il Tocco Rosa 08
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del 23/12/2008
Fare gli AUGURI DI BUONE FESTE ai miei lettori...ma ci siete davvero?...
Vi confesso che il solo pensiero mi emoziona un po’...Io, come credo i miei colleghi di penna sul sito, scrivo per il piacere di scrivere, con la possibilità di mettere nero su bianco le emozioni che questa nostra squadra mi fa vivere...nel bene e nel male...e sapere che queste stesse emozioni possano essere condivise anche solo da uno di voi...è una soddisfazione grandissima.
Quindi spero siate tanti e vi ringrazio veramente di cuore.
ARRIVEDERCI AL 2009...SEMPRE COL MILAN NEL CUORE!
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del 15/12/2008

IL GUERRIERO E’ FERITO...
si è ferito in battaglia...e prima di arrendersi...suo malgrado...seppur ferito...ha continuato a combattere...per vincere la battaglia, per i suoi compagni, per la sua...anzi...per la nostra bandiera, per i nostri colori...quel ROSSONERO che ormai ha tatuato sulla pelle e nel cuore...proprio come ognuno di noi.
Dopo un periodo sottotono, dopo la malsana idea di lasciarci...era tornato il combattente di sempre, forse meglio di prima, in campo ci buttava anima e cuore, con la grinta che lo contraddistingue...ancora primo ad uscire dal tunnel degli spogliatoi per il riscaldamento...il suo incitamento al pubblico dopo un gol segnato, dopo una vittoria ottenuta...scuoteva anche le anime più tiepide...questo era il ns Gennarino Gattuso al momento del maledetto infortunio...che lo ha colpito nel suo momento migliore. Ma un vero guerriero non si abbatte, non si ferma, non si arrende, non si piange addosso...e lui...da vero guerriero...non si è abbattuto, non si è fermato, non si  arreso, non si sta piangendo addosso. Sta accettando, ancora un po’ incredulo, il  destino beffardo e marrano che lo costringe a questa lunga sosta forzata e lui questo destino lo sfida, promettendosi e promettendoci un recupero al di là del limite umano, perché lui sa che questo Milan ha bisogno di lui, della sua indomabile voglia di essere, della sua indomabile voglia di vincere con e per il Milan. E il guerriero, fuori dalle prossime battaglie, rimarrà ai margini del campo, ma non ai margini della squadra, la sua presenza rimarrà costante ed importante  per il gruppo e la sua voce risuonerà nell’aria respirata dai compagni, rimbomberà nelle stanze di Milanello, rimbalzerà in ogni cuore rossonero e saprà trasmettere a tutti questa sua forza irrefrenabile che deve tenere, suo malgrado, a freno...se in campo mancherà l’originale...dovranno esserci undici cloni nell’anima per riportare il Milan in alto e preparare, per il rientro del guerriero, altre battaglie da vincere.
E allora FORZA RINGHIO...tieni affilate le tue armi...tieni oliato il tuo entusiasmo...così da ritrovarli intatti e pronti a colpire...come prima...meglio di prima...quando servirà di più...quando vincere anche l’ultima battaglia potrebbe significare vincere la guerra.
Ed è per questo che il popolo rossonero tutto è già in attesa del....
RITORNO DEL SUO GUERRIERO
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del 08/12/2008

UN UOMO... UN PERCHE'
In questo periodo, a leggere e sentire certi commenti, mi sembra di vivere in un tempo di manzoniana memoria...
dagli all’allenatore...
il nostro Milan sta attraversando un momento un po’ “difficile”.
Infatti io non mi sento di parlare di crisi, ma di difficoltà dovuta in parte ai numerosi infortuni che si sono succeduti,  in parte alla necessità di trovare un nuovo assetto tattico richiesto dai nuovi innesti stagionali.
Il tifoso, però, non può aspettare, non sa aspettare, soprattutto se vede l’odiata rivale, che la dea bendata continua a favorire, volare in alto.
E allora serve un capro espiatorio, un qualcuno con cui prendersela e sfogare le proprie delusioni
...e chi se non l’allenatore?
Si sprecano critiche feroci, giudizi sommari e inviti poco gentili.
La memoria del tifoso sa essere molto corta, il tifoso sa dimenticare in fretta i passati trionfi, ha sempre fame di nuove vittorie e per questo giustifica e si arrocca il diritto di tranciare sentenze e di essere spietatamente irriconoscente.
