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del 24/11

Borriello, il vero indispensabile

Una volta il Marco di cui non si poteva fare a meno era Van Basten.
Oggi il Marco indispensabile si chiama Borriello: un segno dei tempi che cambiano. Noblesse oblige e Borriello non sarà mai e poi mai un Van Basten, ma il Marco dei giorni nostri si è rivelato comunque l’attaccante dei sogni di Leonardo.
Un centravanti moderno, dinamico, votato al lavoro sporco e al sacrificio, un uomo che prende botte, fa a sportellate, salta di testa, apre gli spazi, sa rifinire e concludere in proprio con concretezza.
Una volta si definiva tutto ciò come “lavoro oscuro” , qui di oscuro non c’è nulla. Anzi, è tutto molto chiaro: se il Milan può permettersi di assortire un attacco come quello attuale e di giocare come fa, è perché c’è Marco Borriello.
Se Borriello è stato a lungo un giocatore discusso è solo per via dei suoi tanti e lunghi infortuni.
Oggi nessuno può obiettare alcunché. Nemmeno Filippo Inzaghi. L’intoccabile dell’attacco non è più tale, persino la sua primogenitura in Champions è saltata.
La prova provata l’abbiamo avuta in Milan-Real: Leonardo ha scelto Borriello ed è stato un atto di coraggio estremo.
Perché Leo non è stupido, non va contro i propri interessi e quelli superiori della squadra, ma sa bene che ci sono giocatori che pesano un tanto e altri che hanno un peso specifico diverso.
La toga da senatore conta eccome. Ma con un alto esercizio di onestà intellettuale e refrattario a ogni condizionamento esterno Leonardo ha guardato alla truppa con occhio imparziale.
Borriello è il centravanti di cui tracciava l’identikit in estate: pensava a Luis Fabiano, arrivò Huntelaar, ma il suo uomo era già in batteria.
Oggi tutti quanti lo vedono, chiaro, nitido, lapalissiano.
Pippo tanto ha dato e tanto ancora farà. Marsiglia insegna.
Ma oggi che il nuovo Milan ha finalmente una identità molto precisa, questa identità tattica non può prescindere da un giocatore che anche Lippi farebbe bene a guardare con occhi diversi.
www.qsvs.it

Partiamo con dei dati che possono voler dire tanto o niente.

Partite giocate dal Milan con Borriello: 7

Risultato: 5 vittorie, un pari e una sconfitta (4-0 nel derby), con 14 reti segnate (3 dello stesso attaccante) e 11 subite.

Partite giocate senza di lui: 6

Risultato: 2 vittorie, 3 pari e una sconfitta, con solo 4 reti segnate e 3 subite.

Non sembrano dati casuali, l'importanza di Borriello in questa stagione è palese.
Quando manca il gioco ne risente. Marco è fondamentale nel far salire la squadra, difendere la palla, “fare a spallate” in mezzo al campo.
La prova l'abbiamo avuta a Madrid, con il suo ingresso in campo nel secondo tempo.
Dinho, Seedorf e Pato si sono scatenati e il Milan ha ribaltato il risultato.

Quella di domenica contro il Cagliari è stata la sua miglior partita della stagione.
Entra in tutte le azioni che portano ai 4 gol. Assist, gol, rigore procurato, difesa della palla nell'azione che ha portato al gol di Pato.
Cosa chiedere di più a un centravanti?
Magari qualche gol in più.

Devo ammettere d'essermi ricreduta su di lui, non lo vedevo come titolare del Milan, soprattutto in alcune partite, ma ora come ora non si può fare a meno di lui.

Nonostante questo però continuo a credere che al Milan serva un attaccante che corrisponde al nome di Dzeko, e che il vero indispensabile è Alessandro Nesta.


del 14/11
Non è più il Milan di Gattuso

L'entusiasmo di casa Milan stride totalmente con l'umore di Gennaro Gattuso. Il centrocampista rossonero, attualmente infortunato per un risentimento ai flessori della gamba destra, non è più il capo ciurma dei Leonardo Boys. Tante cose sono cambiate a Milanello in questa stagione, tra queste c'è sicuramente l'importanza di Gattuso nella formazione titolare. Il rapporto con Leonardo non è idilliaco e l'immagine più emblematica di questo sentimento, si è palesata in occasione dell'espulsione nello sciagurato derby di fine agosto. Il mister rossonero infatti non lo considera fondamentale per l'interpretazione del nuovo modulo, prova ne è il fatto che nelle 7 presenze collezionate in questa stagione, è stato sostituito ben 5 volte. Rino risente molto di questa situazione e sta lottando con tutte le sue forze per ritrovare quantomeno la condizione migliore. Forse troppo, dato che l'ultimo stop deriva da un surplus di lavoro al quale si è sottoposto mercoledi scorso ad allenamento finito. Il centrocampista rossonero in questi giorni sta ripensando con un po’ di rimpianto all'estate del 2008, quella in cui l'accordo con il Bayern era ormai raggiunto. Con il Cagliari alla ripresa del campionato probabilmente non sarà disponibile e nonostante il suo amore per il Milan, la possibilità di un trasferimento potrebbe essere ponderata. Oltre al Bayern adesso per Rino si potrebbero aprire anche le porte dello United e del Chelsea, dove ritroverebbe il grande amico Carlo Ancelotti. Del resto è dura ammetterlo ma questo samba-Milan, non è più il Milan di Gattuso.
Fonte: di Stefano Donati per qsvs.it

 Rino è un giocatore che ha sempre dato tutto per il Milan. E' un giocatore tutto corsa e polmoni. Non è certo un giocatore tecnico come Ronaldinho, che magari anche da fermo, può darti qualcosa. Giocatori come Gattuso, a 30 anni, "scoppiano", e lui a gennaio ne compirà 32. Detto questo, non vedo nessun "caso Gattuso". Non credo che Leo lo tenga in panchina per via dell'espulsione al derby. Semplicemente Ambrosini e Flamini sono più in forma, ed è così da inizio stagione. I continui infortuni, dopo il serio infortunio della scorsa stagione, non lo aiutano di certo. Dobbiamo solo aspettare che torni in forma, e questo succederà presto, ci si può anche scommettere, e tornerà a giocarsi il posto con gli altri 2 centrocampisti,e darà il suo contributo come sempre. Rino non è uno che ama stare in panchina e prendersi lo stipendio. Andrà via? Non lo sappiamo, è una decisione che spetta solo a lui. Ma sarà difficile per lui lasciare il Milan.

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del 24/10
Milan, sprint con l'Arsenal per Behrami

Non c'è solo la Juventus sulle tracce del terzino destro kosovaro del West Ham Valon Behrami (24). Secondo quanto riportato quest'oggi dal Daily Star, i due club più vicini al calciatore sono Milan e Arsenal. I rossoneri, sempre attenti al mercato dei terzini, hanno già avviato contatti con gli hammers, ma l'Arsenal, in caso di cessione di Bakary Sagna, è pronto a soffiare il calciatore al Milan.
Tuttomercatoweb.com
Milan, spunta Fernandinho
Un nome nuovo per il Milan. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Sportmediaset la società rossonera sarebbe sulle tracce dell'esterno sinistro brasiliano del Cruzeiro Fernandinho (28). Il giocatore può agire indifferentemente a centrocampo e in difesa e ha un discreto feeling col gol.
Tuttomercatoweb.com
Un altro nome per l'attacco: Milan Jovanovic

Secondo quanto é emerso dalla stampa estera, il Milan sarebbe piombato su Milan Jovanović, attaccante serbo classe '81 che, al momento, milita nello Standard Liegi, in scadenza di contratto alla fine di questa stagione. La punta ha rilasciato un'intervista riportata da Super Deporte, dove ha dichiarato: "Ci sono tre possibilità, Valencia, Atletico e Milan". Nei rossoneri Jovanovic ha uno sponsor, l'ex compagno di squadra Oguchi Onyewu, che lo sta spingendo verso la scelta rossonera: "Ho parlato con lui spesso e mi ha detto che il mio arrivo sarebbe importante per il Milan, ma non posso rivelare di più sulla questione".
Milan news
Spazio a Huntelaar contro il Chievo

E' il momento di Klaas-Jan Huntelaar. L'olandese, nelle sue scarne esibizioni rossonere, non ha mai lasciato il segno e Leonardo pare intenzionato a rilanciarlo. A difesa dell'ex attaccante di Ajax e Real Madrid, c'è da dire che è stato impiegato nel peggior Milan della stagione, che non ha saputo valorizzarlo a dovere. Ora la squadra sembra cambiata e le vittorie contro Roma e Real Madrid sembrano aver messo il turbo ai rossoneri, che devono confermarsi anche in campionato contro il Chievo. "The Hunter" ha la grande occasione per dare una svolta anche alla sua stagione, allontanando le voci di una sua probabile partenza a gennaio
Milan news

 
Chievo-Milan domenica ore 20.45
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Frey, Morero, Mandelli, Mantovani; Luciano, Iori, Marcolini; Pinzi; Pellissier, Granoche. A disposizione: Squizzi, Sardo, Scardina, Ariatti, Bentivoglio, Bogdani, Abbruscato. All.: Di Carlo  Squalificati: Yepes (2)
Indisponibili: Rigoni, Moro

Milan (4-3-3): Dida; Oddo, Nesta, T. Silva, Jankulovski; Flamini, Pirlo, Seedorf;  Pato, Huntelaar, Ronaldinho. A disposizione: Roma, Kaladze, Zambrotta, Favalli, Abate, Borriello, Inzaghi. All.: Leonardo  Squalificati: Ambrosini (1)
Indisponibili: Bonera, Di Gennaro, Abbiati, Onyewu, Storari, Gattuso

Le ultime
: All'appello di Di Carlo mancano Rigoni e Moro, oltre allo squalificato Yepes. Granoche è favorito per affiancare Pellissier in attacco. Nel Milan Leonardo insiste col 4-3-3, ma cambia gli interpreti: dentro Jankulovski, Flamini e Huntelaar
Sportmediaset

Leonardo: "A Verona
con la rabbia giusta"

Dopo il trionfo del Santiago Bernabeu, il tecnico chiede al Milan di confernarsi contro il Chievo: "Madrid ci ha dato tanto e la vittoria con la Roma è stata il traino". "Le parole di Mourinho sui ventenni? Credo che i giovani di oggi abbiano capito che è meglio imitare un Kakà e non un Adriano"

MILANELLO (Varese), 24 ottobre 2009 - Dal Santiago Bernabeu al Bentegodi. Dal 3-2 nella tana del Real Madrid al Chievo Gli esperti di serie A non hanno dubbi: dopo la gloria il Milan dovrà fare molta attenzione, perché la squadra di Mimmo Di Carlo gioca bene è potrà creare molti problemi ai rossoneri. Mica pochi i quesiti da risolvere da Leonardo. A cominciare dal centrocampo orfano dell'infortunato Gattuso e dello squalificato Ambrosini. Il tecnico deve così agire di astuzia e intelligenza, dosando le forze, anche perché mercoledì c'è l'altra trasferta di Napoli. Ma Leo sa anche che il trionfo spagnolo è un'eredità: il trampolino di lancio verso una nuova stagione dopo gli alti e bassi del recente passato.

GRAZIE ROMA — "Madrid ci ha dato tanto - sottolinea il tecnico nella conferenza stampa della vigilia - e la vittoria con la Roma è stata il traino, perché lì è venuto fuori il Milan offensivo che voglio. Grazie all'atteggiamento nel secondo tempo di quella gara ho potuto schierare in Champions quella formazione".

I GIOVANI E IL CALCIO — Inevitabile un ritorno alle considerazioni di Mourinho sui giovani calciatori, spesso distratti dai soldi e dal successo. Leonardo è d'accordo, ma pensa che le cose stiano cambiando. "Questa generazione va verso quello che vuole Mourinho. I calciatori di 20 anni sono influenzati da quello che c'è nella società, ma esempi negativi come quello di Adriano non funzionano più perché chi li guarda si accorge che il suo comportamento non porta risultati - sostiene l'allenatore rossonero -. Oggi Adriano gioca nel Flamengo e ha 27 anni, poteva essere nella squadra più importante del mondo. Credo che i giovani di oggi, però, abbiano capito che è meglio imitare un Kakà e non un Adriano. I giovani comprendono e il mondo capisce quando Ronaldinho non si comporta da Ronaldinho".

DIDA — Inevitabili anche le domande su Dida, dopo le papere di Madrid. "Domani giocherà perché ha la fiducia di tutti noi - sottolinea ricordando che in questa stagione ha giocato solo due partite e sempre con un preavviso minimo -. Un portiere ha bisogno di continuità. Ma per le sue caratteristiche psicologiche so che anche quando sbaglia sarà sempre lui. Ha commesso un errore clamoroso per la voglia di far ripartire l'azione , dopo uno sbaglio così in pochi sarebbero poi riusciti a compiere parate determinanti nel resto della partita come ha fatto Nelson".

LA RABBIA E' QUELLA GIUSTA — Ma c'è il Chievo; formazione da non sottovalutare: "Se il Milan riuscirà a trovare continuità, anche in campionato potrà tornare in posizioni di classifica adeguate alla sua deinmensione". Spiega: "La classifica è molto corta, basta un risultato positivo o negativo e la tua posizione cambia. La continuità è fondamentale: se la troveremo potremo essere di nuovo in una posizione privilegiata. È un campionato molto livellato, più degli altri anni". Resta da capire se l'Europa consegnerà finalmente un Milan pronto a scalare la classifica. Leonardo sorride e afferma sicuro: "Vedo i ragazzi entusiasti e questo è un buon punto di partenza per fare bene. La squadra ha la rabbia che ci vuole".

gasport
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del 23/10

Pato: "Per sempre Milan e carbonara"
Il giovane attaccante rossonero si confessa in una lunga intervista


MILANO - Se il Diavolo Rosso ha mandato all'inferno la crisi (almeno per il momento) e il Real Madrid lo deve, soprattutto, ad Alexandre Pato. Già perché in quella notte al Bernabeu il 'papero' ha fatto dimenticare le 'papere' di Dida ed ha regalato ai rossoneri una vittoria che solo in pochi, o meglio nessuno, poteva immaginarsi. Il dopo Champions del giovane Pato è un misto di gioia, emozione, incredulità e soddisfazione. Soddisfazione per essere entrato nella Storia del Milan, per aver segnato una doppietta in Champions, per aver ripagato la fiducia della società, per essere stato preveggente. "Lo sapevo che sarebbe successo - ha detto il brasiliano in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport - martedì sera avevo detto ai miei amici: 'Domani è il mio giorno, Al Bernabeu non voglio sbagliare, non posso", era troppo importante ed adesso sono felice".

LEONARDO - Il Milan punta tantissimo su Alexandre Pato, soprattutto da quando Kakà ha lasciato i rossoneri. Una pressione che il brasiliano sente parecchio, ma non lo spaventa. Anche perchè tutto è mitigato dall'intervento dell'allenatore: "Con Leonardo ho un rapporto splendido: è una persona che mi trasmette serenità. Sotto questo punto di vista è molto simile ad Ancelotti". "Le pressioni sono aumentate, il Milan mi chiede di più e io faccio di tutto per accontentare la società, anche perché i compagni mi proteggono e mi lasciano tranquillo".

MERCATO - Quando il Milan lo prelevò dall'Internacional lo pagò 22 milioni di euro, ora il prezzo del suo cartellino di aggirà sui 60 milioni di euro. Un bel cambiamento. E i corteggiatori non si contano. Il Real Madrid ad esempio. "Io non lo so questo - ha detto il brasiliano - ma ho appena rinnovato il contratto e voglio restare qui".

CARBONARA - Alexandre Pato ha 20 anni e già la fede al dito. La vita familiare piace parecchio all'attaccante rossonero: "Stupendo il matrimonio. Stephany è sempre con me e questo mi rende felice. A me piace stare a casa. Mia moglie cerca di trascinarmi fuori, andiamo a fare shopping, però di solito le dico 'Amore, restiamo a casa'". Pato non è un tipo festaiolo: "Non mi piace la confusione. A casa mi piace giocare con la playstation e quanco esco con gli amici a bowling". La cucina italiana ha conquistato la famiglia Pato: "Adoro la carbonara, la mangio almeno quattro volte a settimana. Per la carne invece ricette brasiliane". Non è ancora il tempo di un 'Patinho': "Ancora è presto, ma io e Stephany vogliamo molti figli".

DINHO
- Dopo i gol segnati al Bernabeu Pato ha abbracciato in particolar modo Ronadinho. L'ex azulgrana ha poi speso parole d'elogio per il giovane collega definendolo 'uno dei giovani più talentuosi al mondo'. "Ronie è fantastico - ha detto il 20enne - : giocando con lui e come a Madrid vincere la Champions League e il Pallone d'oro sarà possibile".

Calciomercato.it


Boban: "Bravi, ma non da finale"
Il grande ex: «I favoriti sono altri, a meno che Pato...»

Zvonimir Boban, come si fa a parlare di logica nel calcio? Il Milan di Van Basten non ha mai vinto al Bernabeu, il Milan di Dida sì.
«Il calcio è bello proprio per questo. C’è Milan e Milan. E, naturalmente, c’è Real e Real».

Cominciamo dal Milan, allora: ci sperava?
«Non molto, a essere sinceri. E il primo tempo aveva confermato i miei dubbi. Squadra lenta, spenta, in palese difficoltà. La scintilla è stata il gol di Pirlo. Come se la storia avesse dato una gomitata alla cronaca: fuori il Milan vecchio, dentro il vecchio Milan».

Insomma, fu vera gloria?
«Sì, al netto degli episodi e delle altrui carenze, vera, verissima. Ho rivisto la voglia di vincere e la grande personalità che da mesi non notavo più negli occhi e nelle teste dei milanisti ».

Il Real?
«Un disastro. E già nel primo tempo, mica solo nel secondo. Immagino che il Milan si aspettasse dei mostri e, per questo, abbia iniziato così guardingo, così tremante. Le dirò di più: di Pellegrini e della sua filosofia, non ho capito un tubo».

Kakà?
«Malissimo. Ha perso il passo, ha smarrito quelle accelerazioni che lo avevano portato al Pallone d’oro».

Meglio Kakà contro il Milan o Ibrahimovic contro l’Inter?
«Prendo l’Ibra di San Siro. Capisco che siano partite emotivamente speciali, capisco quanto possa essere duro dover fare la faccia cattiva contro gli ex compagni: Ibra, evidentemente, sa “fingere” meglio».

Quanto ha influito l’assenza di Cristiano Ronaldo?

«Tanto. Non vorrei, però, annacquare i meriti del Milan».

E adesso?
«Bisogna ripartire dal secondo tempo del Bernabeu. Bisogna riappropriarsi di un’idea che a Milanello avevano smarrito: l’idea della continuità. Ripeto: era da un sacco di tempo che non vedevo un Milan così compatto, così felice di soffrire».

Anche con la Roma, la squadra cambiò nella ripresa.
«Per carità. Domenica scorsa, con tutto il rispetto per gli avversari, erano bastate un paio di azioni. Col Real, anche se con “questo” Real, ci è voluta una mezz’ora di Milan vero, il Milan di una volta».

I giornali spagnoli hanno picchiato duro: Roma, Juventus, Milan, tre sfide tre sconfitte. Poveri Galacticos.

«Il Real, se vuole, sa essere molto arrogante. Pensa di aver inventato il calcio. Questi sono i risultati».

Leonardo si era cacciato in un vicolo cieco.
«Contentissimo per lui, ma siamo appena agli inizi. Ricordiamoci sempre che stiamo parlando del Milan. Il problema è la continuità. Mi auguro che Leonardo sappia cavar fuori, dal gruppo, la forza dell’orgoglio. Vincere al Bernabeu, gratifica: ma poi bisogna vincere anche in provincia, là dove i riflettori sembrano lampadine».

Le pagelle di Ronaldinho vanno dal quattro al sette. Chi scrive, gli ha dato cinque. Lei, che voto gli avrebbe dato?
«Tra il cinque e mezzo e il sei. Non di più. Palla agli altri, il Milan era come giocasse in dieci. Palla al piede, ricordo una discesa, qualche accenno di dribbling. Accenni, appunto. Il fatto che, nella ripresa, anche Dinho abbia fornito un contributo meno vago, non cambia il giudizio. Io, questo Ronaldinho a tutto tondo proprio non l’ho visto».

Pato, invece?
«Lui sì, straordinario. A 20 anni, scompare dai radar e d’improvviso riemerge. Due gol al Bernabeu. Classe pura. Mi sono piaciuti anche i difensori per come hanno aspettato Kakà. In generale: tutti hanno dato tutto».

Perché il Milan in Europa risorge e l’Inter invece scompare?
«L’Inter fa fatica a creare superiorità numerica, le manca talento a centrocampo. Prenda Sneijder. In fase d’attacco, uno in più; in fase di ripiegamento, uno in meno. E in Champions le squadre sono mediamente più toste. Nel caso specifico, poi, l’Inter era stanca».

Sorpreso dal ko del Barcellona e dalla crisi del Liverpool?
«Fino a un certo punto. A questi ritmi, le forature sono fisiologiche. La fase a gironi, inoltre, offre ampi margini di recupero. Se una grande non rifiata adesso, mi dica lei quando potrà concederselo».

Ultima sul Milan: può, nella sua «follia», tornare a Madrid per la finale?
«Guardi, battere il Real a casa sua aumenta sempre l’autostima, e l’ultima mezz’ora del Milan è stata da applausi. Tutto ciò premesso, credo che i favoriti siano altri, dal Chelsea al Manchester United, più Barcellona e Real, se cambia indirizzo. Uno slogan dedicato al Milan potrebbe essere questo: bravo ma non ancora da finale. Ameno che Pato... ».

di ROBERTO BECCANTINI-La Stampa.it


Milan, il saggio Sacchi: «I rossoneri hanno compiuto il miracolo»

Arrigo Sacchi, storico ex-allenatore romagnolo del Milan, ha analizzato come di consueto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, la due giorni di Champions delle italiane. Premiato a pieni voti il Milan, uscito vittorioso dal Bernabeu di Madrid: «Il miracolo o l'impresa l'ha compiuta il Milan – scrive Sacchi - i rossoneri vincono per la prima volta al Bernabeu. Grande merito all’esperienza della società, al lavoro d'intuizione di Leonardo e all’impegno dei giocatori. La partita non è stata spettacolare, ma i rossoneri alla fine hanno meritato e dimostrato di essere più squadra del Real».

Per Sacchi, un successo derivato in gran parte dalla motivazione ritrovata, stimolata dal prestigio della gara: «Il Milan da sempre è la compagine italiana con più conoscenze internazionali – prosegue l’ex allenatore - però il Milan attuale non sempre ha la motivazione e la corsa per farlo con continuità: l'anagrafe e le caratteristiche di alcuni suoi giocatori glielo impediscono. Ma quando le residue forze sono alimentate da una buona condizione di forma e da una grande motivazione escono fuori concetti calcistici più attuali e moderni del Real, una squadra formata da 11 giocatori che giocano ognuno per proprio conto».

Chiusura con complimenti a Leonardo: «Ha avuto intuizione e coraggio nello schierare una formazione d'attacco – conclude Sacchi - incurante dello squilibrio che potevano creare le caratteristiche dei vari Seedorf, Pato, Ronaldinho e Inzaghi. Non tutti sono stati all’altezza, ma tutti hanno dato tutto con generosità. Complimenti e ripetetevi».

Gazzetta dello sport-Ilsussidiario.net


Il ritorno dal Bernabeu


Di ritorno da Madrid, nel cuore della notte, tenera per il Milan e le sue legioni di tifosi, solo Dida è rimasto fedele al suo cliché, imprigionato in un impacciato silenzio e con lo sguardo perduto nel vuoto a rincorrere i fantasmi degli altri errori commessi. «Lasciatelo in pace» invoca Ronaldinho che ha voglia di proteggerlo e anche di gridare al mondo intiero il suo ennesimo riscatto. Fino a quando durerà? «Sono felice di essere entrato nella storia col Milan» detta il brasiliano a Sky Sport 24 e deve identificarsi molto in Shevchenko, riuscito a Kiev, a rinascere professionalmente dalle ceneri di un doppio trasferimento (Chelsea e ritorno al Milan) scandito da una serie di inenarrabili delusioni. «E se sono felice posso giocare in qualunque ruolo» è la sua aggiunta maliziosa che sembra un messaggio spedito a quelli che ancora lo discutono, dentro e fuori il Milan, a eccezione di Silvio Berlusconi, il suo convinto sponsor, facendo le pulci persino alle sue esibizioni migliori. Eppure, garantisce l’interessato, non ha mai pensato di chiedere a Leonardo, in modo diretto e inconsueto, di giocare al Bernabeu, lo stadio delle sue imprese più famose ai tempi del Barcellona. «Non sono il tipo da fare richieste del genere» precisa prima di sferrare il vero colpo da ko. «Una volta mi hanno detto che tutti i grandi calciatori devono dimostrare di esserlo nelle grandi partite» è la convinzione di Ronaldinho. Capito Ibrahimovic?
Sorride, di gusto, Ronaldinho come tutto il Milan per qualche ora. Persino Andrea Pirlo, una statua di sale, si scioglie per quel gol che fu l’inizio della rimonta, merito di un gruppo che continua a gridargli «tira Andrea, tira» ogni volta che Pirlo si trova in posizione di sparo. Clarence Seedorf predicatore non è una novità. Lui approfitta dell’occasione per raccomandare di «non fermarsi, dobbiamo continuare a costruire, ogni vittoria è un mattone», discorso da vecchio saggio. Anche il sottile gusto d’aver incrociato Kakà, la croce di quest’estate milanista, rifilandogli sulla schiena una bella scudisciata, si fa largo dentro il contenuto orgoglio berlusconiano. «Ritrovare Kakà è stato bello ma è stato ancora più bello batterlo» rivela Pirlo. È come se si fossero liberati di un piccolo incubo, in un colpo solo ricacciando indietro le streghe del declino. Eppure lo storico successo del Milan è nato qualche ora prima, a tavolino, leggendo e rileggendo le relazioni sull’armata blanca di Florentino Perez. «Sapevamo che era una macchina da gol ma sapevamo pure che avrebbero concesso almeno 3-4 palle-gol ai rivali» la rivelazione di Adriano Galliani. Di qui ha preso corpo l’idea di schierare il meglio dell’artiglieria, il trio d’attacco più Seedorf e Pirlo, una scelta spericolata trasformata invece in una lucida follia.
Perciò Galliani, alla fine, ha reso omaggio pubblico e solenne al protagonista di quella scelta giudicata avventata, eccessiva, quasi una concessione allo strapotere tecnico del Real. «Appena Leonardo me ne ha parlato, gli ho dato il mio assenso» il dettaglio esibito dal vice Berlusconi che a qualcuno degli storici collaboratori del club deve aver ricordato un episodio analogo, datato 1 maggio dell’88. «Prima di volare a Napoli per affrontare Maradona, Sacchi e Berlusconi discussero a lungo sul come affrontare quello snodo decisivo per lo scudetto: il presidente raccomandò ad Arrigo di fare le sue scelte (i rossoneri partirono con Donadoni tre-quartista, Virdis e Gullit punte, poi all’intervallo fece entrare Van Basten terza punta e dilagò, ndr) ma di giocare la partita a viso aperto, senza complessi, con l’idea di avere il controllo del gioco e del campo» il ricordo di Galliani.

Franco Ordine - Ilgiornale.it

Il Milan e gli sprazzi di alta classe
Se gioca così non ha uguali in Europa


A questa squadra non si può chiedere continuità. Pato è l'uomo che forse più si avvicina al vecchio fuoriclasse


Non sembra quasi vero. Torniamo a parlare di calcio italiano come di un piccolo tornado, un teorema dimostrabile. Quattro partite in due giorni e solo l’Inter ha difficoltà, le altre sono tre vittorie. La più grossa è quella del Milan in fondo a una partita sconcertante, di quelle partite che sembrano arrivare diritte dagli anni 50, quando non c’erano regole per l’equilibrio e il calcio era ancora basato sul dribbling. Real e Milan sono due avversari che si sono messi al centro del ring e per un’ora si sono dati colpi. Dopo un’ora il Real è scomparso, esattamente come i pugili che subiscono un pugno in più.

Non c’è stato calcio moderno, ma c’è stato grande spettacolo. Dovessi parlare secondo le regole del calcio direi che Milan e Real hanno giocato senza una base logica, ognuna con uno squilibrio tattico evidente. Ma il Milan ha avuto Pato, che riassume in sé quasi l’essenza della modernità, forse l’uomo che più si avvicina al prototipo del vecchio fuoriclasse. Così come Ronaldinho è andato stavolta molto oltre Kaká fino a fare una specie di elogio alla qualità classica. Credo non si debba chiedere a questo Milan una costanza di rendimento. La mia idea è che non possa averne. Ma ha ancora sprazzi di gioco che in Europa non si vedono. Forse anzi, l’ostentazione dei numeri dei suoi vecchi fantasisti, è ancora il meglio che a tratti si possa vedere.

