partita cambia un po’, soprattutto per quanto riguarda i primi venti minuti del secondo tempo: la Nostra linea difensiva si alza vistosamente, consentendo un possesso palla più costante e un pressing più efficace in fase di non possesso.
Il più intraprendente sembra essere il numero 80, che incita e chiama spesso i propri compagni al pressing.
Con l’andare del match, tuttavia, la Squadra inizia ad allungarsi, causa anche il dispendioso incontro di domenica pomeriggio.
Il Marsiglia, in questo contesto, ci crede e Deschamps inserisce diversi uomini là davanti proprio per una maggiore freschezza anche nei minuti finali: come detto, questa pressione offensiva conduce a una traversa di Brandao e ad un palo clamoroso proprio allo scadere.
Finisce così a San Siro, e tutto sommato il punto ottenuto non è da buttare, sebbene vi siano ancora diverse cose che dobbiamo aggiustare nel Nostro modo di giocare e dobbiamo farlo al più presto.
Adesso dovremo recuperare molte energie in vista della difficilissima trasferta di Catania.
Forza Ragazzi!

24/11 Milan - O.Marsiglia
Passata in rassegna la spettacolare domenica pomeriggio che abbiamo vissuto a San Siro, è tempo per la formazione RossoNera di rituffarsi nel suo habitat naturale, nelle sue Notti, nelle sue magiche atmosfere europee.
La partita è di quelle importantissime, fondamentali, uno di quei crocevia ai quali bisogna arrivare nelle condizioni ideali per sfoderare una grandissima prestazione, una partita perfetta, proprio come quella di cui abbiamo bisogno domani sera.
E’ un'occasione, quella che avremo di fronte a sotto il Nostro cielo e dentro il Nostro stadio, che non possiamo lasciarci sfuggire, l’occasione di accedere agli Ottavi di Finale della competizione più bella che possa esistere proprio a casa Nostra, davanti al Nostro pubblico.
Questa occasione, tuttavia, necessita, come abbiamo detto pocanzi, di una grandissima prestazione da parte dei Nostri, dato che avremo di fronte una delle formazioni più pericolose e insidiose d’Europa, nonché una delle squadre che primeggiano in patria per la conquista del titolo: parliamo naturalmente dell’Olympique Marsiglia, terzo in questo momento nel Nostro girone e determinatissimo, ne siamo certi, nel venire a San Siro per fare risultato.
Ci ricordiamo benissimo quanto accaduto nella partita di andata, quando al Velodrome, sotto un diluvio incredibile, riuscimmo a conquistare una vittoria straordinariamente importante nel mese di Settembre.
Anche in quella circostanza, sebbene uscimmo vincitori dal match, abbiamo avuto modo di saggiare le qualità e la forza dell’avversario che ci troveremo di fronte domani sera.
E’ una squadra, quella di Deschamps, che basa il suo gioco sul possesso palla, su un’ottima organizzazione e una buonissima organizzazione a centrocampo.
I giocatori che compongono l’organico dei francesi, inoltre, sono di prim’ordine: a cominciare dal portiere Mandanda, da Gabriel Heinze
passando alla linea arretrata, parlando poi proprio del centrocampo dove spicca il nome del giovane M’bia e l’attacco composto da Niang, Brandao e il sempre verde Morientes.
Furono diversi i momenti in cui i francesi riuscirono a metterci in difficoltà nella gara di andata, con la loro fisicità e aggressività, ma la difesa comandata magistralmente da Sandro e Thiago e una prestazione superlativa di Storari ci consentì di portare a casa i tre punti,
per non parlare del grande lavoro del centrocampo e dei due camaleonti RossoNeri Pippo Inzaghi e Clarence Seedorf.
Da questa breve riproposizione di quanto successo due mesi fa in Francia, notiamo e ci rendiamo ben presto conto di quanto possa essere difficile e complessa la gara di domani, da prendere con le pinze e affrontare con una grandissima concentrazione.  
Va detto, ad ogni modo, che il Milan del mese di Settembre è da considerare come una categoria del tutto assestante rispetto a quello che è diventato adesso: l’identità della Squadra non era ancora definita, eravamo ancora molto scossi e profondamente turbati da quanto accaduto nel Derby contro l’Inter e ancora privi di una dimensione e una collocazione definitiva, sia in campo nazionale che internazionale.
Certamente quella gara fu un po’ contraddittoria per il momento che la Squadra stava attraversando, ma ci mostrò comunque che il gruppo c’era e poteva dire la sua, proprio come sta avvenendo in questi ultimi tempi.
Adesso, infatti, la Squadra sembra avere un’idea ben precisa di cosa fare sul terreno di gioco, sebbene ancora qualche difficoltà e qualche lacuna ci sia, ma il 4-2-3-1 studiato da Mister Leonardo ha già iniziato a dare frutti importanti, soprattutto in questa competizione nella doppia sfida contro il Real Madrid.
Ci saranno di fronte due squadre votate all’attacco, due squadre che vorranno vincere e vorranno imporre il proprio gioco sull’avversario.
Ci sono tutti i presupposti, dunque, per una grande partita a San Siro.
Per quanto ci riguarda, sarà bene registrarci un po’ meglio nella fase di difesa, visti i numerosi errori che hanno caratterizzato la gara di domenica pomeriggio e sarà altrettanto importante mantenere la stessa pericolosità e velocità nella manovra offensiva.
A questo dobbiamo aggiungere che l’avversario di domani non è certo dei più rassicuranti: dovremo essere, per farla breve, una Squadra
compatta, unita e che corra e lotti insieme, senza mai disunirsi alla ricerca dell’obiettivo, quell’obiettivo che tutti sogniamo e vogliamo raggiungere fortissimamente domani sera.
Forza Milan!!!
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22/11 Milan-Cagliari 4-3
E’ una partita bellissima quella che ci troviamo a commentare oggi, una di quelle partite che fanno bene al calcio e che si vorrebbero sempre vedere in un Campionato basato sempre più sul gioco fisico e sullo strapotere atletico.
Oggi vince il calcio, vince la spettacolarità e la fase offensiva delle due squadre a San Siro, un grandissimo Cagliari si è opposto alla formazione di Leonardo con una personalità da vendere, un grande spirito e una voglia di non mollare mai davvero incredibile.
Finisce 4-3 per Noi in questo pomeriggio tipicamente invernale, ma mai tanto caldo per la scorribanda di emozioni e l’adrenalina che abbiamo avuto fino all’ultimo istante di gara.
E’ una vittoria importantissima per i Nostri, che continuano la lunga striscia di risultati utili in Campionato e si avvicinano al meglio, sotto un punto di vista mentale, alla fondamentale partita di mercoledì sera, sempre a San Siro contro l’Olympique Marsiglia.
Certo è che il modo in cui abbiamo consentito, seppur ad un Cagliari strepitoso in fase offensiva, alla formazione di Allegri di arrivare a realizzare ben tre gol mantenendoci sempre con l’acqua alla gola e in attesa del triplice fischio dell’arbitro deve per forza passare sotto la lente di ingrandimento di Mister Leonardo e di tutta la Squadra, per far si che ciò non si ripeta.
Andando per gradi, iniziamo come di consueto con la formazione schierata dal primo minuto dal Mister, che conferma il modulo che ci ha permesso, fino ad ora, di conquistare ottimi risultati, ovvero il 4-2-3-1. In porta c’è Nelson Dida, la linea difensiva è composta da Oddo sulla destra, Thiago e Kala al centro e Zambro a sinistra; sulla mediana si schierano Capitan Ambrosini e Andrea Pirlo, mentre a sostegno di Marco Borriello ci sono Patinho a destra, Clarence al centro e Dinho a sinistra.
L’inizio dei Nostri è molto importante, siamo da subito aggressivi e attacchiamo molto alta la palla, specialmente in fase di impostazione avversaria. Il vantaggio, con queste condizioni, non tarda ad arrivare, al termine di una fantastica combinazione tra Clarence e Marco.
Clarence serve il numero 22 su un ottimo taglio, il bomber anticipa anche Marchetti in uscita e serve indietro ancora Clarence a rimorchio, e con il piattone sinistro mette in rete. 1-0 per Noi
Il Cagliari, però, non ci sta, e mostra subito di che pasta è fatto, con una manovra offensiva fluida e con un Matri in condizione super, che prima costringe Nelson ad un quasi rigore su un uscita bassa e, sugli sviluppi dell’azione immediatamente successiva, sbuca alle spalle di Kaladze e batte inesorabilmente il numero 1 RossoNero.
Da lì in poi la partita che vediamo assume dei toni un po’ contraddittori, nel senso che diamo spesso l’impressione di poterci rendere pericolosi in qualsiasi momento ed in particolare con Ronaldinho.
L’altra faccia della medaglia, tuttavia, è che il Cagliari ci mette in costante difficoltà in fase difensiva e sembriamo non riuscire a porre rimedio a tutto questo.
Il buon momento dei rossoblù tocca il picco massimo quando, ancora da una rimessa laterale, la palla arriva sul secondo palo ad un Lazzari totalmente isolato, che ha il tempo di guardare Dida e di indirizzare il pallone alle sue spalle con un sinistro violento e preciso.
2-1 per loro quando siamo alla mezz’ora.
La Squadra, a quel punto, ha il merito di non scomporsi, ma anzi di mettersi con grande dedizione alla ricerca del gol del pareggio.
E’ un gol attesissimo, che troviamo su un calcio d’angolo battuto perfettamente da Andrea, sul quale Pato stacca in modo esemplare, trovando un Marchetti super, che però non può nulla sulla ribattuta vincente di Marcone Borriello, appostato lì da rapace d’area di rigore.
Neanche il tempo di terminare l’esultanza per il 2-2, che proprio il numero 22, spalle alla porta, si gira e serve Dinho, che di prima intenzione verticalizza per Alexandre.
La conclusione del magico numero 7 è di quelle da vedere e rivedere, una di quelle che non ti stancherà mai e che ti regala un immenso piacere per gli occhi.
E’ un autentico missile che si infila inesorabilmente all’incrocio dei pali di un impotente Marchetti.
3-2 per Noi, gara incredibile e bellissima.
Un primo tempo fantastico per intensità e spettacolo si conclude così.
Nella ripresa, in particolare nei primi minuti, si assiste ad un autentico spettacolo regalatoci dal numero 80, che delizia il pubblico di San Siro con giocate da urlo e tocchi all’altezza della sua fama.
La prestazione superlativa di Dinho trova il suo compimento quando, dopo una micidiale ripartenza di Pato, Borrie in area viene letteralmente falciato, decretando così il calcio di rigore a Nostro favore.
Sul dischetto va proprio Ronaldinho che spiazza Marchetti e ci porta sul 4-2.
Sembra finalmente che il pomeriggio sia finito, che i tre punti siano in archivio e che la formazione di Allegri si sia finalmente placata.
Niente di tutto questo!
Allegri inserisce Nenè, giovane attaccante dalla grande velocità e dalla grande forza fisica, che sfrutta un errore della Nostra retroguardia
sul fuorigioco per andare a battere un incolpevole Dida:  4-3, incredibile a San Siro!
A quel punto, ed è solo il 23° della ripresa, sappiamo di avere davanti a Noi dei minuti di sofferenza estrema, con la consapevolezza che il
Cagliari avrebbe lottato fino all’ultimo istante.
Ci si gela il cuore quando Daniele Conti conclude dal limite indirizzando la sfera all’angolino basso, così come ci alziamo in piedi per celebrare il grande intervento di Nelson proprio su questo tiro.
Finisce così dunque, con una vittoria strepitosa ottenuta col cuore e con un Cagliari al quale vanno fatti dei grandissimi complimenti per la gara disputata.
Bisogna, adesso, analizzare bene tutte le cose che sono andate bene quest’oggi, ma anche e soprattutto quelle che non sono andate bene in vista di una fondamentale gara di Champions League, nella quale dovremo essere assolutamente freddi e concentratissimi.
Forza Ragazzi!


21/11 Milan - Cagliari
Terminate del tutto le qualificazioni per il prossimo mondiale sudafricano e le amichevoli internazionali che hanno portato alcuni giocatori della Nostra rosa fuori da Milanello, in casa Milanista è bene riprendere le fila del discorso, un discorso interrotto due domeniche fa all’Olimpico di Roma contro la Lazio, che ci ha visti vincere per 2 a 1 e che ci ha consentito di allungare una serie positiva, sia di risultati che di prestazioni, duratura e costante.
Le partite dopo le soste, solitamente, sono da inquadrare come le più difficili da preparare e da giocare, viste proprio le assenze e il fatto che, spesso, alcuni giocatori rientrano affaticati e acciaccati.
Per quanto riguarda, però, la gara di domani, non possiamo certo dire questo, visto che sono stati solamente quattro i giocatori assenti (Pirlo, Zambrotta, Huntelaar e Thiago Silva) e che tutti sono tornati in ottime condizioni o addirittura, come nel caso di Andrea e Zambro, con una settimana quattro giorni d’anticipo.
In più, va detto che queste settimane senza Campionato hanno anche consentito a Mister Leonardo di recuperare diversi giocatori e ha permesso a chi era un po’ affaticato di recuperare la condizione.
Ci ripresentiamo, dunque, con un ottimo potenziale, con un’ottima condizione sia fisica che mentale e con un entusiasmo ritrovato dopo l’ottima striscia di risultati che abbiamo ottenuto a cavallo fra Ottobre e Novembre.
Tutte le condizioni ideali per preparare ed affrontare una partita molto difficile, contro un avversario che ha fatto benissimo fino a questo momento e che gioca un calcio divertente e molto prolifico: parliamo del Cagliari.
La formazione rossoblù, infatti, ha finora disputato un ottimo Campionato, riuscendo ad ottenere anche delle vittorie significative come quella ottenuta contro la Sampdoria di Del Neri.
E’ una squadra che presenta delle individualità molto importanti, come per esempio Matri e Jeda in attacco, Cossu sulla linea della trequarti (anche se domani non sarà della partita causa squalifica), passando per Biondini e Daniele Conti a centrocampo, gli ex RossoNeri Marzoratti e Astori in difesa, arrivando ad uno dei giovani portieri più forti in circolazione, ovvero il numero 22 Marchetti.  Una squadra di tutto
rispetto, insomma, proprio come di tutto rispetto è il traghettatore di questi giovani, cioè Massimiliano Allegri, tecnico giovane a sua volta ma dalle idee chiare e precise. Il tecnico toscano, infatti, ha iniziato l’anno scorso questa sua splendida avventura in terra sarda, ottenendo nulla durante le prime 4 giornate, salvo poi conquistare il primo punto proprio contro di Noi (era il 5 Ottobre 2008 e la gara terminò sullo 0-0) e da lì iniziare una scia di risultati e gioco davvero sorprendenti.
Il tecnico dei sardi ha trovato la quadratura del cerchio impostando la sua squadra con un 4-3-1-2 offensivo e che punta molto al gioco sulle corsie esterne, oltre che ai continui movimenti delle punte sia per loro stesse che per i pericolosissimi inserimenti dei centrocampisti e del trequartista alle loro spalle.
Ciò che sorprende, inoltre, è che questa conformazione tattica della formazione di Allegri non cambia nemmeno quando il Cagliari si trova di fronte a squadre che, per tasso tecnico e spessore dei singoli, sono superiori.
Di conseguenza, dobbiamo aspettarci un Cagliari che non viene certo a San Siro per rinunciare alla manovra offensiva, né tantomeno per giocare una gara di solo contenimento.
I rossoblù, infatti, cercheranno in tutti i modi di metterci in difficoltà e di creare delle ottime occasioni da gol.
Noi, dal canto Nostro, dobbiamo essere consapevoli del fatto che dovremo restare sempre corti e compatti fra i reparti, proprio per evitare
che il loro fraseggio e il loro ottimo gioco ci possa mettere in difficoltà.
Dovremo essere molto abili, in compenso,  nel cambiar spesso il fronte d’ attacco e sfruttare quelle poche occasioni che ci capiteranno per sfruttare la velocità di Alexandre e Dinho.
Si ricomincia con una gara difficile e molto complessa, e il Diavolo deve essere pronto, con la durezza e la forza dei grandi!
Forza Milan!!!
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08/11 Lazio-Milan 1-2
Sono tre punti fondamentali quelli che siamo riusciti ad ottenere questo pomeriggio in quel di Roma, tre punti che ci proiettano direttamente al terzo posto della classifica, una posizione che, secondo molti, era assolutamente impensabile fino a solo un mese fa.
Andiamo alla sosta come meglio non potevamo, in una gara che si era messa su binari fantastici, salvo poi complicarsi e rendersi ostica e quanto mai difficile come avevamo previsto già ieri in sede di presentazione.
Al gol della formazione biancoceleste saranno sicuramente apparsi, nella testa dei Nostri Ragazzi, gli spauracchi e i fantasmi di Napoli, che però siamo stati bravissimi ad allontanare e tenere fermi, conquistando tre punti fondamentali al termine di un periodo veramente eccellente.
Andando, come sempre, per gradi, Mister Leonardo schiera la stessa formazione che tanto bene ha figurato Martedì sera a San Siro contro il Real:
giochiamo, infatti, con Nelson tra i pali; la linea difensiva è composta da Massimo Oddo sulla destra, Nesta e Thiago Silva al centro e Zambrotta a
sinistra; i due mediani davanti alla difesa sono Andrea e Capitan Ambrosini, mentre a supporto dell’unica punta Borriello si posizionano, da destra a sinistra, Patinho, Clarence e Ronaldinho.
L’avvio della partita non è certo esaltante e ricco di emozioni, si tratta più che altro di una fase di studio da parte delle due squadre:
per quanto riguarda la Lazio, loro cercano sin da subito di aumentare il ritmo del gioco, velocizzando subito la manovra e cercando soprattutto Zarate, capace di saltare l’uomo e di creare quella superiorità numerica tale da portare pericoli alla Nostra porta, verticalizzando per il sempre mobile Rocchi.
Da parte Nostra, invece, il possesso palla viene effettuato cercando soprattutto Dinho sulla sinistra e cercando di mettere Pato in condizioni ideali per puntare la porta di Muslera.
Inoltre, da segnalare l’ottimo lavoro sporco fatto da Marco Borriello, che apre spazi e tiene sempre in apprensione la difesa biancoceleste.
La fase di studio si interrompe bruscamente al minuto numero 21 del primo tempo, quando cioè la Squadra usufruisce di un calcio piazzato sul limite corto dell’area di rigore:
alla battuta va Andrea che mette in mezzo un pallone velenosissimo proprio davanti a Muslera, consentendo a Thiago Silva di inserirsi alla perfezione anticipando il portiere biancoceleste e spedendo il pallone in gol.
1-0 per Noi.
La reazione della Lazio al Nostro vantaggio, tuttavia, non tarda ad arrivare e si materializza soprattutto con un calcio di punizione di Zarate che Nelson è costretto ad alzare in angolo.
Oltre al gol, va segnalata la prestazione superlativa dello strepitoso numero 33, che anticipa, stacca, imposta e chiude tutti i palloni che passano dalle sue parti.
Ottima anche la prestazione di Massimo sulla corsia di destra, sia in fase di copertura che in quella di appoggio alla manovra offensiva.
Il Milan, nel contesto della reazione della Lazio, non si lascia certo impressionare, ma anzi da sempre l’impressione di potere essere letale nelle ripartenze con la velocità di Pato e la brillantezza di Dinho.
È proprio su questo asse che si perfeziona il raddoppio RossoNero, che nasce da un cross eccellente del numero 80 e uno stacco imperioso e precisissimo di Patinho, che spedice il pallone dove Muslera proprio non può.
2-0 per Noi e, sostanzialmente, il primo tempo si chiude qui, con l’eccezione di un calcio di punizione a due in area per Noi, con la conclusione di Clarence fuori di poco.
Nella ripresa il lite motive della gara non cambia:
Noi tentiamo di abbassare i ritmi e loro invece provano a giocare molto con i loro attaccanti, avendo anche inserito Julio Cruz, cliente a Noi molto ostico.
In un momento di assoluto controllo Nostro, comunque, da una combinazione tutta argentina fra lo stesso Cruz e Zarate, la conclusione di quest’ultimo carambola prima su Oddo e poi su Thiago, terminando quindi incredibilmente alle spalle di Nelson.
Da questo episodio, naturalmente, la Lazio prende coraggio ed entusiasmo, mettendoci in difficoltà soprattutto sugli esterni con Lichtsteiner e Kolarov.
Il Mister, di conseguenza, prova ad ovviare a questa situazione inserendo Mathieu Flamini al posto di Clarence e Pippo Inzaghi al posto di Borriello, cercando quindi di sfruttare la velocità del numero 9.
E’ proprio Flamini ad andare vicino al gol del 3-1,  concludendo meravigliosamente al volo col destro e trovando un Muslera super sulla sua strada.
Questo è, insieme ad un’altra conclusione di Pato deviata ancora da uno straordinario intervento del portiere della Lazio, l’atto conclusivo del match, che ci consegna altri tre punti fondamentali alla vigilia di una sosta che ci consentirà di recuperare energie e forze per l’ultimo ciclo di partite dell’anno 2009.
Forza Ragazzi!