L’allenatore il Mister di questo Milan non è un uomo qualunque...
prima di sedersi su quella panchina, ha indossato la nostra maglia, orgogliosamente,
ha contribuito a rifare grande questa squadra,
ha annientato il Real Madrid in una serata memorabile e che resterà indelebile nelle menti e nei cuori dei tifosi rossoneri che l’hanno vissuta, segnando il primo dei 5 gol di quella partita, che avrebbe portato il Milan alla finale di Barcellona,
a vivere quella notte magica e a sollevare al cielo la terza Coppa dei Campioni della nostra storia.
Da giocatore veniva soprannominato TERMINATOR per le sue ginocchia rifatte e CUORE DI TIGRE per la grinta e l’abnegazione con cui entrava in campo e l’amore per questa squadra, per questa Società, per questi colori, l’hanno fatto decidere, nello spazio di poche ore, il suo destino.
Dopo varie peregrinazioni su altre panchine, dove non sempre veniva apprezzato come meritava, sembrava dovesse finire su quella del Parma...ma è bastata una telefonata...e il richiamo del cuore è stato più forte...destinazione MILAN!  
E il “suo” Milan l’ha plasmato, forgiato e l’ha fatto ritornare vincente, regalando a noi tifosi notte memorabili di indicibili emozioni...nel bene e nel male...nelle vittorie e nelle sconfitte...MANCHESTER...ISTANBUL...ATENE...non defilandosi mai, stando sempre in prima linea e mettendoci sempre il suo bel faccione che sa trasmettere calma e sicurezza...anche adesso...sì, anche adesso
...in questo momento non propriamente positivo.
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del 01/12/2008

FILIPPO INZAGHI
UN NOME...UN DESTINO
IL GOL
Questo eterno ragazzo...innamorato del gol...e il gol lo sa...e loro si cercano, si rincorrono...fino a trovarsi...come amanti mai sazi. Un amore sconfinato...perché ha superato tutti i confini...Italia...Europa...il Mondo...Milano...Atene...Yokohama...lì, dove è arrivato il Milan, anche e soprattutto grazie ai suoi gol. Quando Mauro Suma, direttore di Milan Channel e per ogni milanista quasi un guru, attraverso il Forum, ci invita a scrivere ciò che per noi è Filippo Inzaghi, perché sta preparando un libro e gli piacerebbe avere il nostro contributo, non ci penso due volte e trasformo la mia emozione in versi. Il libro esce nella primavera 2008 e veder  comparire tra quelle pagine il mio scritto è l’ennesima, indescrivibile emozione targata Super Pippo. E dopo l’ultimo lungo immenso brivido provato in terra inglese al suo 65° gol, fatto con la fascia da capitano, che lo riporta in cima alla classifica dei cannonieri europei, che dà al Milan il pareggio e la sicura qualificazione ai sedicesimi della Coppa Uefa...traguardo finale Istanbul...ho deciso che questa settimana questa rubrica doveva parlare di lui e allora riporto quella pagina anche qui...dedicata a te PIPPO NOSTRO...eterno ragazzo innamorato del gol...
Un’emozione chiamata Inzaghi
Ogni gara è un’emozione se c’è in campo ALTA TENSIONE
PIPPO...PIPPO...PIPPO MIO
se lui fa gol lo grido anch’io!
Rivivo col cuore e con la memoria ciò che ha dato al Milan...è ormai un pezzo di storia.
E da milanista veramente appassionata mai più scorderò quella fatidica data
...23 MAGGIO 2007...
una di quelle notti perfette
una di quelle notti da ricordare bene... la magica notte sotto il cielo di ATENE...
dove non v’eran stelle nel cielo bianco perché s’eran tutte riversate sul campo.
Ed una su tutte mandava bagliori, ovunque presente nei cuori e nei cori, un ragazzo che con l’entusiasmo, i suoi gol ed il sorriso,i milanisti tutti ha portato in paradiso e con la sua grinta veramente micidiale ha guidato il Milan alla vittoria finale!
E questo episodio è regola e non eccezione se c’è di mezzo ALTA TENSIONE.
Riaffiorano ricordi di emozioni intense... altre notti magiche finite trionfalmente.
Entusiasmo, gratitudine, esaltazione amor filiale e carnale, un groviglio d’emozione.