È chiaro comunque che il calcio sta cambiando. Molti sintomi sono diventati malattia. Da tempo andiamo dicendo che non ci sono più fuoriclasse. Non lo è Kaká (conferma puntuale), non lo sono Cristiano Ronaldo, Messi, Ibrahimovic o Mutu. Manca il fuoriclasse che decide da solo. Oggi tutti vedono tutto, oggi c’è tempo per allenarsi e studiare calcio. Oggi tutti i migliori hanno una buona organizzazione di calcio. Ci sono in Europa circa 5 mila extracomunitari (brasiliani, africani, argentini) che rendono simile qualunque territorio. Molto difficile trovare i calciatori che portano differenza. Così diventa difficile ogni partita. E bisogna sapersi accontentare di vincere le partite qualunque, come è successo ieri alla Juve. La sintesi tecnica verrà, anche se Diego, Giovinco e Camoranesi insieme ribaltano e smentiscono la struttura della squadra. Non siamo in sostanza molto guariti dopo queste due notti di Champions, ma ci sentiamo meno fessi. Sappiamo che il male è comune. E che perfino il Real, affrontato con sano squilibrio, non è un grande cosa.

Mario Sconcerti


Galliani ringrazia pubblicamente la squadra
 
Adriano Galliani ha voluto esternare tutta la propria gioia e soddisfazione per la vittoria del suo Milan al Bernabeu contro il Real Madrid, ringraziando pubblicamente i calciatori, con una nota apparsa sul sito internet della società rossonera:


Carissimi,

la scorsa settimana ci siamo incontrati a San Siro per la nostra tradizionale Conferenza Commerciale. In quella occasione ho avuto il piacere di illustrare il sistema vincente che lega gli Sponsor al Milan. Una vera e propria "impresa di squadra", come citava appunto la nostra pagina pubblicitaria uscita su La Gazzetta dello Sport.

Ebbene, anche grazie al Vostro sostegno, che in questi anni non ci è mai mancato, il Milan è riuscito l'altra sera a raggiungere un altro grande traguardo: trionfare nella casa di chi ha vinto, più di tutti, la prestigiosa Champions League.

Mai prima di mercoledì sera la nostra squadra era riuscita ad espugnare lo Stadio Bernabeu.
Un' impresa degna del Club più Titolato al Mondo!

La partita Real Madrid - Milan è stata trasmessa in tutto il mondo, dall'Europa al Nord e Sud America, dall'Africa all'Asia, raggiungendo centinaia di milioni di persone; ancora una volta abbiamo scritto una memorabile pagina di calcio regalando spettacolo e passione.

Questa è la nostra risposta alla Vostra fiducia; questa è la magia Rossonera!

Vive Cordialità'.

Adriano Galliani

ACMilan.com
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del 22/10

Patissimo al Bernabeu
Milan, che 3-2 sul Real

Dida combina un "didastro" e lancia i blancos, poi la riscossa innescata da Pirlo e concretizzatata due volte da Pato. Il Milan ottine il massimo con pochi titi in porta, il real è solo un abbozzo di squadra.


MADRID, 21 ottobre 2009 - Un Didastro, poi un lampo di Pirlo e la prova della maturità di Pato, che fa piangere il Santiago Bernabeu con una doppietta. Il Milan vince in casa Real. Paga la scelta di Leonardo di schierare una formazione d'attacco: per un tempo le punte non sfondano, nelle ripresa, anche grazie agli errori del Real, c'è la metamorfosi e la grande vittoria dei rossoneri, che potrebbero aver svoltato nella stagione. Real Madrid raggiunto in classifica: i presunti galattici sopno un abbozzo di squadra, con giocatori fermi e pochissime idee offensive. Kakà deve giocare da solo, e non basta il solito Raul.


 

DIDASTRO — E' tornato Didastro. E lo ha fatto in grande stile: al Santiago Bernabeu, in Champions, contro il Real Madrid. Un errore incredibile del portiere brasiliano apre la porta al Real Madrid e concede a Raul, forse l'unico nello stadio a credere che Dida potesse perdere quel pallone, il gol dell'1-0. Il racconto della partita non può prescindere da quello che accade al 19': tiro debolissimo e centrale di Granero, il brasiliano praticamente lo blocca, senza apparenti difficoltà (non ce n'erano, del resto), poi si lascia sfuggire il pallone che carambola sul ginocchio e ritorna giocabile per Raul, che lo raccoglie, si allarga e fa 1-0. Nella ricca collezione di papere del portiere milanista questa rischia di salire di corsa al numero 1: dopo la tutto sommato positiva prova contro la Roma, Dida conferma di essere una totale incognita. Il Milan, che ha già i suoi problemi, forse non può permettersi di rischiare di fare questo genere di regali.


 

RISVEGLIO MILAN — Lo schieramento a tre punte del Milan, con Pato e Ronaldinho larghi dietro a Inzaghi, nel primo tempo non porta a una partita d'attacco, né crea grandi grattacapi per Casillas: Ronaldinho entra in campo come se dovesse "spaccare il mondo", prova con successo qualche giochino, ma poi la sua partita è all'insegna del "vorrei ma non posso". Parte largo a sinistra, riceve sempre palla spalla alla porta non riesce mai ad andar via dalla morsa Sergio Ramos-Lassana Diarra. Più pericoloso Pato sulla destra, perché nell'uno contro uno con Marcelo dà l'impressione di poter avere la meglio: lo farà nella ripresa. Il debutto al Bernabeu di Inzaghi non è quello sognato: mai pericoloso, mai sul pallone. La squadra non lo aiuta (0 tiri in porta nel primo tempo), ma Pippo si fa notare solo per alcuni offside. Il cambio con Borriello è inevitabile. Nel primo tempo manca Pirlo, nella ripresa si cambia assetto, e Pirlo cambia marcia: suo il primo lampo, con un tiro da 35 metri che sorprende Casillas. Poi il lancio di Ambrosini, che accende Pato: sull'uscita di Casillas lo salta e realizza il 2-1, sul cross di Seedorf, a 2' dalla fine, trova il piatto vincente per il 3-2. Se serviva una conferma delle doti del brasiliano, ecco il teatro giusto.

REAL, SOLO UN ABBOZZO — I nuovi galattici perdono Higuain, che non va nemmeno in panchina, e così sono con le scelte forzate in attacco. Insieme al monumento Raul, 363 gol complessivi, c'è Benzema, che però corricchia per tutta la gara senza costrutto, e ci prova al massimo da fuori. Il Real però non ha nemmeno un abbozzo di gioco fluido, ma si affida a giocate personali, per lo più di Kakà. Il grande ex ci prova, ma deve giocatre praticamente da solo: Granero latita a sinistra, Senza Cristiano Ronaldo le idee sono pochissime. Xabi Alonso dovrebbe essere il regista, ma con la palla fra i piedi non ha mai un compagno da cercare. Squadra blanca spesso ferma, con ritmi bassissimi. La fase migliore è quella difensiva, con Albiol su tutti, ma poi si sfalda anche il settore arretrato. Le spese di Florentino Perez non possono aver portato solo a questo, tanto più che a provare a salvare il Real sono il solito Raul e Drenthe, l'olandese che a Madrid hanno provato a cedere a chiunque. Senza Cristiano Ronaldo è durissima.

moviola, e' pareggio — Vince il Milan, senza dominare ma approfittando delle debolezze degli avversari e colpendo come solo una squadra d'alto "rango" sa fare. Perde il Real, il cui progetto è ancora in alto mare. Finisce in parità sugli peisodi da moviola: c'era un rigore chiaro per Benzema nel primo tempo (fallo di Zambrotta), ma era buono il gol di Thiago Silva nel finale. Poi una manata di Ronaldinho a Raul, non vista e a rischio prova tv.

Gazzetta dello sport

Leonardo: "Qualcosa di grande"
Galliani: "Dna da Champions"

Il tecnico rossonero si esalta dopo la vittoria al Bernabeu: "Non ho mai pensato a un risultato diverso dalla vittoria". E l'ad rossonero "Tutto merito del tecnico, non è un'anomalia vincere..."

MADRID (Spagna), 21 ottobre 2009 - Gioia Leonardo, incontenibile. Al tecnico rossonero brillano gli occhi quando si presenta ai microfoni nel dopo-partita: "Questa è la dimostrazione che non contano i moduli o gli schemi, ma lo spirito di questo gruppo: dalla vittoria con la Roma, c'è una voglia di riscattarsi". Leonardo abbraccia tutti i giocatori rossoneri dopo la vittoria del Milan in casa del Real, ma sopratutto Pato. "A me non piace sentir parlare di musichetta Champions che ci gaserebbe. Basta vedere la reazione avuta domenica contro la Roma. E stasera si è rivista. Stiamo costruendo qualcosa di grande".

SOLO LA VITTORIA — "Non ho mai pensato a un risultato diverso dalla vittoria - continua Leonardo - nemmeno dopo il 2-2". Il tecnico rossonero sfodera la sicurezza e il sorriso dei giorni migliori, ringraziando il Milan per un successo che, dopo quello in campionato con la Roma, rende molto più salda la sua panchina. "Questa squadra ha la maturità enorme per capire il momento e giocare in tutti i modi - sottolinea il tecnico brasiliano -. È stata una grande serata, contro avversari forti e uno scenario meraviglioso. Non è una vittoria che può cambiare un'intera stagione, ma di sicuro il Milan, che è stato anche umile, ha preso consapevolezza del suo valore. Kakà? È arrivato da poco in una squadra da costruire ma anche oggi era da marcare, è un campione che può sempre fare male". Infine, una battuta su Dida, autore di una papera clamorosa nell'occasione dell'1-0 di Raul: "Gli errori hanno come conseguenza la complicità dei compagni. E poi, anche gli episodi di difficoltà determinano il risultato finale".

SORRISO GALLIANI — Parla anche Adriano Galliani, sorridente come mai lo si era visto in questa stagione: "Io non ho certamente meriti in questa vittoria, i meriti sono del nostro allenatore che ha avuto il coraggio di venire a giocare a Madrid con tre punte e una mezza punta come Seedorf". "Noi abbiamo un numero di stelle uguali al Real Madrid, un organico ricchissimo. Abbiamo il Dna da Coppa dei Campioni, è una prerogativa nostra" prosegue l'amministratore delegato rossonero. Che poi spiega: "Sapevamo che ce la saremmo giocata, in Champions è così, tutte giocano ma ti lasciano giocare. Abbiamo fatto quattro gol, anche l'ultimo nostro era assolutamente regolare". Galliani ammette d'aver aggiornato Berlusconi (ancora in Russia) con un sms ogni volta che cambiava il risultato. Poi chiude in polemica il collegamento con la Rai, dove il successo rossonero viene definito "un'anomalia": "Questa partita sembra una anomalia? Scusate se abbiamo vinto - chiude l'ad del Milan - se alla quarta domanda che fate è un'anomalia avete ragione è un'anomalia....".

gasport

Kakà non fa male al Milan
"Ci manca il gioco"

Il brasiliano dopo il k.o.: "In questo momento ci manca una identità di gioco e gli automatismi, i movimenti. Ci sono tanti giocatori bravi, ma non è facile creare una squadra. Pato? Sapevo che sarebbe venuto fuori"

MILANO, 21 ottobre 2009 - Per la prima volta sulla strada del Milan, nella sua nuova casa. Ricardo Kakà voleva "eliminare" il Milan, invece la sua grande serata si è trasformata nella prova di maturità del suo erede rossonero, Pato: "Lo sapevo che Pato sarebbe venuto fuori nel momento giusto, putroppo per noi. Anche se si era parlato di crisi, per lui basta saper aspettare e poi il talento viene fuori".

SERATA EMOZIONANTE — Per Ricardo è stata una serata particolare: "E’ stata una partita dalle tante emozioni, ritrovare i vecchi compagni e amici dava sensazioni particolari". La partita ha preso nella ripresa una brutta piega: "Purtroppo non siamo riusciti a fare una buona partita. In questo momento ci manca una identità di gioco e gli automatismi, i movimenti. Ci sono tanti giocatori bravi, ma non è facile creare una squadra. Ma alla fine ce la faremo".

NON E' SORPRESO — L'impresa del Milan non sorprende il vecchio leader della squadra: "Dopo sei anni di Milan ho capito che in Europa questa squadra è molto forte. Nei momenti decisivi viene fuori sempre la grinta. A inizio partita piuttosto ci ha sorpreso lo schieramento offensivo di Leonardo, non ce lo aspettavamo così aggressivo". La sua situazione personale comunque per ora lo soddisfa: "Ho tante responsabilità in questa squadra, come avevo nel Milan, tutti dobbiamo prendercele per far migliorare la squadra. E non mi dispiace doverle condividere con altri compagni". Infine, è stato il momento dei saluti: "Ho scambiato la maglia prima con Pippo, poi con Ambrosini".

gasport

Dichiarazioni del post-partita

Oddo: "Kakà? Avrà rimpianto Milano"
 
Queste le dichiarazioni rilasciate da Massimo Oddo al termine di Real Madrid-Milan 2-3:

"In una partita come quella di questa sera è stato importante l'apporto di tutti: anche coloro che ci stanno vicini negli spogliatoi e nei giorni precedenti alla partita. Ci siamo tolti una grande soddisfazione questa sera, il Milan è la prima volta che vince a Madrid. Siamo arrivati a questa partita in un momento positivo dopo la vittoria casalinga contro la Roma".

"Dida? Nel calcio si sbaglia, non vince chi è perfetto, ma chi sbaglia meno. Li errori li commettono tutti. Per quanto riguarda la classifica del Girone era fondamentale non perdere, siamo riusciti a tornare in testa alla classifica e non meritavamo di perdere contro lo Zurigo".

"Siamo felici e contenti, siamo stati in partita per l'intera gara e non abbiamo mai subito, qua in casa del Real Madrid. Anche quando siamo andati sotto di un gol non abbiamo mollato e abbiamo continuato ad attaccare.A noi farebbe piacere sempre sentire il sostegno dei tifosi come questa sera. Sarebbe bello ricevere gli applausi sia nel bene che nel male, noi ci mettiamo sempre il massimo impegno, ma capita a tutti di sbagliare una partita".

"Kakà? Probabilmente stasera ha pensato perché non sono rimasto a Milano?"

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Seedorf: "Adesso dobbiamo ripartire da qui"

L'autore dell'assist decisivo per il gol del definitivo 2-3, Clarence Seedorf, commenta la straordinaria vittoria rossonera: "Abbiamo fatto una bella partita. E', ovviamente, anche la vittoria di Leonardo. Ci voleva proprio per la squadra questo tipo di vittoria, sono soddisfazioni che aiutano a uscire da momento difficile. Questo è l'inzio dobbiamo ripartire da qui. Abbiamo vinto una partita importante, ma adesso torniamo concentrati sul campionato. Certo tutte le vittorie danno morale e aiutano a far crescere la squadra".

Milan news


Nesta: "Abbiamo dimostrato il nostro vero valore"

Alessandro Nesta, uno degli 11 leoni di Madrid è raggiante e ringhia anche nella mix zone del Bernabeu affermando: "Nel primo tempo non abbiamo fatto un tiro in porta ma nel secondo abbiamo ampiamente meritato la vittoria. Credo che questa squadra abbia dimostrato questa sera qual'è il suo reale valore".


Pato: "Sono contento delle responsabilità che mi danno"


Il man of the match, Alexandre Pato ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium affermando: "Sono molto contento. Abbiamo fatto una grande partita e sono contento anche per i tifosi che, anche se erano lontani, si son fatti sentire per tutta la parita". "Nell'intervallo il mister ci ha detto di giocare come contro la Roma" - prosegue il Papero che poi aggiunge -"Ho una squadra ed una famiglia che mi fanno stare bene e io sono contento delle responsabilità che tutti mi danno e sono sereno per fare al meglio il mio lavoro".


Galliani: "Non esultare é stato terribile, poi mi sono sfogato negli spogliatoi"

Adriano Galliani, raggiante dopo la grandissima vittoria del Milan, parla ai microfoni di come ha vissuto la partita dagli spalti: "E' stata durissima, avevo Florentino Perez e Platini vicino, mi sono morsicato di continuo le labbra per non esultare, poi però mi sono sfogato negli spogliatoi. Berlusconi? L'ho avvisato via sms ogni volta che il risultato cambiava, sarà sicuramente felice".

GALLIANI: "Leonardo ha fatto scelte vincenti"

Intervistato dopo la vittoria contro il Real per 3 a 2, Adriano Galliani prova a dare una chiave di lettura della partita affermando "noi siamo venuti a Madrid a giocarcela a viso aperto perché non fa parte della nostra filosofia difenderci" e poi "la vittoria è di Leonardo, perché ha avuto classe e coraggio di venire al Bernabeu ad attaccare. Sapevamo che loro hanno grandi giocatori, soprattutto in attacco, ma riteniamo che i nostri Nesta, Pirlo, Tiago Silva, Pato non siano da meno.. senza dimenticare gli altri"


La soddisfazione di Leo


"Non contano i moduli o gli schemi, ma lo spirito di questo gruppo: dalla vittoria con la Roma, c'é una voglia di riscattarsi": Leonardo abbraccia tutti i giocatori rossoneri dopo la vittoria del Milan in casa del Real, ma sopratutto Pato. "A me non piace - ha detto il tecnico, ai microfoni di Rai1 - sentir parlare di musichetta Champions che ci gaserebbe. Basta vedere la reazione avuta domenica contro la Roma. E stasera si è rivista".

MILAN NEWS

Galliani: "Questa è la vittoria di Leonardo"


Galliani è raggiante dopo la vittoria del Milan al Bernabeu: "Ero circondato dai madridisti quindi mi son dovuto trattenere per non esultare, andando contro la mia natura. Poi mi sono rifatto negli spogliatoi. Questa è assolutamente la vittoria del nostro allenatore, che ha avuto il coraggio di venire al Bernabeu con tre punte più Seedorf. Il Milan ha giocatori di grande talento e per questo facciamo meglio in Champions rispetto al campionato. Perchè in Europa ci lasciano giocare e viene fuori la qualità dei nostri campioni".

Kakà: "Leonardo è un grande"
"Farà benissimo al Milan, ne sono sicuro"

Fonte: Rai Sport


Intervistato nel dopo-partita, appare decisamente sereno Ricardo Kakà, nonostante la scialba prestazione individuale e la sconfitta interna subita dal Milan: «Certo, avrei voluto essere qui a parlare con voi da vincitore, ma non facciamo drammi, siamo ancora primi nel girone e vogliamo rifarci a San Siro tra due settimane. Sono comunque contento per Leonardo, lui è un grande, e farà molto bene sulla panchina del Milan, conoscendolo ne sono sicuro».

Kaka: "Il Real non è ancora una squadra"

Arrivano anche le dichiarazioni del grande sconfitto della serata. Ricardo Kaka commenta così la sconfitta del suo Real contro gli ex compagni del Milan: "Mi dispiace che Pato abbia fatto bene proprio stasera ma è fortissimo, si è visto anche oggi. Lasciatelo stare perchè è un campione. Ho vissuto tante emzioni perchè incontravo tanti amici ma il risultato non mi piace perchè volevamo vincere per metterci al sicuro. Ci manca una precisa identità di gioco, e per questo facciamo fatica. Ci sono tanti giocatori bravi ma creare un gruppo non è facile. Il Milan? Dopo sei anni con loro sapevo che nei momenti decisivi sanno tirar fuori la grinta giusta, non è stata un sorpresa. Ci ha colpito invece l'atteggiamento aggressivo scelto da Leonardo. Le mie responsabilità non sono cambiate, ma condividerle con altri giocatori è un fatto positivo".

Leonardo: "Questa gara ha consacrato Pato"
"Al di là delle scelte e dei moduli, abbiamo trovato lo spirito giusto"

Fonte: Rai Sport


Intervistato subito dopo lo storico successo del Milan al Santiago Bernabeu di Madrid (prima vittoria della storia rossonera sul terreno del Real) e il bagno di abbracci con i suoi giocatori, il tecnico Leonardo analizza la gara e il momento della squadra: «Al di là delle scelte effettuate, questa è stata la vittoria dello spirito collettivo. Abbiamo trovato il giusto modo di canalizzare la nostra determinazione, e questo va al di là delle mie scelte e dei modulo schierato in campo. Questa vittoria si colloca sul percorso intrapreso contro la Roma, quando nella ripresa siamo stati capaci di tirar fuori tutto ciò che avevamo dentro per ribaltare la partita, in una situazione difficilissima. Se ci svegliamo solo quando sentiamo la sigla della Champions League? Assolutamente no, l'abbiamo dimostrato domenica, ora bisognerà portare le energie di stasera anche in campionato». Nota d'orgoglio e luce negli occhi particolari quando parla di Pato e della sua determinante doppietta per questo epocale 3-2: «Che Pato sia un giocatore straordinario non lo scopriamo questa sera, comunque i momenti come quello di stasera sono quelli che consacrano definitivamente un calciatore. Quello che ci siamo detti nell'intervallo è un tesoro tutto nostro, e lo tengo per me».

TMW

La Spagna non ci crede
Marca: "Il Madrid fa hara-kiri"

 

La stampa iberica incredula per la sconfitta del Real al Bernabeu contro il Milan. I giornali salvano Raul, attaccano Pellegrini ed esaltano i veterani rossoneri: "La ruga è bella"

MADRID (Spagna), 22 ottobre 2009 - Con una secchiata d'acqua gelida il Milan ha risvegliato il Real Madrid dai prematuri sogni di gloria. Incredulità, depressione, sconcerto e rabbia sono gli ingredienti che compongono la colazione del madridista nel day after del 2-3 col Milan, seconda sconfitta nelle prime 10 uscite stagionali, seconda sconfitta nelle 3 partite giocate senza Cristiano Ronaldo. La rassegna stampa offre diverse chiavi di lettura. As esalta Raul, Marca se la prende con Pellegrini, i quotidiani politici fanno leva sulle scarse qualità del Milan, a Barcellona va in onda un inno al 'mal comune mezzo gaudio' visto l'inatteso ko interno dei Guardiola boys la sera prima col Rubin Kazan.

SOLO RAUL — "Raul, urlagli di più", strilla As in prima pagina. Nella foto il capitano bianco, unico dei suoi a crederci sempre e autore di un gol e un assist, sta sbraitando verso i compagni con Benzema e Kakà imbambolati a testa bassa. "Il Madrid ha giocato così male che ha sbagliato persino Casillas", il primo commento di As. Che poi a pagina 2 sceglie la poesia gerovital: "La ruga è bella", parafrasando la vita è bella di Benigni, con un riferimento alla poco verde età dei milanisti. Il commento del direttore è chiaro: "Senza altra cosa che l'anima di Raul", concetto ripreso pari pari anche in un altro editoriale: "Raul, tu e nessun altro".

CONTRO PELLEGRINI — "Il gioco non è stato male", frase virgolettata di Pellegrini, è il titolo scelto per l'apertura da Marca. Il commento non lascia dubbi: "Che partita ha visto Pellegrini?". E ancora: "Il Madrid ha regalato una gara che si era messa benissimo contro un Milan che aveva 14 giocatori con più di 30 anni. Pato, che Ramon Calderon non volle comprare quando glielo offrirono per 2 milioni di euro, si è consacrato con due 'golazos'. Il miglior portiere del mondo (Casillas, ndr) non era in serata. Drenthe, eccezionale. Allarme bianco: persa la seconda gara importante". All'interno si parte con un "Il Madrid fa hara-kiri", si riflette sull'assenza di Cristiano e sul trionfo dell'ombra di Ronaldinho ("Non fa più paura, ma esce trionfatore") e si raccolgono i lamenti di Kakà per il rigore non dato e la consistenza del nuovo pallone.

CURA RIGENERANTE — Già ieri sera i siti di Marca e As avevano un'identica apertura dedicata agli effetti benefici del Real sui rossoneri: "Il Madrid ringiovanisce il Milan" era il titolo, usato oggi anche dal Pais. "Bingo per la squadra italiana, alla quale manca vigore ma avanza saggezza". L'analisi prende poi una piega simile a quella di Marca: "Stiamo migliorando" è il titolo dedicato alle parole di Pellegrini, messo li con una certa ironia. El Mundo sceglie "Sconfitto dalla decadenza". "Il Madrid cade di fronte a un Milan di veterani, a parte il decisivo Pato, un Milan che un Madrid privo di alcuna autorità ha fatto crescere durante la gara. Errori di Casillas, Kakà inoperoso". '

"VIEJOS ROCKEROS" — Lasciamo il finale alla triste felicità espressa dai quotidiani di Barcellona. "Ko bianco", spara Mundo Deportivo su una foto di Ronaldinho che in estasi festeggia con Pato: "I vecchi rockers del Milan ridicolizzano la galassia bianca. Il Madrid offre un'immagine patetica e paga 'il pato'". I servizi all'interno sono altrettanto duri. Due i pezzi: "Patetico Madrid" e "Questo Madrid è indecente", prendendo spunto dal commento di Michel Platini che ieri al Bernabeu aveva ribadito di ritenere 'indecente' la cifra spesa da Perez per Cristiano Ronaldo. "Anche il Madrid le prende", dice Sport, che aggiunge: "Il peggior Milan mette in evidenza le carenze della squadra bianca". Dopo aver ribadito il 'grigiore' dei rossoneri, il quotidiano catalano chiude con un ricordo agrodolce: "Ronaldinho vince di nuovo al Bernabeu". "Il brasiliano non è certo quello del Barcellona di 4 anni fa, però ha conquistato un'altra eroica vittoria al Bernabeu".

Filippo Maria Ricci - Gazzetta dello sport

 

Kakà non è Real: Baci, abbracci e poco altro

Baci, abbracci e poco altro: Kakà non è stato troppo Real.
Ma dov'è Kakà? Se lo chiedono ingolositi quelli del Real rimasti senza Cristiano Ronaldo e se lo chiedono, intimiditi il giusto, quelli del Milan che lo cercano con gli occhi e lo pedinano con un po' di batticuore prima che arrivi al petto del Milan la stilettata di Dida, l'ennesima, da autentico congiurato. Ma dove gioca Kakà? Per rintracciarlo al volo con la casacca bianca bisogna mettere a fuoco la linea intermedia schierata dal Real capace di innescare solo Granero e Benzema e controllare sul cronometro i minuti necessari perché il brasiliano tocchi il primo pallone utile e si decida ad entrare nella carne viva della sfida.

Riccardino ha il volto tirato e lo sguardo perso dei giorni più tesi, di solito è uno che sorride, sembra invece un pesce fuor d'acqua dentro il puzzle madridista e comincia a gironzolare per le zolle umide del Bernabeu al fine di trovare la posizione migliore, quella giusta, un varco utile dove infilarsi. Quando si decentra verso sinistra Kakà trova Oddo e Ambrosini che gli ringhiano sulla schiena, quando si decentra dall'altro lato trova Seedorf e Zambrotta che provano a imbottigliarlo chiamando inutilmente rinforzi a Ronaldinho rimasto lì davanti in attesa di chissà quale prodezza, di chissà quale giocata. Perché non tira Kakà? Se lo chiedono appena smarriti i tifosi del Real, se lo chiedono un pizzico soddisfatti quelli del Milan che pure gli dedicano ancora striscioni e note d'amore per sei anni indimenticabili vissuti insieme, specie quando vedono la rasoiata di Pirlo fare secco e lasciare sul posto Casillas. Che Kakà sia rimasto un amico lo dimostra alla fine, a parole. «Noi volevamo vincere, ma conoscendo il Milan non mi aspettavo una squadra in disarmo. Invece a noi manca un’identità di gioco».

Kakà non tira perché il Milan occupa meglio e allarga bene la propria metà campo mentre il Real fa fatica a procurargli la rampa di lancio dove esaltare la sua corsa spedita e il suo tiro a girare sul palo lontano, capace di stregare fior di portieri, figurarsi Dida che ha al posto delle mani due saponette. Deve arrivare il finale della prima frazione per prendere nota del primo tiro di Kakà indirizzato in porta senza grande fortuna e neanche la mira chirurgica. Si sta scaldando, pensano in panchina Pellegrini e il suo staff. E infatti Kakà comincia a tirare e stavolta inquadra la porta appena Oddo gli concede un piccolo valico nel quale incunearsi per poi provare con l'esterno destro. Di solito il portiere «abbocca», Dida si ricorda di quei tanti giochini di prestigio ai tempi di Milanello e mette i guantoni al posto giusto per una deviazione che deve fargli sentire meno avvilente il peso dello storico errore. Ma perché Kakà non segna? Sui gradoni umidi del Bernabeu se lo chiedono angosciati tutti quelli del Real appena Ambrosini taglia a fette la difesa sbrindellata di Madrid e consente a Pato di ripetere la prodezza con la Roma, evitando secco il portiere, proprio come al cospetto di Doni, infilando il 2 a 1 nell'unico pertugio rimasto libero. Kakà comincia a prendersi responsabilità anche eccessive e dal limite prova la sorpresa che invece rotola fuori, lontano dalla sagoma di Dida, come nelle serate di scarso genio che pure capitano a uno come lui costato tanto, 68 milioni. Provvede alla bisogna Drenthe, prima dello squillo finale di Pato. «Già», sottolinea Kakà. «Date tempo a Pato e vedrete tanto talento, peccato abbia fatto capire qualcosa in questa partita».