07/11 Lazio - Milan
Smaltita la grande tensione e la grande emozione per la partita di martedì aSan Siro contro il Real, per i RossoNeri è tempo di preparare e giocare l’ultima partita di questo ciclo impressionante, iniziato con la gara casalingacon la Roma del 18 Ottobre scorso. Un ciclo nel quale, a prescindere dal  risultato di domani, la formazione di Leonardo ha dato prova della sua consistenza, della sua identità e del suo modo di pensare e fare calcio, tutte cose che apparivano ancora oscure prima della data citata pocanzi. Se non altro, tutte queste partite sono servite moltissimo alla Squadra proprio per giocare partite vere e importanti, cercando sempre di avere in testa un obiettivo e, soprattutto, idee chiare su come arrivare a reggiungerlo. Partite come quella contro la Roma, come l’impresa di Madrid, come la vittoria in extremis contro il Chievo e, al contempo, l’incredibile pareggio di Napoli hanno consentito alla Squadra di maturare, di essere protagonista di tante circostanze e di tanti momenti. Queste partite, senza alcun dubbio, costituiscono la base attorno alla quale costruire una stagione che, oggi, sembra decisamente più chiara e limpida all’orizzonte rispetto ad un mese fa. Se dovessimo fare un bilancio, in parole povere, esso non potrebbe che essere positivo. Tuttavia, la visione di questo ciclo non è ancora completa, poiché come detto in precedenza manca ancora l’ultimo tassello, uno dei più importanti e dei più difficili. Domani infatti, la Squadra scenderà in campo alle ore 15 all’Olimpico di Roma per affrontare la Lazio, una delle formazioni che stanno attraversando un momento poco felice e roseo. La formazione di Ballardini, infatti, dopo un inizio di stagione bellissimo che annovera anche la vittoria in Supercoppa Italiana contro l’Inter in quel di Pechino, sembra adesso essere sull’orlo del baratro, dopo una serie di prestazioni negative, gioco latitante e sconfitte anche piuttosto pesanti. Ultima, ma solo in ordine di tempo, è quella che i biancocelesti hanno rimediato giovedì sera in Europa League sul campo del Villareal, squadra anch’essa in difficoltà nel proprio campionato. In Spagna la gara si è conclusa con un 1-4 pesantissimo da mandar giù per gli uomini del presidente Lotito. Inutile dire che, in momenti del genere, a tener banco è la questione allenatore, la panchina che scotta e si vedono in lontananza le ombre dei possibili sostituti dell’attuale tecnico laziale. Tutto ciò potrebbe far apparire la gara di domani come un’autentica formalità per i Nostri, che al contrario, come detto fino ad ora, arrivano da un momento di grandi certezze e di ottime prestazioni. Peccato, però, che non sarà affatto così. Se immaginiamo, infatti, la Lazio che scenderà in campo domani pomeriggio, ci aspettiamo una squadra determinatissima, con il dente avvelenato dagli ultimi risultati e con una gran voglia di far bene contro una grande squadra davanti al proprio pubblico. Inoltre, per quanto male si possa parlare del tecnico Ballardini, va detto che è un allenatore molto capace e in grado di fornire un livello di stimoli e di tensione elevatissimi, specialmente in occasioni ghiotte come quella che rappresente senza dubbio la sfida di domani. A ciò aggiungiamo anche che, sebbene il periodo non sia esattamente brillante, l’organico della Lazio è composto da giocatori di ottimo livello, basti pensare a Cristian Brocchi, grande ex dell’incontro insieme a Pasquale Foggia, oppure ancora Baronio, centrocampista dall’ottima visione di gioco, andando in attacco dove spiccano i nomi di Zarate, Rocchi e Julio Cruz, arrivato quest’anno dopo aver conquistato quattro scudetti consecutivi con la seconda squadra di Milano. Tutti giocatori che, se stimolati a dovere, possono sfoderare la grande prestazione in qualsiasi momento. Per i Nostri, dunque, si prospetta un pomeriggio tutt’altro che facile, nel quale dovremo dar battaglia ed essere concentrati nello stesso modo in cui lo siamo stati martedì sera contro il Real Madrid. Facendo un rapido flashback, infatti, nella partita di Champions , nonostante un inizio nel quale i blnacos ci hanno creato diversi grattacapi, la Squadra ha giocato una partita di altissimo livello, creando occasioni, facendo girare bene il pallone, muovendosi molto e creando diversi spazi per gli inserimenti da dietro e per i tagli di Alexandre Pato. Al tempo stesso, però, non abbiamo certo perso la consistenza e la robustezza in fase di interdizione, con Andrea e Ambro superlativi. Abbiamo dimostrato a Noi stessi, quindi, che anche con un modulo che sulla carta dovrebbe farci soccombere (il 4-2-3-1), con grande sacrifico e applicazione possiamo interpretarlo al meglio e ciò può rappresentare una novità importante per la Squadra. E’ proprio da qui che dobbiamo ripartire, da una grande concentrazione e da una grandissima voglia di sacrificarci per ottenere un risultato importantissimo, che dovremo sudarci e giocarci fino alla fine. Siamo con Voi Ragazzi!!!! Forza Milan!!!!!
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02/11 Milan - Real Madrid
La suggestione, il fascino, l’emozione, la tensione indescrivibile prima e durante la gara, la voglia di vincere e la paura di perdere che si fondono in un’unica cosa.
Uno stadio carico d’amore, di passione, di voglia di sostenere la propria Squadra e di non lasciarla mai, un’atmosfera magica, una musica suggestiva... eccola Ragazzi, la sentiamo già... è una Notte di Champions League a San Siro, sotto il Nostro cielo, dentro il Nostro stadio!
Sono delle emozioni uniche, delle cose che ci scatenano dentro un’adrenalina fuori dal comune, capace di tenerci svegli per ore e ore.
E’ da troppo tempo che San Siro non fa da cornice ad una Notte di Champions League del calibro di quella di domani sera.
Certamente la gara contro lo Zurigo dello scorso mese di Settembre era altrettanto importante e, dal punto di vista dei punti in palio, tale e quale a quella che ci stiamo preparando ad affrontare domani sera.
In Cuor Nostro, però, avendo girato l’Europa di lungo in largo negli ultimi anni, conquistando questo magnifico trofeo, sappiamo bene che l’atmosfera che si respirerà domani sera a San Siro non potrà essere minimamente paragonata a quella serata di Settembre.
Quando parliamo di atmosfera, non la connotiamo semplicemente come naturale conseguenza di un ottimo periodo della Squadra, ma anche e soprattutto nell’accezione trattata fino ad ora, delle emozioni forti, di una voglia che non finisce mai.
Sarà ancora Derby d’Europa a San Siro domani sera, a sole due settimane di distanza dall’ultimo, che ci ha visti protagonisti di una grande partita e di uno storico trionfo.
Al Bernabeu, infatti, seppure la Squadra è andata in svantaggio, non ha mai mollato ma, anzi, ha ripreso a giocare con la tranquillità e l’esperienza di chi sa che in queste Notti, contro chiunque e in ogni dove, possiamo prevalere sull’avversario, attraverso la classe e il controllo totale della palla.
Andrea prima, Alexandre poi ci portano in vantaggio, prima che Drenthe firmi il pareggio blancos.
Nei minuti di recupero, poi, è venuta fuori la Nostra grandezza, il Nostro inconfondibile marchio di fabbrica, il Nostro essere spietati e pungenti come mai prima di quella Notte.
3-2 per Noi, e punti di fondamentale importanza per il primato nel girone.
E’ da quì, da quanto di eccellente fatto vedere nella gara di andata che dobbiamo partire e affrontare questa gara, nella quale loro arriveranno molto motivati e agonisticamente pronti a tutto.
Da quella sera infatti, se per Noi si sono aperte le strade per un cammino prolifico e produttivo, al contrario il Real Madrid di Pellegrini ha attraversato uno dei momenti più brutti della sua storia, coincidente con la sconfitta per 4-0 in Coppa del Re ad opera di una squadra della “Serie C” spagnola.
Essendo Madrid, inoltre, una delle piazze calcistiche più osservate del mondo (se non la più osservata), si sono succedute innumerevoli polemiche, critiche e presunti esoneri o dimissioni da parte dell’attuale tecnico delle merengues.
Arriveranno a Milano, dunque, con una situazione tutt’altro che rosea.
Dobbiamo sapere, e Noi lo sappiamo meglio di chiunque altro, che comunque, per conquistare così tanti trofei internazionali e non come quelli del Real , si deve essere molto bravi a gestire anche i momenti più delicati, più critici.
E loro, proprio come Noi, sono stati e sono tutt’ora maestri nel superare questi momenti nei frangenti più inaspettati e nelle occasioni più importanti.
E’ per questo, quindi, che non dobbiamo lasciarci cullare dal fatto che possono essere in un momento difficile, perchè ci vorrà, anzi, una concentrazione e un’attenzione ancor più feroce a tutti i singoli istanti della partita.
Abbiamo gà visto nella gara d’andata che giocatori come Raul, Higuain, Benzema, Xabi Alonso, solo per citarne alcuni, possano essere sempre pericolosi.
Come nella gara d’andata, non abbiamo ancora nominato quello che sarà il grande ex, Ricardo Kakà, che ancor più domani sera sarà accolto dall’amore incondizionato dei suoi vecchi Tifosi, che ad ogni modo lo sosterranno e lo ringrazieranno sempre per tutto quello che ha fatto con la Nostra Maglia.
Gli riserveremo un tributo speciale, quello che uno dei calciatori più rappresentativi della Nostra storia ultracentenaria merita.
Anche da questo punto di vista, le emozioni saranno fortissime.
Dal Nostro punto di vista, la vittoria dell’andata ci ha dato uno slancio importantissimo fino a questo momento, che ci ha consentito di trasformare qualche dubbio in certezza, soprattutto in termini positivi.
Dovremo, comunque, sapere che la gara di domani sera va giocata senza pensare minimamente a quanto di buono fatto nelle ultime gare, bensì dobbiamo dare tutto ciò che abbiamo per fare una grandissima partita.
Mancano ancora tre partite per concludere la fase a gironi, questo è pur vero, ma fare bene domani sera significherebbe mettere un piede in avanti per gli Ottavi di Finale e, soprattutto, per conquistare quel primato nel girone che sarebbe davvero pesantissimo.
Non ci resta che, in conclusione, sapere che anche Noi Tifosi, dallo Stadio piuttosto che dalla poltrona di casa, dovremo fare una grande partita di incitamento, passione e amore viscerale per la Nostra Squadra, affinchè possa gettare ancora una volta il Vecchio Cuore RossoNero oltre l’ostacolo!
FORZA MILAN!!!
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31/10 Milan-Parma 2-0
E’ una bellissima serata quella che abbiamo il piacere di commentare questa sera, una serata nella quale, oltre ai tre punti assolutamente fondamentali vista anche la sconfitta della Juventus nel pomeriggio contro il Napoli, troviamo un Milan convinto, forte, in forma e al massimo della condizione psicologica prima della supersfida di martedì contro il Real Madrid a San Siro.
E’ una serata, questa, dove ritroviamo un grande Ronaldinho, nella veste di un assist-man con i fiocchi, la sera nella quale ritroviamo in campo da titolare Rino Gattuso, combattente vero come sempre, ma è soprattutto una serata che dobbiamo dedicare ad un calciatore speciale: è un ragazzo che ha sofferto tanto, che ha patito una sfortuna incredibile ma che, nonostante ciò, ha sempre creduto nel lavoro e nella sua voglia di dimostrare il suo valore. Parliamo del Nostro numero 11, parliamo di Marcone Borriello che, con questa fondamentale
doppietta, ci proietta nelle zone a Noi più congeniali in classifica ma che consentono allo stesso Marco di iniziare davvero la sua avventura RossoNera. Due gol, uno spettacolo tutto sommato gradevole e una sofferenza non del tutto eccessiva: sono stati questi gli ingredienti utilizzati dai Nostri nella gara contro il Parma. Andando con ordine, Mister Leonardo presenta una nuova novità di carattere tattico nell’undici titolare: non c’è il 4-3-3 puro visto nelle ultime uscite, ma al suo posto il più spettacolare 4-2-3-1. Gli uomini scelti dal Mister sono Nelson tra i pali; la linea difensiva è composta da Massimo Oddo, Thiago Silva, Kala Kaladze e Zambrotta; i due mediani davanti ai quattro sono il rientrante Rino e Andrea Pirlo, mentre a sostegno dell’unica punta Borriello agiscono, da destra a sinistra, Alexandre Pato, Clarence Seedorf e Dinho. L’avvio di partita è sin da subito ricco di emozioni. Il primo pericolo da segnalare, ad ogni modo, è a tinte gialloblù: è Dzemaili, infatti, a concludere pericolosamente verso la porta di Nelson, un tiro preciso, minaccioso e molto veloce. Il Nostro numero 1 è semplicemente sensazionale, riuscendo a deviare il pallone sulla traversa ed evitando di conseguenza il vantaggio della formazione di Guidolin. Abbiamo l’impressione, per quanto ci riguarda, che possiamo fare molto male una volta recuperata palla, che possiamo dar vita a contropiedi letali per i nostri avversari. Tutto ciò diventa realtà al minuto numero 11: Andrea recupera una palla al limite della Nostra area e serve immediatamente Dinho, che punta inesorabilmente la porta avversaria. Il fenomeno in maglia 80 serve magicamente Borriello sull’altrettanto perfetto taglio di Marcone, che di sinistro infila Mirante. 1-0 per Noi dopo soli unidici minuti. La reazione del Parma, ad ogni modo, non si fa certo attendere, e si materializza undici minuti più tardi, con un cross dalla sinistra e un colpo di testa di Bojinov sventato miracolosamente ancora da Nelson. Nonostante questo, la Squadra è in costante controllo della gara, effettuando un ottimo possesso e concedendo abbastanza poco agli avversari. L’ultima occasione degna di nota nella prima frazione di gioco è un cross pennellato da Massimo Oddo, sul quale Alexandre arriva con un solo istante di ritardo per effettuare il colpo di testa. Per quanto riguarda la prima frazione di gioco, in sostanza, è tutto quì. Nella ripresa entra in campo un Parma molto più convinto e determinato rispetto alla prima frazione, che effettua un discreto giropalla, anche se non esattamente produttivo. Tutto ciò e merito senz’altro di un Milan molto ordinato, compatto e corto nella sua seppur insolita veste con il 4-2-3-1, un Milan costante nei rientri a metà campo e disponibile al sacrificio. A ciò aggiungiamo che, come già notato nel primo tempo, le Nostre ripartenze risultano essere molto pericolose per la retroguardia parmense, in particolare sull’asse Pato-Oddo sulla corsia di destra. La palla gol più pericolosa della ripresa, tuttavia, capita sui piedi di Alberto Paloschi, che si presenta solissimo davanti a Nelson, che esce a valanga e chiude tempestivamente lo specchio della porta, costringendo il giovane attaccante a spedire la palla sul fondo. Il finale di gara, in questa circostanza, viene gestito magistralmente dalla Squadra, che riesce quasi a mandare in gol Thiago al termine di una grande azione e di un grande inserimento (Thiago colpisce la traversa a Mirante battuto), ma c’è soprattutto tempo per la delizia pura: doppio passo di Dinho
che si libera di un paio di avversari, pennellata al centro e mezza rovesciata di Borriello, imparabile per il portiere gialloblù: 2-0 per Noi, partita chiusa e da dedicare assolutamente al Nostro numero 11. Come detto in apertura, i punti conquistati stasera pesano moltissimo, anche e soprattutto per quanto concerne il morale della Squadra, che adesso è davvero ad un ottimo livello. Dobbiamo solamente mantenere alta la soglia dell’attenzione e dalla tensione, quella giusta, quella positiva da grande evento, quella, per intenderci, per
Milan-Real Madrid. Forza Ragazzi!!!

30/10 Milan-Parma
In periodi come quello nel quale siamo dentro, che sono implicano indubbiamente un livello di sollecitazione molto elevato, una cosa è sicuramente bella e positiva: quando si ha una serata storta, una serata che ti lascia un grande rammarico e il sapore amaro in bocca, hai immediatamente la possibilità di dimenticare quanto appena successo e concentrarti al meglio per la partita successiva, con la grande voglia di non commettere gli stessi errori della partita precedente.
La ferita di Napoli, nella testa e nel cuore, è ancora aperta e fa ancora male, ma fortunatamente la Squadra scenderà in campo già domani sera in cerca del pronto riscatto.
E’ una partita, dunque, molto importante, soprattutto da un punto di vista psicologico.
A maggior ragione, dovremo essere molto bravi a considerare e approcciare a questa partita nel modo migliore possibile, poiché affrontiamo una delle formazioni più preparate e organizzate del torneo. Una squadra che, in totale, è stata capace di totalizzare più punti rispetto a Noi stessi e che, di conseguenza, si trova prima di Noi in classifica: stiamo parlando del Parma.
La formazione gialloblu, infatti, è stata indiscussa protagonista di questo avvio di stagione, mostrando nella sua ossatura degli ottimi talenti e un grande spirito di sacrificio che gli consente, mertiatamente fino a questo punto, di navigare in zona Champions League, sebbene siano passate solamente undici giornate dall’inizio del Campionato.
Per descrivere il loro modo di giocare, basta semplicemente pensare al loro allenatore: è un uomo di grandissima esperienza, che è sempre riuscito, nelle varie squadre che ha allenato, a fornire un gioco veloce, rapido e davvero insidioso.
Parliamo di Francesco Guidolin, nome che da solo può farci rendere conto della difficoltà della gara di domani sera. Il tecnico dei parmensi, infatti, è un allenatore di grande carattere, un grandissimo motivatore che riesce sempre a tirare fuori il meglio dalle sue squadre, specialmente in serate come quella di domani.
Le sue squadre, inoltre, si distinguono per una grande duttilità, il che consente al tecnico di cambiare anche a partita in corso l’atteggiamento tattico della sua squadra a seconda delle esigenze.
Per quanto riguarda la formazione in se, gli uomini a disposizione di Guidolin sono, come dicevamo pocanzi, di ottimo spessore: pensiamo, ad esempio, a Christian Panucci e Zaccardo sulla linea arretrata, che costituiscono un contributo di spessore sotto il profilo dell’esperienza, pensiamo a Biabiany, ala dall’incessante corsa e spinta, e pensiamo al parco attaccanti, tra i quali spiccano Valery Bojinov e Albertino Paloschi, la cui comproprietà è stata un tema molto discusso nella scorsa sessione di calcio mercato.
Per Alberto è il secondo anno consecutivo con i gialloblù, il suo primo da titolare nella massima serie.
In questi due anni il numero 43 è maturato molto, tanto da guadagnarsi sicuramente un posto nel Milan del futuro.
Domani sera, ad ogni modo, sarà un avversario e dobbiamo prestargli sicuramente il massimo dell’attenzione, date le sue indiscusse doti da uomo d’area.
Passando dalla Nostra parte, il pareggio all’ultimo secondo di mercoledì non è stato facile da digerire e da assorbere, sia per Noi Tifosi, che soprattutto per quanto riguarda la Squadra.
Come dicevamo in apertura, tuttavia, dobbiamo cercare di mettere da parte gli incredibili minuti di recupero del San Paolo, poiché il compito che ci aspetta domani sera è di quelli tosti e difficili.
Sarà importante partire forte proprio come fatto contro il Napoli, ma al tempo stesso gestire meglio il pallone e avere una presenza, in termini di possesso palla, più tangibile e costante. Inutile dire che la testa deve essere obbligatoriamente puntata e indirizzata alla gara di domani, poiché non avrebbe alcun senso proiettarsi già verso il prestigio e la suggestione di Milan-Real Madrid di martedì sera. Chiediamo una grande concentrazione alla Squadra per domani sera, che ci consenta di rimanere lucidi per tutto l’arco di gara e che
possa essere produttiva in termini di punti.
Forza Ragazzi!