Per questo ragazzo il mio cuore non distingue i sentimenti e per ciò che mi ha fatto vivere non potrebbe essere altrimenti.
Il suo nome è INZAGHI FILIPPO
anche se tutti lo chiamano PIPPO
Sicuro che un tempo non vestiva rossonero?
Oramai non mi ricordo...FORSE NON E’ VERO!
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del 24/11/2008
Vuoi più bene alla mamma o al papà? Una domanda che un bambino non vorrebbe mai sentirsi fare.
Preferisci Sheva o Van Basten? Una domanda che un milanista non vorrebbe mai sentirsi fare.
Come si fa a scegliere tra le emozioni?
Due splendidi campioni che, ad ogni tifoso rossonero, han fatto vivere momenti di esaltante goduria...di emozione vera...di soddisfazione grandissima.
Ognuno a suo modo...ognuno a suo tempo...
I ventenni  di oggi sono cresciuti  con negli occhi il rigore di Manchester, hanno assistito alla crescita costante di questo ragazzo venuto dall’Est, un po’ spaesato, ma già grande e come tutti hanno condiviso la sua consacrazione a grande del calcio, fino alla conquista del Pallone d’Oro.
I ventenni di ieri hanno goduto nel vedere il loro Milan tornare grande...finalmente...dopo anni bui...grazie anche e soprattutto alle gesta di questo olandesino che, quando è approdato in rossonero, era praticamente uno sconosciuto di belle speranze e che con la nostra maglia il Pallone d’Oro l’ha vinto tre volte.
Andriy Shevchenko - Ricordo ancora la sua prima volta a S. Siro...no, non con la maglia rossonera, ma con quella della Dinamo Kiev, in un’amichevole che rientrava nelle trattative del suo acquisto, da “avversario”...ma già “a casa”. Con quei suoi dolci occhi da cerbiatto guardava i tifosi sugli spalti di S. Siro, incredulo del grande affetto che traspariva dal loro incitamento, già conquistati da questo ragazzo venuto dall’Est, forse inconsciamente certi dei futuri grandi momenti che lui li avrebbe portati a vivere. La sua carriera è stato un crescendo con l’amore dei tifosi e quel rigore a Manchester, che consacra il Milan vincitore del trofeo più ambito e proprio contro “l’odiata” rivale di sempre, consacra lui come il beniamino del popolo rossonero, che mai, in quella serata magica, avrebbe pensato di soffrire tanto e proprio a causa sua, in quell’anno maledetto per i nostri colori...il 2006...una scelta di vita che ce lo ha portato via...lontano...in quella Londra grigia e fumosa dove lui sarebbe stato solo uno dei tanti, mal sopportato, quasi umiliato dalle numerose panchine...lui che al Milan si apprestava a diventare il più grande goleador di tutti i tempi. Io, come molti, ho sofferto, versando lacrime vere e
rabbiose...dolorosamente arrabbiata con il “mio” Sheva”, ma non l’ho mai odiato...come puoi odiare chi hai tanto amato? E ho cominciato, da subito, ad attendere speranzosa, il suo ritorno...perchè ero sicura che lui, prima o poi, sarebbe tornato a casa.
E intanto il Milan, rialzando orgogliosamente la testa dalla batosta dell’estate di quell’anno, va ad Atene a vincere la sua settima Champions...io c’ero quella sera...l’emozione indescrivibile della rivincita...e non mi vergogno a dire che, al fischio finale, il mio primo pensiero è stato per lui...Sheva guarda cosa ti sei perso...non con la soddisfazione per la mia rivalsa, ma con il dispiacere per la sua assenza. Ma, come si dice, il tempo è galantuomo e, da galantuomo, dopo due anni, ce lo restituisce e da subito l’amore, rimasto sotto la cenere della lontananza, si riaccende. All’ufficialità della notizia...un’emozione in più e altre lacrime...di liberatoria gioia, con la certezza, la stessa di due anni fa, che saprà ritornare il “mio” Sheva. e diventare il più grande goleador del Milan...è solo questione di tempo...Bentornato a casa Andriy!