E Ricardo? Sarà per la prossima volta, per il ritorno a San Siro nello stadio del suo amore dimenticato, dove lo tratteranno ancora da re. Ma gli ricorderanno come ha detto Galliani, prima di infuriarsi con la Tv per una domanda non gradita, «che il Milan ha un Dna da coppa campioni».

Il Giornale

Dal buio alla luce

La peggiore delle ipotesi, e il migliore dei risultati. Anzi di più: per la prima volta nella storia del calcio, il Milan vince al Bernabeu contro il Real Madrid, beninteso in gare ufficiali. Le peggiori delle ipotesi e delle domande stavano scritte anche nei pensieri dei fans milanisti: quanti ne prenderemo? Raul e Kakà avranno il buon cuore di fermersi a tre? E dei nostri eroi cosa diremo? Oggi diciamo che il Milan è uscito dall’incubo del suo mese-no, di Leonardo oramai sopraffatto, di campioni che non avrebbero niente da dire e dare, di una squadra senza identità e futuro.

Uscire da quell’incubo non è stato facile, si è rischiato di sprofondare dopo il primo tempo contro la Roma a San Siro, si è tornati su correndo il rischio-bis a Madrid, dopo l’innominabile errore di Dida; e si è risaliti ancora. Con Pirlo, con Pato, con Ambrosini, con un Real Madrid sfacciatamente allegro in difesa, e un’anima milanista che non è quella che sente la musica della Champions, queste sono sensazioni e teorie di comodo, bensì l’anima di una società, di una squadra, di dirigenti, di giocatori navigati e di un allenatore sul quale si sono sparse mille perplessità, ma qualcosa doveva e ha saputo dare. Tolta l’impazienza del tutto e subito, qualcosa emerge.

Emerge un Milan ridisegnato, in parte riscritto con un attaccante di riferimento (Inzaghi, poi il ritorno di Borriello), Pato allargato, Ronaldinho che a Madrid ha fatto ammattire i… milanisti, ma saprà riprendersi. Forse. Un’idea di gioco d’attacco riemerso per necessità contro la Roma, e forse è la strada giusta. E si aggiunge ai soliti noti, Thiago Silva e Nesta che rimettono un po’ d’ordine in difesa, Pirlo e Seedorf che qualcosa hanno ancora da dire. Nomi illustri, piedi buoni, le cose che funzionano, quelle che non vanno: non per annunciare sfracelli, ma per ripartire con queste due vittorie in quattro giorni, e pensare all’immediato futuro senza l’incubo di dover rifare tutto daccapo.

Il calcio vive di sensazioni, di momenti, di vittorie che talvolta cambiano il corso degli eventi, così come le sconfitte: dopo lo Zurigo era il buio, oggi c’è una luce. Accesa nella serata che –in teoria- sembrava dovesse celebrare un requiem per i rossoneri. Non è poco.

Roberto Omini Sportmediaset - Milan news


 

Dinho 'Qui per vincere la Champions. Sono felice se gioco'

Ronaldinho è felice e ottimista sul cammino del Milan in Champions League. Il brasiliano il giorno dopo la vittoria sul Madrid per 3-2 a Sky dice: "Dormito bene? Siamo tornati un po' tardi, non ho dormito molto, ma sono tornato felice perchè siamo entrati nella storia, il Milan per la prima volta ha vinto al Bernabeu. Questa vittoria conta tantissimo per proseguire bene il cammino in Champions League, questi tre punti sono molto importanti. Ora abbiamo due gare in casa dove avremo il sostegno di tutti i tifosi". Ieri a Madrid il momento più difficile è stato quando il Milan è andato sotto di una rete? "No - spiega il rossonero - quando siamo stati sotto di una rete abbiamo fatto bene, alla squadra è venuta più voglia perchè quando un compagno sbaglia è così. Dida? E' un amico e lo si deve difendere. Io attendo che lui torni ai suoi livelli". Al Bernabeu in campo un Milan a tre punte... "Abbiamo dimostrato anche ieri, come nel secondo tempo con la Roma, che possiamo fare bene. Come mi trovo da seconda punta? Io mi sento bene largo destro o sinistro. Io sto bene quando gioco". Nei giorni scorsi tante le critiche arrivate dalla stampa francese che ha descritto un Ronaldinho ormai ex giocatore... "Non mi hanno ferito queste parole la mia risposta la do sul campo facendo del mio meglio. Io sono venuto qui per aiutare il Milan a tornare a vincere la Champions League. Quella di ieri contro il Real è anche la vittoria di Leonardo... "Sì è vero è anche sua. Nazionale? Io voglio fare il mio meglio qui e poi tutto viene di conseguenza".

Calciomercato.com

Esclusivo Cantamessa tra Champions League, Leonardo e Beckham

MILANO - Il giorno dopo l'importantissima vittoria di Madrid, contro il Real, il Milan è già concentrato sul prossimo impegno di campionato contro il Chievo Verona. Nella mente di tifosi e addetti ai lavori è, però, ancora impressa l'esaltante notte del 'Bernabeu': "Sono molto soddisfatto per la vittoria che è importante per il girone e per la storia - le parole dell'Avvocato Leandro Cantamessa, legale rossonero e membro del consiglio d'amministrazione, in esclusiva a Calciomercato.it -. Ma al di là di questo, ha un contenuto di iniezione emotiva che è fortissimo. Le squadre sono una sintesi dei giocatori che la compongono e hanno una loro anima che va alimentata con cose come quelle di ieri sera. Avevo visto le quote, tutti davano il Milan per sconfitto, c'era tanto timore anche tra i tifosi. Ma abbiamo visto tutti com'è andata a finire".

I FUORICLASSE - Straordinaria la prestazione di Pato che ha saputo trafiggere nel momento giusto il Real Madrid: "Sì, ho visto pezzi della partita e condivido. Pato, con la sua doppietta, ha dato una grandissima soddisfazione a tutti noi. Eccezionali anche Nesta e Thiago Silva, sono fantastici. L'errore di Dida? Sono stati bravi tutti a recuperare da una botta psicologica così forte".

COME DOMENICA - Anche ieri sera, come domenica contro la Roma, il Milan ha dato il meglio di sè nella seconda parte della gara: "Dal punto di vista atletico la squadra è preparata, nella seconda frazione si esprimono al meglio. Certo, se cominciassero a giocare dall'inizio così sarebbe molto meglio per le coronarie di noi tifosi (sorride, ndr)".

LEONARDO - Nel leggere la formazione iniziale, in molti si sono stupiti nel vedere in campo insieme quattro giocatori offensivi come Inzaghi, Pato, Ronaldinho e Seedorf. Alla fine, però, ha avuto ragione il tecnico rossonero: "Io sono contentissimo per Leonardo, ieri era stravolto alla fine del match. Ci vuole coraggio a mettere in campo una squadra con quattro attaccanti, nella vita non è un dettaglio il coraggio. E' vero che lui voleva giocare con tre punte, di questo io sono testimone, è un'idea che viene da lontano, se ne parlava da luglio. Appena ha potuto farlo, lo ha fatto".

IL GRANDE EX - Le dichiarazioni rilasciate da Kakà alla vigilia del match non sono piaciute alla maggior parte dei tifosi rossoneri: "Avevo e conservo ancora, una sorta di reverenza nei confronti di Kakà, per la persona oltre che per il giocatore. Ho visto giocare gente più forte di lui, Maradona, Pelé, Rivera, però è una persona come si deve. Adesso ha cambiato squadra, cosa doveva dire? Non mi sembra che ci sia da criticarlo. Certo, ieri sera era un avversario e per i tifosi è difficile continuara ad amarlo come prima".

MERCATO - Infine, abbiamo chiesto a Leandro Cantamessa un aggiornamento sulla situazione Beckham e su eventuali altri movimenti in programma durante il mercato di riparazione: "Siamo vicini, però fin quando le cose non sono firmate...Sono cose che competono ai manager, gli avvocati devono sempre stare cinque passi indietro. Però, l'orizzonte è positivo. Altri movimenti a gennaio? Su questo ho poco da dire, non ho indicazioni in tal senso. Sono cose che vengono decise più o meno a ridosso del mercato, adesso credo sia prematuro parlarne". ha concluso l'Avvocato Cantamessa a Calciomercato.it.

Calciomercato.it


Pato, il predestinato
Pirlo: "È un grande"


Con la splendida doppietta di Madrid, sale a 32 gol il bottino personale del brasiliano in partite ufficiali con il Milan. Per il regista rossonero non ci sono dubbi: "E' un grandissimo campione e lo dimostrerà sempre più nel corso della stagione"

MILANO, 22 ottobre 2009 - Vent'anni e poco più. Li ha compiuti il 2 settembre. Il "Predestinato", come lo definiscono al Milan, ha lasciato al Santiago Bernabeu due ricordi indelebili che sintetizzano gli straordinari numeri del ragazzo brasiliano. Frutto di opportunismo misto a velocità il primo, tecnico e implacabile il secondo. Vent'anni, ma già padrone di Madrid: annichilita in una notte pazzesca. Con la doppietta di Champions salgono così a 32 le reti segnate dall'attaccante da quando indossa la maglia rossonera. Chissà cosa avrà pensato il commissario tecnico della Selecao, Carlos Dunga, nel vedere l'uno-due del "Papero", relegato in panchina durante la Confederation Cup e poi ignorato per le ultime partite di qualficazione al Mondiale sudafricano.

FUORICLASSE Leonardo, invece, non ha mai perso la fiducia e nonostante il crollo fisico e mentale del giovane connazionale, ha sempre puntato su di lui. Logico il percorso del tecnico rossonero. Pato aveva iniziato con la doppietta di Siena per poi eclissarsi senza una spiegazione. Un'involuzione quasi irriverente; il ragazzino svogliato che non voleva impegnarsi. Poi il capolavoro di domenica sera con la Roma. Un numero da vecchi marpioni: stop di petto contro di destro utile a dribblare Doni e gol di sinistro. Per segnare reti così occorre essere fuoriclasse.

LA PRIMA AL NAPOLI Trentadue gol in partite ufficiali con il Milan. La danza è iniziata il 13 gennaio 2008 a San Siro, in una notte folle contro il Napoli. Finì 5-2 per i rossoneri. Lui segnò la quinta rete. Geniale: assist di Favalli, controllo al limite di destro per evitare Domizzi e Iezzo e pattone sicuro ancora di destro. Meazza in delirio. Quella notte segnò una doppietta Ronaldo, il suo idolo assoluto. Pato aveva 18 anni. Il 27 gennaio, contro il Genoa (2-0) arrivò la sua prima doppietta. Indimenticabile il secondo gol alla Roma l'11 gennaio 2009. Pato volò via sulla fascia sinistra bruciando Mexes e presentadosi davanti a Doni che superò con un morbido pallonetto.

"È UN GRANDE" "Pato ha fatto due gol importanti, per lui e per la squadra - ha dichiarato Andrea Pirlo a Milan Channel all'indomani del trionfo di Madrid -. E' un grandissimo campione e lo dimostrerà sempre più nel corso della stagione. Adesso sta giocando in una posizione nuova e da lì potrà fare molto male". Vent'anni. Spesso vittima della sua bravura. Spesso ansioso di voler strafare, tanto da fargli sbagliare i controlli di palla e i gol più facili. Ma ha ragione Pirlo: "...potrà fare molto male". Lo pensa anche Carlo Ancelotti, interrogato una paio di settimane fa a proposito della crisi del ragazzo. " Niente, come tutti i giovani campioni sta accusando un momento di flessione - il parere dell'allenatore del Chelsea -. Sono però certo che è lui il miglior giocatore del Milan".

g.des.


Pirlo: "Siamo sempre stati consapevoli di poter vincere"

Ai microfoni di Milan Channel, il giorno dopo Madrid. Andrea Pirlo parte dal suo gol, il primo del Milan al Bernabeu, il tiro vincente a fil di palo che è stato un vero e proprio segnale, una vera e propria adunata per le falangi dell'orgoglio rossonero: "Ho provato a tirare, la distanza era abbastanza lunga, ma in quel momento me la sono sentita ed è andata bene. Come con il Ghana ai Mondiali? Quella era un'altra posizione, più vicina e più angolata rispetto alla porta, ma alla resa dei conti la soddisfazione è stata la stessa. E cioè, enorme".

Ieri, Sandro Nesta, nel post-partita di Madrid ha raccontato di aver detto scherzosamente al suo amico Andrea "era ora", dopo il gol: "E' vero, i miei compagni mi dicono sempre di provare più spesso, ogni tanto lo faccio ma so bene che dovrei farlo di più. E' una soluzione, la mia da lontano, in effetti da provare più spesso".

Allarghiamo il discorso, sul significato vero di Real Madrid-Milan di ieri sera: "Questa partita è arrivata in un momento decisivo della nostra stagione. Aver vinto domenica sera in rimonta contro la Roma ci ha consentito di andare a Madrid per fare la nostra partita, per cercare di vincere. Ci siamo riusciti facendo leva sul gioco. Anche nel primo tempo, quando eravamo sotto, siamo stati sempre consapevoli di avere tutte le possibilità per vincere la partita. Noi lo sapevamo che soprattutto all'inizio della stagione avremmo avuto delle difficoltà, però il nostro gruppo, la società e l'allenatore siamo sempre rimasti tutti insieme, tutti vicini, convinti di poter poi fare bene. E' qualcosa che abbiamo dimostrato non solo ieri sera, ma anche nei momenti difficili di questa prima parte dell'annata. Del resto queste sono le nostre partite, lo sapevamo e lo abbiamo dimostrato".

Adesso, domenica sera, c'è Chievo-Milan: "Quella di domenica sera sarà certamente una realtà diversa rispetto al Bernabeu, però in palio ci sono gli stessi punti di Madrid, tre, per cui dobbiamo andare in campo con la stessa voglia e le stesse motivazioni di ieri sera. Dobbiamo fare risultato anche a Verona. Kakà? Ritrovarlo è stato bello, però è stato bello soprattutto (sorride ndr) batterlo, meglio così, siamo contenti così. Ricky ormai è là, è contento nella sua nuova realtà e a noi fa sinceramente piacere ma adesso facciamo la nostra strada. Pato? Ha fatto due gol importanti, per lui e per la squadra. Pato è un grandissimo campione e lo dimostrerà sempre più nel corso della stagione. Adesso sta giocando in una posizione nuova e da lì potrà fare molto male".

Milan news
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del 21/10
 
Baresi: "Real Madrid - Milan, derby d'Europa"
 
Franco Baresi è stato il capitano del Milan più forte di tutti i tempi. Quello di Arrigo Sacchi, di Van Basten, di Donadoni. Gli abbiamo chiesto, in esclusiva per ilsussidiario.net un pronostico su Real Madrid - Milan, il big match del terzo turno di Champions League. L'ex difensore rossonero non nasconde tanta nostalgia per una sfida che lui definisce il derby d'Europa.

Domani si gioca Real Madrid - Milan, una sfida che lei conosce bene...
Sì è la sfida tra le due formazioni che in Champions hanno vinto di più. 7 successi per il Mlan, 9 per il Real Madrid. E' il derby d'Europa.

Per lei ci saranno tanti ricordi...
Tanti ricordi e un po' di nostalgia per delle partite che hanno fatto la storia del calcio. Quel Milan ha fatto tanto, ha costruito proprio con il Real una parte dei suoi successi. Indimenticabile poi il 5-0 del 1989, quando abbiamo surclassato il Real a San Siro.

Un Milan pieno di fuoriclasse...
Eravamo molto forti. Era il Milan di Arrigo Sacchi, una squadra che è riuscita a vincere tutto quello che era a disposizione. Forse una delle squadre più forti di tutti i tempi.

Che emozione c'era a giocare a Madrid, al Bernaubeau?
In un certo senso eravamo abituati. Anche San Siro, coi suoi 80.000 posti, incute timore. Certo, giocare a Madrid, al Bernaubeau, regala emozioni particolari. E' uno dei templi del football mondiale.

Adesso le cose sono cambiate, il Milan non è più la squadra stellare di un tempo mentre il Real Madrid ha fatto una campagna acquisti sensazionale...
Il Milan ha comunque sempre dei buoni giocatori. Certo il Real Madrid si è rinforzato molto e ha allestito una compagine di prima grandezza. Giocarci contro sarà molto difficile.

Quali sono i punti di forza delle due squadre?
Da una parte Pato e Ronaldinho, possono fare sempre cose grandi. Dall'altra ovviamente Kakà, Raul e Benzemà. E menomale che non c'è Cristiano Ronaldo. Bisogna ammettere che il reparto offensivo del Real è molto forte.

Chi vincerà?
Il Real Madrid è favorito. Ma è una partita dove può sempre succedere di tutto. Il Milan ha tutte le carte in regola per giocarsela.

Dove guarderà la partita?
Alla televisione, e come sempre mi torneranno in mente i ricordi di tutte le partite che ho giocato in Champions con il Milan.

 
Fonte: di Franco Vittadini per ilsussidiario.net


 
Champions League: Real Madrid-Milan, le probabili formazioni
 
Queste le probabili formazioni di Real Madrid-Milan, gara di Champions League in programma questa sera alle ore 20.45 allo Stadio "Santiago Bernabeu" di Madrid.

REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas; Sergio Ramos, Pepe, Albiol, Marcelo; M. Diarra, Xabi Alonso; Granero, Kakà, Raul; Benzema.
A disposizione: Dudek, Albiol, Drenthe, Garay, L. Diarra, Van der Vaart, Higuain.
All. Manuel Pellegrini

MILAN (4-4-2): Dida; Oddo, Thiago Silva, Nesta, Zambrotta; Abate, Pirlo, Ambrosini, Seedorf; Ronaldinho, Pato.
A disposizione: Roma, Inzaghi, Jankulovski, Favalli, Flamini, Borriello, Huntelaar.
All. Leonardo

Tuttomercatoweb.com

 

 

 

 

Al Bernabeu DUELLO all'ultimo goal tra Raul e Inzaghi, Muller sta già tremando...

 

I due esperti centravanti a caccia del record di marcature in Europa detenuto dall'ex attaccante del Bayern Monaco.

Dici Real Madrid-Milan e pensi subito alla super sfida tra Raul e Inzaghi, due dei più grandi bomber nella storia della Champions League. Entrambi hanno un solo obiettivo in testa: raggiungere il tedesco Gerd Muller a quota 69 in vetta alla classifica degli attaccanti più prolifici in Europa.

A SuperPippo manca una sola rete, mentre al capitano dei blancos tre. In prospettiva il madridista ha le maggiori chance di diventare il re di questa speciale graduatoria, visto che ha 4 anni in meno del milanista, ma siamo certi che difficilmente Inzaghi appenderà le scarpette al chiodo a breve.

L'ex attaccante di Atalanta e Juve in carriera ha messo a segno 308 reti, dalla serie C sino al Mondiale per Club, passando per l'Intertoto, la serie B e la Coppa delle Coppe. Raul vanta un score di 320 marcature, tutte con la camiseta blanca di cui ben 65 in Champions League e 44 in Nazionale (recordman di tutti i tempi).

Lo spagnolo è in vantaggio anche sul piano dei trofei vinti (16 contro 12) ma il centravanti nato a Piacenza può rispondere mostrando i titoli di campione del mondo (2006) e campione europeo under 21 (1994), che lo spagnolo non ha.

Cifre a parte, sia Raul che Inzaghi sono accomunati da una dote innata: fare goal, tanti goal, in qualsiasi modo, contro qualsiasi avversario, su qualsiasi campo. Nonostante abbiano superato da tempo i 30 anni entrambi sono ancora indispensabili per le rispettive squadre e quando il gioco si fa duro e le partite diventano delicate, è praticamente impossibile tenerli fuori. La sfida è lanciata, Gerd Muller inizia a tremare... .

Goal.com

LA RASSEGNA STAMPA SPAGNOLA

L'allenatore del Real Madrid, il cileno Manuel Pellegrini, ha chiesto ai suoi giocatori una ''goleada'', con almeno tre gol di scarto, nella partita di questa sera contro il Milan al Santiago Bernabeu, titola oggi in prima pagina il quotidiano sportivo spagnolo Marca. La squadra merengue si sente nettamente favorita nello scontro fra due regine del calcio europeo - insieme 16 coppe d'Europa, 6 supercoppe, 2 trofei Uefa, 7 intercontinentali, rileva As, che parla di 'Derby d'Europa' - dato che, scrive El Pais, il Real ''riceve il Milan piu' vulnerabile''. La squadra di Leonardo, secondo As, e' ''un Milan decadente'', che ha segnato solo sei gol in otto partite di campionato. Pero' lo 0-2 rimediato in casa l'anno scorso contro la Juventus, che veniva data in difficolta', incita i madridisti alla prudenza. Quella di questa sera potrebbe essere una ''partita trappola'', avverte Marca perche' ''Ronaldinho e Huntelaar vengono per mettersi in mostra''. Per il quotidiano sportivo la partita ''non sara' facile per Kaka''' contro i suoi ex compagni perche', spiega l'ex milanista Albertini, ''non e' facile confrontarsi con una squadra che hai tanto dentro''. In tribuna questa sera a Madrid e' atteso anche Michel Platini, presidente dell'Uefa.

Sportmediaset

 
Donadoni: "Per il Milan al Bernabeu sarà dura

 

L'ex fantasista rossonero e tecnico del Napoli Roberto Donadoni, parla a "Marca" della sfida che dovranno affrontare i rossoneri a Madrid. Pur non scendendo a pronostici, mostra qualche perplessità sulla riuscita della "campagna" in terra spagnola. "Per il Milan, per la sua situazione particolare, sarà una partita molto difficile - si legge su Marca - vincere al Bernabeu sarà molto complicato".

Milan news


 
Ordine: "Da quella finestra aveva promesso amore per sempre".

Siamo stati tutti tratti in inganno dalla notte dell’abbaino, gennaio del 2009. In quella notte, sotto un diluvio purificatore, in una elegante strada del centro storico occupata da tifosi commossi e da striscioni strappalacrime, Riccardo Kakà si affacciò dall’abbaino della sua mansarda e giurò eterna fedeltà ai colori rossoneri. Prese una maglia col numero 22, la espose e si diede colpi sul petto giurando fedeltà eterna mentre i ragazzi cantavano felici, sotto la pioggia, «non si vende Kakà». Poi andò al telefono e parlò con Mauro Suma, direttore di Milan Channel, per spiegare il suo no al Manchester City soprattutto per non tradire le aspettative «dei tanti bambini che mi hanno scritto lasciando nella portineria del mio palazzo i loro scritti». Sembrava una fiaba.
Quella notte, complice l’annuncio di Silvio Berlusconi («Kakà ha detto di no, vuole restare e noi abbiamo deciso di accontentarlo rinunciando a una cifra molto alta»), andammo a letto convinti di aver ritrovato un altro Gigi Riva, fedele alle radici sarde e pronto a respingere qualsiasi lusinga proveniente dalla Juve di Boniperti, che a quei tempi voleva dire sfidare la potenza di Fiat e della famiglia Agnelli. E invece no. Non è andata così. Niente Inghilterra, men che meno il City, ma quando si è trattato di Spagna e del Real Madrid, le lacrime si sono asciugate, la promessa fatta ai tifosi la notte dell’abbaino è stata sotterrata e l’intesa con Perez raggiunta al volo. Forse Riccardino sarebbe volentieri rimasto a Milano, dove ha conservato interessi economici, amici, molti amici e legami affettivi. Forse, anzi senza forse, ha seguito il tracciato professionale preparato da papà Bosco, il suo agente e amministratore unico dei suoi beni, con qualche mossa indovinata, qualcuna no, con un seguito ridotto, un autista con pretese di procuratore e un portaborse. Il Milan ha riaperto la porta ma lui ha attraversato la soglia: questo non bisogna dimenticarlo mai. È andato a stare meglio, come un vero professionista.

Franco Ordine per www.ilgiornale.it

 
Siam venuti fin qua per (non) vedere segnare Kakà

Per una volta conta il quadro, non solo la cornice. La cornice è quella suggestiva lucidata ieri da Adriano Galliani, prima di volare verso Madrid e la sua cattedrale calcistica, il Santiago Bernabeu. «Questa è la partita delle partite, tutte le tv del mondo la manderanno in onda, siamo i due club che hanno vinto il maggior numero di coppe dei Campioni, 16 trofei in tutto», ricorda il dirigente berlusconiano di lungo corso, stregato dalla bacheca unica dei due club che fa pensare a Real-Milan come al vero derby d’Europa. Fa notizia persino il gemellaggio degli sponsor: stasera il Milan deve correggere la scritta in win.com per evitare di fare scopa con la scritta sulle casacche bianche del Real.
Dentro la cornice prendono posto le altre cifre che accreditano lo strapotere madridista, 29 gol fin qui collezionati nelle 9 sfide, contro gli stenti (7) dei milanisti e rilanciano le ambizioni di Filippo Inzaghi allo sfacciato inseguimento del record di Gerd Muller (gli manca solo un gol). Dalle parti di Madrid, di solito, in forza di quel po’ po’ di storia, “l’armada blanca”, come viene definita ora dopo i 250 milioni spesi da Florentino Perez, esercita il miedo escenico sui rivali che si presentano in Champions. «Non andiamo in una situazione di sudditanza psicologica» garantisce Galliani ed è forse una delle poche garanzie di casa Milan, a poche ore dalla sfida che viene interpretata da taluni come una sorta di giudizio universale: può definitivamente rilanciare Leonardo o mettere subito a rischio la qualificazione nel girone.Il quadro è tutto occupato dalla sagoma di Ricardo Kakà, protagonista per una notte, pronto ad oscurare persino Ronaldinho che a Madrid riuscì a disintegrare un altro Real e a riscuotere l’applauso a scena aperta del pubblico madridista. Le sue parole raccontano dell’uomo oltre che del professionista cinico e spietato. Qualche cedimento ai buoni sentimenti, ma senza grandi finzioni. «Se c’è un rigore, lo tiro. Se segno, non faccio baldoria, io rispetto la storia del Milan, anche se lavoro per il Real» sono le frasi che suoneranno come musica alle orecchie di chi si considera ancora vedovo del fuoriclasse brasiliano e non accetta l’idea (oltre che la realtà) della sua cessione. «Sarà dura vedere Kakà con il Real» confessa lo stesso Galliani, che pure fu costretto, qualche mese prima, a imbarcare su un volo privato papà Bosco e portarlo tra le braccia di Florentino Perez. Ma Kakà è uno che conosce bene, anzi benissimo i suoi sodali di Milanello e sa bene che se vuoi eliminare il Milan, meglio farlo subito, adesso che è ferito e ancora sotto choc, piuttosto che attendere la finale, a maggio, proprio a Madrid e ritrovarselo in salute e rimpolpato da qualche operazione di mercato a gennaio. «Preferisco di no» la risposta secca e perentoria alla domanda scontata (vuoi ritrovare il Milan in finale?). «Sarebbe importante eliminare una squadra come il Milan che nei momenti importanti della Champions poi esce sempre fuori e finire primi nel girone» la filosofia elementare di Kakà che non fa sconti ai sentimenti. «Non so come reagirò in campo, è la prima volta che gioco contro una ex squadra, il Real è più famoso nel mondo, specie quando va in Giappone e negli Usa» segnala come un vero direttore marketing. Non riesce a risparmiare giudizi appuntiti su Ronaldinho («non so cosa gli è successo negli ultimi tre anni, perché è calato tanto») né su Pato («troppe responsabilità sulle spalle di un 20enne») prima di raccontare una verità semplice, semplice, sul Milan più recente: «Negli ultimi due anni ha cambiato la politica di mercato e vinto poco». Elementare, Watson.Quelle parole, pesanti come pietre, hanno lasciato il segno. Nesta, prima di chiudere l’ultimo spiraglio alla Nazionale («ho detto che non torno e non cambio idea»), le ha rispedite al mittente: «Evidentemente ci teme». Forse. Ma dev’essere l’unico, visto che Seedorf ha invece scommesso sul fatto che il Milan non potrà mai tornare a Madrid in maggio 2010. «Non ci credo» ha smentito Leonardo. Lui ci crede. Per questo pensa a un tridente con Ronaldinho, Pato e Inzaghi per spaventare il Real.

di Franco Ordine per Il Giornale

Albertini: "Per il Real Madrid non sarà facile"


Intervistato dal quotidiano spagnolo Marca, Demetrio Albertini ha voluto analizzare il match tra Real e Milan: "Non sara' facile per Kaka' contro i suoi ex compagni, perche' non e' facile confrontarsi con una squadra che hai tanto dentro''. Kakà dalle dichiarazioni ufficiali sembra aver messo i sentimenti in soffitta. Sarà cosi anche sul campo?