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28/10 Napoli-Milan 2-2
Ci ritroviamo a commentare una partita che ha dell’incredibile, una partita che mai in questa stagione avevamo sentito più Nostra e più saldamente nelle Nostre mani.
Finisce 2-2 al San Paolo di Napoli, ma è una partita che la Squadra ha letteralmente buttato via, giocando una gara nella propria trequarti
campo dopo il doppio vantaggio iniziale e consentendo alla formazione di Mazzarri di prendere sempre più fiducia.
E’ stato un atteggiamento non certo positivo da parte dei Nostri, sebbene la Squadra abbia resistito fino al 90, quando cioè Cigarini ha trovato il gol più bello della sua carriera e che mai più sarà capace di ripetere, consentendo ad una squadra, quella azzurra, ormai all’angolo di ritrovare la spinta finale e agguantare un pareggio che ha dell’ incredibile.
La Nostra Squadra, seppur esperta e con in campo fior fior di giocatori di classe e talento assoluti, è stata capace di commettere e di
giocare gli ultimi minuti da principianti, non riuscendo a gestire nemmeno un singolo istante dei minuti di recupero.
Una gara buttata via in così malo modo, indubbiamente, ci consegna un post-partita nervoso e che ci brucia in modo incredibile.
Ad ogni modo, quelle che sono le Nostre sensazioni devono lasciare spazio al commento di quanto successo sul terreno di gioco: Mister Leonardo, nell’undici titolare mandato in campo, non cambia moltissimo rispetto alla formazione che domenica sera è riuscita ad espugnare il Bentegodi di Verona.
Troviamo il consueto 4-3-3 puro con Nelson Dida tra i pali; la linea difensiva che ritrova come terzino destro Abate, centrali Nesta e Thiago e a sinistra si schiera Zambrotta.
Il centrocampo è formato dal rientrante capitano Ambrosini sul centro-destra, Andrea Pirlo al centro e Clarence a sinistra.
L’attacco è composto da Alexandre sulla destra, Dinho a sinistra e SuperPippo come punta centrale.
L’inizio di partita è un autentico sogno: sono passati solo due minuti quando Clarence serve meravigliosamente il Campione con la maglia numero 9 solo davanti a De Sanctis.
La palla è sul sinistro e Pippo incrocia alla perfezione: 1-0 per Noi.
La reazione dei partenopei, colpiti a freddo, latita e in questo contesto la Squadra raddoppia: da un lancio di Zambro dalle retrovie spizzano sia Clarence che Pippo, facendo si che la palla arrivi sui piedi di Alexandre, solissimo in posizione regolare. Il numero 7 si dirige
inesorabilmente verso la porta azzurra e trafigge con grande freddezza l’ estremo difensore del Napoli. Siamo solo al quinto minuto, ma il risultato è già 2-0 per Noi.
La botta per il Napoli è tremenda, durissima da digerire ed è difficile riorganizzarsi in pochi minuti.
Dalla parte opposta, abbiamo incanalato la gara sui binari a Noi più congeniali, in modo tale da gestire il possesso del pallone, rallentare il ritmo e cercare di servire in velocità i Nostri attaccanti alla ricerca del gol che chiuderebbe definitivamente il match.
L’unica nota stonata in questo contesto è l’uscita per un problema all’ adduttore di Sandro Nesta, sostituito da Kala Kaladze.
La  Squadra, seppur le distanze fra centrocampo e difesa siano ottimali, non riesce a fare altrettanto con i tre giocatori là davanti, spesso isolati e difficilmente servibili, con la conseguenza che iniziamo a perdere molti palloni e il Napoli, sospinto dai 60mila del San Paolo, pressa incessantemente e si riorganizza piuttosto velocemente.
Per Nostra fortuna, gli attaccanti napoletani non sono precisissimi nella realizzazione dell’ultimo passaggio, consentendoci quindi di
non correre molti pericoli.
I connotati che la gara assume, ad ogni modo, sono decisamente preoccupanti, specialmente in ottica di quella che sarà la ripresa.
Nel secondo tempo, infatti, il lite motive della gara non cambia e, anzi, viene accentuato da un inizio scintillante della formazione partenopea: prima è Nelson con uno strepitoso doppio intervento su Lavezzi prima e Maggio poi a sventare la minaccia, e successivamente è lo stesso Lavezzi a spedire alto dopo uno spettacolare tiro al volo.
Ancora Nelson a salvarci compiendo una tripla parata da assoluto fuoriclasse, quando davanti a lui si presentano prima Gargano, poi Hamsik e infine ancora Gargano, ma Nelson è assolutamente fantastico.
Dal canto Nostro, siamo un pò più efficaci nella gestione della partita, nel possesso del pallone, ma in zona gol latitiamo vistosamente.
La vera palla gol che capita sui Nostri piedi ce l’ha ancora una volta Pippo, che scarta De Sanctis ma spedisce incredibilmente alto sopra la traversa. Pippo, poco dopo, lascerà spazio a Marco Borriello, vista la necessità di tenere un pò alta la palla e, a fare il suo ingresso in campo, è anche Mathieu Flamini al posto di Ronaldinho, un pò in ombra in questa serata.
Una delle chiavi di volta dell’incredibile finale di partita è l’espulsione di Ignazio Abate, che compie un’ingenuità rimediando il giusto cartellino giallo, il secondo della sua partita.
Quando scocca il novantesimo, ecco la pura follia: calcio d’angolo battuto da Datolo, respinta della Nostra difesa e Cigarini, appostato al limite dell’area, colpisce al volo col sinistro mandando la palla direttamente nel sette, lasciando Dida assolutamente incolpevole.
Passano solo tre minuti ed è Maggio a fare incursione nella Nostra area, riuscendosi a girare e a mettere in mezzo il pallone che Denis devia spedendo la sfera alle spalle del Nostro portiere.
E’ un pareggio che brucia, che ci ferma in modo brusco e che, se vogliamo, ci riporta con i piedi per terra.
Questa serata deve essere una lezione fondamentale per il futuro, perchè partite del genere, seppur giocate male e in sofferenza, devono essere portare a casa a costo della vita.
Dobbiamo imparare a gestire anche questi piccoli dettagli, che in serate come queste possono giocare scherzi tremendamente brutti e amari.
Adesso non ci resta che smaltire questa delusione, rimetterci in sesto e prepararci al meglio per un pronto riscatto già da sabato, quando ospiteremo il Parma a San Siro.
Dai Ragazzi!!!
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27/10 Napoli - Milan
In casa RossoNera, a soli due giorni dopo la vittoriosa trasferta del Bentegodi di Verona decretata dalla sensazionale doppietta di Sandro Nesta, è già tempo di fare le valigie, di tornare concentratissimi e di preparare un’ altra sfida di fondamentale importanza.
Il ritmo imposto dalla stagione, infatti, non prevede certo un lungo riposo né alcuna possibilità di tirare il fiato in modo significativo, al contrario ci rende protagonisti di una serie impressionante di sfide e di partite da vincere a tutti i costi.
Domani sera saremo ospiti del Napoli, sabato sera a San Siro andrà in scena Milan-Parma e poi martedì sera, sempre alla scala del calcio, sarà la volta del secondo atto della supersfida contro il Real Madrid. Un ciclo di partite importantissime, ravvicinate e tremendamente difficili dunque per la Nostra Squadra.
Tuttavia, è bene pensare innanzitutto a quella che per prima viene in ordine di tempo, ovvero quella di domani sera al San Paolo contro il Napoli.
Sfida, questa, ricca di storia, di tradizione, di tempi epici e di partite epocali.
Ricordiamo in modo indelebile le memorabili sfide a cavallo fra la fine degli anni 80 e i primi anni 90, dove i protagonisti rispondevano a nomi del calibro di Diego Armando Maradona e Careca da una parte, Gullit, Van Basten dall’altra.
Ricordiamo tantissime gioie ma anche qualche delusione inflittaci dai partenopei, in un contesto che era indiscutibilmente quello della lotta al vertice, della lotta per lo Scudetto per il quale queste squadre erano in costante competizione l’una con l’altra.
La sfida di domani sera, ahinoi, si colloca in un contesto ben diverso da quello appena accennato: ad esempio, la formazione azzurra, pur essendo stata indiscussa protagonista della sessione estiva del calcio mercato, con quasi 50 milioni spesi dal presidente De Laurentiis per rafforzare l’organico, non è stata all’altezza, quantomeno nelle prime giornate di campionato, di dimostrarsi una squadra che potesse avere obiettivi ambiziosi.
Molti sono stati, infatti, i passi falsi che hanno costretto il presidente napoletano a cambiare la guida tecnica: dalla grande gloria RossoNera Roberto Donadoni all’esuberante e carismatico Walter Mazzarri, allenatore dal piglio completamente diverso. In sole due partite disputate, per l’appunto, il nuovo Napoli è riuscito ad ottenere la bellezza di sei punti, conquistando due vittorie in extremis contro il Bologna prima e a Firenze domenica scorsa.
Dimostrazione, questa, di grandissimo carattere e di una consapevolezza nei propri mezzi che va crescendo sempre più.
Se a ciò aggiungiamo la grande qualità dei singoli di cui dispone il Napoli, tutto ciò ci fa rendere conto della forza del nostro avversario: ai già noti Lavezzi e Hamsik, infatti, si sono aggiunti anche Fabio Quagliarella, Morgan De Sanctis a difendere i pali azzurri e il giovane Cigarini in mezzo al campo, giusto per citarne alcuni.
Altro particolare da tenere in considerazione è l’interpretazione del 3-5-2 con il quale i partenopei si opporranno a Noi domani sera: è un modulo, questo, che il tecnico Mazzarri applicò già ai tempi della Sampdoria e con il quale riuscì a metterci in seria difficoltà in una serata di Marzo del 2008, quando la Samp uscì vittoriosa per 2-1 da San Siro.
Dovremo, quindi, prestare una particolare attenzione al loro modo di giocare, con la consapevolezza che ci conoscono molto bene e sanno perfettamente che tipo di partita giocare contro di Noi.
Dal canto Nostro, impossibile negare che il momento sia il più positivo dall’inizio della stagione, viste le tre vittorie consecutive dalle quali siamo reduci. Fondamentale risulta essere, tuttavia, non cullarsi troppo su quanto di buono fatto fino ad ora e restare umili e consapevoli del fatto che bisogna dare sempre e comunque il massimo per
raggiungere i Nostri obiettivi.
Per sollecitare ed alzare di un qualcosa in più il Nostro livello di concentrazione, diciamo che c’è un particolare passato, per fortuna, un pò inosservato nelle ultime partite giocate dalla Nostra Squadra.
Un particolare, questo, che dobbiamo cercare di rimuovere il più presto possibile, onde evitare di ripiombare su serate e film già visti: stiamo parlando del fatto che, purtroppo, sono sempre gli avversari ad andare in vantaggio.
E’ successo contro lo Zurigo, a Bergamo contro l’Atalanta, in casa con la Roma, nella magica Notte di Madrid e domenica sera contro il Chievo.
Molti potrebbero dire che, se il risultato finale è quello delle ultime tre partite, ben venga il primo gol degli avversari, cosa che ci sentiamo di condividere. Il problema, però, è che le partite in tal modo iniziano sempre in salita per i Nostri, costretti a risalire la china e ad un dispendio di energie notevole.
Aggiungiamo, inoltre, che non è sempre facile e non è sempre possibile riuscire a ribaltare il risultato.
Da ciò ne consegue che questo difetto va limato e non va certo sottovalutato.
Detto questo, ribadiamo il fatto che la gara del San Paolo sarà un banco di prova importantissimo per le due squadre, visto il momento di risalita che entrambe stiamo attraversando.
Speriamo, nel Nostro piccolo, di poter giocare una partita ben equilibrata, riuscendo ad ottenere altri punti importanti per l’accrescimento della Nostra autostima, oltre che per la classifica.
Forza Milan!
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26/10 Chievo-Milan 1-2
E’ una vittoria importantissima, fondamentale e tremendamente voluta quella che la Nostra Squadra è riuscita ad ottenere stasera al Bentegodi di Verona.
Una partita d’altri tempi, una gara nella quale abbiamo più volte pensato di non riuscire a portare a casa quel che tanto volevamo ottenere in una serata così delicata.
E’ stata la vittoria del gruppo, della volontà e della grande capacità dei Ragazzi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, un ostacolo valido e al quale dobbiamo fare i complimenti per un primo tempo giocato su livelli elevatissimi.
A ciò aggiungiamo come, in questa serata, siano venuti alla luce due singoli come Sandro Nesta, autore di una partita esemplare e bomber incredibile in zona gol, e uno strepitoso Nelson Dida, che riscatta l’erroraccio di mercoledì sera al Santiago Bernabeu e si esibisce in una parata mostruosa, da autentico fenomeno, che salva tutto sull’1-1 e ci consente, nell’ azione successiva, di realizzare il gol della vittoria, proprio quando il cronometro segnava il minuto 92. E’ la prima volta, tra l’altro, che in questa stagione ci troviamo a commentare tre vittorie consecutive tra Campionato e Champions League, e ciò dimostra che la Squadra è in assoluto crescendo e sta
acquisendo in se stessa una grande consapevolezza dei propri mezzi. Tornando a stasera, è d’obbligo e quanto mai bellissimo commentare questa gara passo dopo passo, iniziando ovviamente dalle scelte di Mister Leonardo, costretto a fare i conti con il forfait di Jankulovski nella giornata odierna e con assenze del calibro di Rino Gattuso e Ignazio Abate. Scendiamo in campo con il ritrovato 4-3-3, che vede Nelson Dida tra i pali; la linea difensiva è composta da Massimo Oddo, Sandro, Thiago e Luca Antonini all’esordio stagionale; i tre centrocampisti sono Mathieu Flamini, Andrea Pirlo nella veste di Capitano e Clarence Seedorf. Là davanti agiscono Alexandre Pato e Dinho sugli esterni e Klaas-Jan Huntelaar come punta centrale. L’immediato avvio di gara risulta essere un autentico incubo per i Nostri: è un Chievo, quello di Di Carlo, che si presenta con un 4-3-1-2 che mira al pressing altissimo sui Nostri portatori di palla e ad un gioco fatto di inserimenti, utilizzo delle fasce laterali e grandissimo movimento senza palla. I gialloblu, in virtù di questo spumeggiante avvio, approfittano, d’altro canto, di un inizio intimorito e quasi sopreso della Nostra formazione, che non riesce a tenere il pallone e non riesce ad opporre la fisicità alla freschezza dei veneti. E’ proprio da un’azione sulla corsia di sinistra che il pallone arriva dritto dritto sui piedi di Pinzi che, inseritosi da dietro, conclude prendendo Nelson in controtempo e portando in vantaggio i clivensi. Sul cronometro sono passati solamente sette minuti di gioco. La Squadra, lì per lì, sembra essere stordita e sembra aver accusato il colpo. I minuti successivi, infatti, sono caratterizzati da un possesso palla molto lento, da poco movimento senza palla e da una poca convinzione in ciò che va fatto. Ciò viene accentuato ancor di più dall’atteggiamento dei gialloblu, che si schierano puntualmente con tutti gli uomini dietro la linea della palla.
Tuttavia, con il passare dei minuti, il baricentro della Squadra inizia ad alzarsi e sia Pato che Dinho iniziano a fare i movimenti giusti, creando spazi per i centrocampisti. Ed è proprio su un inserimento di Seedorf che andiamo vicinissimi al pari; peccato però che il Nostro numero 10 concluda troppo debolmente davanti a Sorrentino. Per il resto, nitide occasioni da parte Nostra non ce ne sono, sebbene il pallino resti saldamente nelle Nostre mani e diamo la sensazione di poter comunque far male. Sul finire del tempo sono ancora loro
a rendersi pericolosi in più di una circostanza, ma per fortuna salgono in cattedra i Nostri due difensori centrali, nuovamente tra i migliori in campo. Il primo tempo si conclude sull’1-0 per il Chievo. Nella ripresa, nonostante un impalpabile Huntelaar e nonostante si sentisse
in modo forte una necessità chiamata Marco Borriello, il Mister manda in campo gli stessi undici. Ad ogni modo, pur essendo gli stessi sulla carta, sul campo è tutta un’altra cosa: diamo vita ad un secondo tempo bellissimo, intenso, costante come forse mai in questa stagione, escluse le parentesi di domenica scorsa e di mercoledì contro il Real.  Luca e Massimo iniziano a spingere costantemente sulle corsie esterne, allargando così di moltissimo il campo sia per Noi che per la difesa avversaria. Il possesso è veloce, fatto con gran
movimento e con grande costanza. Loro, causa anche un primo tempo molto dispendioso, accusano la fatica e andiamo ripetutamente vicini al gol del pareggio. La prima grande occasione è per Dinho, che conclude a botta sicura dopo una spizzata di Huntelaar sotto porta, ma Sorrentino sembra essere in serata di grazia. La svolta della gara è vicina, e proprio come a Madrid coincide con l’ingresso in campo del numero 22, che inizia a svariare su tutto il fronte d’attacco e ad aprire varchi per i suoi compagni. Successivamente arriva anche il momento dell’ingresso in campo di Pippo Inzaghi che prende il posto di Ronaldinho. Clarence impegna ancora una volta Sorrentino, che però non può nulla quando Andrea (secondo tempo strepitoso per il numero 21) raccoglie una punizione da lui stesso battuta sulla barriera e crossa al centro. A staccare è proprio Borrie, che colpisce clamorosamente la traversa, ma è Nesta di giustezza a correggere il pallone in gol. 1-1, dieci minuti al termine. La Squadra a quel punto è rinvigorita, si sente forte e sente che può portare a casa la vittoria. Tutto sembra svanire quando Bogdani colpisce di testa a due passi da Dida, ma il Nostro portiere compie un miracolo indescrivibie deviando con la mano destra quando era con il corpo dalla parte opposta. Sul ribaltamento di fronte usufruiamo di un calcio d’angolo: dalla battuta è ancora Sandro che viene lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia gialloblu e il Fenomeno in maglia 13 spedisce ancora in rete di testa. E’ l’estasi, è la vittoria più bella e sofferta del Nostro Campionato! Dobbiamo ad ogni modo restare con i piedi per terra, perchè mercoledì sarà di nuovo tempo di Campionato e avremo una trasferta insidiosissima al San Paolo di Napoli. Lo sforzo di energie stasera è stato davvero grandissimo, ma dobbiamo recuperarle al più presto per restare quanto più possibile attaccati al Nostro obiettivo. Forza Ragazzi!

24/10 Chievo - Milan
Come si dice spesso nella vita di ogni giorno, a proposito delle mille difficoltà che la vita ci pone di fronte, possiamo certamente affermare che, sotto tutti i punti di vista, gli esami non finiscono mai.
Anzi, aggiungiamo Noi, quando sembra proprio che essi stiano per finire o quando, comunque, ci si culla troppo su un esame andato molto bene, si finisce per steccare quello successivo.
Si corre il rischia, insomma, di non trovare la concentrazione e gli stimoli giusti per andare avanti, con la conseguenza che il buon esame rimane un episodio sporadico, isolato.
Tale discorso calza alla perfezione con il momento della Nostra Squadra, un momento certamente positivo e che ci vede arrivare da una ottima vittoria casalinga contro la Roma in rimonta e dalla storica impresa di mercoledì al Santiago Bernabeu di Madrid.
Facile, facilissimo pensare che si sia sulle ali dell’entusiasmo e che la prossima partita possa essere una pura e semplice formalità.
Bene signori, niente di più sbagliato!
Domani sera, infatti, la Nostra formazione sarà impegnata al Bentegodi di Verona per affrontare il Chievo, squadra ostica e reduce da un ottimo inizio di campionato.
A prescindere, comunque, dalle caratteristiche dell’avversario di domani, che saranno oggetto della nostra analisi più avanti, è bene ricordare e ricordarci quanto per Noi sia stato difficile affrontare questa trasferta negli anni passati.
L’unica stagione nella quale possiamo dire di aver vinto con relativa facilità è quella del Nostro ultimo tricolore: 2-0 per Noi in quella fredda serata, con doppietta di Andriy Shevchenko che siglò i suoi gol numero 100 e 101 con la Maglia Rossonera.
Poi i precedenti ci ricordano due sconfitte (3-2 per i veronesi nella stagione 2002-2003 e 2-1 nel 2005-2006) e due vittorie di misura, cioè l’1-0 della stagione 2006-2007 con gol di Marek Jankulovski e quello dello scorso mese di Aprile, targato Clarence Seedorf.
Da quì capiamo già che uscire vittoriosi dal Bentegodi non è mai stato facile per i Nostri e di sicuro non lo sarà neanche domani sera.
Il Chievo di quest’anno, come gran parte della scorsa stagione, è allenato da Di Carlo, allenatore preparato e che riesce a trasmettere grandi motivazioni alle sue squadre, oltre un carattere e una personalità da vendere proprio in partite del genere.
Sono soliti utilizzare un centrocampo a rombo, il cui vertice alto, generalmente Pinzi, agirà in azione di disturbo nei confronti di Andrea Pirlo.
In avanti l’elemento di spicco è indubbiamente Sergio Pellissier, goleador di razza e attaccante al quale dovremo fare moltissima attenzione.
Per quanto ci riguarda, la strepitosa vittoria di mercoledì sera in Champions League ci consente di approcciare a questa gara nel modo migliore possibile, con la giusta convinzione e fiducia nei Nostri mezzi.
La cosa che più ci è piaciuta nella Squadra al Santiago Bernabeu è che, nonostante l’erroraccio di Dida e il conseguente vantaggio di Raul, i Ragazzi sono andati avanti giocando il proprio calcio, con calma, pazienza e una ottima organizzazione.
Ciò dimostra un netto e limpido passo in avanti, ad esempio, rispetto al famoso Derby perso per 4-0, dove invece ci eravamo sgretolati al primo vantaggio nerazzurro.
E’ una Squadra, la Nostra, in netta e costante crescita e su questo non ci piove.
La cosa fondamentale per domani sera, tuttavia, è cercare di mettere da parte la gioia e la grande soddisfazione per l’impresa contro il Real, e scendere in campo nello stesso modo: corti, compatti, uniti e pronti ad affrontare tutte le circostanze che la partita ci metterà di fronte.
Dobbiamo essere consapevoli, come detto in precedenza, che non possiamo permettere che la gara di Champions rimanga solo un episodio, dobbiamo dare continuità alle prestazioni e ai risultati, anche perchè l’obiettivo del terzo posto va raggiunto il prima possibile.
Forza Milan!
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22/10 Real Madrid-Milan 2-3
Il Milan che non ti aspetti confeziona un’impresa che rimarrà nella storia della nostra società. Non si è vinto nulla stasera, ma il peso di questa vittoria potrebbe avere un peso specifico enorme sulle sorti di tutta la nostra stagione. Senza contare che spesso esistono delle partite che possono rappresentare una svolta per la carriera di un calciatore o di un allenatore, e chissà che stavolta non possa toccare al tanto vituperato Leonardo! Coraggioso lo schieramento iniziale dell’undici titolare, esemplare nella gestione della partita, anche e, soprattutto, nei momenti (pochi per la verità) di difficoltà.
Giusto elogiare il Milan e l’orgoglio e la classe dei suoi “vecchi”, ma è altrettanto giusto sottolineare la delusione di un Real che stasera ha fatto veramente una pessima figura: nessuna forma di squadra e solo una somma di giocatori che provano a giocare e vincere le partite individualmente.
Real Madrid-Milan si presenta come la partita delle grandi suggestioni e dalle grandi emozioni. Intanto si incontrano le due squadre che hanno vinto il maggior numero di Coppe dei Campioni/Champions League (16 in totale, 9 delle merengues e 7 dei rossoneri), e poi si ritrovano per la prima volta, l’uno contro l’altra, Kakà ed il Milan: quello che forse nessuno avrebbe mai voluto vedere. L’atmosfera, insomma, è delle grandi occasioni, e non potrebbe essere diversamente. Per l’occasione Leonardo decide di affidarsi a tutti i suoi “senatori” e decide di affrontare la partita scendendo sullo stesso livello dell’avversario, quello della tecnica e della spregiudicatezza. Le formazioni sono quelle anticipate alla vigilia. Il Milan schiera davanti a Dida, da destra a sinistra, la linea formata da Oddo, Nesta, Thiago Silva e Zambrotta; centrocampo a tre con Seedorf , Ambrosini e Pirlo; in avanti il trio Ronaldinho-Inzaghi-Pato. Il Real  schiera Casillas in porta, davanti a lui Sergio Ramos, Pepe, Albiol e Marcelo; Xavi Alonso e L. Diarra centrali, con Granero, Kakà e Raul immediatamente dietro la punta centrale Benzema. Insomma, nessuno ha intenzione di difendersi; ma se questo è scontato per il Real Madrid, non lo sembra molto per il Milan che in questa prima parte di stagione ha faticato a trovare l’equilibrio che gli possa garantire una certa solidità.
A dispetto degli schieramenti il primo tempo scorre via senza che le squadre riescano ad imprimere delle accelerazioni alla partita. Il Milan è ben messo in campo e grazie a delle linee corte riesce a limitare le ripartenze degli avversari. Il Real prova a fare la partita, ma francamente non sembra irresistibile…anzi. Il Milan da par suo riesce a controllare agevolmente in fase difensiva, ma non riesce mai ad essere incisivo in attacco. Il primo tiro (se così si può dire) in porta si vede al 12’, ma è un tentativo di Granero su cross di Sergio Ramos che non impensierisce Dida. Azione sospetta al 13’ per un intervento di Zambrotta su Benzema in area: molti i dubbi. Il Milan si fa vedere al 17’ con una bella combinazione Ronaldinho-Seedorf sulla sinistra con cross di quest’ultimo a cercare Inzaghi che viene anticipato da Albiol.
Al 18’ il patatrack: tiro velleitario di Granero dal limite che non impensierisce Dida, il quale però si lascia incredibilmente sfuggire il pallone dalle mani, Raul si impossessa della palla e deposita in porta. Un gentile anticipo dei regali natalizi.
Nonostante il gol, il ritmo della partita non cambia. Le due squadre tengono il campo ma sono incapaci di farsi del male. Il primo vero, e finora unico, tiro in porta si vede al 45’ con Marcelo che impegna Dida dal limite dopo essersi liberato con una bella serpentina.
Finisce qui un primo tempo sotto ritmo e, comunque, equilibrato: un equilibrio spezzato solo da un clamoroso infortunio del nostro portiere.
La ripresa comincia con un Real che cerca di forzare un po’ la situazione per mettere dalla sua parte la gara. Nei primi 10’ cerca soprattutto con le conclusioni da fuori di superare Dida, ma solo in una occasione sfiora veramente il raddoppio con un destro di Kakà parato, stavolta bene, da Nelson.
Al 60’ Leonardo cambia Inzaghi con Borriello! Due minuti dopo il Milan pareggia con un fendente dai 25 metri di Pirlo che sorprende Casillas! Il Milan a questo punto si esalta. Al 64’ Zambrotta spara un sinistro dai venti metri che esce di poco. Al 65’ il raddoppio rossonero. Stavolta l’incertezza la commette Casillas che con una uscita mancata al limite dell’area apre la pota a Pato che ringrazia e deposita in porta un lancio perfetto di Ambrosini. Ora siamo letteralmente padroni del campo, e non facciamo fatica a gestire un Real che sembra scosso dall’uno-due. Bisogna aspettare, infatti, il 75’ per vedere una reazione del Real degna di questo nome. Su corner dalla destra, Raul pesca il nuovo entrato Drenthe (ottimo il suo impatto sulla gara) che stoppa e dal limite dell’area lascia partire un sinistro che si infila nell’angolino alla sinistra di Dida: anche stavolta il portierone sembra leggermente in ritardo. A questo punto ti aspetti l’arrembaggio del Real Madrid ed invece viene fuori il Milan. L’orgoglio spinge i rossoneri a voler portare a casa i tre punti a tutti i costi. Le occasioni fioccano. Al 77’ Seedorf spara alto da ottima posizione; al minuto 84’ Casillas compie un autentico miracolo su un destro a botta sicura di Pato. Sul susseguente corner Thiago Silva svetta più in alto di tutti e mette in rete: l’arbitro si inventa un fallo inesistente ed annulla incredibilmente il gol. Il Milan non si demoralizza e ci prova ancora,  e coglie all’88’ il meritato premio! Pato per l’ennesima volta va via sulla sinistra a Marcelo, serve Dinho che gira di prima a Clarence Seedorf che con un tocco morbido pesca il libero Pato sul palo opposto: piatto destro al volo e Casillas è battuto per la terza volta.
Dopo tre minuti di recupero, il Milan coglie una importantissima vittoria per la sua corsa in Champions League ma, soprattutto, per il prosieguo della sua stagione.  
Andiamo a letto con tanto Milan negli occhi, con la consapevolezza che non abbiamo fatto nulla, ma con la certezza che questa squadra ha un’anima come nessun’altro al mondo!
Miei personalissimi voti:
Dida 5; Oddo 6,5; Nesta 7,5; Thiago Silva 7; Zambrotta 6; Ambrosini 6,5; Pirlo 7; Seedorf 7; Inzaghi 5,5 (Borriello 6); Ronaldinho 6 (Flamini S.V.); Pato 8.
All.Leonardo 7,5.
Kakà 5.
Arbitro De Bleeckere 4.