Marco Van Basten - Ci ha riportato sul tetto del mondo...ci ha fatto diventare i più grandi...ci ha fatto vincere di tutto di più...ci ha deliziato con il suo estro, con la sua fantasia, con la sua concretezza, con la sua classe innata...ci ha fatto sognare...gioire...emozionare...commuovere... entusiasmare...insomma... ci ha fatto ritornare IL MILAN! Un grande campione in campo, un vero signore nella vita...mai una virgola fuori posto...massimo rispetto per l’avversario...i suoi gol non erano mai banali, erano pezzi di bravura, di delizia per gli occhi di tutti, milanisti e non e di gioia per il nostro cuore rossonero...rigori compresi...il suo “saltino” prima del tiro mi faceva impazzire. Il destino del calcio, però, forse conscio di tutta quella classe innata, ha deciso di fargli pagare pegno...MALEDETTA CAVIGLIA...e inizia il suo e il nostro calvario...tra alti e bassi...tra delusioni e speranze...fino a quella tremenda e mai voluta decisione...alla resa finale. Di chi fu l’errore...forse del calciatore? Si è fidato troppo di chi lo ha consigliato male. Certamente del medico, che ha sbagliato diagnosi e cura. Spero che questo signore, ogni giorno della sua vita, provi un po’ di rimorso per aver privato TROPPO PRESTO un raro campione al calcio che conta, ma soprattutto aver privato un uomo di ciò che la sua professione avrebbe ancora potuto dargli.
Quella sera...a S. Siro...il suo giro di campo...giacchino di renna aperto sulla camicia rosa...le mani alzate in un applauso a salutare il suo pubblico...unito in un lungo grande disperato applauso, simile ad un abbraccio, per salutare il suo campione, che entrava nella leggenda e nella storia del Milan.
Io c’ero e gli occhi erano umidi di pianto, così come quelli di chi mi stava a fianco. Il calcio è anche questo...il Milan è anche questo...Non ti dimenticherò mai Marco!  
Il Bambi di Kiev o il Cigno di Utrecht?
La mamma o il papà?
Per favore non fatemi più di queste domande...NON SI PUO’ MISURARE L’AMORE!
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del 17//11/2008

Che bella figurina madamadorè...che bella figurina...
C’era una volta una figurina che, per una magia del dio Calcio, prendeva vita se aveva un pallone tra i piedi, ovunque andasse e dovunque fosse. Questa favola inizia il 21 marzo 1980, in quel di Porto Alegre, nella terra del samba, del carnevale più bello del mondo, dove col pallone non si gioca...ma si danza! Il dio Calcio vede che il piccolo gaucho della figurina lo fa da subito in modo egregio e fa di lui un prescelto...ti osanneranno le folle, saprai dare grandi emozioni a chi avrà la fortuna di vederti col pallone tra i piedi...tu, piccolo gaucho, conserva sempre la tua eterna allegria, continua a divertirti mentre giochi a questo straordinario sport che è il calcio....diventerai famoso e ricco...susciterai invidie e malelingue...tu non perdere mai il tuo sorriso, perché saprai rispondere ai tuoi detrattori sempre e solo sul campo!     Avrai il Mondo Pallonaro tutto  e non solo, che ti apprezzerà, farai grande la tua Nazionale, quella Nazionale che è stata di Pelé, forse il più grande, giocherai nelle più prestigiose squadre europee, ma sarà solo nel 2008 che finalmente potrai far parte della più grande squadra del mondo, grazie al suo Presidente, un uomo appassionato del bel calcio e dei gauchi come te, che trattano la palla come un innamorato la sua donna. La tua fama ti precederà e troverai tanta gente entusiasta che ti accoglierà (uno su tutti: Salvo da Palermo), saprai conquistarti l’amore di tutti i tifosi...e non ti preoccupare se qualcuno si dimostrerà perplesso...tutto si sistemerà il 28 settembre 2008 ore 21.06...li porterai all’apice della goduria calcistica...e ti giureranno amore eterno...e con loro e per loro saprai riannodare le fila della tua gloria e con loro e per loro godere di altri trionfi...ma questa è storia futura! E la “nostra” figurina ogni domenica prende vita, ci ripropone le sue magie, ci fa rivivere emozioni nuove dal sapore antico...contagiati dalla sua allegria...estasiati dalla sua classe...eccolo l’EROE DEL nostro DESTINO...un destino che, anche grazie a lui, saprà essere ancora una volta...VINCENTE e ROSSONERO!
Che bella figurina madamadorè...che bella figurina...