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Galliani: "Faremo più fatica contro il Chievo"


E' un Adriano visibilmente emozionato quello che parla ai microfoni di Studio Sport poche ore prima della partita contro il Real Madrid. "Sarà una grandissima partita, sia noi che loro abbiamo dei grandi campioni. Secondo me ci saranno molti gol, ma poi magari finisce 0 a 0". Il Milan, nonostante la vittoria con la Roma, stenta in campionato: "Io penso che faremo più fatica domenica sera contro il Chievo, piuttosto che stasera. Questo è un ambiente che conosciamo".

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Taci: "Finirà 0 a 0"

Tra gli illustri tifosi e non che saranno al Santiago Bernabeu a vedere quello che dai più è definito come il derby d'Europa, ci sarà anche Rezart Taci, petroliere albanese che più volte si è detto interessato all'acquisto del Milan. Prima di tutto, però, Taci è tifosissimo rossonero e ha voluto dare il suo pronostico per la partita contro i blancos: "Finirà 0 a 0" è stato il commento del petroliere ai microfoni di Studio Sport.

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Arroganza Pellegrini: "Col Milan voglio goleada"

Il tecnico dei blancos chiede ai suoi almeno tre gol di scarto nella sfida di stasera al Bernabeu contro la squadra di Leonardo. La stampa spagnola parla di rossoneri "vulnerabili e in decadenza"
Arroganza Pellegrini "Col Milan voglio goleada"


MADRID - Una goleada con il Milan. Manuel Pellegrini non si accontenta di vincere ma vuole stravincere la sfida di Champions in programma questa sera contro il Milan al Santiago Bernabeu. Il tecnico del Real Madrid non è diplomatico o prudente e chiede ai suoi giocatori un successo con almeno tre gol di scarto, come titola oggi in prima pagina il quotidiano sportivo spagnolo 'Marca'. La squadra merengue si sente nettamente favorita nello scontro fra le due regine del calcio europeo - insieme 16 coppe d'Europa, 6 supercoppe, 2 trofei Uefa, 7 intercontinentali. 'As' parla a proposito di un 'Derby d'Europà che però vede di fronte due squadre che vivono momenti diametralmente opposti. La squadra di Leonardo, secondo As, è "un Milan decadente", che ha segnato solo sei gol in otto partite di campionato. E per El Pais, il Real "riceve il Milan più vulnerabile".

La stampa spagnola però non si fida della crisi rossonera. E memore dello 0-2 rimediato in casa l'anno scorso contro una Juventus che veniva data in difficoltà, incita i Galacticos alla prudenza. Quella di questa sera potrebbe essere una "partita trappola", avverte sempre 'Marcà perché "Ronaldinho e Huntelaar vengono per mettersi in mostra". Per il quotidiano sportivo inoltre la partita "non sarà facile per Kakà" contro i suoi ex compagni perché, come spiega l'ex milanista Albertini, "non è facile confrontarsi con una squadra che hai tanto dentro".

In tribuna questa sera a Madrid è atteso anche il presidente dell'Uefa Michel Platini.

Repubblica.it

Paulo Henrique: "Sogno di giocare nel Milan"

Il giovane talento adocchiato dal Milan e forse trattato già in gennaio, sembra scalpitare all'idea di un approdo in rossonero. Come riferito dalla stampa brasiliana, lo stesso giocatore ha confermato il desiderio di giocare al Milan. “Non ho sentito nessun dirigente del Milan – ha detto Paulo Henrique – Ho letto qualcosa sui giornali. Sarebbe comunque un'ottima possibilità per me. Giocare in Europa è il mio sogno, figuriamoci accanto a Ronaldinho e Pato. Per adesso però penso solo al Santos”.
 
Milan news


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del20/10

Milan, domani operazione per Onyewu
 
Oguchi Onyewu domani verrà sottoposto ad intervento chirurgico dopo la rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro, riportata nel corso di Stati Uniti-Costa Rica, ultima gara di qualificazione ai Mondiali del 2010. Il difensore del Milan, secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, verrà operato dal medico della nazionale a stelle e strisce, Bert Mandelbaum. Lunghi i tempi di recupero per il 27enne centrale che in estate ha firmato un triennale, ma che finora ha giocato una sola gara in rossonero.

La Repubblica - Tuttomercatoweb.com


1 mese di stop per Storari

A.C. MILAN COMUNICATO UFFICIALE


L'A.C. Milan comunica che, a seguito di accertamenti effettuati in data odierna, il calciatore Marco Storari ha riportato la lesione del tendine semimembranoso della coscia sinistra. La prognosi è di trenta giorni

acmilan.com


VERSO REAL MADRID - MILAN

 

 

 

Kakà: «Milan, scusa ma ti devo battere»

Il brasiliano: «I tifosi del Milan? Mi vogliono bene»


MADRID, 20 ottobre - Se segna non festeggerà ma una cosa è certa, proverà a realizzare il maggior numero di gol possibili. Queste in sintesi le intenzioni di Kakà, manifestate in un forum al quotidiano sportivo spagnolo Marca. Domani sera giocherà per la prima volta contro il Milan. Il brasiliano dice: «E' una partita importante per me, è la prima volta che mi capita di affrontare una mia ex squadra e spero che sia una grande gara. Non festeggerò per rispetto alla mia storia e per tutto quello che il Milan mi ha dato, però farò di tutto per realizzare il maggior numero di gol possibili».

«ATTENTI A PATO E RONALDINHO» - Il brasiliano ovviamente parla dei suoi compagni e del presidente Berlusconi. Dal suo punto di vista l'avversario più temibile di domani sera sarà Pato. Afferma: «E' un grandissimo giocatore, insieme a Ronaldinho è il più pericoloso avversario». Ma parla anche del male oscuro che impedisce a Ronaldinho di esprimersi al Milan come ai tempi del Barça. Afferma: «Ronaldinho non è nel suo miglior momento. Non so cosa gli stia succedendo, so che lavora molto però le cose non gli riescono come a lui piacerebbe». Ma soprattutto i suoi elogi sono per il brasiliano più giovane: «Pato è un giocatore spettacolare».

«BERLUSCONI MI HA SCOPERTO» - Per quanto riguarda poi i suoi presidenti Berlusconi e Perez, sottolinea: «Sono due grandi presidenti. Sono stato con Berlusconi per sei anni e per me è stato molto importante. Mi ha preso dal San Paolo quando ero un ragazzo e mi ha aiutato a crescere. Florentino mi aiuta a continuare a crescere».

«TIFOSI MILAN? MI ACCOGLIERANNO BENE» - Poi ovviamente immagina il suo ritorno a San Siro in occasione della gara di ritorno. Dice di non temere i tifosi rossoneri: «Credo che l'accoglienza che mi riserveranno sarà buona perchè il mio comportamento è stato buono e sincero». Conferma ancora una volta la sua grande ammirazione per Ronaldo: «E' il miglior giocatore con cui io abbia mai giocato». Ovviamente il Real punta a vincere la Champions e vive le pressioni di una grande città estremamente divisa da una grande rivalità con il Barca che finora ha vinto tutto. Sottolinea Kakà: «Nel calcio le magliette sono una cosa importante e sono un peso importante. La storia è decisiva e spesso fa la differenza. Tutte le grandi squadre sono obbligate a vincere sempre».

«MAGARI FINALE CHAMPIONS CONTRO IL BARCA» - Lui firmerebbe per una finale di Champions con il Barça al Bernabeu e per un'altra finale in Sudafrica contro la Spagna. Non riesce a capire le critiche all'attuale allenatore del Real, Manuel Pallegrini e a proposito dell'assenza di Cristiano Ronaldo, dopo aver sottolineato che si tratta di un giocatore fondamentale, aggiunge: «Il Real non può dipendere nè da Cristiano Ronaldo, nè da Kakà, ne da Xabi Alonso».

«INDIMENTICABILE LA VITTORIA MONDIALE» - Parla delle sue vittorie e dice: «Indimenticabile quella del Mondiale 2002. Giocai solo mezz'ora con la Costarica però ero giovane, vestivo ancora la maglia del San Paolo ma in campo andavo con i miglior del mondo: Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho, Edmilson. Poi sono arrivati gli scudetti, le Champions, il pallone d'oro ma molto ho imparato anche dalle sconfitte. Credo di essere cresciuto molto dopo la finale di Istanbul». Ultimo riferimento al suo amico Felipe Massa e alla rivalità con il neo ferrarista Alonso. Lui è ottimista circa la collaborazione fra i due: «Alonso è un pilota magnifico e credo che Felipe Massa sarà contento del suo ingaggio».

«JORDAN, UN ESEMPIO» - Nel museo dei grandi sportivi di tutti i tempi dichiara di voler essere messo accanto a Michel Jordan. Motivo? «Come sportivo è un esempio».

Antonio Maglie - Corriere dello sport


Guaio per le merengues

Per la sfida di domani contro il Milan ancora ko Guti, mentre recuperano Higuian e Lass Diarra

MADRID (Spagna) - Higuain e Lass Diarra si, Guti no. Manuel Pellegrini recupera l'attaccante argentino (che sabato aveva accusato una contrattura alla coscia nel match vinto con il Valladolid) e il mediano francese (ristabilitosi dopo le noie al ginocchio) per l'attesissima sfida di domani al Santiago Bernabeu che vedrà il Real Madrid ospitare il Milan, al contrario del jolly spagnolo, ancora ai box per via dei problemi alla caviglia. Fuori causa anche i lungodegenti Ronaldo, Metzelder, Gago e Van Nistelrooy.
 

I 18 convocati di Pellegrini:

Portieri: Casillas, Dudek.

Difensori: Sergio Ramos, Arbeloa, Pepe, Albiol, Garay, Marcelo, Drenthe.

Centrocampisti: Lass Diara, Mahamadou Diarra, Xabi Alonso, Granero, Kakà, Van Der Vaart;

Attaccanti: Raul, Higuain e Benzema.

Calciomercato.it


Galliani: "Kakà? Farà effetto vederlo con un'altra maglia"
 
Adriano Galliani, alla partenza dalla Malpensa per Madrid ha rilasciato qualche dichiarazione: "E' stata una partita fondamentale per la classifica, per l'autostima, per tante cose. Dopo un primo tempo difficile la squadra ha reagito bene ed ha giocato un gran secondo tempo e credo che nonostante gli episodi discussi i tre punti siano meritati. Pato, Inzaghi e Dinho? Pato era chiaro che sarebbe tornato, non poteva aver disimparato. Pippo è sempre il solito e Ronaldinho si capiva che fosse in crescita. Kaka? Farà effetto vederlo con una maglia diversa dalla nostra ma poi inizierà la partita e anche questo passerà. Noi andiamo a Madrid senza timori, perchè siamo abituati a giocare queste gare da 20 anni. Ora per passare servono grandi risultati, servono punti con il Real Madrid"

Tuttomercatoweb.com


SEEDORF RISCHIA LA PANCHINA

Nell'ambiente milanista impazzano i pronostici sulla formazione. Leonardo è molto tentato da riproporre l'assetto visto nella ripresa con la Roma: Inzaghi punta centrale, Pato e Ronaldinho larghi, Seedorf nel trio di centrocampo con i soli Pirlo e Ambrosini a protezione della difesa. Atteggiamento certamente rischioso contro una squadra del potenziale offensivo del Real Madrid: per questo il ballottaggio sembra essere tra Flamini, inserito a fianco degli altri due mediani, e Seedorf.


PELLEGRINI: ATTENTI AL MILAN

"Il Milan non è solo Ronaldinho, non credo che se questo è lo standard della squadra possiamo considerarlo un club in decadenza. Continuerà ad essere una squadra di prestigio mondiale, con una grande storia. Ha grandi giocatori e non sarà affatto una partita facile. Ho visto la partita contro la Roma, hanno giocato un ottimo secondo tempo". Questo le parole dell'allenatore delle merengues Manuel Pellegrini alla vigilia del big match del Bernabeu. Il tecnico del Real non si fida di un Milan ancora alla ricerca della propria identità. "Sarà una partita speciale per la storia di entrambi i club".

GALLIANI: NESSUNA SUDDITANZA PSICOLOGICA

Il Milan va a Madrid per giocare contro il Real ''senza sudditanza psicologica''. Ha usato questa espressione l'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani alla partenza della squadra dall'aeroporto di Malpensa. ''Tutte le tv del mondo domani manderanno in onda questa sfida - ha sottolineato Galliani - E' la partita delle partite, con due squadre che assieme hanno vinto 16 tra Coppe dei campioni e Champions League. Certamente non andiamo a Madrid in sudditanza psicologica''. Galliani non è' voluto tornare sulle polemiche relative agli arbitraggi dell'ultima giornata di campionato, a proposito dei quali il direttore sportivo della Sampdoria, Giuseppe Marotta, aveva parlato proprio di sudditanza psicologica nei confronti delle grandi squadre. Galliani ha sottolineato che la partita con la Roma ''è stata fondamentale per la classifica, per l'autostima e per tutto. La squadra ha giocato bene nel secondo tempo, aldilà di episodi contestati e contestabili''. A proposito dell'esultanza di Leonardo durante la partita, Galliani ha detto: ''Leo sta soffrendo quindi è normale''.


Leonardo: "Tridente? Devo pensare"

Milan a tre punte contro il Real Madrid: ipotesi affascinante, ma sulla quale Leonardo prende tempo. "'Devo pensare", ha ripetuto più volte il tecnico prima dell'imbarco della squadra dall'aeroporto di Malpensa. "Leo" ha sottolineato che con il rientro di Borriello ha tutti gli attaccanti a disposizione e che vede nei suoi uomini ''una disponibilità assoluta' a essere schierati a ruoli diversi di partita in partita".

Alla domanda se si accontenterebbe del pareggio, Leonardo ha risposto ridendo di gusto. Il tecnico brasiliano ha ricordato di aver giocato nello stadio del Real quando era in forza al Valencia. ''C'era Guus Hiddink in panchina e ci faceva giocare alla grande''. Giocatori ottimisti: Massimo Oddo ha assicurato che il Milan va a Madrid ''per giocarsela a viso aperto. Pronostici pro-Real? Parla sempre il campo'', ha detto il difensore rossonero. ''Sarà dura, ma sarà una grande partita e speriamo di fare bene'', ha dichiarato Marek Jankulovski.

Sportmediaset

Casillas: "Con sette Champions il Milan rappresenta la grandezza della competizione"

Iker Casillas, domani contro il Milan, giocherà la sua centesima partita nelle coppe europee. Per l'occasione ha rilasciato una breve intervista dedicando anche parole di stima ai rossoneri: "Le cento presenze sono un traguardo importante, dimostrano quanto sia importante la Champions per il Real. Per aver raggiunto questo traguardo devo ringraziare il tanto duro lavoro sostentuto e, soprattutto, la squadra, che mi ha sempre permesso di subire pochi gol. Il Milan? Con sette Champions in bacheca rappresentano la grandezza di questa competizione. E' un onore tagliare questo traguardo contro di loro".

Milan news - Real Madrid.com


Milan, il consiglio di Sacchi: «Aggredisci il Real hanno deficit in difesa e di organizzazione…»


CHAMPIONS LEAGUE MILAN – Arrigo Sacchi, grande ex-allenatore del Milan, ha analizzato sulle pagine de  La gazzetta dello sport la prestigiosa sfida di stasera fra i rossoneri e il Real Madrid. «Il big match di questo turno è Real Madrid-Milan – dice il tecnico romagnolo - le due società più famose nel mondo e che hanno vinto più Champions (9 i blancos e 7 i rossoneri). Entrambe si presentano con molte incognite. Il Real dagli acquisti ed esborsi faraonici deve risolvere problemi di gioco e organizzazione. Ha grandissime individualità, ma il calcio non è lo spettacolo di undici solisti. I giocatori si comprano, il gioco invece si costruisce attraverso idee, lavoro e capacità didattiche in ambienti pazienti».

Un Milan, che secondo il grande Arrigo, sta iniziando a trovare la sua identità: «Il Milan arriva a quest'incontro dopo la sofferta vittoria con la Roma – prosegue Sacchi - Leonardo, aiutato da una società esperta, deve trovare soluzioni a un problema complesso. Al momento la squadra sta cercando un'identità e uno spirito che in alcuni latita. I problemi sono molteplici e vanno dall'età avanzata di molti giocatori al difficile inserimento di Huntelaar, dalla poca complementarità di altri a una efficacia e un entusiasmo non al top. Ma i rossoneri hanno orgoglio ed esperienza, di sicuro daranno tutto in questa gara e la prepareranno con serietà».

Ed ecco la chiave per battere il Real: «Il Milan dovrà approfittare delle deficienze difensive ed organizzative degli spagnoli. Sarà necessario un blocco di 20-30 metri a centrocampo che permetta di aggredire, raddoppiare, rubare palla e ripartire. Una squadra che non si faccia chiudere al limite dell’area e impedisca al Real di giocare e impostare a metà campo con tranquillità. I blancos e i loro tifosi si entusiasmano quando sono padroni del gioco. Non credo che i rossoneri siano in grado di aggredirli a tutto campo, lo dovranno fare in uno spazio ridotto e ricordarsi che la miglior difesa è il pericolo del contrattacco».

Gazzetta dello sport-Ilsussidiario.net

Leonardo: "Io ci credo"
Nesta: "Kakà ci teme"

Alla vigilia del big match al Santiago Bernabeu il tecnico rossonero suona la carica: "In questi scenari il Milan c'è, e questo è lo scenario più bello". Il difensore su Inzaghi: "Vuole il record"

MADRID (Spagna), 20 ottobre 2009 - "Io ci credo. In questi scenari questa squadra trova sempre qualcosa di più. In questi scenari il Milan c'è, e questo è lo scenario più bello". Così il tecnico rossonero Leonardo prima dell'allenamento al Santiago Bernabeu, domani sera teatro della sfida contro il Real Madrid. Il brasiliano sottolinea due cose: che le due squadre si conoscono molto bene e che si rispettano. "Questa partita arriva forse nel momento più positivo per noi. La vittoria con la Roma ci ha dato tanta carica, anche per il modo in cui abbiamo vinto".

PROVOCAZIONI SPAGNOLE — Real Madrid-Milan è anche Kaká contro Ronaldinho. "Sono due giocatori differenti, anche se entrambi offensivi. Ricky ha una velocità speciale, Ronaldinho ha un gioco con il pallone altrettanto speciale. Sono giocatori completi, ma diversi". L'allenatore del Milan perde per un attimo il suo aplomb quando un giornalista gli riferisce delle scommesse che girano su quanti gol incasserà il Milan a Madrid. "Dov'è che gira questa voce?", ha detto. E su Clarence Seedorf, che ai media spagnoli avrebbe parlato di un Milan fuorigioco per la vittoria in Champions, Leonardo replica: "Non credo che Seedorf l'abbia detto, conoscendolo. Quando il Milan trova il suo gioco e la sua identità è sempre stato presente nella fase finale degli ultimi anni". Formazione già decisa, intanto, ma il tecnico non apre bocca a parte una battuta su Nesta: "Sì - indicandolo - lui giocherà".


 

NESTA PUNTA RAUL — E Nesta, dal canto suo, si diverte a stuzzicare Kakà: "Dice che vuole eliminare il Milan dalla Champions League? Certo, perché lo conosce bene e lo teme". Messe da parte le battute, ecco l'attestato di stima: "Sarà emozionante rivederlo e giocare contro di lui. Nello spogliatoio ha lasciato un ricordo bellissimo". Sulla partita di domani Nesta sottolinea come bisognerà fare molta attenzione a Raul, "che in Champions ha sempre fatto molti gol". Il capitano del Real insegue Filippo Inzaghi nella classifica dei maggiori cannonieri europei in attività. "Pippo ci tiene molto (Gerd Muller è a una sola lunghezza di distanza con 69 reti, ndr), ma non gli ho promesso di fermare Raul". Nesta è tornato anche sull'ultima giornata di campionato e sulle polemiche per il rigore assegnato al Milan contro la Roma. "Dopo la partita non ho detto a Burdisso che non era rigore, gli ho detto che aveva colpito il mio piede e che il piede era finito sul pallone. Credo che il rigore ci fosse". Nesta, infine, ha ribadito il suo "no" all'azzurro: "Non torno in Nazionale".

Gasport
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del 19/10

Seedorf: "La curva contro di me? Macché!"

Nel match contro i giallorossi, nessuno ha potuto fare a meno di notare l'invito poco amichevole rivolto a Clarence Seedorf. A fine partita l'olandese ha commentato lo striscione che lo apostrofava in maniera poco simpatica. Il messaggio riferiva. "Seedorf arrogante, porta rispetto a chi per vederti camminare paga il biglietto". Il n.10 rossonero ha precisato con assoluta tranquillità l'origine della frase, scagionando la curva da qualsiasi sorta di responsabilità. "La curva non ha nulla contro di me, infatti ad inizio partita ha inneggiato il mio nome ed io ho puntualmente applaudito. Lo striscione è opera di un solo individuo, che già a Bergamo mentre effettuavo il riscaldamento mi urlava di stare a casa. A quel tizio, risposi che non era un vero milanista e che sarebbe stato meglio se lui fosse rimasto a casa". Poi un simpatico invito: "Invece di fare lo striscione e far credere che ho tutti contro, poteva venire a Milanello e dirmelo di persona, facevamo prima". L'eleganza e la classe non sono acqua, Seedorf lo sa benissimo e trova sempre il modo migliore per uscire a testa alta.

Milannews


Milan nettamente sfavorito al Bernabeu

Il Milan è tornato alla vittoria in campionato contro la Roma, ma che fatica! Questo non consiglia grande fiducia per la trasferta di Madrid contro un Real che ha diversi problemi in avanti, ma talmente tante frecce al suo arco da preoccupare seriamente la truppa di Leonardo. Il segno "1" ci sembra abbastanza scontato. In ogni caso ci copriamo con l'esito "Over" che ci piace particolarmente. Difficile pensare che con in campo tanti campioni sui due fronti non si arrivi ad un numero di gol abbastanza consistente. Altri consigli di gioco sul nostro sito www.totoguida.it

Tuttomercatoweb.com


Leonardo e i tanti dubbi in vista di Madrid

Leonardo sta studiando in maniera oculata la formazione da schierare a Madrid. Contro un avversario così importante, nulla può essere lasciato al caso. Il primo dubbio riguarda il modulo. Il 4-4-2 sembra dare garanzie di solidità e quadratura, mentre il 4-3-1-2 può offrire maggiori spunti per gli attaccanti. Sciolto il dilemma tattico, si baderà ad arruolare gli undici titolari. Gattuso quasi sicuramente tornerà a lottare in mediana insieme a Pirlo; in attacco, Pato farà coppia con il re d'Europa Inzaghi (sfida testa a testa col rivale Raul). Rimangono ancora vacanti due maglie a centrocampo, dove Ambrosini, Flamini, Abate, Seedorf e Ronaldinho si contendono la posta. La difesa dovrebbe vedere schierati Zambrotta, Thiago Silva, Nesta ed uno tra Jankulovski, Abate e Oddo. Difficile l'ipotesi Favalli. Altro punto interrogativo, riguardo ai pali. Storari sta lottando contro il tempo per recuperare; Abbiati dopo mesi di inattività difficilmente verrà impiegato: il portiere più accreditato per scendere in campo dal 1' minuto sembra essere Dida (autore di una buona prova contro la Roma.)

MilanNews.it


Ronaldinho: "Ho risposto a chi non crede in me"

La scelta di Leonardo di puntare su un attacco tutto brasiliano alla fine ha funzionato. I tre punti contro la Roma sono arrivati proprio dall'asse Pato-Ronaldinho.

In particolar modo l'asso ex-Barcellona ha così voluto zittire, sottolineandolo anche dalle pagine di "Tuttosport", le critiche che gli sono piovute addosso negli ultimi tempi e la convinzione che non possa giocare in coppia con il giovane verdeoro.

"Sono contento che le cose ieri siano andate per il verso giusto. In questo periodo ho lavorato molto e mi sento meglio sia mentalmente che fisicamente. Io e Pato abbiamo dato prova che sappiamo giocare insieme, io faccio assist e lui finalizza. Ieri quando ho calciato il rigore, dopo averlo segnato ho sentito una bella sensazione, anche perchè così ho voluto rispondere a chi mi ha criticato. Per me non c'è nessun problema, posso giocare sia a sinistra che come attaccante, ovvio comunque che il ruolo sulla fascia lo conosco meglio per averlo fatto tanti anni".


Capitolo nazionale: "Sono convinto che se continuiamo così le cose cambieranno, ma non solo per me, anche per Thiago Silva, Pato e Dida. Ripeto, intanto penso solamente a scendere in campo e a non fare caso alle voci che mi circondano. Anche gli elogi del presidente Berlusconi sono un grande stimolo per fare ancora meglio".

Tuttosport - Goal.com


PATO: "Sto bene, Dinho mi ha messo davanti alla porta"
L'attaccante rossonero felice per aver ritrovato una rete che mancava dallo scorso 23 agosto.

Si è sbloccato finalmente Pato. Terzo centro stagionale del brasiliano dopo la doppieta nel match d'esordio in casa del Siena. Una prestazione brillante del giovane attaccante che ha permesso al Milan di tornare al successo contro la Roma dopo un mese di astinenza. La sua gioia è evidente nelle dichiarazioni a caldo rilasciate a 'Sky'

Pato è tornato? "Sì, ero sicuro che stasera sarei andato molto meglio di prima. Abbiamo fatto una settimana molto buona e oggi sono molto contento di aver segnato. Ronaldinho è stato bravissimo perché mi ha messo davanti alla porta, grazie a lui e alla squadra abbiamo fatto una grande partita".

Cos'è cambiato rispetto agli ultimi tempi? "Ho fatto l'allenamento, ho fatto molto meglio. Il mister ha detto che credeva in me e che potevo fare molto meglio. Sono molto felice di aver fatto gol, sono sicuro di essere tornato e voglio fare molto bene per la squadra".

A un certo punto di questo inizio stagione sembravi perso. Cos'era successo? "No, sono cambiate tante cose ma adesso il mister ha deciso chi gioca e oggi siamo molto felici per questa vittoria".

E' un messaggio per Dunga? "Voglio tornare in Nazionale e per farlo devo fare molto bene qua".

Goal.com


Milan, Dida verso il Corinthians
Dopo nove anni di parate, papere e fuochi d'artificio, Nelson Dida è pronto per lasciare il Milan. Il portiere brasiliano non sente più la fiducia dell'ambiente (anche se il quarto portiere è Roma, al momento) e quando Christian Abbiati ritornerà dall'infermeria, la rescissione del contratto - che comunque scade a giugno del 2010 - potrebbe diventare realtà. In caso dovesse verificarsi, Dida potrebbe ritornare al Corinthians, società per cui ha giocato già due volte in carriera, visto che i dirigenti avrebbero avuto un contratto esplorativo proprio con il portiere.

Tuttomercatoweb.com


Verso Real Madrid-Milan
LA SFIDA ALL'ARBITRO DE BLEECKERE

Sarà il belga Frank De Bleeckere a dirigere Real Madrid-Milan, valevole per il girone C. Gli assistenti sono Peter Hermans e Walter Vromans e il quarto uomo Ste'phane Breda, tutti belgi.

MILAN, STORARI IN FORSE

Comincia lunedì mattina la preparazione del Milan al match col Real. Leonardo potrebbe far partire titolari Gattuso e mister Europa, Inzaghi. Da valutare la condizione di Storari, ceh domenica sera non ha giocato a causa del mal di schiena. Ancora dubbi sul modulo: un più solido 4-4-2 oppure l'originario 4-3-1-2.

REAL, RAUL: "PENSIAMO SOLO AL MILAN"

Subito dopo aver messo a segno la doppietta che ha permesso al suo Real di battere il Valladolid, nel giorno della sua 711.a presenza in blanco, Raul ha rivolto il suo pensiero al Milan, che affronterà mercoledì sera. "E' una giornata importante per me, ma sto già pensando a mercoledì, quando dovremo affrontare una partita molto importante che dobbiamo preparare nel migliore dei modi", ha detto il simbolo dei merengues.

MILAN, BORRIELLO PARTE PER MADRID
Sono 22 i convocati del tecnico del Milan Leonardo per la sfida in Champions League in casa del Real Madrid, la sorpresa è Marco Borriello. Ecco la lista completa: Dida, Donnarumma, Roma, Antonini, Jankulovski, Kaladze, Nesta, Pasini Oddo, Thiago Silva, Zambrotta, Abate, Ambrosini, Flamini, Pirlo, Seedorf, Borriello, Huntelaar, Inzaghi, Pato, Ronaldinho, Verdi.

Sportmediaset


Sergio Ramos: "Non ci fidiamo del Milan"

Intervistato dal quotidiano spagnolo Marca, Sergio Ramos ha parlato della prossima sfida di Champions League contro il Milan: "Non dobbiamo fidarci, il Milan è sempre il Milan. Sarà una bella partita, un derby europeo fra due grandi squadre. Affrontiamo un avversario di livello, è un test importante per verificare a che punto siamo". In passato, il difensore del Real è stato accostato al Milan, ma Sergio spegne le voci che lo vogliono lontano da Madrid: "Non ho mai pensato di lasciare il Real Madrid. Faccio già parte del migliore club al mondo".