20/19 Real Madrid-Milan
Solitamente, uno degli argomenti che più ci sentiamo di discutere per quanto riguarda il calcio italiano, è la definizione o, per meglio dire, le squadre che disputano fra loro il cosiddetto “Derby d’Italia”. Molti pensano che la storia incoroni i nostri rivali di sempre, cioè Inter e Juventus, altri pensano invece che si debba dare tale definizione parlando delle squadre italiane che hanno vinto di più in patria, ma anche in campo internazionale. Ecco quindi, che spuntiamo Noi all’interno di questa particolarissima diatribba. Ad ogni modo, allargando i confini nazionali e prendendo ad esempio il nostro continente, ci si inizia ad interrogare su quale sia e quale possa essere considerato il vero Derby d’Europa. Ci si chiede, quindi, quali squadre abbiano vinto maggiormente in campo internazionale, chi abbia alzato più volte al cielo la Champions League o chi sia salito più volte in vetta al mondo. Bene, da questo punto di vista la discussione non sussiste, non può esservi. La risposta è una di quelle che, volendo usare il gergo dei giuristi, può essere considerata una prova “assoluta”, in quanto non può esservi prova contraria. Il Derby d’Europa, infatti, è uno solo e risponde imprescindibilmente al nome di due squadre che non sono solamente tali, ma rappresentano la storia, la leggenda e il mito del calcio mondiale. Basterebbe semplicemente dire che in campo ci sono la bellezza di 16 Coppe dei Campioni, ma è sempre meglio specificare che le due squadre in questione sono Real Madrid e Milan. Due storie, la Nostra e quella dei blancos, tanto diverse ma tanto simili al tempo stesso: da ambe le parti, infatti, vi sono stati allenatori straordinari, squadre epocali e giocatori dalla fama e dal prestigio che qualunque squadra in giro per il mondo ha sempre invidiato. Al tempo stesso, come dicevamo, le nostre storie sono presentano anche degli elementi discordanti, soprattutto per quel che riguarda la collocazione storica dei cicli vincenti. Potremmo indubbiamente citare il grande Real degli anni 50, quello della fine dgli anni 80 e successivamente quello stellare e “galattico” della fine del secolo scorso. Ci limitiamo, però, a parlare del momento attuale, nel quale non si fa altro che ammirare i gioielli della collezione firmata Florentino Perez, che in un colpo solo è riuscito a portare al Santiago Bernabeu Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, Xabi Alonso, Albiol e Arbeloa. Giocatori il cui nome dice già tutto, e Noi Milanisti lo sappiamo bene soprattutto in riferimento al primo della lista. Ai faraonici investimenti madridisti, invece, si contrappone la Nostra dirigenza, proprio con riferimento alla scorsa sessione estiva di mercato, non è stata altro che criticata (da Noi stessi in primis) ed esortata a fare del Milan ciò che è sempre stato. Inevitabile, dunque, che i momenti storici che stiamo attraversando siano diametralmente opposti. A sostegno di tale tesi potremmo anche guardare l’inizio della stagione delle due squadre, sia in campo nazionale che in Champions League. Tutto questo però prescinde da ciò che vedremo in campo domani sera e non potrebbe essere diversamente. Ci piace molto pensare alle analogie, alle suggestioni anche in una partita delicatissima e fondamentale al tempo stesso per la Nostra stagione europea. Pensiamo, quindi, all’ultima volta che abbiamo incontrato i blancos, ovvero nel secondo girone della Champions League 2002-2003, della quale sappiamo tutti perfettamente l’esito finale. Ci piace altresi ricordare che l’ultima volta che, nel girone di Champions, andammo a giocare nello stadio dove poi si disputò la Finale le cose non andarono poi così male (stagione 2006-2007). L’altra parte però, la parte della ragione, ci dice soprattutto che le suggestioni, il prestigio, la storia che abbiamo alle spalle non saranno certo le cose alle quali aggrapparsi domani per fare bene al Santiago Bernabeu. Di fronte a Noi, infatti, si presenta una delle squadre più forti d’Europa, una vera e propria corazzata. Analizzando singolarmente i giocatori che compongono la rosa della squadra di Pellegrini, non possiamo certo non dire che Casillas è e rimane uno dei portieri top mondo, che Sergio Ramos sia un difensore di prim’ordine, che i vari Guti, Diarra, Van der Vaart abbiano piedi e qualità eccellenti, per non parlare dei vari Benzema, Ronaldo e Raul, cuore pulsante della formazione spagnola. Come ben avrete notato, non abbiamo ancora menzionato l’uomo che tanto ci ha resi orgogliosi e fieri del Nostro essere Milanisti, il simbolo che per tanti anni ha rappresentato il Nostro stile, il Nostro modo di essere, il Nostro amore unico per il Milan. Abbiamo in mente un’infinità di momenti trascorsi insieme a questo ragazzo, momenti che al solo pensiero ci lasciano un vuoto incolmabile dentro. Kakà non è solo un giocatore di calcio, Kakà è un uomo vero, un uomo con il quale eravamo, siamo e continueremo sempre ad essere una cosa sola. Domani sera ce lo ritroveremo di fronte, pronto a farci male e arrambante più che mai, e dovremo dare a lui la stessa attenzione che daremo a tutta la formazione di Pellegrini, ma non potremo certo non applaudirlo prima del match, quando tutto, anche solo per un istante, ci sembrerà essere come prima.
Detto questo, dobbiamo avere la forza di lasciare da parte il romanticismo nell’approccio alla partita, dovremo essere il Milan delle grandi occasioni, il Milan che si trasforma, che brilla di luce propria. Parlare di tutto questo al momento sembra essere pura utopia, venendo da un momento tutt’altro che felice e brillante, nonostante la ottima prestazione e l’ottimo risultato di domenica contro la Roma. Dovremo scendere in campo con l’umiltà di chi sa di non essere al massimo e di non essere al top, di chi sa di avere dei problemi e di chi è consapevole che ci vorrà una partita praticamente perfetta. La situazione europea della Nostra Squadra, inoltre, non è certo ottimale dopo la sconfitta interna dello scorso turno contro lo Zurigo. Abbiamo bisogno vitale di punti, bisogno di fare una grande partita, una partita di assoluta, totale, feroce concentrazione e attenzione. Dobbiamo sacrificarci, essere una Squadra compatta, unita e che viagga insieme verso un obiettivo ben definito. Sarà tremenda Ragazzi, lo sappiamo bene. Ma il cuore ci dice ad alta voce di crederci. Bene Ragazzi, NOI CI CREDIAMO!!!
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18/10 Milan-Roma 2-1
Era tantissimo tempo che non scrivevamo un post-partita sulle ali dell’entusiasmo, un post-partita che commentasse una bella prestazione dei Nostri, un risultato incoraggiante e una prova di grande carattere. Finalmente questo momento è arrivato! Non possiamo certo dire di aver già risolto i Nostri problemi in questa serata, con questa vittoria e con questo ottimo secondo tempo, soprattutto se pensiamo che la prima frazione di gioco è stata costellata dalle solite difficoltà, sia in fase difensiva che soprattutto in zona gol. Tuttavia, sono tre punti che pesano tantissimo e che sono di un’importanza straordinaria per continuare la Nostra stagione e alla vigilia di una grande partita come quella che disputeremo mercoledì sera al Santiago Bernabeu di Madrid contro il Real. Tornando a stasera, comunque, è da sottolineare come l’orgoglio e il grande senso di appartenenza dei Nostri abbiano fatto la differenza dopo un primo tempo giocato in grande difficoltà, sia da un punto di vista tecnico, che da un punto di vista ambientale. Iniziando, come di consueto, dalle scelte del Mister, va detto che viene riproposto il 4-4-2 che ci ha consentito, in quel di Bergamo due settimane fa, di tenere meglio il campo rispetto al solito centrocampo a rombo. Giochiamo, quindi, con Nelson Dida tra i pali, in difesa troviamo Oddo, Sandro, il rientrante Thiago Silva e Zambrotta sull’out di sinistra; a centrocampo ci sono Abate, Pirlo, Ambrosini e Clarence Seedorf, mentre le due punte pure rispondono al nome di Alexandre Pato e Ronaldinho. Sono passati solamente due minuti dal fischio d’inizio quando su San Siro, in una serata già abbastanza fredda di per se, cala un gelo ancora più tombale: su un rilancio di Burdisso, Thiago è in netto anticipo e prova a servire all’indietro il suo connazionale Dida. Peccato che il tocco, forse per eccessiva sufficienza del giocatore brasiliano o forse per una zolla traditrice, sia un involontario assist per Ménez, che vola imprendibile verso Nelson e lo trafigge. 1-0 per loro dopo soli due minuti di gioco, e per Noi la serata si mette subito storta. E’ naturale e fisiologico che, dopo due settimane di intensa preparazione e di meticolosa attenzione a tutti i minimi dettagli, non appena si prenda gol dop ocosì poco tempo, tutto ciò che si è fatto passa in secondo piano. La Squadra, in sostanza, accusa non poco il colpo, accentuato ancor di più da un periodo che abbiamo più volte definito drammatico. Di conseguenza, la formazione giallorossa prova a chiudere immediatamente la pratica sempre con Ménez, che prima prova ad incrociare col destro una palla fermata in due tempi da Nelson, e successivamente mette sul fondo dopo essere stato spinto da Thiago. La Squadra, inevitabilmente, risulta essere disorientata, priva di un’idea ben precisa e alla ricerca confusa di qualche soluzione offensiva. Cerchiamo, cioè, di raggiungere il pari affidandoci più alle giocate singole che non al gioco collettivo. Dal canto loro, sia Dinho, che Clarence che Pato, essendo spesso isolati lì davanti, non riescono a creare moltissimo, se non quando Clarence, girandosi di sinistro dal limite dell’area piccola, colpisce il palo. Da parte Nostra è tutto quì, e i fischi di San Siro non vengono certo dal nulla. Nella ripresa, il Mister getta subito nella mischia Pippo Inzaghi, vista la mancanza di un uomo d’area di rigore avvertitasi nel primo tempo. E quando sono passati solo tre minuti dalla ripresa del gioco, è proprio il Campione in maglia 9 a rendersi pericoloso, deviando a botta sicura un calcio d’angolo di Andrea e trovando sulla sua strada Pizarro, che salva sulla linea di porta. Ad ogni modo, quel che più sorprende è che l’atteggiamento della Squadra sia notevolmente mutato: c’è più coesione tra i reparti, facciamo girare la palla molto più velocemente e ci muoviamo molto di più senza palla. Dagli sviluppi di un calcio di punizione arriva la svolta del match: Oddo mette in mezzo un pallone apparentemente lungo, ma che Sandro riesce a controllare e a portare sul fondo, facendo si che Burdisso intervenga irregolarmente, causando così il calcio di rigore a Nostro favore. Dal dischetto si presenta il numero 80, che angola di quel tanto che basta per regalarci il punto del pari: 1-1. Era la scossa che ci serviva, era quello di cui avevamo bisogno per tentare di fare bottino pieno, per trasformare una serata nata male nella serata di una possibile rinascita. Passa poco tempo, infatti, da quando poi Dinho compie una magia strabiliante sull’out di sinistra. Il fuoriclasse alza la testa e cambia immediatamente gioco verso Alexandre, che sbuca come un treno alle spalle di Riise, tagliandogli la strada. Doni esce, ma Patinho è più veloce e lo supera facilmente, insaccando poi a porta vuota. E’ estasi, è apoteosi RossoNera, dopo tante settimane di sofferenza e di un gol che sembrava non dovesse più arrivare. Gli ultimi minuti sono una sofferenza madornale, indescrivibile, accentuata ancor di più dal “fenomeno Rosetti”, capace di espellere Capitan Ambrosini per doppia ammonizione. Il fischio finale è un’autentica liberazione, un urlo che ci viene da dentro e che ci fa dire che, forse, siamo ancora vivi e possiamo dire anche Noi la nostra. Adesso dobbiamo pensare solo a recuperare le giuste energie in vista di una gara fantastica, una gara nella quale ci giochiamo molto e nella quale conquistare dei punti sarà tremendamente difficile: si va a Madrid ragazzi, si va a giocare contro il Real, in una partita dal fascino e dal prestigio indiscusso. Dobbiamo arrivare al Santiago Bernabeu con l’umiltà di chi sa di non aver ancora risolto nulla e di aver ancora molto da lavorare e migliorare, ma al tempo stesso con l’orgoglio delle grandi Notti di Champions League. Forza Milan!

17/10 Milan - Roma
Al termine delle due settimane di sosta per via degli impegni delle varie nazionali, che hanno peraltro visto l’Italia di Marcello Lippi qualificarsi meritatamente per la fase finale del torneo in programma l’estate prossima in Sud Africa, riprende la stagione delle squadre di club ed, in particolar modo, riprende la stagione dei Nostri Ragazzi. Come già accaduto al termine della sosta precedente, a cavallo tra il mese di Agosto e quello di Settembre, da adesso e fino agli inizi di Novembre la formazione RossoNera sarà impegnata in un vero e proprio tour de force, con impegni fondamentali, importantissimi e con poco tempo a disposizione per prepararli al meglio. Ad ogni modo, in queste due settimane sono stati solamente sette in giocatori non a disposizione di Mister Leonardo, che ha quindi potuto lavorare con gran parte della rosa, provando soluzioni nuove in vista degli impegni che ci attendono. Da sottolineare, soprattutto, che queste settimane sono anche servite a chi aveva qualche acciacco (Thiago Silva e Borriello in primis) per recuperare energie e per mettersi al passo con i compagni. Avremo, quindi, alcuni elementi in più a Nostra disposizione per far ruotare gli uomini ma, al tempo stesso, ne avremo uno in meno: parliamo, naturalmente, di Oguchi Onyewu, infortunatosi in modo piuttosto grave nella gara disputata con la sua nazionale dall’altra parte del continente. Si prevedono circa 3-4 mesi di stop per il gigante americano e cogliamo l’occasione per fargli un grande in bocca al lupo. Detto questo è bene, alla vigilia di una serie di partite come questa, essere consapevoli di dover pensare con la massima concentrazione alla singola partita, specialmente se, come nel Nostro caso, si viene da un momento tutt’altro che felice e spumeggiante. Già a partire da domani sera, i Nostri saranno protagonisti di una gara difficilissima, che ci ha dato sempre dei grandi dispiaceri negli ultimi tre campionati, delle serate molto amare: domani, infatti, andrà in scena a San Siro Milan-Roma, una di quelle sfide che si sentono moltissimo alla vigilia. E’ una partita dal grande fascino, vista la caratura dell’avversario che ci troviamo di fronte e vista soprattutto la posta in palio. Va detto che se c’è una cosa che accomuna sia Noi che i giallorossi è senz’altro un inizio di stagione in salita. Nella capitale, addirittura, si è assistito ad un cambio importantissimo per quanto riguarda la conduzione tecnica: dopo le dimissioni presentate da Luciano Spalletti, allenatore che ha portato la Roma al vertice in Italia e ad un prestigio europeo indiscusso, la società ha operato con grande intelligenza, prendendo un allenatore altrettanto preparato e dal grande carisma: parliamo di Claudio Ranieri. Oltre a una scelta di cuore, essendo il tecnico un romanista purosangue, è stata anche una scelta all’insegna del cambiamento e di una nuova mentalità. Se, infatti, con Spalletti la Roma era una squadra spettacolare, che basava il suo gioco sulle ripartenze velocissime, sugli inserimenti da dietro e su scambi rapidi capaci di mettere in difficoltà chiunque, con Ranieri i giallorossi si stanno pian piano trasformando in una squadra corta, compatta, quadrata e molto cinica. Caratteristiche che, non potrebbe essere altrimenti, riscontravamo nella Juventus dell’anno scorso, allenata proprio dal tecnico romano. In più, inutile sarebbe aggiungere che giocatori del calibro di capitan Totti, De Rossi, Mexes, Vucinic e Pizarro, giusto per citarne alcuni, costituiscono un organico di prim’ordine per la formazione romanista. Le caratteristiche dell’avversario, dunque, ci fanno capire molto bene la difficoltà di domani sera di imporre il Nostro gioco e di fare una bella gara. Ad ogni modo, non possiamo più permetterci delle battute d’arresto o delle partite transitorie, a metà fra la bella prestazione e un risultato non all’altezza o viceversa. Abbiamo un bisogno primario, che è quello di fare una grande partita, che possa trasmettere sicurezza, convinzione e autostima in se stessi, che sono le cose che più latitano in questo momento nella Nostra Squadra. Molto importante, al tempo stesso, è cercare di tenere la partita bloccata, di non commettere errori che potrebbero portarci ad una situazione ancor più critica e ingarbugliata di come già non lo sia in questo momento. E’ quasi impossibile chiedere alla Nostra Squadra di giocare meglio di come sta facendo per il momento, ma chiediamo almeno di scendere in campo con un’idea ben precisa di quello che dobbiamo fare, di quello che vogliamo e soprattutto di come ottenerlo. Siamo con voi Ragazzi!!!!
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04/10 Atalanta-Milan 1-1
La domenica RossoNera nella tana dell’Atalanta di Conte ha messo un punto esclamativo abbastanza netto su quello che è il Nostro momento. Tale punto esclamativo ci dice, in maniera inequivocabile, che non ci siamo spostati di un millimetro da quelle che sono le Nostre condizioni attuali. Sebbene non si sia perso, la Squadra ha mostrato ancora una volta che c’è da lavorare parecchio su diversi aspetti, e bisogna farlo anche piuttosto in fretta, dato che dopo lo sosta riprenderemo con un’altra serie di partite a distanza ravvicinatissima. Abbiamo detto, probabilmente, una parola chiave, cioè sosta. Da domani, infatti, la Squadra avrà tutto il tempo per recuperare energie e per trovare qualche buona soluzione in vista dei prossimi impegni, oltre che correggere aspetti negativi che, in quest’ultimo periodo, sono venuti alla luce in maniera sin troppo frequente. Tornando alla gara di oggi, l’1-1 dell’Atleti Azzurri d’Italia ci lascia tanto amaro in bocca, poiché la Squadra poteva tranquillamente portare a casa tre punti di un’importanza stratosferica. Invece, la Nostra solita disattenzione e la solita organizzazione approssimativa nell’andare alla ricerca del gol del pari non ci hanno consentito di ottenere quello che tanto volevamo. Innanzitutto, come consuetudine nella Nostra rubrica, il Mister sceglie una formazione molto raccolta, compatta, con la direttiva di essere ordinata nella disposizione in campo. Giochiamo, infatti, con un insolito 4-4-2 che vede Storari tra i pali; in difesa Abate, Sandro Nesta, Beppe Favalli e Zambrotta; a centrocampo, da destra a sinistra, giocano Flamini, Gattuso, Pirlo e Clarence Seedorf, mentre le due punte di ruolo sono Alexandre Pato e Klaas-Jan Huntelaar. Inizialmente, le disposizioni dell’Allenatore vengono rispettate molto bene dalla Squadra che, sebbene sia in campo con un modulo tattico del tutto nuovo, è molto compatta e, nei primi minuti, riesce anche a pressare alto e bene la formazione nerazzurra. Le distanze tra i reparti sono ridotte al minimo, la Squadra è molto umile. I primi minuti, insomma, rispecchiano alla perfezione il tipo di gara di cui parlavamo ieri in sede di presentazione. Tuttavia, con l’andare dei minuti, il pressing cala sempre più di intensità e anche una squadra visibilmente contratta e intimorita dalle circostanze del proprio Campionato come l’Atalanta inizia a prendere campo nel cuore del terreno di gioco. In queste circostanze, per quanto ci riguarda, notiamo in maniera abnorme l’assenza di un ariete come Marco Borriello, che tanto utile sarebbe nel tenere palla alta e far salire i suoi compagni, oltre che fornire le sponde necessarie agli inserimenti da dietro. Diverse volte proviamo a chiedere a Huntelaar di svolgere tali compiti, ma quasi mai l’olandese si rende parte integrante della manovra della Squadra. Di occasioni, da ambo le parti, non ce ne sono moltissime, ma alla prima disattenzione dei Nostri in difesa ecco quello che tanto non volevamo: cross dalla destra di Padoin, Doni al centro non controlla benissimo ma quel tanto che basta per spostare la palla verso Tiribocchi, che calcia di prima intenzione mettendo alle spalle dell’incolpevole Storari. 1-0 per loro e per Noi, adesso, si fa veramente dura. Abbiamo fatto l’unica cosa che non dovevamo fare, l’unica cosa per la quale avevamo pregato in ginocchio la Nostra Squadra. Fortunatamente, non tutti gli episodi della partita ci vanno contro, in quanto è Patinho con un ottimo spunto a volare via a Radovanovic, che già ammonito lo stende trattenendolo vistosamente. L’arbitro non può far altro che estrarre il secondo giallo e siamo in superiorità numerica. Questo è, al tempo stesso, l’episodio che ci lascia ancor più l’amaro in bocca per il risultato finale. Ad ogni modo, il primo tempo si conclude con il solito possesso palla sterile, privo di movimento senza palla, che a poco ci serve e che non ci consente di creare occasioni degne di nota. Nella ripresa va subito in campo Ronaldinho, chiamato a prendere il posto di Mathieu Flamini. Nella ripresa, essendo in dieci, l’Atalanta si rintana nella sua metà campo, cercando soprattutto di chiudere le Nostre principali fonti di gioco. La prima vera palla gol per Noi capita sui piedi di Patinho, che conclude in maniera forte ma poco precisa dopo essersi trovato solo e indisturbato davanti a Consigli, che risponde alla grande. La Nostra linea difensiva è altissima e Sandro, autore di una prova d’altissimo livello, gioca praticamente sulla linea dei centrocampisti, aiutando molto Andrea in fase di impostazione della manovra. Abate e Seedorf sono molto più vivaci rispetto alla prima frazione di gioco e loro sono vistosamente in debito d’ossigeno. Ne viene fuori una partita ad una sola porta, dove però i tentativi di Clarence prima, e un’azione incredibile che si conclude con la traversa di Pato, non ci consentono di raggiungere il pari. Dobbiamo aspettare e penare fino al minuto 38 del secondo tempo, quando Sandro pesca con grandissima precisione Ronaldinho, che controlla e conclude immediatamente spedendo la sfera alle spalle di Consigli: 1-1. Gli ultimi minuti della gara sono molto concitati e confusi, dato che anche Noi iniziamo a sentire la stanchezza e perdiamo molta brillantezza e lucidità nei Nostri uomini chiave. Il triplice fischio del direttore di gara sancisce un’altra prestazione opaca e in ombra e un punto che, detto in tutta onestà, non serve a moltissimo se non a smuovere la classifica. Speriamo solamente che questa sosta possa essere sfruttata al meglio da Leonardo e il suo staff per aumentare la condizione fisica e perprovare a recuperare qualche infortunato, oltre che, come detto pocanzi, cercare di apportare i correttivi di cui questa Squadra ha bisogno. Alla ripresa dei giochi non saranno più ammesse distrazioni, visto che, in ordine di tempo, affronteremo prima la Roma di Ranieri e successivamente si andrà al Santiago Bernabeu contro il Real per la Champions League. Buon lavoro Ragazzi!