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del 10/11/2008

DA DONNA A DONNA...
Nella serata emozionante e commovente dedicata a Stefano Borgonovo, con immagini toccanti e lo dico senza retorica, perché è vero, si aggirava un eroe ombra.
Da donna, due parole speciali le voglio dedicare a Chantal Borgonovo.
Nel suo viso si poteva leggere tutto ciò che aveva vissuto e che stava vivendo.
Due occhi dolci e duri allo stesso tempo, fermi e decisi, ma con una disperazione di fondo. La disperazione di vedere il tuo uomo, colui con cui hai deciso di dividere la vita, il padre dei tuoi figli, il tuo compagno di sempre, soccombere alla malattia, alla "stronza" , come Stefano stesso l'ha chiamata quella sera, impotente...ma è proprio in questi momenti che noi donne troviamo la forza!
Per difendere...a tutti i costi...ciò che amiamo...tu vita mi vuoi strappare la vita?
Forse ci riuscirai...forse...ma ti renderò duro il compito e lotterò a lungo con le unghie e con i denti per difendere ciò che è mio! E le forze si moltiplicano all'infinito, perché non sei sola e non basta pensare al tuo lui sofferente, ci sono i vostri cuccioli da proteggere, da guidare, da sostenere, da consolare...e a te, piccola grande donna coraggiosa, chi ti protegge, chi ti guida, chi ti sostiene, chi ti consola?
Per questo il mio pensiero e una preghiera sono stati per te...
CHANTAL BORGONOVO...UNA DONNA CON LE PALLE!
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del  03/11/2008
Per un “dolce” festeggiamento niente di meglio che una bella torta... e allora ecco il via alla rubrica... CALCIO & CUCINA ovvero… A OGNI CAMPIONE LA SUA RICETTA
CLARENCE TORTE
Ingredienti: 200 gr di cioccolato fondente, 200 gr di zucchero, 200 gr di burro, 4 uova, 3 cucchiai di farina, un pizzico di sale.
Fondere il cioccolato con due cucchiai di acqua, aggiungere il burro e, una volta sciolto, lo zucchero, incorporare i rossi dell'uovo e lasciare riposare. Montare i bianchi a neve con un pizzico di sale, unire al composto, aggiungere la farina, mescolare delicatamente e versare il tutto in una teglia foderata con carta forno. Mettere nel forno a 180° per 20 minuti. Levare la torta dal forno e lasciarla riposare qualche minuto. Rovesciarla su un piatto e spolverizzarla di cacao amaro e/o zucchero a velo, con guarnizioni suggerite dalla vostra fantasia e un po’ di rosso su tutto quel nero ci sta benissimo (usate le codette).
E’ una delizia per il palato… come lo è stato per noi milanisti il 3 a 2 di Clarence in quel famoso derby!
Provare per credere e… FORZA MILAN!
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Presentazione -
Perché il “TOCCO ROSA DEL DIAVOLO”? Perché è ora di finirla di considerare il mondo pallonaro come universo prettamente maschile! Noi donne tifose siamo tante e, lo sappiamo bene, siamo forse più agguerrite dei colleghi maschi… senz’altro, quando ci mettiamo, più scatenate; perché ognuna di noi, inutile negarlo, ha il suo preferito... non solo per meriti calcistici e qui scatta la nostra indole femminile… il nostro essere donna… lo vorremmo coccolare, vorremmo essere per lui mamma, sorella, moglie, amante…perché, oltre al calciatore famoso, al campione, riusciamo a vedere in lui l’uomo. Uno dei misteri del calcio è proprio questo: mai capito come uomini “veri” possano provare una così grande passione per altri uomini. A noi donne non potrebbe capitare mai…troppa innata rivalità! Comunque qui si parlerà di Milan e di Milanisti, famosi e non, in modo semiserio e con un occhio al pettegolezzo, o gossip come si dice oggi, senza dimenticare le emozioni con un pizzico di poesia (perché è una delle mie più grandi passioni…o debolezze…fate voi. Non mancherà neppure uno strano abbinamento… CALCIO & CUCINA... ovvero… A OGNI CAMPIONE LA SUA RICETTA.Insomma, di tutto di più del Mondo Femminile targato MILAN DAY, senza mettere limiti alla provvidenza. E allora…che l’avventura cominci L’ALTRA META’ DEL CIELO si mette in gioco!
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