Arbeloa: "Non vediamo l'ora di affrontare il Milan"

Alvaro Arbeloa, intervistato in conferenza stampa suona la carica verso la sfida di Champions League contro il Milan. "Mi sento bene dopo aver recuperato dal mio infortunio, sarò in buone condizioni per mercoledì. Sono stato fuori un mese, quindi non mi aspetto di giocare dal primo minuto. Il Milan è una grande squadra, ha ottimi giocatori e non possiamo fidarci del difficile momento che stanno passando. Ci aspettiamo molto da questo match, Real Madrid-Milan è la sfida tra il meglio presente in Europa e non vediamo l'ora di giocare la partita. Può essere un ottimo test per vedere quanto valiamo in Europa".


Milan news

La sfida delle sfide

Real Madrid e AC Milan si affronteranno mercoledì, nella prima di due gare consecutive nel Gruppo C di UEFA Champions League, in quella che sarà la loro 12esima sfida in competizioni ufficiali. Le due formazioni, che vantano cinque successi a testa, hanno conquistato complessivamente 16 Coppe dei Campioni e le Merengues hanno anche battuto i Rossoneri nella finale del 1958. uefa.com ha passato in rassegna cinque tra le sfide più memorabili del passato.

Real Madrid - Milan 3-1, seconda fase a gironi, 12 marzo 2003
Con in campo giocatori del calibro di Zinédine Zidane, Luís Figo, Ronaldo e Raúl González, il Real campione d'Europa in carica punta a diventare la prima formazione a conquistare la UEFA Champions League per due stagioni consecutive e ospita il Milan, già qualificato per i quarti di finale. Le Merengues disputano una gara scintillante e si impongono grazie a Raúl (doppietta) e Guti, centrando il 50esimo succcesso in UEFA Champions League. Sarà il Milan, tuttavia, a conquistare il trofeo per la sesta volta quell'anno, mentre la corsa del Real si fermerà in semifinale.

Milan - Real Madrid 5-0, semifinale di ritorno, 19 aprile 1989
Arrigo Sacchi era un illustre sconosciuto quando il presidente del Milan Silvio Berlusconi lo prelevò dal Parma FC nel 1987. Il tecnico di Fusignano avrebbe cambiato la mentalità del calcio italiano utilizzando come strumento il Milan, la cui vocazione offensiva si estrinsecò pienamente proprio nella sfida contro il Real. Dopo aver pareggiato 1-1 al Santiago Bernabéu, le Merengues vennero letteralmente spazzate via a San Siro, soccombendo sotto i colpi di Carlo Ancelotti, Ruud Gullit, Frank Rijkaard, Marco van Basten e Roberto Donadoni. I Rossoneri avrebbero poi conquistato il trofeo per la prima volta in 30 anni, ripetendosi anche la stagione successiva. Da allora, l'impresa di imporsi per due anni consecutivi non è più riuscita a nessuna squadra.

Real Madrid - Milan 1-0, ritorno degli ottavi di finale, 1 novembre 1989
Il Milan di Sacchi non era solo una formidabile macchina da gol, ma poteva anche contare su una delle difese più forti nella storia del calcio mondiale, come dimostra il doppio confronto contro il Real Madrid negli ottavi di finale dell'edizione 1989/90. I Rossoneri si imposero 2-0 in casa grazie alle reti di Rijkaard e Van Basten, ma nella sfida di ritorno le Merengues si portarono in vantaggio a ridosso dell'intervallo con Emilio Butragueño, riducendo così le distanze dagli avversari. Il secondo gol del Real, tuttavia, non arrivò mai, perché la difesa a zona di Sacchi si rivelò impenetrabile. Mauro Tassotti, Franco Baresi, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini shiusero ogni spazio all'attacco madridista, guidato da Hugo Sánchez, e alla fine gli spagnoli furono pescati in fuorigioco in ben 24 occasioni.

Real Madrid - Milan 3-2 (dts), finale, 28 maggio 1958
Desideroso di vendicare l'eliminazione in semifinale patita dua anni prima, il Milan scende in campo con l'obiettivo di spezzare il predominio continentale del Real Madrid e a Bruxelles passa in vantaggio al 59' con Juan Alberto Schiaffino. Le Merengues trovano il pareggio con Alfredo di Stéfano, ma a 13' dal fischio finale i Rossoneri passano nuovamente a condurre. Sembrerebbe fatta, ma gli spagnoli riescono a trovare il gol del 2-2 e la gara si protrae ai supplementari. Le due squadre sono esauste e alla fine è Paco Gento a piazzare la zampata decisiva, regalando al Real il terzo dei suoi cinque titoli continentali consecutivi.

Real Madrid - Milan 4-2, semifinale di andata, 19 aprile 1956
Il primo trionfo del Real nella competizione era arrivato nell'edizione inaugurale del torneo, quando le Merengues affrontarono i Rossoneri in semifinale. La gara di andata, di fronte ai 125.000 del Santiago Bernabéu, fu davvero spettacolare, con il Milan costretto a rimontare per due volte i padroni di casa nel primo tempo, prima del gol di Roque Olsen a ridosso dell'intervallo. Al 62', fu Di Stéfano a siglare il definitivo 4-2, risultato che si rivelò prezioso ai fini della qualificazione del Real, dal momento che il Milan si impose 2-1 nella semifinale di ritorno.

Fonte: ©uefa.com 1998-2009. Tutti i diritti riservati.


Seedorf: "La gara con il Real é una sfida a cui tutti vorrebbero partecipare"


Queste le dichiarazioni rilasciate da Clarence Seedorf, in esclusiva ai microfoni di Milan Channel, al termine della seduta mattutina di allenamento svolta oggi dalla squadra a Milanello:

Clarence, si diceva che il risultato di ieri fosse importantissimo per la classifica.
“Sì, ci voleva. Sono molto contento, molto felice perché la squadra lo merita. Abbiamo lottato fino alla fine, siamo certamente anche andati in confusione dopo i primi tre minuti, non ci voleva iniziare così la partita, però siamo comunque stati vicini l’uno all’altro. La Roma ha sbagliato qualche occasione importante nel primo tempo, però dopo, nella ripresa, abbiamo messo le cose a posto e abbiamo visto un buon Milan."

Questa squadra ha dimostrato sia a Bergamo che ieri sera contro la Roma di essere in grado di reagire, di avere carattere e di giocarsela sempre fino alla fine.
“Noi dobbiamo prendere anche le cose positive. Sappiamo quello che non è andato al meglio, ma ieri siamo riusciti a fare due gol, era successo solo alla prima giornata di campionato. Anche queste sono cose importanti: arrivarci, rendersi pericolosi. Quello che avevamo detto in settimana siamo riusciti a farlo. Sono poi anche contento per Ronaldinho e per Pato che sono riusciti a segnare e la squadra ha fatto tre punti importantissimi anche a livello morale.”

Ieri, dopo tanto tempo, si è rivisto in campo Nelson Dida.
“Sì, ieri sera ha fatto anche alcune parate importanti. C’è stato un buon ritorno anche di Nelson, ma direi che in questa squadra tutti coloro che vengono chiamati in causa stanno dando un risultato positivo.”

Mercoledì si andrà a Madrid, una partita ricca di tanti stimoli e in un bellissimo scenario perché si affrontano due grandi squadre.
“Queste sono le partite in cui tutti vogliono giocare, partecipare. Con questa vittoria contro la Roma avremo il giusto morale per affrontare un Real Madrid protagonista sia nella Liga sia nel nostro girone di Champions League. Questo porta tanti stimoli da parte nostra, tante motivazioni che dobbiamo indirizzare bene nella testa, nel cuore e nelle gambe per cercare di raccogliere quello che si può.”

ACMilan.com

L'intervista integrale a Dinho: "Devo rispondere in campo alle cavolate sul mio conto"
 

Lunga, importante, accorata, dettagliata. E' stata così, nè più, nè meno, l'intervista concessa ieri sera da Ronaldinho a Milan Channel, al termine di Milan-Roma. Non è stato il classico botta e risposta del post-partita, in cui, con l'emozione della gara ancora fresca, raramente si scava in profondità. No, Ronaldinho ieri sera si è guardato dentro, ha guardato la telecamera del Canale tematico rossonero e ha comunicato tutto quello che aveva dentro. Come, forse, non aveva ancora fatto, almeno in video, da quando è giunto in Italia, dal Luglio dello scorso anno.

In questo momento - esordisce Ronaldinho - mi sento bene. Dopo tanti giorni di lavoro ben fatti in questa sosta, mi sento bene fisicamente, tecnicamente e anche di spirito. Voglio continuare così, bene, per tutta la stagione, mi aspetto di andare avanti come questa sera per fare felici tutti i tifosi del Milan.
Questa sera c’è stata la conferma che Pato ed io possiamo giocare insieme, le cose ci vengono facilmente. Come anche con gli altri nostri attaccanti, Inzaghi, Huntelaar, Borriello, sono tutti grandi gli attaccanti qui al Milan. Comunque per quanto riguarda Pato, a me piace fare gli assist, lui ha una velocità fuori dal normale e insieme formiamo proprio una bella coppia".

Quindi un accenno alla partita, il momento del rigore, un momento in cui su quel dischetto c'era il peso non soltanto del vantaggio della Roma in quella fase della partita ma anche il ricordo delle ultime gare non positive, da Udine al Bari, dallo Zurigo a Bergamo. Sentiamo Ronaldinho: "Il rigore di stasera è stato un momento importante, io lo dico sempre quando dicono tante cavolate sul mio conto, è sul campo, è lì, è in quei momenti che bisogna rispondere. Nel momento in cui sono andato a calciare il rigore ho potuto dare una risposta a tutte le critiche che ho sentito, in quel momento ho fatto lo sforzo di restare concentrato. Le due posizioni occupate stasera? Quando gioco sulla sinistra mi trovo nella posizione che conosco più, nella quale in tanti anni di calcio ho fatto le mie cose migliori. Se poi mi succede di giocare di punta con Pato, per me non c’è nessun problema, c'è solo bisogno di un po' più di tempo per abituarsi a fare quelle cose che possono aiutare la squadra, che possono essere utili al Milan. La sostituzione? Sì, è normale in quei momenti voler restare in campo per dare una mano alla squadra, quando hai fatto un gol e un assist così è normale, ma io ho capito perfettamente il nostro allenatore. Leonardo ha fatto il cambio perchè in quel momento lui pensava che fosse la miglior cosa da fare per la squadra ed è assolutamente giusto che l'abbia fatto. Leonardo, io, la squadra, siamo tutti uniti per il bene del Milan".

Ronaldinho continua, svaria, amplia ogni discorso. I temi sono tanti: "So che ad ogni mio gol, ci sono 10.000 mila dollari che vanno alle persone che hanno bisogno. Questo per me è bello, mi dà una motivazione in più, mi rende felice aiutare chi soffre (L'iniziativa Nutrilite ndr). Adesso alla fine del campionato mancano ancora tante partite e adesso è importante cercare di recuperare quei punti che ci distaccano dalle squadre davanti a noi, dobbiamo andare avanti facendo bene come questa sera per tornare, perchè no, anche in zona Scudetto. Alle voci che sento sul mio conto la mia risposta è quella di scendere in campo e fare del mio meglio. Anche quando sento il presidente Silvio Berlusconi che parla bene di me, sento una motivazione, uno stimolo in più per fare sempre meglio, mi carica. Lui mi ha acquistato perchè io mi prendessi importanti responsabilità, oltre che per dare il mio contributo a questa squadra. Dopo tanti anni che sono nel mondo del calcio, sono anche in grado di fare il mio e al tempo stesso di poter aiutare i calciatori più giovani".

Non poteva mancare il passaggio sull'imminente sfida di Champions League a Madrid, allo stadio Bernabeu, fra Real e Milan:
"E' uno stadio dove ho fatto cose bellissime, ma adesso sto e stiamo vivendo un momento diverso. Il Real Madrid va rispettato, è una delle migliori squadre del mondo, ma noi in ogni caso dobbiamo andare là e cercare di vincere. Mercoledì ci attende un impegno davvero importante contro il Real Madrid, bisognerà guardare bene la partita di questa sera per non ripetere gli errori commessi e per cercare di tenere le cose positive. La gara con la Roma è finita, ma fare tesoro di alcune cose può davvero esserci utile".

La chiusura è sui suoi compagni brasiliani, sui suoi amici brasiliani, a partire dall'episodio sfortunato che ha riguardato Thiago Silva e che ha originato il vantaggio della Roma:
"Thiago Silva è uno dei migliori difensori al mondo, al momento è il miglior difensore brasiliano, e sono certo che la prossima volta starà più attento per non ripetere l’errore che ha commesso oggi. Teniamo solo conto che in una partita capita di sbagliare e può capitare che l'errore sia importante. Succede agli attaccanti quando sbagliano un rigore e ai portieri quando commettono un errore in porta. Per quanto riguarda il discorso sulle convocazioni in nazionale nella mia testa è chiaro che io devo pensare solo al Milan, io devo prima pensare a fare bene qui al Milan, poi tutto succederà naturalmente sia per me che per tutti i brasiliani. Mi spiace per quello che è successo oggi a Marco, ha avuto un problemino alla schiena, ma allo stesso tempo sono felice per la prestazione di Dida. Sono felice per lui, è entrato, ha fatto la sua parte, molto bene


ACMilan.com
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del 18/10

Leonardo, messaggio al Milan: "Chi si lamenta è perduto"

Forse è merito del contagio mediatico provocato dagli scoppi di collera di Lippi e Maradona, forse è merito esclusivo dell’avvicinarsi della sagoma di Kakà e del Real Madrid, forse è venuto il momento in cui la sua panchina comincia a scottare davvero. Il risultato è semplicemente stupefacente: Leonardo ha preso di petto il Milan e lo ha sbattuto contro il muro. «Basta piangersi addosso» è stato il suo sfogo, recitato in modo educato ma con una “escalation” di toni e di espressioni che hanno regalato alla platea dei cronisti del sabato pomeriggio un Leonardo furioso, per la prima volta, dopo settimane di sorrisi imbarazzati, di lunghi discorsi, senza un morso, senza uno spunto, senza un pugno sbattuto sul tavolo. «Questo Milan può fare molto ma molto meglio rispetto a quanto concluso finora» è stata la sua lunga rincorsa. E non si è trattato del solito predicozzo per cementare la fiducia scesa a livelli bassi.
No, è stato semplicemente l’inizio della «sparata» di Leonardo che ha capito, finalmente verrebbe da aggiungere, uno dei problemi più importanti che hanno frenato fin qui il rendimento dei «senza Kakà e Maldini». Il deficit è psicologico, nato dall’estate vissuta con il lutto al braccio per la partenza di Kakà. Da quel giorno è intervenuta una pericolosa rassegnazione nell’ambiente e ogni difficoltà incontrata dalla squadra ha provocato scene di panico. «Tutte le squadre grandi e meno grandi hanno problemi, come o addirittura più complicati dei nostri, dobbiamo allora toglierci questa etichetta che gira intorno a noi, siamo noi che dobbiamo capire quello che siamo e non esistono occasioni migliori di quelle che arriveranno nei prossimi giorni» ha suggerito Leonardo, una specie di strizzacervelli per curare la malattia più grave dei berlusconiani. Non a caso è in arrivo la Roma stasera a San Siro, negli ultimi tre anni la bestia nera del Milan, capace di mandare per traverso anche l’addio di Maldini, a maggio scorso, e più tardi, mercoledì, il viaggio a Madrid, ai piedi di Kakà e del Real.
«Lo dico a tutti, a chi sta dentro Milanello e a chi sta fuori» il chiarimento intervenuto poi per definire l’obiettivo della sua intemerata. Il gruppo è troppo fragile dal punto di vista nervoso, ma anche l’ambiente intorno, nello stadio e fuori, ha preso a contagiarlo con insicurezze diffuse e la garanzia di un flop inevitabile, scontato. «Anche certe notizie sulla cessione del club, che poi non sono vere, possono provocare qualche contraccolpo: dobbiamo andare avanti con i nostri obiettivi» l’altra avvertenza di Leonardo allo spogliatoio.
Dev’essere per questo motivo che, ieri mattina, Leonardo, sempre così compito e asciutto, elegante nel suo linguaggio, non ha trovato sconveniente né la sfuriata di Lippi né gli insulti da bettola di Maradona. «Sembra che ci sia una guerra tra ct e tifosi, secondo me sono solo sfoghi, ognuno ha il suo modo di fare» la chiosa diplomatica. Dev’essere per questo che, dopo lo sfogo, Leonardo s’è deciso a mettere da parte lo schieramento riferito all’era di Ancelotti per ripiegare sul 4-4-2 già sperimentato a Bergamo, con Pato e Ronaldinho davanti, e una robusta doppia diga di 4 pedine davanti a Storari. «La base resta sempre la stessa» suggerisce Leonardo che non deve inventare una nuova macchina ma almeno trovare la via d’uscita dalle curve (2 pareggi e una sconfitta).

Franco Ordine per www.ilgiornale.it


Sergio Ramos: "E' il momento di vedere il Real contro un avversario che rispettiamo veramente"

Sergio Ramos, intervistato dopo il successo interno del Real Madrid sul Valladolid per 4-2, ha ringraziato i tifosi per il supporto e ha fatto un bel commento sul Milan, prossimo avversario dei madrileni in Champions League:
 

“C'é sempre paura della partita che viene subito dopo una sconfitta. E' ovvio che abbiamo molte cose da migliorare, ma é meglio rimanere calmi in modo che i tifosi continuino a divertirsi guardando le nostre partite. Siamo grati con loro, sappiamo che sono impazienti e vogliono vederci giocare sempre meglio".
“E il momento di vedere la vera stoffa del Real Madrid contro un avversario che ha vinto tante Coppe Europee e che rispettiamo veramente. Non si può essere troppo sicuri di se stessi. Ci sono tanti buone squadre, per esempio il Siviglia ha perso al Riazor. contro il Depor. Si deve sempre rispettare qualsiasi avversario nel calcio"

Milan news

Ronaldinho:"Il Milan è pronto"

ntervistato in esclusiva per la trasmissione Guida al Campionato, Ronaldinho parla così della settimana rossonera che porta alla sfida con la Roma di questa sera "La squadra è pronta, si è allenata bene e possiamo fare una bella gara contro i giallorossi" e ancora "Spero ancora nel Mondiale e so che giocando bene qui al Milan posso andarci. Inoltre anche Pato vuole rientrare nella Seleçao e quindi ci aiuteremo a vicenda"

Milan news
 

Milan, ribaltone alla brasiliana
2-1 contro una bella Roma

Primo tempo inguardabile dei rossoneri, dominati dai giallorossi e salvati solo da Dida, che limita il passivo al solo gol di Menez su erroraccio di Thiago Silva. Nella ripresa entra Inzaghi e si risvegliano Ronaldinho e Pato: il primo trasforma un contestato rigore e poi inventa l'assist per il gran gol del secondo

MILANO, 18 ottobre 2009 - Questione di classe. Quella di Ronaldinho e di Pato che consegnano tre punti di fondamentale importanza a Leonardo. Dopo un primo tempo tragico, dominato da una Roma di grande spessore tecnico, il Milan con la disperazione di chi è ormai sull'orlo del burrone, rimonta i giallorossi in vantaggio nel primi 45' con Menez. Dinho pareggia su rigore e poi consegna a Pato la palla perfetta per la vittoria.

C'E' NELSON DIDA — Non accadeva da una vita. Ci voleva l'influenza per rilanciare il brasiliano. Quella che ha colpito Storari costretto al forfait dalla febbre. Quella del brasiliano è l'unica variazione della formazione rossonera che Leonardo conferma: solido 4-4-2 con Oddo esterno destro della difesa che ritrova Thiago Silva. Sulla stessa corsia c'è Abate. Al fianco di Pato gioca Ronaldinho. Claudio Ranieri risponde con lo stesso modulo; deve rinunciare a Totti, ma non a Mexes e Vucinic, con De Rossi in regìa. All'ultimo istante il tecnico romano preferisce Menez a Okaka: questione di tecnica e fantasia; un problema in più per il Milan.

BELLA ROMA — Ranieri lungimirante? In effetti l'istinto del tecnico premia la Roma, perché dopo poco più di due minuti di gara, Thiago Silva si produce in un goffo retropassaggio su cui si avventa il francesino: autostrada libera e battere Dida è un gioco. Raccapricciante, perché al 5' ancora Menez fa bruciare le mani a Dida che para in due tempi. Nello sconcerto totale, il Milan arranca nel copione noioso di chi non sa cosa fare. Senza la necessaria lucidità, la squadra di Leonardo mette insieme pezzi di gioco alla rinfusa e, inoltre, deve fare i conti con l'organizzazione romanista. Davvero impeccabile la disposizione in campo dei giallorossi, che non concedono nulla all'armata Brancaleone rossonera.

  SCONCERTANTI — La Roma è squadra; autorevole e sicura. Quando attacca sono dolori. Come al 22' quando De Rossi si produce in un'imperiosa cavalcata con botta dal limite che Dida devia in angolo. Proprio il portiere brasiliano, più volte messo alla berlina, mette pezze dappertutto nell'impacciata difesa del Milan incapace di ragionare. Bersagliato da retropassaggi, deve anche superarsi al 38' quando sbarra la strada a Vucinic che cerca il primo palo da posizione ravvicinata. Insomma, tabula rasa. Un Milan sconcertante che deve inchinarsi davanti a una Roma così pimpante e quadrata da esaltare l'imbrocchimento dei rossoneri. Così, con la classifica sempre più precaria, Leonardo inaugura il secondo tempo con Inzaghi al posto di Abate, l'unico con Dida a salvarsi nel primo tempo, ma sofferente dopo uno scontro di gioco.

FINALMENTE PATO — Spina nel fianco, già dopo 63 secondi Pippo manca il pari di testa, perché appostato sulla linea c'è Pizarro che ribatte. Inzaghi ha il pregio di seminare panico e adrenalina. Con Dinho e Pato più larghi il Milan sembra incidere di più, anche se a provocare il rigore del pareggio all'11' è Nesta, sui cui commette fallo da tergo Burdisso. Dal dischetto trasforma Ronaldinho, molto più incisivo e protagonista. Basta e avanza lo straordinario assist per Pato al 22' che, finalmente, riacquista la memoria. Il Papero stoppa di petto, si aggiusta la palla di destro ed evita Doni per poi gonfiare la rete con il sinistro.

CUORE IN GOLA — Guai ad arrendersi. La Roma carica il contropiede e mira Dida che si salva come può. Ranieri fa tre cambi: fuori Taddei, Vucinic e Menez; dentro Guberti, Okaka e Baptista. Scontato il copione, con i giallorossi votati all'attacco. Al 32' De Rossi grazia Dida, concludendo oltre la traversa da due passi; un modo per ribadire che la Roma è viva. A complicare la vita ai rossoneri pensa però Rosetti, quando al 36' espelle Ambrosini per doppia ammonizione. L'uomo in più pesa, ma la Roma non sfrutta il vantaggio, anche perché i rossoneri si immolano con unghie e denti, affidandosi nel contropiede alla ritrovata sinergia fra Pato e Ronaldihno che lascia il posto a Flamini tra gli applausi. Il fortino contro la bella Roma resiste e Leonardo trova tre punti d'oro. Forse decisivi per il futuro della squadra.

Gaetano De Stefano - Gazzetta dello sport
 

Leonardo: "Questa vittoria
vale più di tre punti"

Il tecnico milanista commenta il primo tempo della sua squadra: "Un fatto psicologico. Ci siamo allenati bene con lo spirito giusto, ma quando prendi un gol così dopo due minuti salta tutto. Ma la squadra stasera ha esaltato la sua umiltà". Ranieri: "Peccato, avevamo in mano la partita ma abbiamo segnato un solo gol"

MILANO, 18 ottobre 2009 - Claudio Ranieri non passerà una notte tranquilla. Con un Milan così ridotto, nel primo tempo bisognava chiudere la partita. Sarà sicuramente il tema delle prossime lezioni a Trigoria. Il tecnico romano della Roma nei prossimi sogni ricorrenti avrà l'ossessione delle occasione mancate e di quel rigore non dato per l'entrata di Thiago Silva su Menez nel primo tempo. Dubbio quanto quello concesso ai rossoneri in occasione del pareggio. "Peccato, abbiamo giocato un primo tempo con grande personalità, ma abbiamo segnato solo un gol. Avevamo la partita fra le nostre mani". Non digerisce l'operato di Rosetti: "Anche sull'espulsione di Ambrosini ha esagerato. Peccato perché è un arbitro eccezionale; ma deve essere Collina a giudicare".

SACRIFICIO E PASSIONE — Leonardo esalta la sua onestà: se c'era il secondo poteva starci anche il primo. Ma per lui è serata di grazia. Tre punti così possono cambiarti il futuro. Detto fatto. Dopo l'incredibile primo tempo che sembrava anticipare una disfatta colossale, i rossoneri hanno avuto il pregio di togliersi la maschera più brutta e mettere in pratica la lezione di Nesta: sacrificio e passione. Così è nata la rimonta. "Il primo tempo? Un fatto psicologico. Ci siamo allenati bene con lo spirito giusto, ma quando prendi un gol così dopo due minuti salta tutto. Ma la squadra stasera ha esaltato la sua umiltà. Questa vittoria vale più di tre punti".

SCHEMI — I moduli non li ha mai digeriti. Spiega: "Io sono brasiliano; 4-4-2, 4-3-1-2 per me sono numeri. Tutto è legato all'interpretazione dei giocatori. Io ho il calcio offensivo dentro di me. Quando questa squadra avrà trovato il suo equilibrio darà i risultati migliori. I fischi? Se sono giusti e sei umile li accetti e reagisci".

BRASIL — Non fa proclami sul suo pezzo di Brasile in rossonero, anche se al gol di Pato ha esultato come un ventenne. "Ronaldinho? Ha fatto benissimo, ma per pensare al vero Dinho ci vuole ancora un po'. Oggi ha preso per mano la squadra al momento giusto, con personalità e talento. E' stato determinante, ma non è ancora lui. Si sta avvicinando e lo sa bene. E sarà continuo potrà darci una grande mano".

Gaetano De Stefano - Gazzetta dello sport
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del 17/10

Thiago Silva consiglia Ederson al Milan e su Nesta: "Andremo insieme in Sudafrica"

Il centrale rossonero domani rientrerà dopo un mese di assenza contro la Roma.

Dopo un mese di stop forzato il Milan ritrova Thiago Silva. Il brasiliano, nonostante un inizio di campionato poco felice per i rossoneri, ha formato con Alessandro Nesta una delle migliori coppie centrali del campionato.

Ecco, al "Corriere dello Sport", le sue impressioni sui primi mesi in casa rossonera ed i suoi obiettivi per il futuro.

Dopo lo stop forzato, riprendi la tua posizione in campo, anche se all'inizio... "E' vero, ho iniziato come attaccante la mia carriera, poi a poco a poco sono arretrato. Fortunatamente ogni tanto riesco ancora a fare gol su qualche calcio piazzato, non ho perso questo vizio. Adesso sto bene e sono pronto a giocare di nuovo. Contro la Roma giocherò contro molti amici brasiliani. Conosco bene Juan, mi sono ispirato a lui".

Sei portato quindi naturalmente al sacrificio? Qualche altro tuo compagno, in primis Ronaldinho, non sembra fare lo stesso.
"Nella mia carriera non ho giocato solo in porta. Sia al Milan che col Brasile pur di giocare mi adatterei ovunque. Io sono un destro, ma se Leo chiama sono disposto a giocare anche a sinistra. Ronaldinho? Ognuno nella sua vita privata può fare quello che vuole, non vedo problemi".

Capitolo nazionale, Dunga sembra essersi dimenticato di te. "Per ora penso a giocare bene nel Milan. Anche grazie a Leonardo, che mi ha sempre voluto qui al Milan quando mi voleva qui in Italia anche l'Inter. Spero di poter conquistare la fiducia di Dunga con le mie prestazioni in campo".

Anche grazie alla vicinanza di Alessandro Nesta. "Sto imparando molto da lui, è un campione di livello assoluto. E' in un momento di forma veramente splendido dopo l'infortunio. Spero di poterlo affrontare da avversario in Sudafrica".

Milan in crisi, come Leonardo? "Io non penso che siamo in crisi, Leo ha le idee chiare e il Milan farà bene, anche a partire dalla partita contro il Real Madrid".

Conclusione dedicata al mercato. Ederson può essere il nuovo Kakà? "E' sicuramente un campione da Milan, veloce e tecnico".