03/10 PRE Atalanta-Milan
Il momento, come abbiamo già anticipato nel post-partita di mercoledì, è di quelli tremendamente difficili. In momenti come questo, ci crederete, è molto difficile anche sederci davanti al Nostro computer e provare a mettere insieme le idee per la redazione dei pre e dei post partita. In questi momenti, molti Tifosi Milanisti preferirebbero restare soli, con le proprie idee, le proprie paure, la propria personalissima sensibilità. Ad ogni modo, al di là degli impegni presi con chi amministra questo sito, secondo Noi scrivere è un’esigenza, è un modo per unirsi, per cercare qualche spunto o qualche riflessione comune in modo tale da dire: “Anche io la penso così”. Nulla di eclatante, per carità; al tempo stesso,però, siamo convinti che anche questi piccolissimi strumenti possano esserci utili per sentirci confortati, per sentire che non si è da soli. Il Nostro compito, in momenti tremendamente delicati come quello in cui ci troviamo, è questo. Entrando nel dettaglio di quello che è questo momento, possiamo dire che una delle chiavi più efficaci per uscirne è senz’altro la consapevolezza che deve avere la Nostra Squadra della difficoltà del momento stesso. Su questo, crediamo che non ci siano dubbi e che Squadra, Mister e anche Società siano assolutamente consci della situazione. Questo, tuttavia, è solo il primo passo che deve essere fatto, in quanto quelli più importanti dovranno essere fatti in campo da coloro che indosseranno questa Maglia, a partire già dalla partita di domani. Domani è Bergamo, domani è un’Atalanta-Milan il cui coefficiente di difficoltà supera anche la Nostra immaginazione. Inoltre, come se non ci fosse già il momento a renderci la vita tremendamente complicata, va detto che la formazione nerazzurra viene da due gare in netta ripresa dopo il disastroso avvio di stagione. La cura Conte, subentrato due giornate fa a Gregucci, funziona bene e si vede: i bergamaschi sono assolutamente rigenerati, dotati di ottima linfa oltre che, nel complesso, di una buonissima squadra, dove spicca il grande talento di Doni, uomo capace da solo di mettere in difficoltà chiunque. A ciò aggiungiamo anche che il giovane tecnico, reduce da un’esaltante stagione a Bari la scorsa stagione, è dotato di grandi motivazioni e già da giocatore mostrava i tratti caratteristici del leader. Da allenatore, ancor più, riesce a trasmettere alle sue squadre una carica agonistica e un livello di motivazioni decisamente elevati. Inutile dire che, visto la Nostra situazione delicata, loro ci aspetteranno al varco, pronti a sfruttare appieno tutte le Nostre indecisioni, i Nostri timori e le Nostre paure. Questo è senz’altro un’altro di quegli aspetti che tanto va tenuto in considerazione. Detto tutto questo, non ci resta che provare a immaginare la Nostra partita-tipo, ovvero quella che tanto vorremmo vedere e che tanto ci serve per uscire dall’Atleti Azzurri d’Italia con un risultato e una prestazione positvi. Scontato lasciare da parte il bel gioco e lo spettacolo, che in questo momento non è la cosa fondamentale e la cosa che dobbiamo cercare a tutti i costi, la Squadra domani deve entrare in campo molto raccolta, molto compatta e con una distanza tra i reparti ridotta al minimo indispensabile. Fondamentale è, infatti, serrare bene le fila e cercare di non subire un gol che potrebbe complicarci ancor più le cose. Al tempo stesso, il livello di concentazione ad ogni singolo istante della partita deve obbligatoriamente essere massimale, dato che non sono assolutamente ammessi cali o distrazioni varie, specialmente sulle palle inattive che loro staranno sicuramente preparando alla perfezione, viste le Nostre recenti disavventure. E’ proprio a questo punto che deve entrare in gioco, nella testa della Nostra Squadra, la consapevolezza del periodo delicato, nel senso che deve essere l’elemento che ci rende umili, che ci rende consapevoli della grande mole di lavoro che dobbiamo svolgere per ottenere qualcosa di importante. Questa consapevolezza, negli anni precedenti, ha sempre indotto la Squadra a essere collaborativa, a non mollare mai e ad aiutarsi fino all’ultimo istante. Tutto quello che abbiamo detto finora deve essere la base, l’elemento imprescindibile per scendere in campo domani a Bergamo. Senza queste componenti, senza questo spirito, ci spiace dirlo, è obiettivamente impossibile fare qualcosa di importante domani. Su questa base, poi, va certamente costruita una fase offensiva organizzata e razionale, lasciando da parte quella confusa e poco produttiva delle ultime gare disputate. Non ci resta altro, adesso, che fare quadrato attorno alla Squadra, sostenerla e incitarla in vista di questa partita davvero delicata, da preparare e giocare nel modo più concreto e umile possibile. Ripartiamo!!!
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30/09 POST Milan-Zurigo 0-1
Il momento è di quelli tremendi, un momento che assume tutti i connotati più drammatici possibili da un punto di vista sportivo.
La Nostra Squadra, ancora una volta, non risulta essere all’altezza della fama e della competizione in cui gioca, e perde malamente anche nella competizione più bella che ci sia, nel Nostro Stadio, sotto il Nostro cielo.
Sicuramente, parlando nel complesso, la Squadra non meritava certo la sconfitta, visti i due pali colpiti nei minuti finali del primo tempo, viste le tante occasioni avute e i grandi interventi di Leoni, diventato improvvisamente il portiere più forte del mondo.
A tutto ciò aggiungiamo anche, se vogliamo dirla tutta, un guardalinee del quale si contano più facilmente i fuorigioco indovinati che quelli
sbagliati, proporzionalmente nemmeno paragonabili.
Ad ogni modo, non è certo questo il momento di aggrapparsi né alle decisioni arbitrali, né tantomeno alla sfortuna o a situazioni simili: dobbiamo innanzitutto concentrarci su quello che, anche stasera, non è andato bene e non ha funzionato nella Squadra, ma tutto questo lo analizzeremo in dettaglio tra poco.Iniziamo, come di consueto, parlando delle scelte dell’undici titolare di Mister Leonardo, che schiera Marco Storari tra i pali; la linea difensiva è composta da Abate, Sandro, Kaladze e Marek Jankulovski; a centrocampo troviamo Mathieu Flamini, Andrea e il Capitano, mentre Clarence agisce alle spalle di Pippo e Alexandre Pato.L’inizio della Squadra è confortante, in quanto siamo decisamente più veloci nella circolazione della palla e più dinamici nella corsa e nella disposizione in campo, specialmente dopo quanto visto nelle ultime uscite.
Ad ogni modo, quando sul cronometro sono passati solamente dieci minuti di gioco, lo Zurigo si affaccia lì davanti e guadagna un calcio d’angolo, sugli sviluppi del quale è Tihinen, con un incredibile colpo di tacco, a trafiggere inesorabilmente Storari.
Quel che più ci lascia di stucco e che ci fa allargare le braccia in un misto di sconforto e tremenda delusione, è che l’avversario ha tutto il tempo di inventarsi questa giocata a ridosso della Nostra area piccola, senza che nessuno dei Nostri osi minimamente disturbarlo o intimorirlo.E’ una lama che ci trafigge costantemente e sempre nei momenti in cui, inconsciamente, crediamo di avere risolto il problema.
Nulla affatto, nulla di tutto questo.Se prendessimo gol su calcio piazzato per problemi di centimetri, saremo Noi i primi a non discutere che i Nostri non sono certo delle giraffe, ma lasciare l’avversario indisturbato di pensare solamente una giocata del genere è del tutto inammissibile, specialmente in un momento come questo.E proprio a tal proposito, non potendo essere diversamente, la Squadra, sebbene accenni una reazione che porta ad una bella incursione di Janku con Pippo che sfiora il gol, accusa molto il colpo, è smarrita davanti alle circostanze della partita.
Di conseguenza, anche una squadra molto modesta come lo Zurigo prende campo e inizia a metterci in difficoltà, già a partire dalla fase finale del primo tempo, quando sfiorano il raddoppio in almeno tre circostanze.
Da parte Nostra è Clarence ad avere una buona chance, ma la sua conclusione è alta sopra la porta di Leoni.
Con lo Zurigo in vantaggio, le scelte del Mister nell’intervallo non possono che riguardare l’ingresso in campo di Ronaldinho al posto di Clarence, e di Zambrotta al posto di Flamini, con il conseguente spostamento di Abate da terzino a esterno destro del centrocampo a tre.
La seconda frazione di gioco è abbastanza confusionaria da parte Nostra, dato che siamo alla disperata ricerca del gol e a farne le spese è senz’altro il gioco.Tutto ciò viene ampliato ancor di più se pensiamo che questa Squadra, priva di un’identità definita, resta del tutto spaesata, in quanto non sa bene a cosa aggrapparsi per raggiungere il pareggio.Nonostante questo, Pippo si rende pericoloso con un colpo di testa su punizione di Pirlo prima, e successivamente su un cross arretrato di Capitan Ambrosini, sul quale Pippo gira di prima intenzione trovando ancora una volta Leoni sulla sua strada.
Nel finale Sandro Nesta è costretto ad abbandonare il campo a causa di un problema fisico (speriamo nulla di grave per lui) e al suo posto fa l’esordio stagionale con la Nostra Maglia Oguchi Onyewu, spesso in difficoltà non appena entra in possesso del pallone.
Il finale è molto concitato e, come detto in apertura, produce il palo di Ambro su una conclusione di mezzo esterno destro, e all’ultimo secondo è Zambro a cogliere l’altro palo con un sinistro fantastico e con Leoni assolutamente pietrificato.
E’ una sconfitta bruttissima, che ci complica non poco il cammino europeo, specialmente se pensiamo che adesso ci attende la doppia sfida contro il Real Madrid.Ad ogni modo, l’obiettivo principale al momento non è questo, l’obiettivo è ritrovarci, compattarci ed essere una cosa sola con la Squadra, che ha tanto bisogno anche dell’appoggio dei suo pubblico e dei suoi Tifosi.
La colpa non è certamente della Squadra né dell’allenatore, che ci sta mettendo tanta passione e tanta grinta, se le cose stanno così in questo momento.Sappiamo tutti benissimo quale sia la fonte di questa situazione e sappiamo tutti che, almeno fino a Gennaio, nulla potrà cambiare.
Per questo, oggi e per sempre... FORZA MILAN!!!

29/09 PRE Milan - Zurigo
Dopo una settimana di Campionato non all’altezza delle aspettative, anche sotto il profilo dei punti conquistati (solamente quattro in tre gare disputate), la formazione RossoNera riparte dalla competizione che più ama, dalla competizione dove ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza nella gara d’esordio. Ripartiamo, dunque, dalla Champions League. Ad ogni modo, sebbene per la Nostra Squadra il mondo dell’Europa dei grandi si manifesti come un mondo assolutamente assestante dalla realtà a Noi più vicina, questa volta non è e non potrà essere così. Le prestazioni poco confortanti di Udine e, soprattutto, di domenica contro il Bari, influenzeranno non poco la prestazione dei Nostri, costretti a dare una risposta importante e dei segnali di ripresa. La cosa più importante, tuttavia, è stabilire quella continuità di rendimento che tanto ci è mancata nel passato recente. Paradossalmente, la discontinuità che caratterizza la Nostra Squadra da molte stagioni a questa parte, in quella in corso tale problema è addirittura accentuato. Certamente il cambio sulla panchina e un’identità di Squadra che ancora latita sono le motivazioni principali di questa situazione, ma certamente anche la Squadra in se ci ha messo del suo. Tuttavia, concentrarsi solamente a cercare queste motivazioni alla vigilia di una sfida così importante come quella di domani sera non è esattamente la cosa più giusta, perchè dobbiamo preoccuparci maggiormente di chi avremo di fronte domani e, ancor più, di cosa dovremo fare Noi sul terreno di gioco. Una delle cose che possiamo dire e che accomuna sia Noi che lo Zurigo, Nostro avversario nella gara di domani sera, è che entrambe non stiamo certamente passando un periodo felicissimo. Anche gli svizzeri, infatti, hanno inanellato ultimamente una serie di risultati abbastanza negativi, culminati con la sconfitta interna in campionato di domenica. Anche l’esordio in Champions League non è stato molto felice per lo Zurigo, che nulla ha potuto contro la corazzata Real Madrid di Kakà e compagni. Ad ogni modo, sebbene in quella gara gli uomini di Bernard Challendes non si sono abbattuti e sono riusciti a rimettere in piedi, seppur parzialmente, la situazione, portandosi sul 2-3 dopo che il primo tempo si era concluso sul punteggio di 3-0 per le Merengues. Questo dimostra l’orgoglio e la forza di questa squadra, che domani sera punterà soprattutto sull’agonismo, sulla corsa e sul ritmo alto. Tutte doti, insomma, che tanto patiamo e che tanto ci fanno male. Dobbiamo aspettarci, quindi, una partita molto complessa e di difficile soluzione, specialmente se la Nostra Squadra non dovesse scendere in campo con la giusta determinazione. Tra l’altro, l’ultimo precedente tra le due squadre risale appena a una stagione fa, quando cioè arrivavamo da due sconfitte nelle prime due partite di Campionato. Anche in quella occasione dovevamo dare una risposta importante, dovevamo reagire a una situazione che stava per farsi critica. L’anno scorso vincemmo 3-1, convincendo e giocando anche discretamente, anche se loro dimostrarono comunque di essere una buona squadra. Quest’anno, partecipando alla Champions League, le loro qualità sono indubbiamente aumentate e meritano tutta l’attenzione del caso. Per quanto ci riguarda, sarà fondamentale stabilire l’approccio giusto da dare al match. Dovremo iniziare e, molto probabilmente, inizieremo un pò intimoriti e un pò contratti, e data la situazione siamo consapevoli che, se dovesse accadere, non sarebbe certo la fine del mondo. La cosa più importante è che, comunque, una volta trovate le giuste distanze tra i reparti e una volta prese le misure dell’avversario che abbiamo di fronte, la Squadra pian piano inizi a dare quei segnali di risveglio di abbiamo tanto bisogno. Dobbiamo essere molto umili domani sera, consapevoli del sacrificio e della grande mole di lavoro che va fatta per arrivare a raggiungere il risultato. Questi tre punti, prima della doppia sfida contro il galattico Real Madrid, ci servono a tutti i costi e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle Nostre possibilità per andarceli a prendere, con forza e determinazione. DAI!!!
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28/09 POST Milan-Bari
La partita di stasera è un manifesto della confusione e della poca chiarezza di intenti della Nostra formazione, che se sulla carta e a parole non esita a parlare di ciò che va fatto, alla resa dei conti si rivela sempre costantemente poco organizzata e con idee sempre meno chiare. Lo 0-0 di stasera, proprio per quanto visto sul terreno di gioco di San Siro, è da considerare un punto guadagnato al cospetto di un grandissimo Bari. La formazione di Ventura, infatti, ci ha letteralmente dominati per grandissimi tratti della partita, giocando con un’intensità, un ritmo e una velocità che tanto vorremmo vedere dalla Nostra Squadra, ma al momento tutto ciò ci sembra solamente un autentico miraggio. Da parte Nostra, vanno fatti dei sentiti e sinceri conmplimenti alla formazione biancorossa, protagonista indiscussa stasera a San Siro. Doveva essere la serata del rilancio, la serata giusta nella quale conquistare dei punti importanti per accorciare la classifica e per dare un segnale forte al Campionato. Purtroppo, però, tutto questo rimarrà solamente nelle aspirazioni e nelle speranze della vigilia. Partendo con le scelte del Mister per quanto riguarda l’undici titolare, va detto che, per la prima volta in questa stagione, Alexandre Pato rimane fuori, date le prestazioni non brillantissime nelle sue ultime uscite. Giochiamo con Marco Storari tra i pali, in difesa troviamo Abate e Zambrotta sulle corsie esterne, Sandro Nesta e Kala Kaladze al centro. A centrocampo le scelte di Leonardo sono obbligate, vista la squalifica di Mathieu Flamini; troviamo, quindi, Gattuso, Pirlo e Capitan Ambrosini, mentre è Clarence ad agire alle spalle di Huntelaar e di Ronaldinho, nell’insolita posizione di seconda punta. L’inizio della Squadra è l’unica cosa positiva della serata e, sicuramente, l’unico momento in cui diamo l’impressione di poter dar linfa alle aspettative della vigilia. Pur non creando moltissimo, vediamo sin da subito che la linea difensiva del Bari parte davvero bassa, e la Nostra mossa iniziale è la circolazione di palla che viene effettuata con grande pazienza. Da lì in poi, però, il nulla, per lo meno per quanto ci riguarda. E’ proprio la formazione biancorossa, infatti, ad uscire con una personalità incredibile e a metterci in difficoltà con un possesso palla veloce e dinamico e con continui cambi di gioco che fanno correre a vuoto il Nostro centrocampo. Stasera, infatti, ci riesce davvero impossibile parlar male di un giocatore barese, dato che tutti hanno dato il meglio di loro stessi meritando in pieno il punto che hanno conquistato e permettendosi anche di poter recriminare per non aver ottenuto qualcosa in più. Da un punto di vista tattico, ciò che sorprende notevolmente è che, pur mantenendo una difesa abbastanza bassa, la velocità di ribaltamento dell’azione del Bari di Ventura è incredibile, comandata alla perfezione da Alvarez sulla corsia di destra e da un Rivas davvero incontenibile sulla corsia opposta. Vi starete sicuramente chiedendo come mai non si stia parlando della Nostra Squadra, benì dei nostri avversari. Rispondendo sinceramente, dobbiamo dire che sono stati proprio i nostri avversari a meritare la Nostra attenzione. Il primo tempo si conclude sullo 0-0, e il Nostro migliore in campo è indubbiamente Marco Storari, autore di una partita strepitosa. Nella ripresa il copione della gara non cambia: Klaas è assolutamente impalpabile davanti, non riesce né a tener palla né a far salire la Squadra, cosa di cui avremmo avuto necessariamente bisogno. La conseguenza di tutto questo è una manovra che si spezza quasi sempre sul nascere, e un ritmo di gioco che più che lento è da definire imbarazzante. In tutto questo loro continuano nel loro gioco brillante, ordinato e a tratti davvero spettacolare. Marco ha un gran da fare per sventare i tentativi biancorossi e, per Nostra fortuna, non sbaglia un intervento. Per il resto, i cambi di Mister Leonardo riguardano Clarence, Huntelaar e Dinho, usciti per far posto a Pato, Pippo e Massimo Oddo. I cambiamenti veri e propri, però, sul campo non ci sono ed è ancora il Bari a sfiorare più volte il vantaggio. Al termine della gara, il Milan esce da San Siro tra i fischi di un pubblico deluso, amareggiato e al contempo quasi del tutto rassegnato. Sarà compito della Squadra (che sapevamo già non essere competitiva ai nastri di partenza) ridare ai Tifosi un pò di orgoglio ed entusiasmo, che vanno già scemando vertiginosamente.

26/09 PRE Milan - Bari

Alla viglia della gara casalinga contro il Bari, i Nostri occhi sono comunque ancora focalizzati su quanto accaduto mercoledì sera al Friuli di Udine. Purtroppo la sconfitta ci pesa e tanto, non solo per quanto riguarda i punti di una classifica che, come detto nel post partita di mercoledì, ha una faccia non troppo simpatica, ma soprattutto per gli aspetti che hanno caratterizzato il Nostro gioco e che non vorremmo più vedere. Al di là dei limiti di natura fisica della Squadra, dei quali abbiamo ampiamente discusso e dei quali siamo tutti a conoscenza, la cosa che più ci portiamo dentro da quesa partita, e da questo inizio di stagione in generale, è la poca vena realizzativa della Squadra, capace di segnare solamente tre reti in cinque partite. Una media, questa, che ci lascia diverse perplessità, specialmente se si pensa che in passato i problemi del Milan hanno sempre riguardato l’altra zona del campo, ovvero la fase difensiva. In questa stagione, abbiamo sicuramente la consapevolezza che il Nostro possesso, in termini quantitativi, è migliorato ancor di più rispetto a quello delle scorse stagioni. Il problema, tuttavia, sta nella velocità e nel ritmo che la Squadra impone al suo possesso e, ancor più, le verticalizzazioni per le punte, il creare situazioni importanti in attacco. E’ un aspetto, questo, che si manifesta soprattutto contro squadre chiuse, raccolte, che ci bloccano tutti gli sbocchi offensivi. Vecchio problema, su questo siamo tutti d’accordo, ma il problema è che nessuno, in tutte le partite che affronteremo da adesso fino alla fine della stagione, ci consentirà di fare ciò che vogliamo in campo o ci regalerà qualcosa. Se vogliamo lottare fino in fondo dobbiamo essere consapevoli del fatto che dovremo essere Noi a crearci le opportunità e Noi a concretizzare la Nostra mole di gioco. Senza questa consapevolezza, purtroppo, non si fa molta strada. In parole povere, vogliamo una Squadra che si muova moltissimo in fase offensiva, che non dia punti di riferimento alle difese avversarie e che dia la sensazione di potersi rendere pericolosa da un momento all’altro. Purtroppo, al momento, non diamo praticamente mai questa impressione quando siamo in campo. La partita di domani calza perfettamente con quanto stiamo dicendo, dato che sarà proprio costellata da queste difficoltà, contro una squadra che sa chiudersi molto bene e che ha dei giocatori eccellenti del gestire le ripartenze, come ha ampiamente dimostrato in questo inizio di stagione. Giocatori veloci e abili come Alvarez, Barreto e Kutuzov, giusto per citarne alcuni, possono metterci davvero in difficoltà. E’ una squadra, quella allenata dall’esperto e preparato Ventura, che è stata capace anche di imbrigliare l’Inter nella prima giornata di Campionato, mostrando un gioco solido e una difesa molto ordinata, oltre che molto giovane grazie alla presenza del promettente Ranocchia. Il centrocampo è composto da gente esperta e di grandi doti carismatiche, pensiamo a Massimo Donati, e da giovani talenti tutti da scoprire, come per esempio Yago, scuola Juventus. Una partita che, dunque, possiamo assolutamente considerare difficile, dura, nella quale dovremo combattere a denti stretti per ottenere ciò che vogliamo fortissimamente. Per quanto riguarda l’atmosfera di Milanello, negli ultimi giorni a tener banco è stato proprio il problema della fase offensiva, e Mister Leonardo, insieme al suo staff, hanno anche cercato di lavorare in questo senso. Ad ogni modo, ciò che deve fare la differenza a Nostro favore domani è l’aspetto psicologico e l’approccio della Squadra a questa gara: se loro, infatti, scenderanno in campo con un grandissimo entusiasmo e con dei grandissimi stimoli, dal canto Nostro deve esserci la ferma convinzione di essere duri, tosti, capaci di dar battaglia fino a quando l’arbitro non decreterà la fine della gara. Duri e concentrati Ragazzi!!!
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23/09 POST Udinese-Milan 1-0
Usciamo dal Friuli di Udine dopo aver imbarcato quel che tanto temevamo di imbarcare. Usciamo con una sconfitta che, sebbene non sia giusta per quanto visto sul campo, specialmente dopo le tante occasioni create dalla Squadra nella ripresa, evidenzia comunque qualche limite strutturale della Nostra formazione. L’Udinese, infatti, è riuscita spesso a metterci in difficoltà grazie a quell’imprevedibilità e a quei movimenti offensivi che tanto abbiamo menzionato ieri in sede di presentazione della gara. Noi, dal canto Nostro, siamo una Squadra prettamente tecnica e che, alla lunga, non ha una buona capacità di confronto da un punto di vista fisico. Questo è un limite che non è certo sorto e che non abbiamo certo scoperto stasera, ma che non ci consente, essendo le partite a distanza di soli due/tre giorni l’una dall’altra, di reggere il confronto con squadre che fanno della corsa e del ritmo le loro prerogative fondamentali. Ad ogni modo, va detto che la sconfitta di stasera, la seconda in Campionato dopo quella del Derby, ha dei connotati (per fortuna) molto diversi da quelli di quella sera a San Siro: la Squadra, infatti, ha saputo comunque reagire e creare numerose palle gol e non si è mai disunita, se non nel finale a causa della giusta espulsione di Mathieu Flamini, reo di aver commesso un brutto fallo a metà campo. Inizialmente, Mister Leonardo decide di cambiare ancora rispetto a quanto visto domenica a San Siro contro il Bologna: oltre a Marco tra i pali, troviamo una linea difensiva composta da Massimo Oddo, Sandro Nesta, Kala e Zambrotta; a centrocampo ci schieriamo con Gattuso, Andrea e Mathieu Flamini, mentre Clarence è confermatissimo nel ruolo di rifinitore alle spalle di Pato e Inzaghi. L’inizio della Squadra è molto buono: riusciamo infatti a tenere molto bene il possesso della palla, con una linea difensiva abbastanza alta e il pallino del gioco è saldamente nelle Nostre mani. Ad ogni modo, l’Udinese è una squadra davvero imprevedibile, abilissima a ribaltare il campo e a trasformare le azioni difensive in offensive in un battito di ciglia. E’ Pepe infatti, su un ottimo lancio di un altrettanto ottimo D’Agostino, a impegnare Marco Storari con una conclusione bassa ma insidiosa. Di lì a poco, tuttavia, sono proprio loro a sbloccare il risultato, grazie ad una grandissima incursione di Isla nella Nostra area di rigore, con la quale proprio quest’ultimo arriva alla conclusione, ribattuta dal palo. Sulla respinta è Di Natale, senza nemmeno avere il tempo di rendersene conto, a mandare il pallone in rete deviandolo con lo stinco. 1-0 per loro. Il Nostro gioco a quel punto inizia ad essere un pò più confuso, perchè prendere gol contro una squadra così forte nelle ripartenze non è certamente un buon segnale e non lascia presagire nulla di buono. Nonostante ciò è Nesta a rendersi pericoloso su un calcio d’angolo, ma il suo colpo di testa lambisce la parte superiore della traversa, lasciandoci comunque l’amaro in bocca. Paghiamo, inoltre, una prestazione non certo esaltante del Nostro numero 7, spesso apatico e isolato e mai in grado di saltare l’uomo o di creare spazi per i compagni. Nella ripresa, infatti, il Mister lo sostituirà inserendo Ronaldinho. Ad ogni modo, il primo tempo si conclude così. Nella ripresa, come detto in apertura, la Squadra riparte a testa bassa alla ricerca del pari, ma le idee non sono abbastanza chiare, sebbene riusciamo comunque a creare qualche scompiglio nell’area friulana, senza però arrivare puliti alla conclusione a rete. A questo punto il Mister decide che è arrivato il momento di cambiare le carte in tavola, inserendo oltre al già citato Dinho anche Ignazio Abate al posto di Rino Gattuso. Ci schieriamo, a quel punto, con un 4-4-1-1, che prevede l’utilizzo di Abate come esterno alto a centrocampo, Clarence arretra sulla sinistra, mentre è il numero 80 a rifinire Inzaghi. Proprio Pippo viene pescato splendidamente da Dinho, ma il guardalinee interrompe tutto per un fuorigioco molto discutibile. Dall’altra parte, Di Natale ha un’opportunità incredibile per chiudere definitivamente i conti presentandosi solo e indisturbato davanti a Storari. Per fortuna la conclusione dell’attaccante napoletano si stampa sul palo esterno. Nel finale Huntelaar prende il posto di Pippo, ma è Dinho a salire in cattedra: prima una palla deliziosa a Zambro che però non riesce a sfruttarla al meglio, e poi è lui stesso a seminare il panico in area friulana, concludendo sul primo palo, sul quale però Handanovic è attento e allontana. Finisce così dunque, finisce con questa sconfitta che non è certo quello che volevamo, sebbene fossimo consapevoli che sarebbe stata durissima. Adesso è fondamentale ripartire, senza esitazioni, perchè la classifica inizia ad avere una faccia che, ad essere sinceri, non ci piace per niente. Forza Ragazzi!

22/09 PRE Udinese - Milan
Nemmeno il tempo di rifiatare per la formazione RossoNera, che appena conquistati i tre punti di domenica a San Siro contro il Bologna di Papadopulo, si trova nuovamente sull’aereo in direzione di un altro appuntamento importantissimo. Se, infatti, abbiamo dimostrato nell’Europa dei grandi di essere assolutamente all’altezza di una grande squadra come il Marsiglia, dobbiamo fare altrettanto anche in campo nazionale, dopo che il primissimo confronto diretto è andato davvero male. Domani, infatti, nel primo turno infrasettimanale della stagione 2009-2010, giocheremo contro uno degli avversari più insidiosi e forti di tutto il panorama calcistico italiano, una realtà fatta di giovani, corsa, velocità e tanta tanta intensità, specialmente per quanto riguarda la fase offensiva: stiamo parlando dell’Udinese di Marino. Una squadra, quella friulana, che sta continuando nello stesso modo in cui aveva concluso l’anno scorso, ovvero giocando un ottimo calcio e segnando molto. Basti pensare che è proprio Totò Di Natale, con sei reti, il capocannoniere del Campionato. Ad ogni modo, ciò che risulta essere davvero sorprendente è che non è solamente la grande vena realizzativa del napoletano a rendere insidiosissimo l’attacco bianconero. Il 4-3-3 proposto dal tecnico ex Catania è un modulo che si basa sulla grande imprevedibilità di tutti i suoi componenti. Centrocampisti che sembrano essere solo di contenimento o di rottura, ma che invece risultano abilissimi negli inserimenti e pilastri portanti della manovra offensiva. Attaccanti che sembrano essere allenati a fare un determinato tipo di movimento, ma che improvvisamente cambiano completamente il loro raggio d’azione tagliando in profondità. Tutto questa è la fase offensiva dell’Udinese. Se a ciò aggiungiamo, poi, il grande contributo di corsa in fase di non possesso palla che, proprio a partire dagli attaccanti, viene dato da tutti coloro che sono in campo, ciò ci fa rendere ancor più conto del valore della squadra che andiamo ad affrontare domani sera. E’ una squadra, inoltre, che ci ha spesso messo in difficoltà proprio con questo suo modo di giocare, basti pensare alla gara di ritorno della scorsa stagione proprio al Friuli di Udine, disputata nel Maggio scorso. In quella circostanza il Milan di Ancelotti, in campo con il consueto albero di Natale, venne letteralmente imbrigliato dalla formazione friulana, che non ci permise nemmeno per un istante di prendere in mano il pallino del match. Anzi, furono proprio loro ad andare in vantaggio con un rigore discutibile messo a segno da D’Agostino (altro elemento di spicco dei bianconeri) e con il raddoppio nel secondo tempo di Zapata su azione da calcio d’angolo, viziata tuttavia da un tocco di mano. Fatto sta che, nonostante il gol nel finale di Ambrosini, non riuscimmo a venire a capo della gara e andammo a casa con una sconfitta meritata. Quella serata deve servirci da esempio, deve servirci come un qualcosa che si è fatto e che non ci è più concesso ripetere. Quella sera abbiamo capito molto bene che comandare il gioco contro questa squadra è cosa tutt’altro che scontata e tutt’altro che semplice. Pertanto, domani sera servirà una grandissima prestazione, una partita esemplare per quanto riguarda il possesso palla e il pressing alto, che possa consentirci una manovra offensiva più agevole. In più, sarà necessario muoverci e spaziare molto su tutto il campo, nonché rientrare con i tempi giusti in fase di non possesso palla. In poche parole, ci spetta un compito molto molto difficile e dispendioso, considerando anche le due faticosissime gare che abbiamo alle spalle. La cosa fondamentale, espressa più volte nel post partita di domenica dal Nostro Mister, è che, a prescindere da tutto, la Squadra metta in campo la stessa voglia e la stessa determinazione delle ultime gare, una grande voglia di metterci tutti in discussione e di aiutarci tutti insieme per raggiungere un obiettivo. Abbiamo bisogno, insomma, di essere tutti molto umili e molto collaborativi, oltre che cinici quando ci sarà bisogno di esserlo. Forza Ragazzi, sarà durissima, ma dobbiamo dare tutto! Siamo sempre con Voi!!!
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20/09 POST Milan-Bologna 1-0
E’ una vittoria fondamentale quella che ci troviamo a commentare oggi, la vittoria del carisma, della voglia e del grande Cuore della Squadra e del Mister, che ha terminato completamente senza voce il match a furia di dare indicazioni ai suoi in campo. Non siamo certamente stati brillantissimi, non abbiamo incantato e non siamo stati protagonisti di un gioco avvolgente e continuo, ma indubbiamente le occasioni per i Nostri ci sono state e crediamo che la vittoria, nel complesso, sia assolutamente meritata. Una vittoria, questa, impostata su un’ottima fase difensiva, con una linea molto alta che ha giocato praticamente a ridosso della linea mediana del campo in fase di possesso palla, e che poi rientrava molto bene e con il giusto tempismo in fase di non possesso. Difesa dove spicca la prestazione fantastica di Sandro Nesta, che non sbaglia mai un intervento, mai un disimpegno. Chapeau al Nostro Campione con la maglia numero 13. Indubbiamente ci sono degli aspetti sui quali bisogna ancora lavorare, anche se sappiamo bene che il tempo a disposizione della Squadra non è moltissimo dato i numerossissimi impegni che si succederanno da ora fino alla prossima sosta del Campionato. Questa partita, infatti, ha messo in luce ancora qualche aspetto a cui trovare le giuste contromisure. Analizzando, comunque, questo pomeriggio che ha sancito la prima vittoria casalinga della stagione, cominciamo dicendo quelle che sono state le scelte di Mister Leonardo per quanto riguarda l’undici titolare: indisponibile Ronaldinho e concesso un pò di riposo a Thiago Silva, giochiamo con Storari tra i pali, la linea difensiva che comprende, da destra a sinistra, Abate (all’esordio stagionale dal primo minuto e come terzino di fascia), Nesta, Kala Kaladze e Beppe Favalli; a centrocampo troviamo titolare Rino Gattuso, Andrea e Capitan Ambrosini, mentre confermatissimo Clarence nel ruolo di rifinitore alle spalle di Pato e Klaas-Jan. Il Nostro inizio è ottimo, all’insegna delle parole di Leo nella conferenza stampa della vigilia: approccio molto aggressivo, difesa e pressing alto, con lo scopo di recuperare palla il più presto possibile cercando di cogliere impreparata la difesa bolognese. La prima occasione è sui piedi di Huntelaar, che al suo esordio dal primo minuto a San Siro mette alto al volo col sinistro un ottimo servizio di Clarence di testa. La Squadra continua a spingere specialmente sulle corsie esterne, dove Abate e Favalli si fanno trovare sempre pronti a ricevere il passaggio dal centro. La palla più pericolosa arriva proprio dalla sinistra, quando Patinho semina avversari e mette in mezzo debolmente. Tuttavia, un difensore rossoblu svirgola il pallone che finisce sui piedi di Rino che, da due passi, mette alto con il piattone. Da lì in poi la Nostra foga iniziale sembra sfumare un pò: ci affidiamo troppo spesso ai lanci lunghi da dietro e i movimenti dei due attaccanti non sempre offrono a chi è in possesso palla delle valide alternative, specialmente per quanto concerne allargare il campo. Gli attaccanti, inoltre, si isolano un pò troppo dal resto della Squadra e non sempre entrano nel vivo dell’azione offensiva. Ottima, anche oggi, la prestazione di Clarence Seedorf, che come a Marsiglia rientra sulla destra a centrocampo in fase di non possesso palla. Grande sacrificio anche oggi da parte del Nostro numero 10. Da parte sua, il Bologna di Papadopulo è ordinato nella fase di difesa ma non proprio preciso quando deve ripartire e, pertanto, l’unica insidia è rappresentata da un tiro-cross di Zenoni che sfuma sul fondo. Il primo tempo, di fatto, è tutto quì. Nella ripresa il tema della partita non cambia, ma probabilmente i Nostri iniziano a risentire un pò delle fatiche di martedì a Marsiglia, specialmente in alcuni singoli, e la conseguenza di ciò è una fase molto confusa e concitata della gara. Il Mister prova a cambiare qualcosa, togliendo Huntelaar e Gattuso e buttando dentro Pippo e Oddo, in modo tale da avanzare Abate a centrocampo. Successivamente entra in campo anche Marek Jankulovski, che prende il posto di un ordinato Favalli. Chiara l’intenzione del Mister di aprire la difesa rossoblu con il gioco sugli esterni. Proprio Janku conquista un pallone importantissimo in fase di pressing e serve il rapace numero 9, sulla cui conclusione Viviano effettua una parate incredibile. Ma è proprio dall’esterno, quando sul cronometro scocca il trentesimo, che Clarence riceve un’apertura precisa del Capitano. Clarence punta Raggi, lo salta e prova a concludere di punta, ma con scarso successo. Per fortuna la palla resta lì, e con il piattone Clarence non sbaglia. 1-0 per Noi, dopo tantissima sofferenza e dopo aver anche colpito il palo con Alexandre. L’ultimo quarto d’ora è di grande sofferenza, con un Bologna che non ha più nulla da perdere e che con due conclusioni, una di Mingazzini prima e l’altra di Portanova poi, sfiora il pari. Da parte Nostra, ci sono ancora due occasionissime per Pippo, che colpisce ancora una volta il palo. Il triplice fischio finale ci regala tre punti importantissimi, che fanno morale in un pomeriggio discreto, ma non certo brillante. Finalmente riusciamo a dare continuità a quanto fatto nella gara precedente. Adesso, tuttavia, viene il difficile: già mercoledì sera saremo impegnati in una trasferta tremenda, complicatissima con un avversario molto forte che di nome fa Udinese. Occorrerà recuperare molte forze e presentarsi in campo con la stessa fame che, a tratti, ha caratterizzato la partita di oggi. Avanti così, Milan!