Goal.com

Zambrotta: "Nesta perno della squadra"

Ai microfoni di Milan Channel, Gianluca Zambrotta (32) non perde occasione per elogiare il compagno di reparto Alessandro Nesta (33). Il laterale rossonero parla del ritorno in grande stile del centrale romano e dell'ipotetica presenza mondiale. "Ho sempre creduto che Alessandro potesse tornare a questi livelli, è un perno di questa squadra un elemento fondamentale. Per quanto riguarda il capitolo azzurro, ha preso la sua decisione e non credo tornerà in Nazionale, anche se lo spero molto". Continuano i meritatissimi attestati di stima riscossi dal n.13 rossonero, che dal baratro ha saputo rialzarsi, per tornare a lottare con lo stile che lo contraddistingue

Milan news


Real Madrid, Valdano: "Il Milan è in difficoltà ma è un grande club"

In ottica Champions League, il direttore generale del Real Madrid Jorge Valdano ha parlato al Corriere dello Sport della sfida di mercoledì con il Milan: "Una grande gara. Co­me sempre succede quando si affrontano Re­al e il Milan, due giganti nella storia della Cham­pions League. Il calcio è fatto di ci­cli, di periodi vincenti e stagioni con meno soddi­sfazioni. Il Milan ora ha qualche difficoltà, ma ri­mane una società fanta­stica. Kakà? E' un giocatore straordinario ed è un privilegio averlo in squadra perché fa cose importanti, dentro e fuo­ri dal campo. L’operazione per portarlo a Madrid è risul­tata più semplice grazie ai buoni rapporti tra Flo­rentino Perez e Galliani: quando tra due persone c’è una simile stima, un affare diventa fattibile in breve tempo. Siamo orgogliosi di avere Kakà, un calciatore che aveva fatto la storia del Milan e che ci regalerà grandi soddisfazioni".

Milan news
 

Milan, nome nuovo per la fascia: Luis Filipe Kasmirski

"Tutti in fila allegramente", potrebbe essere questo il titolo di un film sul mercato rossonero, che inizierà la proiezione in gennaio, per terminare a fine agosto (forse). Maldonado, Diogo, Bale, Rafinha, Criscito, Zuniga (non si offenda chi manca all'appello), sono solo parte dei nomi segnalati sul taccuino dagli emissari rossoneri, ma non sembrano finire. Alla tipica domanda da sala d'attesa: "Chi è l'ultimo"? Oggi possiamo rispondere: "Luis Filipe Kasmirski", 24enne terzino mancino del Depor La Coruna. Il giovane brasiliano seguito in estate anche dal Barça (che poi ha virato su Maxwell), è valutato dagli spagnoli circa 10 mln, cifra che la scorsa stagione fece spaventare gli emissari blaugrana che decisero di puntare così sull'ex interista. Di carne sul braciere in via Turati ce n'è da vendere, ora speriamo che i tanti nomi in testa alla dirigenza rossonera, non portino solo caos e imbarazzo nella scelta.

Milan news
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del 16/10

Pato alla riscossa
"Segno e non mi fermo più"

La crisi del gol è agli sgoccioli: il brasiliano del Milan è sicuro. "So che la Roma è una grande squadra, ma sono sicuro che per come ho lavorato il gol arriverà"

MILANO, 16 ottobre 2009 - Alexandre Pato guarda avanti con fiducia. Dopo la doppietta realizzata a Siena nella prima giornata, la luce dell'attaccante brasiliano si è spenta e la via del gol smarrita. Ma l'attaccante del Milan è sicuro che già in occasione del posticipo con la Roma le cose potrebbero cambiare. "So che la Roma è una grande squadra, forte, quando viene la Roma è sempre difficile da affrontare. Noi - ha spiegato a Sky Sport 24 - abbiamo fatto una grande settimana per giocare questa partita, questa settimana il mister ha fatto un gran lavoro. Per quanto mi riguarda sono sicuro che il gol tornerà e che quando tornerà non si fermerà più".

SFORTUNA — Gol che è arrivato alla prima e che poi non s'è visto più: un problema che coinvolge tutto il Milan, che ha segnato soltanto 4 reti (terzo peggior attacco del torneo). Rispetto a Siena "sono cambiate delle cose e manca anche un po' di fortuna - argomenta Pato -. Ho preso il palo nell'ultima partita (Atalanta, ndr), il loro portiere è stato bravo. Le cose che ho fatto finora non sono sbagliate. Sono sicuro che per come ho lavorato il gol arriverà. Con chi in attacco? Deve decidere il mister, chi gioca deve fare il meglio per il Milan".

BRASILE E SUDAFRICA — Anche per conquistare un posto in nazionale: la concorrenza è agguerrita con Adriano, Luis Fabiano e Nilmar. "Ma per tornare nella Selecao devo fare bene qua, devo aiutare il Milan a vincere - afferma -. Sono sicuro che se faccio bene qua ci torno: Dunga crede non solo ai giocatori che ha lì. Mi ha dato tanto spazio per giocare. Io o Ronaldinho? Voglio che torniamo tutti e tre, compreso Thiago Silva".

gasport

Galliani: "Vogliamo San Siro tutto per noi"

Adriano Galliani esce allo scoperto sul tema stadio di proprietà. L'Amministratore Delegato rossonero avrebbe infatti espresso la volontà del Milan di acquisire lo stadio di San Siro per poterne godere in maniera piena ed esclusiva. "Il nostro sogno è restare qui e diventare un giorno gli unici utilizzatori di San Siro - ha detto senza mezzi termini l'ad rossonero -. Ma deve essere un Meazza diverso".Il progetto del Milan è dettato anche dal fatto che l'Inter ha più volte manifestato l'intenzione di costruire uno stadio proprio e, di conseguenza, abbandonare San Siro.

Milan news


Abate: "Con la Roma possiamo cambiare la stagione"

Ignazio Abate, volto nuovo rossonero, tornerà a spingere sulla fascia destra, ma più avanzato. Leonardo ha intenzione di schierare Oddo terzino destro, e Ignazio si porterà più avanti: "Non è un problema giocare 20 metri più avanti o indietro. Certo, se gioco più avanti non devo preoccuparmi troppo della fase difensiva". Domenica sera arriva la Roma, che negli ultimi tre match a San Siro con i rossoneri ha sempre fatto bottino pieno: "Speriamo di fargli interrompere questo trend, giochiamo davanti al nostro pubblico e faremo di tutto per portare i tifosi dalla nostra parte". Alla Roma potrebbe mancare Totti: "Sarebbe un peccato, perché è un grande campione e le grandi sfide senza i grandi campioni non sono le stesse. Noi comunque dobbiamo pensare a tutta la Roma, e fare la nostra partita. Partite come questa, in caso di vittoria, possono anche cambiare una stagione".

Studio sport - Milan news

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del15/10

Onyewu Ko: emergenza Champions, e Galliani chiede i danni

Oguchi Onyewu dal suo arrivo in rossonero non ha convinto nessuno. Né i tifosi nè Leonardo, che fino ad ora gli ha concesso solo 30 minuti di campo contro lo Zurigo. Ora però l’americano si è infortunato e starà fuori dai 4 ai 5 mesi. Nella gara tra Stati Uniti e Costa Rica si è accasciato a terra. La diagnosi: strappo del tendine rotuleo del ginocchio sinistro, rientro previsto non prima di febbraio. Il Milan come detto non ha mai avuto intenzione di puntare su di lui, eppure la sua assenza ora potrebbe pesare. Thiago Silva fortunatamente sta per tornare a disposizione e Nesta rappresenta fino a questo momento una garanzia. Ma aldilà del muro rossonero, la panchina non offre ricambi di valore per quanto riguarda i centrali difensivi. Soprattutto in Champions League. Ora che lo statunitense non è più a disposizione, c’è da mangiarsi le mani per alcune scelte poco condivisibili. Ad esempio quella di tenere fuori dalla lista il sempre affidabile Favalli, per inserire al suo posto ben 4 portieri. Considerato l’imminente ritorno di Abbiati, ne sarebbero bastati 3 per la prima fase. C’è Kaladze nel ruolo di vice in difesa, ma il georgiano non ha convinto. E comunque dopo di lui il vuoto, solo una serie di terzini difficilmente adattabili in caso di emergenza. Persino il primavera De Vito della lista b è un giocatore di fascia. Considerato il tour de force che attende il Milan, non resta che incrociare le dita.

Tra l'altro, l'infortunio di  Onyewu ha mandato su tutte le furie Adriano Galliani. "Sono molto arrabbiato perché le nazionali ancora una volta ci prendono i giocatori e noi dobbiamo rimetterci con gli infortuni - ha spiegato l'ad rossonero - . Questo è un problema da risolvere. Noi come Milan pretendiamo un indennizzo dalla federazione americana. Non possiamo stipendiare per sei mesi un calciatore che non può giocare".


Fonte: Federico Faranda per Qsvs.it

Berlusconi non molla il Milan
"Mai pensato di venderlo"

Il premier da Sofia ribadisce che la società rossonera resterà sempre sua: "Appartiene alla sfera degli affetti, non economica". Intanto Galliani risponde con il solito orgoglio alle critiche: "Siamo il club più titolato al mondo e il nostro marchio va al di la delle vittorie e delle sconfitte. L'allenatore non è in discussione. Beckham? E' quasi fatta, ci aiuta anche a livello d'immagine"

MILANO, 15 ottobre 2009 - "Mai ho avuto l'intenzione di cedere il Milan che non appartiene alla sfera economica, ma alla sfera degli affetti", ha detto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Sofia. Nei giorni scorsi alcuni quotidiani avevano scritto che la cessione del Milan sarebbe potuta rientrare nella cessione di asset per trovare fondi per fare fronte al reperimento dei 750 milioni con i quali il tribunale penale di Milano ha imposto a Fininvest, controllante Mediaset.

ORGOGLIO MILAN — La giornata dell'orgoglio rossonero, l'occasione per i dirigenti di via Turati di far sapere ai media che il Milan è una delle squadre più amate seguite al mondo, nonostante gli ultimi risultati possano ingannare. Il "valore del marchio", come ha ribadito più volte l'a.d. Adriano Galliani durante una conferenza stampa commerciale, è l'elemento cardine per il Milan. Per questo motivo il numero due rossonero preferisce non parlare di mercato invernale: A gennaio vedremo, la nostra politica è fatta per tenere la squadra ai vertici mondiali. Quando parlo di brand, ci tengo a parlare della forza di questo marchio. Il Real è cresciuto di valore senza vincere nessuna Champions League dal 66 al 78 mentre noi l'abbiamo vinta nel 2007, due anni fa. Noi vogliamo continuare a volare in alto. Il mercato di gennaio è relativo per la crescita, noi siamo qui da ventitrè anni e siamo orgogliosissimi di quello che siamo diventati: abbiamo preso il Milan in un'aula di tribunale e l'abbiamo fatto diventare il Club più titolato al Mondo, ecco perchè gli sponsor ci seguono". Il titolo di club più titolato al mondo viene sempre rivendicato: una piccola forma d'orgoglio o un modo come un altro per difendersi dalle critiche.
 

NIENTE VENDITA — "Nessuno ha mai parlato di un Milan in vendita, sono i mezzi di comunicazioni che hanno introdotto questa notizia. A livello ufficiale e a nome della Finivest, ribadisco e confermo che il Milan non è in vendita. Abbiamo fatto un contratto con Emirates, ma non c'è mai stata una trattativa tra i finanziari di Dubai per la cessione parziale o totale del Milan". Silvio Berlusconi al timone della società è convinto che le sue idee e le sue scelte possano pagare. Una di queste si chiama Leonardo, vera e propria scommessa del proprietario rossonero: "È l'allenatore del Milan, gli auguro di rimanere ancora tanti anni". Leonardo allora può lavorare tranquillo, studiando il nuovo 4-4-2 che replicherà domenica contro la Roma dopo l'esperimento di Bergamo. Il tecnico brasiliano potrà potenziare il nuovo modulo e le fasce laterali con l'inglese David Beckham, pronto a tornare all'ovile a gennaio: "Non dico che sia fatta perchè il contratto sta girando tra Milan e Los Angeles, ma dico che siamo al 95%. È un giocatore che ha una grande visibilità e può esserci utile anche a livello di immagine".

gasport
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del 14/10

Oddo: "Possiamo superare questo momento"

L'intervista del giorno, a Milanello, ha visto protagonista Massimo Oddo. Il difensore, a Milan Channel, torna sull'amichevole benefica di sabato sera a Pescara. Poi parla del momento rossonero in ottica Milan-Roma e non soltanto. Ecco i temi:

L'AMICHEVOLE DI PESCARA
"E' stata una bellissima iniziativa, cui hanno preso parte la mia associazione, l'A.M.O. (Associazione Massimo Oddo Onlus) e la Fondazione Milan che ci ha dato una grossa mano per organizzare la partita. Lo scopo della serata era la ricostruzione della mensa per i poveri 'Celestino V' a l'Aquila, andata distrutta a causa del terremoto. Hanno partecipato tanti campioni del passato ed è stata in tutto e per tutto una bella giornata di festa".

IL LAVORO DURANTE LA SOSTA E LA PARTITA CON LA ROMA
"Tutti gli allenamenti servono per migliorare. Finora è stata una settimana e mezza molto intensa che ci ha dato l'opportunità di preparare tante cose e lavorare bene sul campo sia a livello atletico che tecnico-tattico. Speriamo di arrivare al primo appuntamento in programma, cioè quello di domenica contro la Roma, al punto giusto".

"Una vittoria domenica servirebbe per il morale, per i punti e per tutto... Non possiamo nasconderci dietro al fatto che siamo in un momento di difficoltà. In squadra ci sono tanti campioni e tanti grandi giocatori. Sono sicuro che riusciremo ad uscire da questo periodo non facile e a proiettarci in un futuro più roseo".

"Milan-Roma come un derby? Alla Lazio ho passato cinque anni importantissimi per me e per la mia carriera. Allora affrontare i giallorossi era sempre una partita particolare. Oggi per me è sicuramente una gara diversa".

LA FASE OFFENSIVA E I POCHI GOL REALIZZATI
"Non credo sia giusto individuare una colpa ben precisa. Se l'attacco fa fatica a fare gol è perchè non viene sostenuto adeguatamente dal centrocampo e dalla difesa. Viceversa, allo stesso tempo, quando alla difesa capita di subire tanti gol non è mai solo responsabilità dei difensori. E' un problema di squadra. Il calcio non è uno sport individuale. Quando le cose non vanno bene le 'colpe' sono da attribuire un po' a tutti. La nostra forza però è sempre stata quella di saper uscire dai momenti difficili e lo faremo anche questa volta".

Milan news

Raul: «Il Real con il Milan vuole la qualificazione»
Il capitano merengues avvisa i rossoneri in vista della doppia sfida europea


MADRID, 14 ottobre -  Nonostante le numerose assenze per infortunio, il Real Madrid deve puntare a conquistare la qualificazione agli ottavi di Champions League nelle prossime due partite contro il Milan. È l'opinione di Raul, capitano merengues, secondo quanto riporta il quotidiano sportivo spagnolo Marca nella sua versione on-line.

Il cannoniere parla di "sfortuna", a proposito dei guai fisici di Cristiano Ronaldo e degli altri madridisti (Guti, Metzelder, Arbeloa, Gago e Van Nistelrooy), ma è convinto che il Real possa far fronte alle assenze grazie alla sua rosa. «Ora arrivano partite molto importanti, sia nella Liga che in Champions - dice Raul - soprattutto la doppia sfida contro il Milan. Cercheremo di risolvere il discorso qualificazione per concentrarci sul campionato e sulla Coppa di Spagna e 'parcheggiarè la Champions fino a febbraio».

Corriere dello sport
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del13/10

Milan, Caliendo ha trovato in Francia l'erede di Kakà... ed è pure BRASILIANO!

Il centrocampista brasiliano del Lione, Ederson, potrebbe approdare in Italia.

"Puntare... fuoco!" Ecco ciò che il Milan è chiamato a fare già a partire dal mercato di riparazione. E cioè, fissare l'attenzione su un obiettivo e fare di tutto per portarselo a casa.

La partenza di Kakà è stata da molti indicata come la causa scatenante della maggior parte dei problemi rossoneri e allora l'intenzione è quella di ripartire proprio da un giocatore che possa sostituire l'ex Pallone d'Oro.

Sulle pagine di Tuttosport oggi, il suggerimento è rivolto al brasiliano del Lione, Ederson. Il 23enne centrocampista verdeoro in forza al Lione dallo scorso anno, fatica a trovare spazio nell'undici di Puel e, a tal proposito, Antonio Caliendo, suo agente, ha sparato sul tecnico del club francese.

"Secondo me quell’allenatore non capisce nulla di calcio. E lo stanno dimostrando i risultati: dopo anni di trionfi, il Lione non ha vinto nulla, lo scorso anno. Però questo è un altro discorso. Quello che volevo dire è che Ederson può essere il sostituto ideale di Kaká. E che sto per portare a Galliani il video che dimostra la mia teoria. Secondo me, c’è un solo giocatore che per caratteristiche tecniche può davvero sostituire Kaká nel Milan. E questo giocatore è Ederson».

Una dichiarazione parecchio convinta quella dell'agente del giocatore, sebbene sia stato proprio lo stesso Ederson a correggere il tiro: "Il parago­ne non è attuale - ha detto a proposito del confronto con Kaka -  però posso dire che quella è la mia posizione in campo che preferisco. Trequar­tista, con due punte davan­ti a me. Oppure seconda punta, come in fondo anche Kaká ha finito per giocare nel Milan. Nel Lione, in­vece, spesso mi fanno gio­care anche esterno non è il mio ruolo ma ho capito che devo adattarmi, perché è l’unico modo per essere considerato".

Insomma, è proprio vero che con Puel non è tutto rose e fiori, ma Ederson diplomaticamente spiega: "So di giocarmi a Lione un'importante chance e che questa è per me una stagione importante. In Italia, però, si gioca il campionato che preferisco. Il mio manager Ca­liendo me ne parla sem­pre, so che se fosse per lui giocherei già da tempo nel vostro campionato".

E a quanto pare, anche il numero 10 del Lione non vede l'ora... Leonardo accoglierà un altro brasiliano nel proprio organico?

Goal.com


Ronaldinho chiama Adriano

Il nome di Adriano continua ad aleggiare sopra Milanello. Dopo il viaggio di Ariedo Braida in Brasile l’Imperatore è infatti tornato prepotentemente di moda in quel di Milano, sponda rossonera. Adri, ormai pienamente recuperato, potrebbe essere l’uomo giusto per risolvere i problemi del Diavolo, in particolare quelli di un reparto avanzato fin qui troppo fiacco.

L’ex nerazzurro ha anche uno sponsor d’eccellenza nel Milan, il suo connazionale Ronaldinho: «Adriano al Milan? Sta facendo molto bene nel Flamengo – ha spiegato il Gaucho - E’ ancora un grande campione, può essere di nuovo competitivo nel calcio italiano, può fare sempre la differenza. Sarei contento se venisse al Milan». Il 29 ottobre è atteso a Milano l’agente di Adriano, Gilmar Rinaldi: a quel punto sapremo se l’idea si trasformerà in un’operazione concreta o meno.
 
Milan news

Ronaldinho: "Onorerò la fiducia di Berlusconi"

Nella serata di ieri, Ronaldinho ha ricevuto a Montecarlo il "Golden Foot", importante riconoscimento alla carriera. Il brasiliano è apparso sereno e, come sempre, sorridente; al termine della premiazione ha pronunciato parole cariche di ottimismo, fiducia e voglia di stupire: "Le parole di sti­ma del presidente Berlusconi mi danno un'energia incredibi­le. Farò di tutto per non tradire la sua fiducia. Quest'anno vo­glio vincere un titolo con il Mi­lan. Io penso positivo. Eventual­mente andrei in panchina pron­to a dare il mio contributo. Pe­rò io sono allegro solo quando gioco. Cercherò di convincere Leonardo che sono il Ronal­dinho vero e che merito di esse­re titolare".

Dinho verdeoro: "Il mondiale? Spero di aiutare la Seleçao a vincere il titolo. Parlo spesso con Dunga, abbiamo un ottimo rapporto. Il c.t. oggi non mi chiama e lo capisco. Se non gio­co nel Milan come posso gioca­re nella Seleçao? Ma non mi arrendo. Ho tempo per convince­re tutti".

Milan news

EDERSON: "Sogno il Milan"

Alla cerimonia per la consegna del "Golden Foot" era presente anche il centrocampista del Lione, Ederson (23). Ecco alcune sue dichiarazioni riportate dall'edizione odierna di Tuttosport: "Quando ero in Brasile ho giocato con Thiago Silva. Era un mio grande amico, mi piacerebbe ritrovarlo nel Milan. Ma io, in questo momento, lo sapete, devo pensare al Lione. Per un giocatore, tuttavia, è importante una crescita continua. Per questo penso che dopo il Nizza e dopo il Lione per me sarebbe necessaria una vetrina ancora più importante. E in questo senso il campionato italiano è quello che preferisco".

Milan news

Ambrosini: 'Situazione delicata, dobbiamo solo vincere"

Il capitano fa sentire la sua voce. E' Massimo Ambrosini a chiamare il Milan alla riscossa, proprio ora che, a San Siro, arriverà un avversario ostico come la Roma. Dalle pagine del sito web rossonero, Ambro non le manda di certo a dire.

Massimo Ambrosini, la Roma si avvicina e arriva in un momento delicato per il Milan...

'Sì, stiamo vivendo un momento particolare, in cui siamo chiamati a dare delle risposte. E' una partita molto importante, sentita, contro un'avversaria che sta sopra di noi in classifica. Per questo parlare della Roma, ora come ora, non può prescindere dal nostro momento. La situazione è delicata, non serve aggiungere altro, né nel bene né nel male. Quindi non guardiamo alle statistiche, non pensiamo al fatto che a me spesso la Roma ha portato bene e non crediamo che, siccome arriviamo da una serie di prestazioni non brillanti davanti al nostro pubblico, per forza le cose dovranno cambiare: noi scendiamo in campo per la prima di un ciclo di gare molto dure e importanti per mille motivi. Quello che dobbiamo fare è pensare a una partita alla volta e cercare di fare più punti possibili. La Roma è una squadra che, come noi, ha più o meno la stessa struttura da tanti anni e ha giocatori come Totti che, individualmente, possono fare la differenza come purtroppo già accaduto in passato. Come noi la Roma ha voglia di vincere, ha avuto un inizio di stagione difficile e ha un allenatore nuovo. Non so se ha trovato la quadratura esatta del cerchio ma i risultati gli stanno dando ragione'.

Intanto Ronaldinho ha vinto il Golden Foot 2009, una motivazione in più per fare meglio per se stesso e per la squadra...

'Conoscendo Ronaldinho non posso dire che abbia mai peccato in fatto di autostima, pur non dimostrandosi mai presuntuoso. Anche tutto il nostro ambiente ha sempre avuto fiducia in lui. Questo è un valore importante che deve sfruttare indipendentemente dal premio che ha vinto, che è solo un qualcosa in più. E credo che stia vivendo questo momento con la giusta serenità'.

Calciomercato.com

Seedorf: «Milan, il problema è l'attacco»
L'olandese indica la ricetta per uscire dal momento-no: «Dobbiamo avere fiducia cieca in Leonardo»

MILANO, 13 ottobre - «Il problema del Milan è l’attacco». A dirlo è uno che nell’attacco rossonero ha un peso non indifferente, vale a dire Clarence Seedorf. In una lunga intervista a Sky, il fuoriclasse olandese dice la sua sul momento-no della squadra, assolvendo Leonardo: «Dobbiamo avere cieca fiducia nel nostro allenatore».

PROBLEMI DAVANTI - Seedorf comincia analizzando i problemi del Milan. «Per me - dice l’olandese - quello che non funziona in questo Milan è l’attacco. Credo che dobbiamo fare meglio. Una cosa fondamentale, specie in un momento del genere, è dare un supporto fino in fondo al nostro allenatore, che non ci sia niente tra lui e la squadra. Questo è fondamentale, se vogliamo essere tranquilli e ottenere dei risultati quest’anno. Cieca fiducia nel nostro allenatore, cominciando da me stesso, nel migliorare le mie prestazioni. Perché se migliora la mia, sicuramente migliora qualcosa anche nella squadra».

DIFESA OK - Se l’attacco funziona male, ben diverso è il giudizio di Seedorf sulla difesa: «Credo che la fase difensiva, comunque sia, la stiamo facendo abbastanza bene. Ma produciamo troppo poco in avanti, siamo troppo poco concreti. Mi prendo io per primo la responsabilità in questo, visto che sono uno dei giocatori che deve dare tanto sotto questo aspetto. Ci metterò, come ho già fatto nelle ultime settimane, anche in allenamento, tutta la mia passione nel lavoro, per far si che già contro la Roma si possa trovare un Seedorf ancor più determinante e, spero, anche un Milan più determinante».

RITORNO IN NAZIONALE - Seedorf parla poi della possibilità di tornare a giocare con la nazionale olandese. «Se gioco a questi livelli, sono disponibile - continua Clarence -. Anche perché purtroppo, o per fortuna, ho bisogno di loro per giocare il mondale. Chi non vorrebbe giocare il mondiale? Io voglio giocare il mondiale, come no. Voglio vincere la Coppa dei Campioni. Voglio vincere lo scudetto, assolutamente si. Se ho tutte queste ambizioni, non posso avere l’ambizione di andare a giocare un mondiale? Però, non dipende da me. Non sono neanche qui a piangermi addosso perché ormai da un anno non mi chiamano, ma se mi chiamassero, sarei molto felice».

KAKA’ DIMENTICATO - Quanto sta costando al Milan la perdita di Kakà? Seedorf è convinto la squadra possa fare a meno del fenomeno brasiliano: «È stato un giocatore determinante per noi in tutto questo tempo, oltre a essere un carissimo amico. Abbiamo vissuto insieme sei, sette anni bellissimi ma, come nel mio caso, e nel suo caso, quando ho lasciato l’Ajax, l’Ajax è tornata in finale l’anno dopo, quando ho lasciato il Real Madrid, il Real ha vinto la Coppa dei Campioni l’anno dopo. Quello che voglio dire, è che i grandi campioni, i grandi giocatori, vanno e vengono, continuando a vincere anche loro, perché anche io ho continuato a vincere nella mia carriera, ma anche le quadre nelle quali sono stato hanno continuato a fare bene. Il Milan deve essere consapevole che qui è stato un grandissimo giocatore, che ci ha lasciato, che continuerà a essere un grande giocatore, ma che oggi non c’è più e noi dobbiamo continuare a guardare avanti. Il Milan, in questo senso, tornerà grande anche senza Kakà, anche senza Maldini, nonostante siano stati due giocatori indispensabili per il Milan».

IL RITORNO DELLO SPICE BOY - Seedorf accoglierebbe a braccia aperte David Beckham, nel caso l’inglese dovesse tornare in prestito al Milan: «Beckham può sicuramente aiutare il Milan. Sarei contento se tornasse, siamo diventati anche amici, nel periodo in cui è stato qui, anche sotto questo punto di vista mi farebbe molto piacere. Siamo stati in contatto un paio di volte. Se la cosa si potrà fare, credo sarà anche un bene anche per lui, perché sarebbe un peccato non vederlo al Mondiale, ma sarebbe un peccato anche per il Milan. È un giocatore che ha già dato il suo contributo importante e sono convinto che lo darà ancora, tornando al Milan».

PROPRIETA’ E FUTURO - Sulle voci che circolano a proposito della possibile vendita del Milan da parte di Berlusconi, Seedorf è scettico: «Non credo ci sarà un cambio, perché il presidente ha ancora entusiasmo. Ma se dovesse essere, lo affiderebbero solo a persone all’altezza». Dopo il calcio cosa farai? «Continuerò a fare quello che sto facendo». Escludi l’allenatore? «Non escludo niente».

Corriere dello sport
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del 12/10

I "senatori" cambiano il Milan

Hanno chiesto a Leo di passare al 4-4-2

In pieno "stato di crisi", il Milan chiede un consulto ai suoi "senatori" per ritrovarsi e rianimare una classifica deficitaria. Stando a quanto riportano alcuni quotidiani, Leonardo sarebbe stato convinto dalla vecchia guardia a cambiare modulo, archiviando per il momento il 4-3-1-2 per passare a un più solido 4-4-2. Nell'ipotetico nuovo schieramento, Oddo troverebbe posto in difesa sull'out destro mentre Abate verrebbe avanzato a centrocampo.

Addio trequartista, insomma, almeno per ora e chissà fino a quando. Il tutto per ritrovare solidità in mezzo al campo e riequilibrare una squadra con evidenti difficoltà nella corsa. In questo senso il 4-4-2 potrebbe essere la manna dal cielo e garantirebbe senza dubbio maggior copertura alla difesa e più spinta sulle fasce dove la dinamicità di Abate potrebbe farsi sentire con maggior profitto.

A pagare, se così si può dire, per il nuovo modulo potrebbe essere, almeno in teoria, Ronaldinho. Senza l'uomo alle spalle delle due punte, Leonardo dovrà infatti scegliere se schierare il Gaucho da seconda punta - ruolo ricoperto fin qui da Pato - o affidare al Papero il compito di fare da collante tra la mediana e il centravanti. Nel nuovo Milan, insomma, sicuro per nove/undicesimi (Storari; Oddo, Nesta, T. Silva, Zambrotta; Abate, Gattuso, Pirlo, Seedorf), a ballare sarebbero solo due maglie. E a disputarsele, domenica dopo domenica, rimarrebbero in cinque: Ronaldinho, appunto, Pato, e i tre centravanti Huntelaar, Borriello e Inzaghi.  

12 ottobre 2009 - Sportmediaset


Galliani: 'Quasi fatta per il ritorno di Beckham al Milan"

"Non parlo di Milan". Adriano Galliani prova a dimenticare le delusioni raccolte dai rossoneri in questo complicato inizio di stagione, ma si concede un'eccezione sul mercato di gennaio.

L'amministratore delegato del Milan ha dichiarato alla convention 'Sportel' della Lega Calcio a Montecarlo: "Ci sono molte probabilità che Beckham arrivi al Milan prestito fino al 30 giugno, ma non do per fatto nulla finchè non c'è la firma".

Galliani apre poi una parentesi sulla fine del rapporto con Digitalia, la concessionaria pubblicitaria di Fininvest: "Non ha abbandonato il Milan, ma il mercato dello sport in generale. Infatti ha lasciato pure la Nazionale, l'Inter e l'anno prossimo anche il Genoa". Il suo posto dovrebbe essere preso da Infront: "E' il maggiore operatore - conferma Galliani - è possibile che ci si affidi a loro".

Calciomercato.com


Milan, interessa Obina

Nei numerosi e recenti viaggi di lavoro in Brasile Ariedo Braida, avrebbe messo gli occhi su Obina (26) attaccante del Palmeiras, di proprietà del Flamengo.
Il giocatore, valutato circa cinque milioni di euro, ha realizzato nove reti in ventuno partite nel Brasileirao in corso.

ilcalciomercato.it

Maldonado è l'obiettivo numero uno per la fascia


E’ Juan Maldonado l’obiettivo numero uno del Milan. Ariedo Braida, in viaggio in Sud America per scovare possibili giocatori pronti per i rossoneri, avrebbe visionato da vicino il terzino sinistro nel derby Flamengo-Fluminenese. Oltre ad Adriano, quindi, il ds del Diavolo avrebbe messo gli occhi sul difensore classe ’82 considerato la prima scelta di Galliani e Leonardo. Maldonado, che tra l’altro ha avuto un’esperienza infelice fra le fila dell’Arsenal, permetterebbe al gioco del Milan la spinta tanto desiderata sulla sinistra. La fascia destra sarebbe invece saldamente nelle mani di Zambrotta o all’occorrenza di Oddo, Flamini e Abate.
Maldonado ha il contratto in scadenza il prossimo 31 luglio 2010 e sono quindi ipotizzabili due differenti scenari. Il primo, che il Milan vada sul giocatore già a partire dal prossimo gennaio, offrendo una piccola somma al Flamengo dell’ordine di 2/3 milioni di euro. La seconda ipotesi è che il Diavolo prelevi il giocatore la prossima estate a parametro zero, col rischio però che si faccia sotto qualche concorrente agguerrita. Per questi motivi, quindi, il brasiliano potrebbe trasferirsi già il prossimo inverno e Leonardo avrà finalmente il terzino di spinta tanto desiderato.

Milan news

«Milan, via Huntelaar arriva Pavlyuchenko»

Stampa inglese: scambio col Tottenham. Nell'operazione anche l'esterno Bale


LONDRA, 12 ottobre - Via Huntelaar, spazio a Gareth Bale e Roman Pavlyuchenko. Secondo il tabloid inglese 'Daily Mail' è questo il possibile scenario che potrebbe verificarsi al Milan a gennaio. Per il 'Mail' i rossoneri hanno perso la pazienza con Klaas-Jan Huntelaar dopo le sue deludenti prestazioni, e sono intenzionati a cedere l'attaccante olandese arrivato la scorsa estate dal Real Madrid.

L'OPERAZIONE - Il Milan avrebbe quindi individuato nel centravanti del Tottenham, Pavlyuchenko il sostituto ideale. Il tecnico degli "spurs", Harry Redknapp, che aveva provato a ingaggiare Huntelaar nell'ultimo mercato, appare favorevole alla trattativa, considerando anche il desiderio di cambiare aria da parte di Pavlyuchenko . Ma il Milan, che ha pagato Huntelaar circa 15 milioni di euro, non è disposto a uno scambio alla pari, e vorrebbe inserire l'esterno Gareth Bale nell'operazione. Bale è molto stimato al Tottenham ma, al momento, gli viene preferito Benoit Assou-Ekotto. A questo punto, i presupposti per la buona riuscita dell'operazione sembrano esserci tutti. Il Tottenham, infatti, si assicurerebbe l'attaccante già cercato in passato, mentre il Milan avrebbe il sostituto di Huntelaar e il rinforzo per la fascia sinistra.

Corriere dello sport


A Ronaldinho il Golden Foot 2009


MONTECARLO (Principato di Monaco) - A sorpresa è Ronaldinho il vincitore del Golden Foot 2009. Il fantasista brasiliano del Milan è stato premiato quest'oggi nel corso della cerminoia svoltasi a Montecarlo e ha lasciato l'impronta del suo piede sulla Champions Promenade del Principato di Monaco. L'ex Barcellona si è imposto sul capitano del Real Madrid Raul grazie ai voti della giuria composta da giornalisti di tutto il mondo. In lizza con il brasiliano e lo spagnolo anche gli juventini Gigi Buffon e David Trezeguet, l'ex (e futuro) milanista David Beckham, l'ex interista Luis Figo, Steven Gerrard, Ryan Giggs, Thierry Henry e il capitano della Roma Francesco Totti.

Calciomercato.it


Il Milan piace allo sceicco Al Maktoum


Il petroliere albanese Rezart Taçi è stato chiaro: se il Milan sarà messo in vendita da Silvio Berlusconi, lui sarà in prima fila per trattarne l’acquisto. Ma è ovvio che se la società rossonera dovesse davvero finire sul mercato si potrebbe sollevare l’interesse di altri possibili acquirenti. In questo momento la principale alternativa proviene dalla pista araba.
Il più accreditato è Ahmed Bin Saeed Al Maktoum, uomo a capo del gruppo Emirates. Addirittura circola voce che ad agosto gli uomini dello sceicco fossero già a Portofino per una riunione segreta nella quale discutere l’eventuale affare con Berlusconi. Non se ne fece nulla, ma l’interesse di Al Maktoum è concreto, anche se probabilmente ora sembra intenzionato ad aspettare un po’ di tempo prima di tornare alla carica. Questo infatti, vista la crisi che ha colpito Dubai, non sarebbe il momento ideale per una decisione del genere. Investire forte su una società come il Milan, che comunque non garantirebbe grossi guadagni certi, sarebbe quindi una scelta d’immagine non ideale. Emirates Italia, interpellata in merito, spiega che un eventuale interesse sarebbe a livello personale dell’emiro e quindi estraneo alla compagnia aerea che è attuale sponsor di diversi club di calcio tra i quali il Milan. Oltretutto Al Maktoum è cresciuto con le immagini migliori del calcio italiano, quando il made in Italy trionfava in Europa e nel Mondo. Così a livello affettivo lo sceicco sarebbe quindi più intenzionato a puntare sui rossoneri, piuttosto che nella Premier League, come hanno fatto recentemente gli altri magnati internazionali.
Meno probabile, invece, che a tuffarsi nell’avventura rossonera sia Mansour Bin Zayed, attuale proprietario del Manchester City. Il membro della famiglia reale di Abu Dhabi pare più intenzionato a concentrarsi sui suoi Citizens, dopo i decisi investimenti estivi con gli arrivi di Tevez e Adebayor.

Milan news
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dell'11/10

Adriano-Milan: fissato l'incontro?

MILANO - Huntelaar non segna, Pato è irriconoscibile rispetto a quello ammirato la passata stagione e Dinho poco continuo. Tre motivi più che validi per cercare un attaccante, un centravanti che in casa Milan possa riportare gol e soprattutto punti per risalire la classifica. Ed ecco che sul taccuino di Galliani torna il nome di Adriano, il brasiliano ex Inter già cercato in passato e che ora ha ritrovato testa e reti in Patria con la maglia 'rossonera' del Flamengo. Il suo agente Gilmar Rinaldi, come ha confermato a Calciomercato.it, sarà in Italia a fine ottobre per parlare con il Palermo del rinnovo di Simplicio, l'altro suo assistito. Un blitz che sicuramente servirà per sondare anche le pretendenti di Adriano, appunto il Milan. Ufficialmente l'Imperatore vuole restare a San Paolo fino al termine della stagione con l'intenzione di disputare i Mondiali in Sudafrica con la sua Nazionale. Il programma, però, potrebbe cambiare, scrive oggi il Corriere dello Sport, se il club meneghino riuscirà a convincerlo, grazie soprattutto alla mediazione del suo connazionale Leonardo. Un problema, tuttavia, da non sottovalutare è la poca liquidità del Milan: il club rossonero non ha intenzione di firmare ingaggi troppo alti.

calciomercato.it

Storari: "Concorrenza? Nessun problema"

Marco Storari, nota lieta dell'inizio di stagione rossonero, ha da poco rinnovato il contratto. Iniezione di fiducia per il portiere, che avrà un concorrente tra i pali. Sta per tornare a disposizione, infatti, Christian Abbiati, ma Marco non appare preoccupato: "E' normale che ci sia concorrenza, l'importante è che sia leale, noi siamo in quattro a giocarci il posto". Ma il numero 31 rossonero non si sente per niente il portiere di riserva del Milan: "Adesso mi sento titolare - spiega l'ex Messina ai microfoni di Milan Channel - come è giusto che sia, sto giocando io e ne sono contento, poi vedremo".

Milannews.it

Beckham: "A fine anno torno"


Ieri ha vissuto dalla panchina la sconfitta dell'Inghilterra contro l'Ucraina, ininfluente ai fini della qualificazione, già raggiunta nello scorso turno.

David Beckham ha quindi avuto il tempo di soffermarsi sul suo futuro e, come riferito dalla "Gazzetta dello Sport", ha confermato la sua intenzione di tornare a vestire la maglia rossonera.

"A fine anno penso proprio che tornerò in rossonero".

Poche parole, ma che faranno felici i tifosi del Diavolo.
Goal.com

Leonardo, i 10 cambiamenti del dopo-Ancelotti

Sembra non sia cambiato niente, a livello tattico, nella squadra che Leonardo sta guidando quest'anno rispetto a quella che aveva in mano, anzi in pugno, Ancelotti. Per i tifosi, l'unico cambiamento, il cambiamento, è stata la cessione di Kakà al Real Madrid. Per il resto non sarebbe cambiato niente. In realtà, come pubblica oggi La Gazzetta dello Sport, sono 10 i cambiamenti che Leonardo ha approntato alla squadra, rispetto alla gestione Ancelotti. La prima modifica riguarda l'utilizzo del pallone in allenamento: il tecnico brasiliano ha deciso di far sostenere allenamenti rigorosamente con il pallone, limitando le sedute tattiche. Il secondo cambiamento riguarda gli orari degli allenamenti, dove viene prediletto il mattino, con il pomeriggio dedicato al riposo (quando possibile). La terza novità è il ritorno dalle trasferte. Il Milan, storicamente, rientrava il giorno dopo la partita, ma con il corso Leonardo ci si imbarca subito sull’aereo del ritorno a poche ore di distanza dalla fine della gara. Cambiamento che, pare, i giocatori stessi abbiano apprezzato. Oggetto di cambiamento anche il personale medico, rivoluzionato dopo gli infortuni che hanno caratterizzato la stagione passata. L'unico sopravvissuto è Roberto Boerci, massaggiatore sempre presente in panchina. La quinta novità riguarda il turnover: Leonardo non ha mai riproposto gli stessi undici titolari, ad eccezione di Nesta e Storari. Leonardo ha poi introdotto la figura dei tattici: due persone che si piazzano in tribuna armati di pc, che analizzano la partita dal punto di vista degli schemi, dei moduli, dei movimenti e via dicendo. Vi è poi il dogma delle zero interviste: «Quello che devo dire lo comunico a tutti, prima e dopo le partite», ha sottolineato il brasiliano. L’ottavo diktat riguarda la formazione. Secondo quanto trapela da Milanello Leonardo comunica la formazione ai giocatori solo due ore prima della partita, in modo che tutti si sentano in bilico e stiano sulla corda. Il nono comandamento riguarda il rapporto con il presidente Berlusconi. Prima di ogni gara l’allenatore e il suo principale si sentono sempre per scambiarsi opinioni. Infine, il cambiamento nel modo di vestire. Leo si siede in panchina sempre elegante con camicia bianca e cravatta nera: a Milanello l’immagine è sempre stata importante ed in questo Leo, ha forse battuto Ancelotti. Quello che tutti i tifosi milanisti si augurano è che Leonardo, con i suoi cambiamenti, possa anche soltanto avvicinarsi ai risultati ottenuti dal suo predecessore sul campo.

Milan news
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del 10/10


Rivera: “Solo Berlusconi può salvare il Milan”  

L'ex campione del Milan Gianni Rivera commenta la crisi della squadra rossonera in un'intervista rilasciata a Sportsera: “Non immaginavo un momento così difficile. Leonardo fa quel che può con le carte a disposizione - spiega -. Chi puo' essere l'uomo della svolta? Berlusconi, li' tutto si muove se vuole lui e dipende proprio da lui la scelta di fare una grande squadra o di proseguire con le scelte attuali che non soddisfano i tifosi”.

milan news
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del 9/10

Dall'Olanda è fatta: Suarez al Milan

Dall 'Olanda danno per fatto il trasferimento di Luis Suarez al Milan. L'attaccante, capocannoniere dell'Eredivisie, è in cima alla lista dei desideri del Milan. Leonardo ha bisogno di un rinforzo in attacco. Il costo dell'operazione si aggira sui 20/25 milioni di euro. Resta da valutare il reale interesse da parte del club rossonero.
Attendiamo sviluppi.

il calciomercato.it


dell' 8/10


Milan, tutti pazzi per Neymar

Il vero motivo della presenza di Braida in Brasile è lui. Neymar da Silva Santos Júnior, semplicemente detto Neymar, attaccante del Santos, nuovissimo gioeillino carioca, l'ultimo al quale è stato dato l'appellativo di nuovo Pelè. Il ragazzo, classe 1992, gioca perfino nella stessa squadra di O'Rey, i Santos. Stessa squadra anche di Robinho di cui il giovanissimo Neymar potrebbe seguire le orme calcistiche, hanno perfino lo stesso procuratore. Ma gli apellativi per questo ragazzino non sono finiti; fratello di Pato è infatti l'ultimo degli appellativi affibiatogli. A lui, quello che tutti vedono come il vero Fenomeno in grado di sostituire Ronaldo. Un attacco tutto brasiliano, fatto di velocità e tecnica, questo il sogno di Leonardo che Galliani potrebbe anche esaudire. Già perchè 18 anni Neymar li compierà a febbraio, acquistandolo a gennaio non ci sarebbe dunque molto da aspettare, così come fu per Pato insomma. Certo, nel contratto imposto dal Santos c'è una clausola rescissoria non indifferente, 30 milioni di euro, ma chissà che trattando non lo si possa acquistare ad una cifra più bassa, magari simile a quei 22 milioni con i quali il Milan si aggiudicò il papero, in barba ai club di mezzo mondo. E chissà che proprio la presenza del papero, e di un ambiente notoriamente carioca, non possa rappresentare la chiave di volta della trattativa verso il giovanissimo Neymar.

Sportbook24
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del 7/10

Storari rinnova fino al 2012

MILANO - Il Milan chiude a doppia mandata la propria porta. La società rossonera, infatti, ha ufficializzato attraverso il proprio sito di aver raggiunto un accordo biennale per il rinnovo contrattuale di Marco Storari. Il portiere pisano si lega così ai colori rossoneri fino al 2012.

calciomercato.it

Storari: "Felice di aver rinnovato"

Marco Storari e il Milan insieme per altre due stagioni. E' arrivato oggi il prolungamento di contratto del portiere rossonero che lega il suo futuro a quello rossonero fino al 30 giugno 2012. Rientrato in estate a Milanello, inizialmente per 'fare la tournèe americana', come ha raccontato lui stesso qualche giorno fa a 'Segni Particolari', il giocatore si è guadagnato la maglia di titolare, presenziando tra i pali in tutte le nove gare ufficiali fin qui disputate dalla squadra milanista.
E ora, a suggellare un grande momento personale, Storari è stato sempre tra i migliori in campo, è arrivata la firma sul contratto. A Milanello, Marco racconta le sue sensazioni, davanti alle telecamere di Milan Channel.

'Sono molto contento. Avevo il contratto in scadenza e ci speravo. Ho sempre avuto fiducia, il Milan si è sempre comportato molto bene con me. Abbiamo rinnovato e sono felice. Abbiamo deciso insieme di prolungare fino al 2012, se tutto andrà bene fino ad allora sarò rossonero. I contratti si prolungano solo se le parti sono d'accordo e ciò significa che la società mi ha dato fiducia. E avere la fiducia del club, della squadra e dei compagni per me è la cosa più importante. Posso solo ringraziare'.

'Abbiati si allena con noi portieri da qualche settimana e sta abbastanza bene. Lo aspettiamo a braccia aperte e speriamo che possa rientrare il prima possibile. Conosciamo il valore di Christian. Tra i pali siamo in quattro e penso che non ci siano quattro portieri così nelle rose della squadre italiane'.

'Nesta? Mi fa piacere che sia tornato a questi livelli dopo la lunga inattività e dopo gli infortuni che ha avuto. Rivederlo al centro della difesa e rivederlo davanti a me in campo in queste grandi condizioni fa felice me e tutta la squadra'.

'Riguardo al momento del Milan, quello che posso dire è che stiamo analizzando tutte le componenti e i problemi. Per noi la cosa importante è continuare a lavorare, come stiamo facendo. Con una squadra così i risultati arriveranno'.

acmilan.com

Fininvest smentisce cessione del Milan

Il Milan non e' in vendita, con buona pace del petroliere Rezart Taci che continua a rilasciare interviste. Sono ormai settimane che il magnate albanese, che nel corso dell'estate aveva cercato di acquistare il Bologna, afferma di volere diventare il nuovo proprietario del Milan. peccato pero' che per acquistare un club, questo debba essere in vendita. E pare proprio che il club rossonero, nonostante il periodo travagliato che sta attraversando, non sia alla ricerca di acquirenti, come si legge in una nota ufficiale comparsa sul sito del Milan.'In relazione alle ripetute indiscrezioni di stampa, la Fininvest si vede costretta ancora una volta a smentire, nel modo piu' perentorio e assoluto, che esista alcuna ipotesi di vendita, anche parziale, di quote della societa' A.C. Milan'. Pare proprio che il sogno di Taci dovra' rimanere tale ancora a lungo.

Il sole 24 ore
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del 6/10

Taci: Sono molto interessato al club

Rezart Taci, petroliere albanese già accostato in passato al Bologna, ribadisce il suo interesse per il Milan in un'intervista pubblicata dal Guerin Sportivo oggi in edicola. "Non credo che Berlusconi voglia privarsi del Milan, ma se così fosse noi saremmo molto interessati ad acquistarlo - conferma Taci, puntualizzando la posizione della Taci Oil -. Non è assolutamente vero che sono già azionista, con il club rossonero ho soltanto relazioni sportive. Poi c'è la profonda amicizia con Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, oltre a un programma di collaborazione per il futuro in iniziative come "Milan Junior Campus" e "Milan Parc". Noi siamo più interessati a investire nella industria energetica italiana, diventare partner delle maggiori compagnie presenti nel Paese". Un ultimo riferimento di Taci è al mancato ingresso nel Bologna: "Non posso rivelare i veri motivi per i quali non abbiamo concluso l'acquisto".
(06/10/2009) (Spr) - La repubblica

Milan, l'analisi di Sacchi: "I tifosi devono avere rispetto, ma il Milan deve puntare sui giovani"

MILAN – Arrigo Sacchi, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, analizza il momento di crisi del Milan. I rossoneri non partivano così male dall’epoca Terim e Leonardo è ora sulla graticola. «Il Milan , anche con sfortuna, ha perso clamorosamente contro lo Zurigo – spiega l’ex tecnico romagnolo - l’ambiente esterno ed interno è depresso dopo gli anni dello splendore berlusconiano. Però tutti i tifosi rossoneri devono avere rispetto e fiducia per questa società: dopo anni di successo il calo è fisiologico. Berlusconi e Galliani hanno dimostrato anche in passato di saperne venir fuori».

Ma Sacchi ha qualcosa da rimproverare alla dirigenza del Diavolo: «Per favore, si dimentichino i nomi roboanti e in declino – confessa - e si ritorni a privilegiare i giovani emergenti meno costosi e più redditizi. Questo club ci aveva abituato a vivere nel futuro, non nel passato. L’innovazione, i giovani talenti e un gioco d’avanguardia ne erano i presupposti».

Chiusura ottimistica su Leonardo: «Il pareggino di Bergamo deve dare coraggio a Leonardo e ai suoi ragazzi – conclude Sacchi - la grande esperienza e capacità dei dirigenti, la bravura di Leo e l'orgoglio e professionalità dei giocatori sono fondamentali per invertire questa tendenza».

Ilsussidiario.net
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05/10
Milan, mai così male da Terim
E dopo la sosta Roma e Real Madrid

Milan peggiore non si vedeva dall'epoca Terim e, visto poi come si concluse il suo mandato sulla panchina rossonera (esonerato e sostituito da Ancelotti a novembre), il povero Leonardo non può certo stare troppo tranquillo. Il punticino strappato con i denti a Bergamo, con l'Atalanta in dieci per quasi un'ora, non risolleva i rossoneri dalla crisi e li costringe, dopo appena un mese e mezzo, a rivedere piuttosto piani e ambizioni.Il tutto dopo la miseria di sette giornate di campionato da dimenticare (2 vittorie, 2 sconfitte e 3 pareggi) e con un futuro che non ha l'aria di essere troppo roseo. Dopo la sosta, infatti, al Milan toccherà fare tremendamente sul serio, perché, tra il 18 e il 21 ottobre, Ronaldinho e compagni se la dovranno vedere con la Roma (a San Siro) e, in Champions, con il Real Madrid (al Bernabeu). Due impegni complicati che non si possono però fallire.In due settimane, Leonardo dovrà quindi trovare il modo di riprendere in mano la squadra, trascinarla fuori dalla crisi e ridisegnare il futuro dei rossoneri. Risolvendo, quindi, i problemi di cui ha parlato con estrema onestà Alessandro Nesta: dalla distanza tra i reparti alla mancanza di umiltà, dalla condizione fisica approssimativa alla evidente difficoltà in zona gol.Il resto, inteso come rafforzamento di una rosa con palesi lacune, toccherà alla società che, stando a quanto trapela, ha già mosso i primi passi per garantire a Leo uno o due esterni. Il primo rinforzo sarà senza dubbio David Beckham, che a Milanello si è sempre trovato molto bene, e ha da tempo chiarito la propria intenzione di rientrare al Milan a gennaio. Il secondo lo sta cercando in Sudamerica Ariedo Braida, in missione tra Brasile e Argentina alla ricerca di giovani promettenti. Dopo di che non resterà che restituire al calcio Huntelaar, ancora spaesato, e Pato, vittima di una inspiegabile involuzione. Subito, però, perché a novembre - dopo il "ritorno" con il Real a San Siro - la stagione potrebbe già essere irrimediabilmente compromessa. 

5 ottobre 2009 - Sportmediaset

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del 08/03
Siamo sempre punto e a capo!
Problemi su problemi stanno da un bel po di tempo investendo la squadra rossonera.
Agli infortuni seri di Borriello, Nesta, Kaladze si aggiunge il mistero Kakà. Il nostro bambino d’oro continua a lamentare un forte dolore e perciò anche per la gara contro l’Atalanta non sarà disponibile.
Che sfiga signori miei, certo che questa è proprio una stagione maledetta. Che si concluda in fretta e si possa poi aprire un nuovo scenario per il team di Ancelotti.
Veniamo anche da una nuova sconfitta, tutto sommato meritata quella rimediata al Marassi. Ancora una volta le cause risiedono nella nostra difesa e nella fiacchezza del nostro centrocampo. Pato continua a fare il predicatore nel deserto.
Unica e magra consolazione: Gli ultimi 20 minuti, dove abbiamo visto un Milan volitivo, accecato dalla rabbia per come stava finendo l’incontro. Quando finira questa precaria condizione fisica? Spero presto, molto presto perché anche il quarto posto inizia ad essere in pericolo. Nel frattempo su internet vediamo un po’ cosa pensano alcuni siti sul vigente momento rossonero…
Ad esempio sul sito di Telelombardia www.qsvs.it parlano di diagnosi sbagliate in casa rossonera:
“Lo staff medico emette sentenze sui giocatori infortunati che vengono ribaltate dalle reali condizioni degli stessi, cosi ci si ritrova al cospetto di diversi discutibili casi; vedi quello relativo a Marco Borriello che aveva il distacco del bicipite femorale ma per ben tre volte in tre mesi i medici si erano pronunciati con questa diagnosi: stiramento, per non parlare poi del caso Nesta, per arrivare alla risoluzione della protrusione discale attraverso l'intervento chirurgico si è dovuto attendere un anno facendo svernare al caldo di Miami il giocatore.
Siamo arrivati a Marzo, c'è chi è pronto a puntare il dito senza indugi nei confronti dello staff medico milanista, il vero male sono loro, i responsabili ancora loro!” Servirebbero momenti di riflessione di fronte a queste parole, è inutile fare un grosso mercato se poi ti ritrovi un dottor Azzeccagarbugli che non riesce a far diagnosi complete ed esatte. Piazza pulita anche nel settore medico, le cose forse si potranno sistemare. Che fine ha fatto Milan Lab? Per me equivale ad un esperimento fallito. Basta con questi macchinari inutili, meglio affidarsi ai vecchi efficaci metodi di fisioterapia e annessi.
Bella anche la disamina di Michele Criscitiello che su www.tuttomercato.web fa il punti sulla situazione e individua alcuni “colpevoli”.
Ci eravamo illusi a fine novembre che Ronaldinho fosse una scommessa vinta. Non vogliamo ancora ricrederci, ma stai a vedere che il Barcellona avesse ragione a scaricare il brasiliano? Il suo rendimento è calato in maniera drastica, Ancelotti ha perso fiducia in lui e la condizione fisica non l'ha certo aiutato. Su Sheva la colpa di Galliani è minima, di Ancelotti (che non avrebbe mai voluto un ritorno dell'ucraino) è nulla. Berlusconi si è assunto le sue responsabilità e adesso si sarà reso conto che, chi fa il mercato con il cuore, la maggior parte delle volte, resta infilzato dalla freccia di Cupido. E' andata bene al Milan con Abbiati, un po' meno con Dida. Una riserva da 4 milioni di euro rischia di diventare una barzelletta. Colpa di rinnovi precoci ed immeritati. Le vere responsabilità di Galliani e Braida, però, riguardano soprattutto il mercato di gennaio, quando c'era da riparare e non da programmare. Chi ha notizie di Felipe Mattioni cortesemente ci scriva al più presto. Thiago Silva in rossonero ma a partire da giugno e nel frattempo? La difesa viene umiliata dal primo Pizarro di turno. Maldini avrebbe dovuto smettere almeno un anno fa. Senderos non è da Milan ed il miglior Zambrotta lo hanno visto a Bari e Torino. Ricordi in bianco e nero. C'erano una volta le intuizioni di Braida e Buriani. Adesso il settore giovanile del Milan non produce più nulla. Qualche straniero preso in Sudamerica, tanti italiani ma nessuno di valore ed un Viareggio che finisce ancor prima di iniziare, da sommare ad un campionato Primavera disputato da Provinciale. Le colpe di Berlusconi sono maggiori rispetto a quelle di Ancelotti. Se è vero che la squadra non esprime un bel calcio, è anche vero che il tecnico di Reggiolo ha spesso fritto il pesce con l'acqua. Se i trofei vinti sono arrivati nel periodo in cui Berlusconi ha investito di meno, un piccolo grazie a Carletto sembra doveroso. Un 10% di responsabilità va attribuito anche allo staff medico: il famigerato Milan Lab che prima sembrava la nuova Lourdes del calcio e adesso appare peggio della corsia dell'Ospedale Niguarda. Qualcuno salvi il Milan. Che sia Berlusconi od uno sceicco, che sia Ancelotti o Galliani. Perché i tifosi non vogliono che la squadra più titolata al Mondo passi presto per quella più sbeffeggiata di Milano.
Una sola menzione da parte mia, il settore medico, ha ben più del 10 % di colpe.
Per il resto cerchiamo di finire dignitosamente questo torneo. La barca sta affondando e rischia di non arrivare neppure a destinazione.
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del 01/03
Secondo quanto riportato da sportmediaset.it
i rossoneri vanno verso un logico rinnovamento, ma nella rosa 2009/10 potrebbe esserci ancora uno spazio per Giuseppe Favalli.
Il difensore, classe 1972 e in scadenza di contratto, non è più sicuro dell'addio a Milanello.
La società, considerando il suo patrimonio d'esperienza, potrebbe aprire a un ultimo rinnovo annuale.
Apro questa rubrica con queste 4 righe prese da Milanews.it, l’esempio è lampante.
Ma dove si vuol andare a parare?
La lezione di Coppa evidentemente non è bastata e la società intende farsi perenne autolesionismo.
Che prestazione vergognosa quella contro il Werder, e proprio vero che questa è un’annata storta nata sotto i peggiori auspici.
Dominati dal primo all’ultimo minuto da una squadra tedesca che naviga in acque basse nella Bundesliga.
E allora non ci resta che piangere (non me ne voglia Benigni e il sempre rimpianto Troisi, ma è questo il titolo azzeccato) e guardare o meglio cercare di chiudere nel migliore dei modi il campionato.
C’è una qualificazione Champions da centrare, ma se si continua di questo passo si finirà in Uefa.
E poi l’assenza di Kakà ha decretato la quasi totale dipendenza rossonera dall’ex bambino d’oro.
Guardavo la partita perplesso, espressione scura in volto e muso duro verso quasi tutti i giocatori del Milan.
Povero Pato, non solo realizza un gol da cineteca, ma addirittura si batte come un leone nello squallore più totale, verrebbe da incazzarsi e non poco perquanto è accaduto.
Adesso chiedo cortesemente che si pianifichi un progetto, anche una bozza andrebbe bene perché così non si può continuare.
E poi mi devo pure sorbire il rinnovo di Favalli
… per carità buon giocatore, però è un indecenza rinnovare contratti a gente sul viale del tramonto.
Persino l’articolo di Franco Rossi (www.francorossi.com), per una volta, mi sembra sacrosanto.
STAGIONE PIU’ CHE FALLIMENATARE E NON SARA’ IL TERZO POSTO (O QUARTO) A SALVARLA.
L’UNICA SPERANZA PER TORNARE GRANDE E’ L’ARRIVO DELLO SCEICCO MANSUR:
ALTRIMENTI IN UN ANNO PASSERA’ DA CAMPIONE DEL MONDO A SOCIETA’ DI SECONDA FASCIA E QUELLI COME KAKA’ E PATO, SE NE ANDRANNO.
Cari nemici e amici, è bastata l’undicesima squadra del campionato tedesco per distruggere quel che restava della più gloriosa delle società italiane, almeno a livello internazionale.
Inutile ribadire, cosa che ha fatto inferocire i tifosi del Milan, alla fine del mercato mancava solo unh acquisto:
quello dell’album per le figurine.
E a ogni vittoria i dirigenti rossoneri rinfacciavano questa tesi dicendo:
avete visto le nostre figurine?
Ma quella che è stata per venti anni una società modello proprio sulle figurine è scivolata.
Da Bechkam a Shevchenko, i novanta minuti con il Werder sono stati un disastro assoluto.
In campionato in pratica il Milan non è’ mai stato da corsa,
in Coppa Italia sbattuta fuori dalola Lazio e adesso fuori dall’Europa.
Cosa rimane di questa stagione fallimentare?
La speranza che in società abbiano capito che sono con massicci investimenti si puo’ ricostrure la squadra.
Berlusconi poer ovvie ragioni (un capo di governo di governo non può chiedere sacrifici agli operai e poi ripianare ogni anno 30 o 40
milion in di passivo per la sua squadra del cuore) e quindi serve una nuova proprietà, più o meno mascherata.
Una squadra da ricostruire su Pato e Kakà con almeno sei giocatori di grandissimo spessore da acquistare:
tre difensori, due centrocampisti e un attaccante.
Una nuova proprietà (esempio la cordata di Abu Dhabi) più o meno mascherata, potrebbe investire quelle centinaia di milioni indispensabili per riemergere prontamente.
In Italia non arrivano più campioni affermati e in ascesa dal 2000, anno in cui la Juve prese Trezeguet, ma il Milan ha carisma, giocatori (Pato e Kakà appunto) e soldi per convincere tanti buonissimi giocatori:
esempio Mascherano, Benzema e Ribery a trasferirsi in Italia.
Sempre, ovviamente con una nuova propriertà decisa a spendere cifre che dall’epoca dell’avvento di Berlusconi a fine anni 80 nessuno ha più speso.
E intanto c’è da salvare la qualificazione alla Champions, altrimenti di quelli veramente bravi (appunto Kakà er Pato) non rimarrà nessuno: un altro anno senza l’Europa che conta non lo sopporterebbero.
Per carità nessun sceicco, Berlusconi sempre al timone perché questo Milan ha anc ora bisogno di gente seria, ma basta con vecchiacci e semimorti in campo. Basta con i brasiliani. Non tutte le ciambelle escono col buco. Piuttosto la dirigenza dovrà cambiare politica d’investimento, il cambiamento dovrà partire dal settore giovanile. Altrove nascono i Santon e i Marchisio. Altrove!
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del 22/02