19/09 PRE Milan-Bologna
Dopo la magica serata del Velodrome di Marsiglia, che ha sancito a tamburi rullanti il Nostro ritorno nell’Europa dei grandi, è tempo, per la formazione allenata da Leonardo, di cercare e trovare conferme importanti in campo nazionale, proprio a cominciare da domani. Già ragazzi, perchè dovremo aspettare e, soprattutto, giocare tre gare di Campionato prima di ritornare ad assaporare quella magica atmosfera e quelle splendide sensazioni. Con ciò, però, non vogliamo certo dire che queste tre gare di Campionato siano meno importanti o che passino in secondo piano, bensì l’esatto contrario. Fino ad adesso, in questo piccolo ciclo di partite che abbiamo alle spalle e che è iniziato il 22 Agosto a Siena, possiamo comunque già notare che le buone prestazioni, quelle che maggiormente avevano convinto, erano rimaste solamente degli episodi isolati, che non hanno poi trovato conferma nella gara successiva. L’esempio più eclatante è proprio quello che iniziò con la vittoria per 2-1 sugli uomini di Giampaolo, gara nella quale avevamo anche convinto oltre che vincere, succeduta poi dalla catastrofe del Derby. Per una Squadra che, come Noi, ha cambiato direzione tecnica, tutto ciò non è positivo e non è ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo, infatti, entrare in tutti i meccanismi di Mister Leonardo con le partite, avendo di fronte avversari tosti con i quali cercare di imporre il Nostro calcio e la Nostra mentalità. Tutto ciò, lo sappiamo bene, non è assolutamente semplice, proprio per la forza degli avversari che incontriamo, ma dobbiamo al tempo stesso essere consapevoli che, dando il massimo, si possa raggiungere qualsiasi traguardo, anche il più minimo e apparentemente insignificante. E’ proprio questo quello che chiediamo alla Nostra Squadra, una partita intensa, che ricalchi tutto quello che di buono abbiamo visto a Marsiglia: il Nostro possesso palla, la capacità di cambiare campo frequentemente e di renderci pericolosi. Tutto ciò dovremo farlo al cospetto di un avversario di tutto rispetto: un avversario che si chiama Bologna, il cui pensiero ci fa tornare in mente quell’incredibile pomeriggio di San Siro nella prima giornata della passata stagione. Un pomeriggio mai così amaro e così fuggitivo, che per tanto ci siamo visti tra le mani, salvo poi ritrovarci, a conti fatti, con un bel nulla in Nostro possesso. Naturalmente, il Bologna che affronteremo domani è una squadra totalmente diversa, soprattutto per quanto riguarda la direzione tecnica: l’anno scorso, infatti, era Arrigoni a sedere sulla panchina rossoblu nella gara d’andata mentre, in quella di ritorno, vinta agevolmente dai Nostri per 4-1, vi era Sinisa Mijhailovic. Dal finire della passata stagione, invece, a trovarsi stabilmente sulla panchina bolognese è un allenatore di grande esperienza, di grande intelligenza tattica, nonché un gran motivatore. Stiamo parlando di Papadopulo, alla guida di formazioni di ottimo livello in Serie A nelle stagioni precedenti. La squadra, con l’arrivo di questo tecnico, ha acquisito una grande attenzione in campo, un modo più ordinato e compatto di gestire entrambe le fasi, un’ottima velocità nelle ripartenze e anche un gioco abbastanza piacevole da vedere. Una squadra, insomma, tosta e quadrata, una di quelle che ti da filo da torcere, parlando in termini molto spiccioli. Oltre a tutto ciò, diciamo anche che per loro ci sarà la grande voglia di ripetere quanto di buono ottenuto l’anno scorso proprio in quel famigerato 31 Agosto, che terranno saldamente in testa. Noi, come detto pocanzi, abbiamo un tremendo bisogno di certezze, di acquisire sicurezza in Noi e nella Nostra forza. Ma si sa, le certezze non vengono e mai verranno da sole: chi le vuole, chi le cerca, deve combattere e lottare con tutte le sue forze per ottenerle, questo è l’unico metodo che conosciamo e che dobbiamo conoscere. Al di là dei tre punti o dei non tre punti, che in questo momento non fanno molta differenza (rimanendo sempre dell’idea che sono molto meglio tre punti in più che tre punti in meno), quel che più conta è dimostrare a Noi stessi chi siamo e cosa possiamo fare. E’ una partita nella partita, che dobbiamo approcciare, giocare e vincere tutti! Forza Ragazzi!!!
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15/09 POST O.Marsiglia-Milan 1-2
Non chiedeteci di spiegarvi il motivo per il quale, quando questa Squadra entra in campo con determinate condizioni, dopo aver ascoltato una musichetta molto particolare, stimolante come nessun’altra, le cose vadano sempre nello stesso modo.
E’ una chimica indecifrabile, indescrivibile.
Sorprendente è, tra l’altro, il fatto che alcune componenti di questa formula delicatissima si dimostrino, sempre in serate del genere, assolutamente imprescindibili:
questi due elementi prendono il nome di Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf.
Già, direte voi: stiamo parlando di un giocatore di 36 anni suonati e un altro che invece ne ha soltanto tre in meno.
Bene, Noi vi rispondiamo dicendovi che, in serate del genere, sono ancora e sempre loro a darci una marcia in più, a sfoderare prestazioni al di sopra di ogni critica, di ogni commento.
Sono loro che mettono in campo la loro esperienza, la loro tenacia, la loro forza, permettendo a tutta la Squadra di emergere e di giocare partite come quella di questa sera.
Una vittoria fondamentale, importante e bellissima, che serviva come il pane ai Nostri in vista dei prossimi impegni e alla luce di quelli che hanno preceduto il risultato di stasera.
Non abbiamo certo dato spettacolo o fatto un calcio spumeggiante, indubbiamente, ma abbiamo fatto della compattezza e della voglia di dare tutti quanti un qualcosa in più le Nostre armi fondamentali riuscendo, come si dice in gergo, a “buttare il cuore oltre l’ostacolo”.
Se a ciò si aggiunge che questo risultato è arrivato in uno degli ambienti più calorosi e difficili d’Europa, la Nostra vittoria assume ancor più importanza per la Squadra.
Iniziamo il racconto della gara, come di consueto, partendo dalle scelte del Nostro Mister, che opta per una fomazione abbastanza collaudata, sacrificando un Ronaldinho non ancora al meglio.
Siamo in campo, quindi, con Storari in porta; la linea difensiva composta, da destra a sinistra, da Oddo, Sandro, Thiago Silva e Zambro; a centrocampo troviamo il terzetto composto da Mathieu Flamini, Andrea Pirlo e Capitan Ambrosini.
A sostituire il numero 80, nella veste di rifinitore, troviamo Clarence, mentre di punta, oltre a Pato titolare inamovibile dell’undici di Leonardo, gioca dal primo minuto SuperPippo Inzaghi.
L’inizio della Squadra non è, come detto pocanzi, caratterizzato da un gioco coinovlgente, ma è uno di quei classici inizi che tanto ci piacciono:
tutti concentratissimi, stretti, compatti, pronti alla collaborazione in entrambe le fasi e, soprattutto, con un controllo della gara attraverso una buona circolazione di palla.
Già in questi primissimi minuti si intuisce che il numero 10, stasera, c’è eccome: tocchi di classe, spunti e soprattutto tanto tanto sacrificio e aiuto alla fase di non possesso palla.
Il controllo della gara inizia a lievitare, finchè non giungiamo al minuto numero 27 quando, sugli sviluppi di una rimessa laterale, Patinho offre un ottimo spunto e serve Clarence.
Il Nostro numero 10 rientra sul destro, dopo aver attentamente osservato l’area di rigore, e mette al centro. La palla è insidiosa a causa del temporale presente a Marsiglia stasera (ricorda nulla??), ma Pippo è anche più forte di questo e non sbaglia, infilando il portiere dell’OM con un piattone rasoterra.
1-0 per Noi.
Da quel momento in poi, seppur accusando un comprensibile sbandamento subito dopo il gol subito, la squadra di Deschamps rialza la testa, iniziando a prendere campo e a creare diverse situazioni concitate nella Nostra area, specialmente su palla inattiva dove possono senz’altro contare su una forza fisica di ottimo livello.
L’occasione più pericolosa, però, capita proprio allo scadere, quando un sinistro velenosissimo viene deviato provvidenzialmente in angolo da Marcone Storari, fantastico anche in questa serata.
Il primo tempo, ad ogni modo, riusciamo a portarlo a casa.
Nella ripresa, però, le cose cambiano immediatamente: loro rientrano in campo sulla stessa falsa riga di come avevano concluso il primo, ovvero mettendoci pressione.
Dagli sviluppi di un calcio piazzato (ancora lui) e dopo nemmeno 5 minuti di gioco, è Heinze a staccare e infilare Storari, siglando la rete che riporta tutto in parità.
E’ quello il momento in cui siamo Noi a perdere un pò il contatto con la gara.
Il Nostro possesso, infatti, riprende ad essere sterile come quello visto a Livorno e le punte non vengono servite spesso, a causa delle distanze fra i reparti che si sono inevitabilmente allungati.
Loro iniziano a prendere campo pericolosamente, schiacciandoci nella Nostra metà campo.
La Nostra grande fortuna, però, è di avere al centro della difesa due fuoriclasse di livello mondiale, fra i quali spicca notevolmente Thiago Silva, praticamente perfetto.
Una fase difensiva ordinata, pian piano, ci consente di riorganizzarci e l’ingresso in campo di Rino Gattuso ci offre tanta sostanza là in mezzo.
Fatto sta che ad un quarto d’ora dalla fine, su un calcio di punizione battuto in fretta da Andrea, Zambro serve all’indietro ancora Clarence che, senza pensarci due volte, mette in mezzo di prima e di mezzo esterno un pallone semplicemente sensazionale, sul quale Pippo si catapulta, mettendo dentro in spaccata.
Ancora loro, ancora il fuoriclasse e il rapace, ancora Noi in vantaggio.
L’ultimo quarto d’ora è in assoluta sofferenza, ma il fischio finale sancisce questi tre punti importantissimi, sia per la classifica del girone, che soprattutto per l’autostima della Squadra.
Adesso, tuttavia, non è il tempo dei facili proclami.
Non siamo fenomeni solo per aver vinto questa gara.
Dobbiamo, anzi, fare di tutto per fornire delle prestazioni sempre su questa falsa riga, dobbiamo dare, in una sola parola, continuità a quanto abbiamo fatto stasera, cosa che è sempre mancata in questi ultimi anni, già a partire da domenica, quando col Bologna a San Siro sarà tutt’altro che facile.
Forza Milan!!!

14/09 PRE O.Marsiglia - Milan
E’ passato tanto tempo dal 4 Marzo 2008. Una data molto particolare, alla quale per oltre un anno e mezzo abbiamo pensato con nostalgia, in particolare nella stagione scorsa. Una data quella, che non poteva certo passare sotto traccia, senza colpo ferire. Quella, infatti, è la data della Nostra ultima gara disputata nella competizione più bella che possa esserci, quella che più di tutte le altre sa regalare un mix di emozioni irraggiungibile. Stiamo parlando delle Nostre Notti, le Notti nelle quali più volte abbiamo visto il Nostro Milan “avvolto nella porpora dei grandi”, tanto per coniare un’espressione del grande Pellegatti. In una sola parola, stiamo parlando della Champions League! La competizione per eccellenza, quella nella quale non vince chi è più bravo con i muscoli, ma colui il quale riesce ad imporre il suo gioco all’avversario, colui il quale riesce a gestire la grande tensione che le sfide dell’Europa vera ti mette sulle spalle. Nella Nostra vita da Milanisti, da quel giorno fino ad oggi, sono accadute davvero tantissime cose: non c’è più il traghettatore di due successi magnifici come Manchester e Atene, non c’è più il Capitano di più di mille battaglie, non c’è più quel fuoriclasse assoluto con il numero 22 che, addirittura, per uno strano scherzo del destino, ci troveremo di fronte proprio in questo girone. Tante novità, tante cose nuove e tante abitudini che non ci sono più. Ad ogni modo, quel che certissimamente non cambia e che mai cambierà, sono le ambizioni della Nostra Squadra. Indubbiamente, per cause che sono state oggetto di innumerevoli discussioni durante il periodo estivo, non ci presentiamo certo come una pretendente per arrivare a disputare la Finale che, quest’anno, si giocherà al Santiago Bernabeu di Madrid. Dobbiamo ammettere con estrema sincerità che ci sono diverse squadre con un potenziale ben superiore al Nostro. Nonostante questo, la Nostra filosofia non è certo quella di partire battuti o di sentirci inferiori ai nostri avversari, specialmente in questa competizione. Gli stimoli e l’emozione di sentire nuovamente quella famosa musichetta, per il Nostro gruppo, saranno sicuramente alle stelle. Questa è e deve essere la base per dare tutto ciò che abbiamo già a partire da domani sera. Accennando brevemente a ciò che ci aspetta, va certamente detto che il girone che ci troviamo ad affrontare sarà durissimo e pieno di insidie poiché, oltre al Real Madrid di Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema, dovremo confrontarci con altre due realtà da prendere assolutamente con le pinze: stiamo parlando dello Zurigo, già affrontato nel girone di Coppa Uefa la scorsa stagione e l’avversario di domani, il cui nome, già di per sé, non evoca certo dei ricordi felici alle Nostre memorie. Parliamo dell’Olympique Marsiglia, squadra forte, temibile e molto ben organizzata. La storia del confronto con l’OM ci fa venire in mente il quarto di finale della Coppa dei Campioni 1990-91, quello cioè della famosa notte dell’impianto di illuminazione dello stadio francese e, ancor di più, la Finale di Monaco di Baviera del Maggio 1993 vinta proprio da loro per 1-0 contro il grande Milan dell’era Capello. Ricordi non felici, che ci portano sicuramente a pensare che il Marsiglia sia a tutti gli effetti la Nostra bestia nera in Europa. Ad ogni modo, non è certamente la storia la Nostra preoccupazione principale, visto che dovremo prestare molta attenzione alle caratteristiche odierne della formazione francese. Squadra tosta, quadrata e con grandi doti fisiche e tecniche quella di un allenatore che ha già dimostrato il suo valore nella Juventus: parliamo di Didier Deschamps, preparatissimo sotto il profilo tecnico nonchè grande motivatore delle sue formazioni. Le novità che hanno visto protagonista il Marsiglia in questa stagione sono molteplici: intanto tanti nuovi innesti nella rosa e tutti di ottimo livello, basti pensare in difesa a Heinze, prelevato dal Real, ad un centrocampo dove spiccano i nomi di Lucho Gonzalez e del camerunense M’Bia, nonchè là davanti, dove l’innesto dell’esperto Fernando Morientes è andato a completare un reparto avanzato già di ottimo spessore. Tutt’altro che una squadretta e soprattutto, tutt’altro che una passeggiata per Noi. Proprio per quanto ci riguarda, il morale della Squadra non è certo ai massimi livelli dopo un avvio di Campionato caratterizzato più da ombre che da luci. Il pareggio di sabato a Livorno, con una partita mediocre disputata dalla Nostra formazione, non ha certo aiutato ad aumentare la fiducia nei Nostri mezzi. In vista della durissima trasferta di domani sera, molte cose dovranno essere radicalmente diverse rispetto a quanto fatto vedere al Picchi di Livorno. Innanzitutto una maggiore attenzione alla fase di difesa e al piazzamento sulle palle inattive, poi un movimento senza palla più costante di tutti coloro che partecipano alla fase offensiva, passando attraverso un centrocampo più solido e ordinato. Tante cose che non si risolvono certo dall’oggi al domani. Tuttavia, spesso negli anni precedenti si diceva che il Milan, non appena udiva una certa atmosfera e non appena sentiva risuonare una musichetta molto particolare, si trasformava completamente: i dubbi lasciavano spazio alle certezze, le paure venivano tramutate in una forza incredibile sul campo e l’orgoglio RossoNero, così come il vecchio grande Cuore, venivano fuori con grande imponenza. Bene Ragazzi, quell’atmosfera e quella musichetta stanno per tornare da Noi, stiamo per respirare nuovamente l’aria che tanto ci piace. Vogliamo essere protagonisti, vogliamo far vedere che nulla è cambiato nella Nostra Europa, vogliamo che tutti si rendano conto che siamo sempre i soliti...VOGLIAMO IL MILAN!!!!!!!
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13/09 POST Livorno-Milan 0-0
Finisce a reti inviolate da entrambe le parti la partita dell’Armando Picchi di Livorno, una partita che, per quanto ci riguarda, ha messo in luce diversi aspetti sui quali bisognerà ancora lavorare e molto.
Manca ancora un’identità ben precisa, manca ancora un’idea di gioco costante e ricercata nell’arco della partita e manca, soprattutto, un’organizzazione difensiva completa.
Tutto ciò ha fatto si che il Nostro primo tempo sia stato giocato interamente in apnea, con un Livorno che è riuscito costantemente a metterci in difficoltà e con uno Storari davvero strepitoso.
Ad ogni modo, lo 0-0 ottenuto oggi non va certo buttato via, ma analizzato cercando di coglierne anche gli aspetti positivi. Inizialmente, la formazione schierata da Mister Leonardo è condizionata indubbiamente da alcune scelte di turnover: dalla panchina, infatti, partono sia Andrea Pirlo che Zambrotta.
Giochiamo, quindi, con Storari tra i pali, la linea difensiva che annovera il ritorno sulla destra di Massimo Oddo, sulla sinistra agisce Marek Jankulovski.
La coppia centrale, invece, è composta da Sandro Nesta e Thiago Silva.
A centrocampo troviamo, da destra a sinistra, Flamini, Ambrosini e Clarence Seedorf. Sulla trequarti, come di consueto, il Nostro numero 80, mentre là davanti ci presentiamo con Alexandre Pato e l’esordio dal primo minuto di Klaas-Jan Huntelaar.
Come detto in apertura, il Nostro è un primo tempo di grande difficoltà.
Il possesso di palla è molto lento e assolutamente sterile, dato che, a parte Pato e il generosissimo Huntelaar, il movimento senza palla risulta essere latitante.
Di conseguenza, la formazione di Ruotolo ci pressa molto bene e riesce, dal canto suo, a costringerci nella Nostra metà campo.
Le occasioni, per gli amaranto, non tardano certo ad arrivare.
Il più pericoloso, inizialmente, risulta essere il solito Lucarelli, che per ben due volte viene lasciato troppo solo su un calcio d’angolo e manda a lato davvero di poco.
Successivamente, sale in cattedra Candreva, che sfodera due punizioni velenosissime sventate provvidenzialmente dal Nostro portiere, che risulta essere davvero decisivo.
Il Nostro centrocampo è lento e macchinoso e le Nostre azioni terminano quasi sempre con un passaggio sbagliato o un lancio fuori misura.
Loro, naturalmente, ne approfittano e vanno ancora una volta vicini al vantaggio con un diagonale deviato da Thiago in calcio d’angolo.
L’unico Nostro bagliore in un primo tempo assolutamente ombroso è un lancio splendido di Clarence in direzione di Patinho, che sfrutta un errore in copertura del “Milanista” Perticone.
Il 7 rientra sul destro e conclude sul primo palo, trovando De Lucia pronto alla deviazione in calcio d’angolo. Termina così la prima frazione di gioco.
Poco, troppo poco Milan. Nella ripresa il lite motive della gara non cambia, quantomeno nei primi minuti quando il Livorno si rende nuovamente pericoloso. Intuendo che la partita abbia urgente necessità di una sterzata importante, Leo manda in campo SuperPippo Inzaghi al posto di Huntelaar, e Andrea Pirlo al posto di un impalpabile Ronaldinho.
Da quì in poi la Squadra inizia a farsi avanti minacciosa verso l’area di rigore amaranto, scatenando la scintilla con una punizione dello stesso numero 21 che colpisce in pieno la traversa. Il Livorno, a quel punto, inizia a sentire la fatica di una gara giocata a ritmi elevatissimi e, naturalmente, inizia a subentrare anche un pò di paura.
La seconda parte della ripresa è abbastanza concitata:
Noi proviamo insistentemente a cercare il varco giusto per trovare il gol del vantaggio
(grazie anche all’ingresso di Abate al posto di Mathieu)
e loro che si difendono a denti stretti, cercando di sfruttare qualche veloce ripartenza.
Le occasioni si fanno più rare e così si arriva ad uno 0-0 sostanzialmente giusto.
Come detto inizialmente, gli aspetti da rivedere sono molteplici, cominciando da un piazzamento molto disordinato sui calci da fermo e terminando da poco, pochissimo movimento senza palla.
L’impressione, anche se non ci vuole certo Einstein per dedurlo, è che martedì sera al Velodrome ci vorrà tutta un’altra prestazione, tutto un altro spirito.
In una parola, tutto un altro Milan!
Un Milan da Notti d’Europa, da Notti importanti.
Archiviamo questo pareggio con qualche interrogativo ma con la consapevolezza che, seppur solo nel secondo tempo, la Squadra ha mostrato convinzione e ha reagito alla batosta di due settimane fa.
Da stasera in poi, però, testa, cuore e anima solo ed esclusivamente a Marsiglia.
Forza Milan!!!