Che sarà della difesa... chi lo sa
Rieccomi dopo un lungo periodo di “convalescenza” informatica, un periodo che poteva anche prolungarsi per via del mio pc che ormai sente il peso degli anni. Spero adesso di esser più presente in questa mia personale rubrica.
Inziamo col dire che questa è stata certamente una settimana di fuoco, il post-derby è stato smaltito? Lo vedremo domenica pomeriggio.
Certo aleggia nel cuore di ogni tifoso rossonero un po’ di amarezza per come sono andate le cose sabato. Inutile negarlo, il fallo di Adriano ha inciso come un macigno sul risultato finale.
Non solo amarezza quella che prevale,  e ci lamentavamo di Moggiopoli.
Al di là delle attenuanti arbitrali e della prova incolore del caro Rosetti, additerei la colpa di questa pesante sconfitta alla nostra difesa.
Qual’è il termine giusto per definirla? Ah si, ci sono: RIDICOLA.
Mi chiedo come si possa pensare al sogno tricolore, quando poi presenti una difesa impacciata e gravemente in ritardo su ogni pallone. Forse Carletto avrebbe dovuto alzare maggiormente la voce e far presente alla società quali fossero gli effettivi problemi del Milan, dubbi e incertezze che hanno radice nel reparto arretrato.
Tassotti-Costacura-Baresi-Maldini… che fine ha fatto la solida difesa del Milan, lo dice persino l’ABC del calcio italiano: Non puoi costruire vittorie durature se non hai una difesa solida.
Ahi ahi Carletto Carletto, proprio nel giorno del trentesimo anniverario di morte del Paron, la tua panchina comincia a scricchiolare pericolosamente. Che si possa davvero assistere ad un cambio allenatore a giugno?
E chi lo sa. Tutto dipende dal raggiungimento di determinati obiettivi.
E allora mi piace riportare l’articolo di francesco Letizia che sul sito Tuttomercato.web parla di un plausibile sostituto dell’ex terminator. Evidenzio solo alcuni passi:
Lunedì 9 Giugno 2008: una data importante per il calcio italiano, ma anche e soprattutto per il Milan, dai suoi tifosi fino alla punta della sua dirigenza. La spettacolare Olanda di Marco Van Basten spazza via 3-0 l'Italia di Roberto Donadoni.
Quella sera è maturato un sorprasso anche nel cuore di Silvio Berlusconi, che di Van Basten ha detto "è come me", un complimento riservato a pochi, pochissimi, forse nessuno: in questi giorni in cui si sussurra di Ancelotti avviato a Madrid o Londra (scenario plausibile e realistico ben più dell'ipotesi City) l'Ajax del tri-pallone d'Oro insegna calcio alla Fiorentina di Prandelli, uno dei più stimati tecnici d'Italia e che maggiormente ha saputo mettere in difficoltà proprio Carletto. Van Basten dunque sale nella graduatoria di un possibile rinnovamento estivo nella sala stampa di Milanello e forse non sono casuali proprio le dichiarazioni riguardo l'attuale situazione del club che lui stesso defisce "ancora nel suo cuore": parole di ringiovanimento, di aria nuova, di abbattimento di "totem" che i tifosi rossoneri iniziano a digerire poco, i così detti "senatori".
Chissà che una grande storia d'amore mai finita non possa riprendere, tra qualche mese, proprio da dove si era interrotta.
Condivido, e chissà che possa concretizzarsi quanto detto da Letizia. Carletto però deve lavorare sereno, ha ancora la fiducia di tutto l’entourage rossonero. Stia tranquillo perché solo attraverso pacatezza e distensione si possono raggiungere importanti traguardi.
Continua però l’allarme difesa per il Milan. Quale futuro?
Nesta si è operato, Maldini a Giugno tirerà i remi in barca, Kaladze è irriconoscibile, Senderos sembra avere gambe pesantissime, di ferro. Favalli ha 37 anni, l’unico buono e che sembra poter dare garanzia è Bonera. Il resto? Zero.
Ah si, Thiago Silva, abbiate pazienza però. Prima di lasciarci andare a sentenze quantomai affrettate e azzardate meglio stare coi piedi per terra.
Chiudo con le parole del nostro presidente (www.calciomercato.com):
"Ieri non ho visto la partita, ma me l'hanno raccontata. Una squadra di classe come il Milan, con tanti campioni, per l'ennesima volta ha pareggiato. Non ci si deve far raggiungere così. Quando si è in vantaggio per 1-0 si deve nascondere la palla agli avversari".
Speriamo che lo capisca Carletto, altrimenti…

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del 15/02

Cari lettori, vorrei esprimervi il mio modestissimo parere, nonché il mio disappunto per ciò che sta succedendo in casa Milan, il club più titolato al mondo, la grande famiglia, la squadra delle figurine, e chi più ne ha più ne metta.
Bene, giungo al punto. A mio avviso la querelle Kaka', intesa come tutto il polverone che ha alzato, è stata un'operazione meramente pubblicitaria...
E probabilmente anche studiata a tavolino. Si sapeva bene come sarebbe andata a finire, sin dall'inizio. Il City che offre, poi smentisce, poi torna alla carica. Un contratto proposto, ma mai scritto, nemmeno abbozzato... Un'improvvisazione continua.
Ora, qualcuno ricorda come titolavano gli editoriali dei maggiori siti di informazione sportiva e le prime pagine delle più importanti riviste italiane?
"Milan, ora serve Agger"
"Milan, emergenza difesa"
"Milan, devi investire"
Le vicende che hanno "coinvolto" il nostro giovane eroe Kaka' non hanno fatto altro che monopolizzare l'attenzione, distogliendola dai VERI problemi del Milan.
Con un Kaladze acciaccato quanto sciagurato, con un Senderos sempre indisponibile ed ancora lontano dalla condizione ideale,
con la coppia Maldini-Favalli avvistata in fila fuori dagli uffici dell'INPS,
con Nesta che probabilmente non tornerà mai quello di prima (e comunque ha 33 anni),
resta il solo Bonera (peraltro anche lui rientrante da un infortunio e tutto da verificare) ad offrire qualche garanzia nel ruolo di centrale.
E ad essere onesti, signori miei, avere UN SOLO centrale a tutti gli effetti in rosa non mi sembra affatto una situazione adeguata ad una squadra che dice di voler lottare per il titolo.
Beh, con questa difesa possiamo lottare sì e no... ma sì e no per un piazzamento in Europa.
Come dicevo, la questione Kaka', magistralmente orchestrata dal non-presidente e dal suo fido testa di ginocchio,
è servita perfettamente allo scopo di far "scordare" ai giornali, ai siti e anche un po' ai tifosi l'assoluta, perpetua ed INGIUSTIFICATA assenza della nostra "dirigenza" sul mercato di riparazione.
Questo è quanto.
Verità? Delirio? Insinuazioni?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Nel leggere questo articolo, se non fosse per "possiamo lottare" o per "nostra dirigenza"
quanti giurerebbero che è stato scritto da...
Brosio?... Corno?... Franco Rossi?... Chirico?... Mughini?... Beppe Bergomi?
...ed inveve no.
E' un articolo (Milan: l'arte del bluff) scritto da Giorgio Granieri
sul sito : ilmilan24ore.altervista.org/
Niente da dire, niente da eccepire sulle personali opinioni di chiunque scriva
...sono opinioni personali, più che legittime e degne di rispetto, anche se non condivisibili
Quello che balza all'occhio è il livore, la rabbia, il veleno che si instilla
in quella che, dichiaratamente, è la propria passione calcistica
Sostenere che quella di kakà "è stata un'operazione meramente pubblicitaria...
E probabilmente anche studiata a tavolino"
Non significa forse dire che
Berlusconi, Galliani, i compagni di squadra (che non potevano non sapere), Kakà stesso
...SONO DEI FALSI ?
Scrivere che
"la questione Kaka', magistralmente orchestrata dal non-presidente e dal suo fido testa di ginocchio"
non significa offendere il Sig. Adriano Galliani che, fino a prova contraria, merita
lo stesso rispetto del Sig. Giorgio Granieri al quale (il Sig. Galliani) non ha proferito alcuna offesa ?
Ed al tempo stesso
non significa offendere i milioni di tifosi Milanisti che hanno ringraziato
la Società e Kakà per il felice epilogo della faccenda ?
Chissà come si sentiranno "gratificati" quei tifosi che hanno festeggiato sotto casa Kakà
e che a San Siro hanno pubblicamente ringraziato il Presidente...
Ma, forse, chissà...
il Sig. Granieri ed il sito che ha ospitato il suo articolo
hanno il dono della "Verità" e noi, "poveri mortali", cosa possiamo fare se non
divulgare, al "popolo dormiente" e "narcotizzato" dal potere berlusconiano,
il verbo di chi, liberamente, tenta di aprirci gli occhi ?
(maxsenior)

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del 08/02

L'amico Frank è, ancora una volta, "al palo" con il proprio PC e mi ha chiesto di sostituirlo
per non lasciare, ancora una volta, vuota o non aggiornata questa rubrica
Cercherò di fare del mio meglio, magari "allenandomi" per un cambiamento che ho in mente
per la prossima stagione sul Blog (maxsenior)
da : www.ilsussidiario.net
ESCLUSIVA/ Nando Sanvito: «Berlusconi irritato con Ancelotti per il caso Ronaldinho»
martedì 3 febbraio 2009
Nonostante abbia scavalcato la Juventus e conquistato il secondo posto, nel Milan è scoppiato il caso Ronaldinho. Sono 4 ormai le gare in cui il fenomeno brasiliano siede in panchina. Abbiamo chiesto a Nando Sanvito, giornalista sportivo di Mediaset, di analizzare in esclusiva per ilsussidiario.net la situazione in casa rossonera. E sul caso Ronaldinho ci svela che anche il presidente Berlusconi ha espresso tutta la sua irritazione a Carlo Ancelotti.
Ha senso la polemica su Ronaldinho dopo un 3-0 in trasferta all'Olimpico?
Sì, tanto più se ad alimentarla è lo stesso presidente del Milan Silvio Berlusconi che mi risulta essersi irritato con l'allenatore (glielo ha detto direttamente per telefono) su come stia gestendo Ronaldinho. Il brasiliano era stato illuso dal tecnico circa un suo impiego da titolare contro la Lazio dopo 3 panchine consecutive e invece non ha giocato neppure a risultato acquisito. So che nelle ultime ore c'è stato un chiarimento a quattr'occhi ma nell'ultimo periodo non c'è stato un gran dialogo tra giocatore e tecnico ed è strano vista la grande attenzione che Ancelotti ha sempre dedicato all'aspetto psicologico nella gestione del gruppo.
CALCIOMERCATO/ Inter, Quaresma al Chelsea per Drogba a giugno?
Redazione
martedì 3 febbraio 2009
Il portoghese Quaresma subito al Chelsea in cambio di un’opzione d’acquisto su Drogba a giugno, sembrerebbe essere questo lo scenario che si è profilato ieri nelle battute finali di mercato. Mourinho alla fine ha deciso di spedire l’esterno ex-Porto lontano da Appiano Gentile dopo l’ultima deludente prova contro il Torino. Una scommessa persa per il tecnico portoghese, che ha voluto fortemente Quaresma, l’uomo che doveva essere la chiave del gioco nerazzurro. Il portoghese vola quindi a Londra per 6 mesi, dove tenterà di trovare forma e convinzione e di trovare la forma di un tempo. Troverà ad abbracciarlo Felipe Scolari, tecnico che conosce molto bene per via dei trascorsi sulla panchina della nazionale lusitana. In cambio quest’estate potrebbe arrivare Drogba. L’ivoriano è in aperta rotta con il club ma soprattutto con l’allenatore dei Blues, che continua a lasciarlo in disparte favorendo il modulo ad una punta e quindi Anelka. L'operazione, di cui si è paralto a lungo nei giorni scorsi, non poteva in nessun modo concretizzarsi nel mercato invernale, il Chelsea infatti ha solo due attaccanti in rosa, ma adesso ci sono buone possibilità che la trattativa vada in porto a partire dal prossimo giugno, favorita anche dagli ottimi rapporti che legano Moratti ad Abramovich
Per la serie
"guarda come ti piloto l'informazione"
o, se preferite,
"la comunicazione è in mano al Milan"
...vediamo un po'
Già la scelta di affidare "l'esclusiva" ad uno come Sanvito (noto interista) la dice lunga sul "taglio" che si vuole dare alla notizia
(sarebbe un po' come affidare ad Emilio Fede una esclusiva su Prodi e spacciarla per imparziale)
infatti...
"nel Milan è scoppiato il caso Ronaldinho"
e non contento afferma che c'è polemica tra Berlusconi ed Ancelotti tanto che, il Presidente, avrebbe telefonato irritato (gli risulta... da cosa? perchè? da chi?) al mister rossonero
Ora...
ma c'è davvero qualcuno che vede Berlusconi alzare il telefono e rivolgersi "irritato" ad Ancelotti entrando in polemica con lo stesso ?
Suvvia, Sanvito, sii serio! Oppure, se non ce la fai (è dura esser seri tifando perla "banda" neroazzurra), parla della tua Inter, lì, di questo materiale ce n'è quanto ne vuoi... Balotelli?... Adriano?... Quaresma?
Già, QUARESMA!!!
Avete dato un'occhiata a come descrive "il caso" lo stesso sito ?
A leggere quanto descritto...
cacchio ! Che dritti che sono quelli dell'Inter!!!
Danno Quaresma al Chelsea per avere a Giugno DROGBA!
E noi, poveri fessi, che credevamo...
Ci immaginavamo che i media si sarebbero scatenti con l'Inter per Quaresma, come fecero con il Milan per R.Oliveira
Credevamo che la "telefonata irritata" fosse stata fatta da Moratti a Mourinho per la folle cifra fatta spendere per un calciatore che dopo 5 mesi veniva "sbolognato" nell'indifferenza
...anzi
NELLA SODDISFAZIONE dei tifosi interisti che non ne potevano più del "trivelatore"
Credevamo che
"se Ronaldinho è un caso, Quaresma cos'è ? Da corte marziale ?"
e invece...
al Milan sono in polemica, irritati e con un "caso" bollente tra le mani
all'Inter sono felici, contenti ed hanno, praticamente, preso Drogba per il prossimo anno
Che dire...
il mondo è bello perchè è vario
ma con certa informazione
è sempre più... avariato

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del 01/02

Ed eccomi nuovamente qui, dopo ben due settimane di astinenza pc torno a parlare e commentare le notizie più interessanti pubblicate sul web e riguardanti la nostra squadra del cuore. Come avete avuto modo di vedere, non ho potuto aggiornare la rubrica a causa di un guasto del computer. Spero di aver risolto, ciò non toglie che ho vissuto proprio in quelle settimane giorni e giorni di passione per via della vicenda Kakà. Fortuna che si sia risolta nel migliore dei modi, la nostra squadra non può privarsi di un simil giocatore. Ne ora né mai! Evito di addentrarmi in questa lunga telenovela che ha visto protagonisti sceicchi padri e padrini. Veniamo a noi… cosa ci regala internet questa settimana? Gli argomenti sono vari e tra i più disparati… Si insiste su alcuni singoli e sul loro rendimento alquanto deludente, sulle scelte di Carletto che a detta di molti sono parse assurde e stupide.
Francesco Letizia sul sito tuttomercato.web nel consueto editoriale prova a tirare le somme sul mercoledi extra calcistico che ha visto i nostri pareggiare duramente contro i grifoni:
Il pareggio contro il Genoa, se sulla carta, vista la classifica degli uomini di Gasperini, potrebbe apparire meno grave di quanto è realmente, potrebbe rivelarsi un crocevia negativo della stagione rossonera, proprio nella sera in cui si poteva terminare l'aggancio al secondo posto… E poi continua riferendosi a due neoacquisti:
A prescindere da ogni riflessione tattica da imputare a Carlo Ancelotti e non ai giocatori, c'è da sottolineare come Mathieu Flamini e Philippe Senderos dimostrino ad ogni loro presenza, che sia dal primo minuto come a partita in corso, in amichevole come in campionato, di essere dei veri e propri handicap per la squadra: il francese, arrivato con un ingaggio principesco ed acclamato dai tifosi titolare indiscusso, sta deludendo sia tatticamente che per quanto riguarda la personalità, dimostrando scarso adattamento al calcio italiano e poca intelligenza nel regolare l'intensità dei suoi interventi, praticamente sempre fallosi. Lo svizzero ancor di più preoccupa, ma d'altronde gli svarioni visti in queste partite sono i medesimi visti più volte ad Highbury: in questo caso si può parlare di buco nell'acqua in sede di mercato, dove si è acquistato in difesa senza principio, come contentino ai tifosi per il poco digerito ed ancora misterioso ritorno di Shevchenko.
Per carità rispetto l’opinione sempre lucida e chiara sotto ogni aspetto. C’è delusione per il risultato maturato mercoledì sera, un Milan dai due volti che poteva certamente fare bottino pieno. Preoccupa indubbiamente il calo evidente nella seconda frazione di gioco, è innegabile pure il fatto che soffriamo le squadre che praticano un pressing asfissiante. Però… c’è un però… Può sembrare una dura botta l’1-1 per quelle che dovrebbero essere le nostre ambizioni… ma lasciatemelo dire: IO CI CREDO ANCORA ALLO SCUDETTO!!!! Non è ancora detta l’ultima parola, il torneo è lunghissimo, ci stanno ancora 4 mesi da giocare. Crediamoci perché sarebbe deleterio oltre che assurdo ed inconcepibile mollare gli ormeggi. Riguardo Flamini e Senderos mi sento di scrivere tutt’altro. Dallo svizzero non si può pretendere mica la luna, ha subito troppi infortuni che via via ne hanno penalizzato il rendimento, fosse al 100% dimostrerebbe a tutti di che pasta è fatto. Aspettiamo che raggiunga una condizione discreta e vedrete che sarà utilissimo alla causa rossonera. Su Flamini altro discorso, il centrocampista francese ha bisogno di giocare, è un motorino inesauribile, ha voglia grinta, lotta su ogni pallone, certo alle volte si lancia rudemente sull’avversario, ma quest’irruenza è dovuta alla sua voglia di far bene, di sentirsi importante per la squadra. Carletto dovrebbe concedergli certamente più spazio!
Da segnalare un articolo di Gaetano De Stefano che sul sito www.gazzetta.it fa il punto sul Milan e scrive: Il suicidio perfetto. E' già successo a Lecce e a Torino. Ma contro il Genoa il Milan è riuscito probabilmente a superarsi. L'incapacità di chiudere le partite si è dilatata a dismisura ieri sera. Errori decisivi e superficialità hanno reso inevitabile l'1-1, così fortemente nell'aria da non meravigliare i tifosi ormai imbufaliti per i cambi tardivi di Ancelotti. Nella serata in cui David Beckham ha aggiunto un riflettore allo stadio grazie a un gol formidabile e una prestazione perfetta, è salita in cattedra, oltre a Diego Milito, anche la maturità del Genoa, definita da Gian Piero Gasperini "una squadra con una grande tenuta mentale". Ancelotti farebbe bene a meditare su questo concetto, qualità di cui il Milan è andato a lungo fiero, ma che sembra avere smarrito.
Non riesco a capire i cambi del nostro mister. Ha senso tenere Seedorf così tanto e togliere un Pato in condizioni stratosferiche? Ha senso mettere nella mischia Senderos, visto e considerato che il team di Gasperini disponeva di un attacco rapido e potente? Errrare Humanum est.. e allora rifletta sugli errori e che si ripetano il meno possibile. Anzi mai più!!!!
Gradevole anche l’articolo di www.goal.com, si analizza la situazione e si insiste su alcuni aspetti positivi: Ovviamente non tutto è da dimenticare nella prestazione contro il Genoa: è piaciuto Pirlo, che sta ritornando il fenomenale e inimitabile centrocampista che tutti conosciamo, ha incantato Beckham, sempre più a suo agio e sempre più decisivo, e in difesa ha giganteggiato capitan Maldini, disputando una partita quasi perfetta, limitando Milito per tutto il match. Menzione anche per Abbiati, che con una parata da campione sembrava aver messo in cassaforte i tre punti. Si riparte dall’“Olimpico”, contro una Lazio assetata di punti e di riscatto: un passo falso a Roma equivarrebbe ad ammainare bandiera bianca.
E allora davvero c’è da sperare in un Milan che può farcela, deve crederci perché possiede mezzi e cuore. Non siamo inferiori a nessuno. Dimostriamolo!!!

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del 11/01

Eccoci nuovamente al via, e speriamo che questo 2009 porti nuove vittorie in casa rossonera. La società è costantemente alla ricerca di un valido difensore centrale e di un terzino sinistro viste le precarie condizioni di molti uomini. Ma in questo periodo ad impazzare non è solo il calciomercato, fa discutere l’arrivo del sir Beckham in rossonero. Il punto è questo: Cosa e quanto c’è da aspettarsi dal ex talento inglese? Può esser determinante nello scacchierre di Carletto? Non faccio mai giri di parole e intendo esporre il mio punto di vista senza esitazioni e forzature. Per me quest’acquisto, usando un’ antica accezione manzoniana, “non s’ha da fare”; tuttavia il dado è tratto, teniamoci sta castagna sperando che possa portare benefici… soprattutto da un lato… quello tecnico-tattico. Le esigenze erano e sono altre, l’affare ritengo sia una pura operazione commerciale. Prego Dio che l’inglese torni in America, e se c’è chi profila la triste eventualità che questo baronetto possa prolungare il suo soggiorno milanese di qualche anno rispondo: NO GRAZIE! Servirebbe la Macumba e qualche rito voodoo per scacciare questa suggestiva ma tristissima ipotesi. Visitando i vari siti dedicati al calcio in generale ho notato un commento, mi trovo abbastanza d’accordo con quanto scritto da Luciano da Cesena che commenta sul sito www.goal.comwww.ilveromilanista.it : “Ecco perché concludo dicendo che la “riconoscenza” la meritano solo e soltanto i tifosi. La società, semmai, merita talvolta i complimenti e qualche altra le critiche. Complimenti per molte scelte passate, soprattutto come allenatori e come creazione di spogliatoi molto uniti. Ma critiche (mai abbastanza incisive) per i danni causati da Galliani a Marsiglia o nelle ancora oscure faccende di Calciopoli che l’hanno visto anche marginalmente protagonista. In ogni caso, in quest’ultimo anno (solare), consentitemi di dire che la società nel suo complesso (allenatore, giocatori, dirigenti e proprietario) merita solo critiche. Il resto sono chiacchiere e gossip da Novella 2000.” Sinceramente non me la sento di condannare la società, in questi ultimi 20 anni mi ha regalato tantissime gioie, gli errori ci possono stare, è normale e naturale oserei dire. Occorre imparare e fare tesoro degli errori per proseguire al meglio, Galliani e soci lo sanno benissimo. Stanno costruendo un nuovo Milan. E intanto noi tifosi rossoneri aspettiamo con fiducia. l’arrivo dello Spaceboy: “Milanisti, dovete abituarvi! David Beckham continuerà a fornire prove del genere, occhi su di lui, compagni che gli forniscono centinaia di palloni e lui che, nel tentativo di cercare la supergiocata (gliene riuscirà 1 ogni 50) sprecherà palloni su palloni. So già che vi alzerete tutti in piedi quando manderà in goal Pato con un lancio di 30-40 metri, ma credo che anche Gattuso sia già riuscito a farlo. Prenderlo è stato un errore o anzi, per dirla alla Mughini, una "baracconata" non degna del club rossonero.” Abbastanza, ma non totalmente come dicevo. Abituarci a cosa? I più ravveduti sapranno certamente quanto vale l’attuale Beckham. Noi tifosi rossoneri non siam mica fessi. A buon intendere… Ecco mi sono sfogato, ci voleva proprio, sono convinto che le qualità della dirigenza siano altre, questo propinarci giocatori imbolsiti dagli anni e sazi di ogni vittoria ha poco senso, resto fiducioso sulle voci riguardanti Pennant, Dossena, Agger. I Beckham e i Cannavaro sono da evitare come la peste. Urge ringiovanire e questo quel che conta. Peccato anche per i troppi infortuni, sono proprio questi la causa del nostro ritardo in classifica. Rifletto molto leggendo l’articolo scritto da Cristiano Cattaneo sul sito 
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