12/09 PRE Livorno - Milan
Andate in archivio le prime due giornate di Campionato, riprende il cammino della formazione RossoNera nella stagione 2009-2010. Adottiamo questa dicitura generica non per sminuire l’importanza della gara a Noi più vicina, ovvero quella di domani contro il Livorno, bensì per mettere in risalto un aspetto fondamentale: da domani, infatti, la Squadra sarà impegnata in un tour de force che la vedrà impegnata sia in campo nazionale sia, a partire già da martedì, nell’attesissimo ritorno in Champions League al Velodrome di Marsiglia. Gli impegni, infatti, saranno davvero ristrettissimi e crediamo che già al termine di questa prima serie di partite consecutive potremo avere un’idea ben precisa di cosa sia effettivamente il Milan di Leonardo. Il Mister, tra l’altro, dovrà essere molto bravo a gestire questa situazione, cercando naturalmente di sfruttare pienamente tutta la rosa a disposizione, praticando dunque il famoso turnover, non sempre utilizzato in pieno durante la gestione Ancelotti. Inoltre, riteniamo che i Ragazzi debbano anche avere la grande capacità, da un punto di vista psicologico, di pensare di dare il massimo in ogni singola partita che disputeranno, avendo quindi la massima concentrazione già a partire da domani, in un campo che per Noi non è mai stato di facile conquista. In quel di Livorno, infatti, molto spesso ci siamo trovati in difficoltà, molto spesso gli amaranto ci hanno imposto il loro gioco attendista imbrigliandoci anche abbastanza bene. Nella Nostra ultima apparizione al “Picchi”, risalente all’Aprile del 2008, la tattica livornese non riuscì comunque a fermare un Milan lanciato verso l’obiettivo (sfumato poi in quel di Napoli) del quarto posto. Un Inzaghi strepitoso quella domenica (tripletta) e un gol di Seedorf ci consentirono di vincere con un perentorio 4-1. il Livorno che affronteremo domani è, tuttavia, di una pasta e di una consistenza totalmente diversa: è una neopromossa che ha, dalla sua parte, un pubblico carico di entusiasmo, che viene costantemente trasmesso alla squadra. L’accoppiata Russo-Ruotolo, per quanto riguarda la gestione tecnica, è una scelta operata dal presidente Spinelli all’insegna della freschezza e dell’innovazione. Per quanto riguarda la squadra in sé, necessario dire che essa è formata da ottime individualità, tra le quali spiccano quelle di Tavano e del bomber Cristiano Lucarelli, mentre per quanto riguarda l’assetto e il modo di stare in campo essa sembra necessitare ancora di un pò di tempo per oliare al meglio tutti i meccanismi. Ad ogni modo, nonostante essi abbiano ancora qualche lacuna da un punto di vista tattico, dobbiamo essere consapevoli che domani cercheranno a tutti i costi di nascondere tali lacune con una prestazione all’insegna del sacrificio, della dedizione e del collettivo. Non dobbiamo, pertanto, farci facili illusioni o, ancor peggio, aspettarci di vivere un pomeriggio tranquillo. Dovremo lottare e dar battaglia perchè sarà assolutamente dura, specialmente se si pensa alle due settimane che ci stiamo lasciando alle spalle. La sosta per le nazionali non è arrivata nel momento migliore per la Squadra, visto che dopo la batosta nel Derby l’ideale sarebbe stato giocare e cercare un riscatto immediato. Tutto ciò non si è potuto verificare, ma siamo comunque convinti che il Mister abbia utilizzato al meglio questo tempo per provare e riprovare le soluzioni ai problemi di natura tattica emersi dopo lo 0-4 con l’Inter. Al di là, comunque, dei problemi strettamente legati al campo, sarà fondamentale domani scendere sul terreno di gioco con uno spirito assolutamente ritrovato, con un grande orgoglio e un grande cuore. Se dovessimo trovare una parola d’ordine per questa trasferta, per questa partita ma anche per tutte quelle che da domani in poi si succederanno, essa è una sola: reagire!! Badate bene, non ci riferiamo solamente a chi da domani in poi ci rappresenterà in campo indossando la Nostra Maglia, ma è anche un invito che facciamo a tutti i Milanisti. Vicinanza alla Squadra, attaccamento viscerale ai colori!
AVANTI MILAN!!!!!!!!
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30/08 POST Milan-Inter 0-4
Commentare il Derby di questa sera può definirsi un autentico supplizio, una pugnalata prolungata ed incessante al Nostro Cuore di Milanisti, proprio come l’interminabile possesso palla dell’Inter nel secondo tempo.
Una lama che entra in modo deciso, improvviso, e che non cessa mai di provocare dolore ma che, semmai, lo aumenta ogni istante.
Sarebbe stupido e da ipocriti non dire che sulla Milano RossoNera, in questo ahinoi indimenticabile 29 Agosto 2009, è calato un silenzio tombale, il cui rumore diventa quasi assordante.
Perdere un Derby è una cosa che può anche starci, considerato che dall’altra parte c’è una squadra fortissima, ma perderlo come lo si è perso stasera è un qualcosa che faremo fatica a digerire e dimenticare per un bel pò di tempo: finisce 4-0 per loro stasera, in casa Nostra e davanti a tutto il Nostro pubblico.
Ci sentiamo incredibilmente frustrati, umiliati e feriti nell’orgoglio.
Credeteci, scrivere un post-partita in questi due anni non è mai stato così difficile.
Ripercorreremo un pò di fretta tutte le tappe della gara, proprio per evitare che la rivisitazione della gara possa continuare a scavare in profondità la ferita aperta dalla formazione nerazzurra.
Leonardo conferma l’undici titolare di Siena, schierando quindi Storari tra i pali, Zambrotta, Nesta, Thiago Silva e Janku in difesa; a centrocampo troviamo Rino, Andrea e Mathieu Flamini e il tridente offensivo con Dinho ad innescare Pato e Borriello.
Il Nostro inizio sembra essere abbastanza confortante: loro sembrano intimiditi e quasi sorpresi dalla Nostra aggressività, e riusciamo anche a creargli qualche grattacapo con un cross velenosissimo di Dinho, nel quale Julio Cesar non trattiene, salvo poi togliere con un guizzo felino il pallone dai piedi del Nostro numero 22.
Fino a quel momento la Squadra regge bene e tiene abbondantemente il confronto, sebbene anche loro si rendano pericolosi con una conclusione improvvisa di Sneijder che impegna severamente Storari.
Nel Nostro momento migliore, tuttavia, arriva il loro lampo di luce, con una grandissima azione fatta di tocchi di prima e inserimenti dei centrocampisti, che porta Thiago Motta alla realizzazione del vantaggio nerazzurro. Improvvisamente, sulla Squadra scende la notte più buia che mai ci si sarebbe aspettati: da una punizione Nostra, l’Inter ribalta magistralmente il campo lanciando in campo aperto Eto’o contro Storari.
L’unico che riesce a rincorrere il camerunense è Rino, che però lo abbraccia procurando così il rigore.
Graziato in questo caso il Nostro 8 con un semplice cartellino giallo.
Dal dischetto Milito non sbaglia e sono due.
Clamorosamente, il black out colpisce anche la Nostra panchina, che annuncia l’ingresso in campo di Seedorf al posto di Rino.
Peccato però che Clarence debba ancora mettere sia la maglia da gara che le scarpe.
Rino, dunque, è costretto a restare in campo ancora per qualche secondo, giusto il tempo di rimediare il suo secondo giallo per un intervento scomposto su Sneijder.
Sullo 0-2 e con un uomo in meno, la partita diventa francamente impossibile da sostenere.
In chiusura di tempo, infatti, c’è ancora tempo per il 3-0, siglato da Maicon che penetra nella Nostra area dopo un triangolo con Milito.
Fine primo tempo, 3-0 per loro e notte fonda per Noi.
Nella ripresa entrano proprio Clarence per Borriello e Ambrosini per Flamini.
Ad ogni modo, non c’è molto da dire sul secondo tempo: loro giostrano il ritmo a loro piacimento, aumentando e diminuendo quando e come vogliono.
Il loro possesso palla ci fa correre a vuoto e trovano anche la rete del definitivo 4-0 con una gran botta di Stankovic dai 30 metri.
E’ così che finisce questa serata triste, questa frustrazione così atroce e lancinante.
Ci spiace davvero sia per Mister Leonardo che per la Squadra, che dopo la prestazione di stasera, finirà, forse, per perdere molte delle certezze costruite fino ad ora.
Non abbiamo altro da aggiungere in una serata così struggente, sono convinto che capirete perfettamente.
Oggi più che mai...
FORZA MILAN!

29/08 PRE Milan - Inter
Tenetevi forte Milanisti! Tenetevi forte Sorelle e Fratelli RossoNeri! Vi sentite pronti a una carica adrenalinica di portata elevatissima? Vi sentite pronti a tenere bene in vista e col petto in fuori il Nostro spirito di appartenenza e il Nostro essere Milanisti nel dna? Ci siamo, manca davvero poco, l’atmosfera si sente già, il Nostro boato è già assordante...sta arrivando il Derby ragazzi!!! Ci chiederete: così presto? Ad Agosto? Ebbene si! Il destino del calcio non smette mai di stupirci e regala al Derby della Madonnina un’ennesima prima volta, nonostante la sua lunghissima storia. Per la prima volta, infatti, Milan e Inter si troveranno l’una di fronte all’altra nel mese d’Agosto in una partita ufficiale, cosa che si è verificata, fino ad oggi, solo nei tornei e nelle amichevoli estive. Invece, siamo già al punto in cui ci sono in palio tre punti importantissimi, tre punti fondamentali. Vero, anzi verissimo che parlare già di punti e partite fondamentali alla seconda giornata di Campionato è più che prematuro, ma i motivi per farlo ci sono e li affronteremo più avanti. Come primo passo, infatti, è giusto iniziare a presentare i nostri avversari, Campioni d’Italia in carica e favoritissimi ancora una volta per la conquista del titolo. Nonostante il motto “squadra che vince non si cambia”, la formazione nerazzurra ha cambiato moltissimo rispetto alla scorsa stagione, inserendo nella formazione titolare 5/11 arrivati quest’estate, e tutti di grandissimo spessore. Anche loro, come Noi, hanno dovuto far fronte ad una cessione importantissima, un giocatore grazie al quale, lo scorso campionato, sono riusciti ad arrivare al loro 17° scudetto: parliamo, naturalmente, di Zlatan Ibrahimovic, volato a Barcellona. Tuttavia, proprio dal Barcellona è arrivato un grandissimo giocatore come Samuel Eto’o, dallo strepitoso Genoa dello scorso campionato sono invece arrivati Diego Milito e Thiago Motta, dal Bayern il difensore Lucio e, ultimo ma solo in ordine di arrivo, Wesley Sneijder dal Real Madrid. Tutti giocatori di prima fascia, con grandi stimoli e grandi motivazioni. Tutti questi grandi giocatori rispondono alle esigenze di un tecnico, Josè Mourinho, intenzionato ad abbandonare la sua idea di gioco iniziale (il 4-3-3), per far posto ad un 4-3-1-2 con il centrocampo a rombo. Ad ogni modo, dato che la formazione interista è reduce dal non esaltante esordio con il Bari della scorsa settimana, crediamo che Mourinho possa schierare le tre punte di peso cercando di sfruttare la loro fisicità e cercando di aggredirci alti in fase di impostazione, pressando molto sia su Sandro che su Thiago non appena questi entreranno in possesso della sfera. A ciò, naturalmente, aggiungeranno la loro grande abilità nel gioco aereo, esaltata ancor di più da tutti i giocatori arrivati quest’estate. E’ una squadra fortissima, che può davvero mettere in difficoltà chiunque e che ha degli ampi margini di miglioramento. Dobbiamo sapere, quindi, che sbagliare in questa partita non è assolutamente un lusso che ci possiamo concedere. Come dicevamo con il Milan di Ancelotti, queste serate sono quelle nelle quali si ha bisogno di una concentrazione che ci piace chiamare “feroce”, una soglia di attenzione ai limiti della perfezione. Tutto ciò va fatto, riprendendo il discorso lasciato a metà pocanzi, perchè è pur vero che siamo solamente alla seconda giornata e che a prescindere da questo risultato dovremo sempre e comunque migliorare tantissimo, ma farlo con una vittoria contro un avversario così forte, dopo un’estate nella quale tutti ci hanno dati per morti, finiti, ridimensionati, sarebbe un messaggio importantissimo, ma facciamo attenzione: tale messaggio, nell’eventualità che sognamo, non dobbiamo darlo a tutti coloro che ci hanno dato addosso, nè a coloro che hanno riso di Noi. E’ un messaggio che dobbiamo cercare di mandare solo ed esclusivamente a Noi stessi, al Nostro ambiente. Per quanto riguarda le possibili scelte del Mister, crediamo che Leo sia orientato a schierare la stessa formazione vista nella gara d’esordio a Siena, ma quel che più conta è che la Squadra riesca a riproporre lo stesso atteggiamento, la stessa padronanza del campo e del gioco, lo stesso possesso palla a tutto campo e la stessa velocità di esecuzione, proprio come vuole Mister Leonardo. In più, dobbiamo aggiungere il sacrificio da parte di tutti coloro che scenderanno in campo, la corsa incessante, il grande lavoro di copertura anche da parte dei Nostri attaccanti. Ma soprattutto, dobbiamo affrontare questo Derby con tanta tanta umiltà. Per quanto le frasi scaramantiche dall’altro lato rimandino a Noi i favori del pronostico, sappiamo bene ciò non risponde alla realtà dei fatti. Pertanto, dobbiamo cercare con tutte queste componenti, di creare un qualcosa di importantissimo, restando umili sempre. Tutti, Noi Tifosi compresi. Mandiamo questo messaggio ragazzi, TUTTI INSIEME!!!!!!!
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22/08 POST Siena-Milan 1-2
Come si dice in circostanze del genere, non possiamo fare a meno di dire: buona la prima!
Eh già care sorelle e fratelli RossoNeri, la Nostra Squadra inizia nel miglior modo possibile il suo percorso in campo nazionale con una bella vittoria, la vittoria della freschezza, dell’entusiasmo e, soprattutto, di due stelle limpidissime che hanno brillato questa sera all’Artemio Franchi di Siena:
parliamo, naturalmente, di Ronaldinho e Alexandre Pato;
ispiratore sublime il primo, finalizzatore spietato il secondo, capace con una doppietta di stendere i primi avversari della stagione.
Rispetto a quanto visto nelle gare di precampionato, in tutta sincerità, non potevamo augurarci e sperare una partita migliore di quella disputata stasera dai Nostri Ragazzi, sempre attenti e concentrati, sempre con il pallino della gara in mano, proprio come la filosofia RossoNera dei bei tempi.
Andando per gradi, dobbiamo indubbiamente cominciare a parlare delle scelte iniziali effettuate da Mister Leonardo, che opta, come detto in sede di presentazione della gara, per il classico modulo con il rombo a centrocampo: troviamo, quindi, Marco Storari tra i pali; la linea difensiva composta, da destra a sinistra, da Zambrotta, Nesta, Thiago Silva e Jankulovski; a centrocampo, oltre ad Andrea come fulcro del Nostro gioco, ci sono Gattuso sul centro-destra e Mathieu Flamini sul centro-sinistra. Il numero 80, invece, agisce come trequartista alle spalle di Patinho e Marco Borriello.
Sin dalle prime battute sono ben chiare le Nostre intenzioni, ovvero quelle di tenere saldamente in mano il controllo della partita, attraverso un possesso palla effettuato a tuttocampo, con ripetuti cambi di fronte, cercando lo spiraglio giusto per mandare in porta i Nostri due finalizzatori.
Apprezzabilissimo il lavoro, in queste fasi, sia di Borie che di Patinho Nostro: il primo è sempre nel vivo dell’azione, corre, si sacrifica, viene incontro e fa salire la Squadra.
Il secondo, invece, parte largo a sinistra, salvo poi accentrandosi cercando la conclusione a rete.
E’ proprio sua la prima conclusione RossoNera verso la porta di Curci, con un destro al volo che, deviato da un difensore bianconero, sfiora di un soffio il palo.
La Nostra linea difensiva è abbastanza alta e ciò ci consente di recuperare palla molto in fretta e anche molto prima rispetto a quanto avveniva in passato, e la Squadra sembra essere molto rinfrancata da questa innovazione tattica.
Troviamo anche il gol, con una punizione velenosissima di Dinho, che si insacca alle spalle di Curci, ma l’assistente dell’arbitro Tagliavento annulla giustamente per fuorigioco di Patinho, reo di aver disturbato la visuale del portiere bianconero.
Tuttavia il gol non tarda ad arrivare, ed è sempre il numero 80 ad far scoccare la scintilla:
no look per Alexandre che, solo davanti a Curci, non può sbagliare e insacca l’1-0 per Noi.
Successivamente si assiste, forse, all’unico momento nel quale la Squadra si sente un pò smarrita, e ciò porta al pareggio bianconero ad opera di Ghezzal, abile a ribadire in rete una corta respinta di Storari.
Il primo tempo, di fatto, termina così, con un Milan in fase di assestamento dopo il gol subito.
Nella ripresa, però, la musica cambia totalmente:
la Squadra scende in campo con un piglio ed un entusiasmo che non eravamo soliti vedere da tempo: possesso palla, velocità, tecnica, aggressività.
Tutte le doti in campo contemporaneamente.
Se poi a ciò si aggiunge un Pato in condizione super, impossibile descrivere un finale diverso da quello al quale abbiamo assistito: ancora Dinho in profondità per un grande inserimento di Flamini, che di prima mette in mezzo ancora per il Nostro numero 7, che a porta spalancata non sbaglia.
2-1 per Noi.
Subito dopo il vantaggio la Squadra continua a macinare gioco e a produrre occasioni da rete, salvo poi arretrare inevitabilmente nel finale, nel quale assistiamo ad un autentico show del numero 33: puntuale, preciso, ordinato, veloce, reattivo.
In poche parole, Thiago non sbaglia un pallone, proprio come il suo compagno di reparto Sandro Nesta.
E’ anche grazie a loro che riusciamo a portare a casa i primi tre punti della stagione, grazie ad una prestazione che non solo ci ha consegnato i punti, ma che ci ha soprattutto convinti e che ha fornito alla Squadra la serenità giusta per avvicinarsi nel migliore dei modi al primo big-match che attente il Milan sabato prossimo, quando a San Siro sarà già tempo di Derby.
Convinti, sereni, consapevoli e fiduciosi:
una settimana, la prossima, che dovrà essere vissuta all’insegna di questi elementi.
Forza Ragazzi!
 
21/08/2009 PRE Siena-Milan
Signore e Signori, Fratelli e Sorelle RossoNere, tenetevi pronti!
Il sipario sulla stagione 2009-2010 sta per aprirsi, per far spazio al calcio giocato, al calcio vero, al calcio che ci piace vivere e che, soprattutto, ci piace discutere.
E’ una stagione, quella che ci apprestiamo a vivere, nella quale dovremo abituarci a tante, tantissime cose nuove rispetto agli anni precedenti: tanto per cominciare, come già detto nel Post-partita dell’ultima gara di Campionato della scorsa stagione, dalla nuova guida tecnica, affidata all’esordiente Leonardo Nascimiento de Araujo, che subentra all’indimenticabile Carlo Ancelotti, volato a Londra per portare in alto i colori del Chelsea.
E’ una sfida molto affascinante quella che attende il Nostro nuovo Mister, una sfida complessa ma anche tanto stimolante, come da lui stesso più volte ribadito.
Dovremo abituarci a non annoverare più nella Nostra rosa il Nostro amato Capitano, Paolo Maldini, la cui carica passa nelle mani di Massimo Ambrosini, che di carisma e di personalità ne ha da vendere.
Dovremo abituarci a non cantare più le lodi di Ricardo Kakà, principale motivo della delusione che, durante l’estate, ha attraversato i Cuori di tutti i Rossoneri, costretti a dire addio al loro uomo-simbolo, al loro volto più rappresentativo, a quello che probabilmente, un giorno, avrebbe indossato la fascia di Capitano.
Niente di tutto questo andrà in porto però.
Ricky è andato a giocare con il Real Madrid, protagonista indiscusso di questa sessione di calciomercato.
Eccolo, l’altro fardello che pesa sulle spalle dei Milanisti.
Un mercato inesistente fino a poche settimane fa, nonostante siano arrivati un punto fermo come Thiago Silva, difensore centrale dalle grandi potenzialità, Onyewu, gigante americano anche lui operante nella linea arretrata e i rientri di alcuni giovani come Abate e Di Gennaro.
Il 5 Agosto, finalmente, dopo un sospiratissimo summit tra Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Mister Leonardo, sono iniziate le vere operazioni:
innanzitutto la conferma di Andrea Pirlo, anche lui al centro di numerose voci di mercato durante l’estate, e successivamente l’annuncio dell’arrivo di Klaas-Jan Huntelaar, 26enne attaccante olandese.
Inoltre, dopo la rescissione consensuale del contratto con Zeljco Kalac, è arrivato Flavio Roma a prendere il suo posto e sarà suo compito contendere i pali Rossoneri con Marco Storari, rientrato anch’egli dal prestito alla Fiorentina.
Insomma, tante novità, tante cose nuove alle quali abituarsi e la consapevolezza che la stagione che abbiamo di fronte sarà durissima, dato che tutti i Nostri avversari ci aspetteranno con il coltello fra i denti.
Ad ogni modo, dobbiamo essere pronti a tutto questo, dobbiamo avere l’assoluta certezza che, senza quel qualcosa in più che sarà necessario dare per far fronte ad una stagione così impegnativa, non si può fare molta strada.
E il compito che ci spetta sarà difficilissimo sin da subito, con una trasferta molto insidiosa in quel di Siena.
E’ una squadra, quella che affronteremo sabato sera, che riparte dalla certezza di un allenatore che ha ben figurato la stagione scorsa, ovvero Gianpaolo, e da alcuni punti fermi nella rosa, come Maccarone che tanto ci ha fatto male in confronti diretti del passato, e Capitan Vergassola.
A questo va aggiunto che i bianconeri, all’esordio in Campionato, avranno l’occasione di confrontarsi con una squadra del Nostro blasone, in casa propria, con tanti tifosi pronti ad incitare la squadra, metterà nelle gambe del Siena tanta energia e tanta forza in più, alla quale dovremo reagire con una buona organizzazione di gioco, un buon fraseggio e un grande ordine in campo.
Dal canto Nostro, sarà interessante vedere le prime scelte di Mister Leonardo, che aveva preannunciato un nuovo modulo di gioco (il 4-3-3) per la stagione che sta per cominciare, salvo poi tornare alla base di partenza, e cioè il consolidato 4-3-1-2 in stile Ancelotti, dopo un’estate molto travagliata.
Il precampionato che ci lasciamo alle spalle, infatti, ha evidenziato diversi aspetti da migliorare e una Squadra che deve ancora essere plasmata a immagine e somiglianza delle nuove idee di Leonardo.
Con l’inizio delle partite ufficiali ci sarà meno tempo per provare e allenarsi insieme, in particolar modo a partire da metà Settembre, quando prenderà inizio anche la Nostra amata Champions League.
Ad ogni modo, siamo molto fiduciosi del fatto che Leo e il suo staff sapranno dare a questa Squadra un’identità ben precisa.
Per quanto riguarda il popolo RossoNero, che si aspettava indubbiamente un mercato molto più ricco e qualitativo, è inevitabile che una parte di tifoseria seguirà le prime battute di questa stagione in modo freddo.
Speriamo, comunque, che la fede e l’attaccamento per questi colori valga molto di più di una campagna acquisti non soddisfacente e di una cessione che, ancora oggi, non condividiamo e facciamo fatica ad accettare.
La vita va avanti, il Milan c’è e ci sarà sempre e se c’è qualcosa di cui questa Squadra avrà sempre bisogno, a prescindere di chi possa indossare la Nostra Maglia, è l’incitamento e l’amore di Noi Tifosi che, come scrisse Silvio Berlusconi dopo uno degli innumerevoli trionfi in campo internazionale,
abbiamo avuto questa ventura di intrecciare la Nostra storia e la Nostra vita a un sogno che si chiama Milan
Ricominciamo, sempre e comunque a fianco dei NOSTRI COLORI!
FORZA MILAN!!!
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